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Canzone di Paraloup (Canson ‘d Paralup)

Brigata GL “Italia Libera”


Lingua: Italiano (Piemontese)


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[1944]
Testo tratto da “Uno sarà preso. Due fratelli nella bufera della guerra”, di Domenico Agasso jr. e Attilio Celeghini, Effatà editrice, 2008.
Sull'aria della canzone alpina “Quand ch'a j eru a Pampalup”



Paraloup (“difesa dai lupi”) è una borgata situata a 1.361 metri nel comune di Rittana, tra le valli Stura e Grana, provincia di Cuneo, dove durante la Resistenza operò la banda “Italia Libera”, facente parte delle brigate partigiane “Giustizia e Libertà” legate al Partito d’Azione (il cui organo di stampa si chiamava, per l’appunto “L’Italia Libera”).
La banda Italia Libera, costituitasi l’11 settembre 1943 a Madonna del Colletto per iniziativa di 12 antifascisti, tra i quali Duccio Galimberti, Dante Livio Bianco, Ettore Rosa e Dino Giacosa, si spostò a Paraloup alla fine del mese, e qui rimase fino alla primavera del 1944. In marzo, con il sopraggiungere di nuovi volontari e renitenti alle leve fasciste, la formazione si articolò: nelle baite di Paraloup restò la 1ª banda, mentre se ne costituirono altre 3, che si spostarono nel Vallone dell’Arma, in Valle Gesso e in Valle Maira. La borgata Paraloup fu un punto di riferimento importante per i partigiani anche successivamente, a partire dall’inverno del 1944 e fino alla Liberazione.



In questi ultimi anni la borgata Paraloup, che era rimasta disabitata e diroccata, è stata interamente recuperata e rivitalizzata grazia ad un progetto della Fondazione Nuto Revelli.



Il testo della canzone fu composto collettivamente dai componenti del gruppo nel marzo 1944, mentre alcune delle nuove bande partivano da Paraloup per raggiungere i nuovi obiettivi. Nel testo sono ricordati alcuni dei partigiani che operarono nella formazione e cioè: Alberto Bianco, Leandro Scamuzzi ("Leo"), Dante Livio Bianco, Nuto Revelli (il capitano), Ezio Aceto (il colonnello), Giovanni Monaco ("Nino"), Giuseppe Martorelli ("Marco"), Ivanoe Bellino.


Quand ca j eru a Paralup
i dürmiu suta i cup
e sensa paja
Quand ca j eru a Paralup
i dürmiu suta i cup
e sensa paja

A fasiu tirè i cinghin
a s’fasiu j tajarin
cun ël tritolo
A fasiu tirè i cinghin
a s’fasiu j tajarin
cun ël tritolo

E Albèrt per risparmiè
a fasia fin da mangè
l’pan ‘d merda
E Albèrt per risparmiè
a fasia fin da mangè
l’pan ‘d merda

E se Leo da Türin
riva nen cun i quatrin
tiruma cinghia
E se Leo da Türin
riva nen cun i quatrin
tiruma cinghia

J è peui Livio cul sgnunfiun
cun ‘l so Partì d’Asiun
a straca tüti
J è peui Livio cul sgnunfiun
cun ‘l so Partì d’Asiun
a straca tüti

Adesi fuma 'n capitan
ch'a l'è brau parei del pan
l'è Dio en tera
Adesi fuma 'n capitan
ch'a l'è brau parei del pan
l'è Dio en tera

A l'à mac na fissasiun:
pal e tampa e füsilasiun
per tüti quanti
A l'à mac na fissasiun:
pal e tampa e füsilasiun
per tüti quanti

Peui i fuma 'n culunel
l'à le mine 'n t' el servel
fa sautè tüti
Peui i fuma 'n culunel
l'à le mine 'n t' el servel
fa sautè tüti

A j è Nino cul vigliac
l'è beivüsse ël cugnac
'd tüta la banda
A j è Nino cul vigliac
l'è beivüsse ël cugnac
'd tüta la banda

A j è Marco 'l nost tenent
a l'ha d'pui d'alevament
per tüti quanti
A j è Marco 'l nost tenent
a l'ha d'pui d'alevament
per tüti quanti

A j è Ivano che a i so umnet
ciula sempre i sigaret
giugand a scupa.
A j è Ivano che a i so umnet
ciula sempre i sigaret
giugand a scupa.

inviata da Bernart Bartleby - 12/10/2014 - 23:07



Lingua: Italiano

Traduzione italiana dal volume “Uno sarà preso. Due fratelli nella bufera della guerra” citato.
LA CANZONE DI PARALOUP

Quando ero a Paralup
si dormiva sotto i tetti
e senza paglia.

Si doveva tirare la cinghia
e ti facevano le tagliatelle
con il tritolo.

Alberto, per risparmiare
pur di mangiare
faceva il pane di merda.

Se poi Leo da Torino
non arriva con i soldi
noi tiriamo la cinghia.

C'è poi Livio, quello sgonfione
con il suo Partito d'Azione
ci stanca tutti.

Ora abbiamo un capitano
che è buono come il pane
è Dio in terra.

Ha solo una fissazione:
palo, fossa e fucilazione
per tutti quanti.

Poi abbiamo un colonnello
ha le mine nel cervello
fa saltar tutti.

E c'è Nino, quel vigliacco
s'è bevuto il cognac
di tutta la banda.

E c'è Marco, il nostro tenente
che ha i pidocchi di allevamento
per tutti quanti.

C'è Ivano che ai suoi ragazzi
frega sempre le sigarette
giocando a scopa.

inviata da Bernart Bartleby - 12/10/2014 - 23:09



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