Lingua   

Fado tropical

Chico Buarque de Hollanda


Lingua: Portoghese


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Gota d’água
(Chico Buarque de Hollanda)
Apesar de você
(Chico Buarque de Hollanda)
Ninguém pode mais sofrer
(Geraldo Vandré)


[1972-73]
Scritta da Chico Buarque con il cineasta Ruy Guerra (che era stato anche il primo marito di Nara Leão)
Testo trovato sul sito di Chico Buarque

Fado tropical

Nel disco intitolato “Calabar: o elogio à traição”, colonna sonora di uno spettacolo teatrale dedicato alla figura di Domingos Fernandes Calabar (1600-1635), un mulatto, facoltoso imprenditore zuccheriero del Pernambuco brasiliano che tradì gli spagnoli (che in quel periodo dominavano il Portogallo) per allearsi con i nemici olandesi. Catturato, finì malamente garrotato e poi squartato...

Dopo aver “annientato” Geraldo Vandré, i militari brasiliani si trovarono subito un altro artista da perseguitare con particolare accanimento. Oltre a soffrire un anno di esilio in Italia, Chico Buarque vide censurate parzialmente o totalmente molte sue canzoni, come Apesar de você

Quella di “Calabar” era una vera e propria operazione di “sovversione”. Un personaggio che in tutti i libri di storia era disegnato come vigliacco e traditore, veniva riabilitato da Buarque e Guerra come uno che non era interessato al tornaconto personale ma a che migliorassero le condizioni di vita del popolo oppresso dai colonialisti, portoghesi o spagnoli che fossero. Infatti, come sostengono pure alcuni storici (a torto o a ragione, non posso approfondire qui la cosa), Calabar era convinto che gli olandesi avesso più rispetto della libertà di coscienza e di quelle civili e religiose... Ma la provocazione di Buarque e Guerra non mirava in realtà al “revisionismo” di un episodio risalente al XVII secolo, non era questo che interessava loro: l’obiettivo era il regime militare, la sua censura, la sua informazione ingessata che faceva passare ogni cosa al popolo come se fosse verità colata e incontestabile...
Essendo l’operazione molto ben mascherata (Buarque era diventato un maestro del “dire senza dire”) “Calabar” non fu censurato in toto e gli autori furono costretti ad apportare modifiche al testo di qualche brano, ma non riuscirono a salvare “Vince nella vita chi dice di sì”, troppo esplicita fin dal titolo, sostituita da una versione solo strumentale.

Calabar

“Ah, in questa terra brasiliana realizzeremo il nostro sogno, la trasformeremo in un immenso Portogallo, diventerà il nostro Impero coloniale... Sai, in fondo sono un sentimentale: tutti noi ereditiamo col sangue lusitano una buona dose di lirismo (oltre alla sifilide, naturalmente!). E così anche quando le mie mani sono occupate a torturare, strangolare, macellare, il mio cuore socchiude gli occhi e sinceramente piange...”

Beh, sicuramente da censura, no?!?

E la censura colpì anche la copertina del disco che, riproducendo il titolo come una scritta su di un muro, era in odore di “sovversione”. Chico Buarque decise di sostituirla con una completamente bianca e senza titolo, per protesta, ma le vendite andarono così male che la Philips decise di ristampare il disco con in copertina una foto di Chico Buarque ed il titolo banale di “Chico Canta”

Chico Canta, prima versione
Chico Canta, seconda versione
Oh, musa do meu fado
Oh, minha mãe gentil
Te deixo consternado
No primeiro abril
Mas não sê tão ingrata
Não esquece quem te amou
E em tua densa mata
Se perdeu e se encontrou
Ai, esta terra ainda vai cumprir seu ideal
Ainda vai tornar-se um imenso Portugal

Sabe, no fundo eu sou um sentimental
Todos nós herdamos no sangue lusitano uma boa dosagem de lirismo...(além da sífilis, é claro)
Mesmo quando as minhas mãos estão ocupadas em torturar, esganar, trucidar
Meu coração fecha os olhos e sinceramente chora...

Com avencas na caatinga
Alecrins no canavial
Licores na moringa
Um vinho tropical
E a linda mulata
Com rendas do Alentejo
De quem numa bravata
Arrebato um beijo
Ai, esta terra ainda vai cumprir seu ideal
Ainda vai tornar-se um imenso Portugal

"Meu coração tem um sereno jeito
E as minhas mãos o golpe duro e presto
De tal maneira que, depois de feito
Desencontrado, eu mesmo me contesto

Se trago as mãos distantes do meu peito
É que há distância entre intenção e gesto
E se o meu coração nas mãos estreito
Me assombra a súbita impressão de incesto

Quando me encontro no calor da luta
Ostento a aguda empunhadura à proa
Mas o meu peito se desabotoa

E se a sentença se anuncia bruta
Mais que depressa a mão cega executa
Pois que senão o coração perdoa..."

Guitarras e sanfonas
Jasmins, coqueiros, fontes
Sardinhas, mandioca
Num suave azulejo
E o rio Amazonas
Que corre Trás-os-Montes
E numa pororoca
Deságua no Tejo
Ai, esta terra ainda vai cumprir seu ideal
Ainda vai tornar-se um imenso Portugal
Ai, esta terra ainda vai cumprir seu ideal
Ainda vai tornar-se um império colonial

inviata da Bernart Bartleby - 16/11/2014 - 21:18



Lingua: Francese

Traduzione francese (parziale) da Cahiers d’études romanes
FADO TROPICAL

Ô, muse de mon fado,
Ô, ma gentille mère,
Je te quitte consterné
En ce premier avril.
Mais ne sois pas si ingrate,
N’oublie pas celui qui t’a tant aimé,
Et qui dans la densité de tes forêts
S’est perdu et s’est retrouvé.
Ah, cette contrée peut encore atteindre son idéal,
Elle peut devenir un jour un immense Portugal !

Des fougères dans sa savane14,
Du thym dans ses plantations de canne,
Des liqueurs dans ses calebasses,
Un sorte de vin tropical.
Et la belle mulâtresse,
Ornée de dentelles de l’Alentejo,
À qui, par bravade,
J’arrache un baiser !

Des guitares et des accordéons,
Des jardins, des cocotiers, des fontaines,
Des sardines, du manioc
Sur un fond d’azulejos !
Et le fleuve Amazone
Qui coule à Trás-os-montes,
Et qui dans un mascaret15,
Vient se déverser dans le Tage !
Ah, cette contrée peut encore atteindre son idéal,
Elle peut devenir un jour un empire colonial !

10/5/2018 - 23:54



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