Lingua   

Parlando del naufragio della London Valour

Fabrizio De André


Lingua: Italiano


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fabfuma
[1978]
Testo e musica di Fabrizio de André e Massimo Bubola
Lyrics and music by Fabrizio de André and Massimo Bubola
Album: "Rimini"

Genova, 9 aprile 1970. La London Valour affonda.
Genova, 9 aprile 1970. La London Valour affonda.


LA STORIA LEGGERA [Seconda parte]
di Francesco Senia
Prima parte

Me lo sono chiesto tutto d'un tratto, E' stato come una sensazione, con in più fatto forte di una piccola nota di Romana che in Amico fragile argomenta come vi si possa leggere una metafora della normalizzazione che si è avviata, alla fine degli anni settanta (siamo nel 1978), prendendo a pretesto il sequestro Moro.
Allora mi sono detto che forse il naufragio della London Valour non parlava di una notizia di cronaca di una nave realmente naufragata in porto, bensì si provava a descrivere lo sbaragliamento dei gruppi armati. Il tutto visto come uno ... spettacolo. Forse....
Cosa, meglio di una nave, da usare come metafora per un movimento che ha attraversato un decennio? Come dire: “navigammo su fragili vascelli/per affrontare del mare la burrasca/ed avevamo gli occhi troppo belli ...
E poi la “London Valour” naufraga nel porto! Come se, in fondo, non fosse mai partita. Oppure, meglio e più probabilmente, naufraga quando oramai è quasi arrivata. Ce l'aveva quasi fatta!
E chi sono i “marinai foglie di coca” , in coperta, che subito dopo si trasformano in “marinai uova di gabbiano” a piovere sugli scogli? Un riferimento alla generazione più carcerata della storia d'Italia, per dirla con Erri de Luca? Una generazione destinata a passare dal “lottavano così come si gioca” alla consapevolezza della morte. Presi in mezzo fra lotta armata e droga! E chi è il capitano dall'amore al collo, rubatogli da un cavo? Lo stesso che trovò un sorriso sulla strada che porta a Trento, in La domenica delle salme? E perché il pasticciere di via Roma, che pesta una mano ogni dodici gradini (il partito comunista italiano, o chi per lui?) e il poeta paralitico che tiene in tasca un uccellino blu cobalto (che sembra uno solo, all'inizio, per poi diventare due persone), e ride quando l'acrobata sbaglia il salto (i grilli parlanti di certa sinistra extra-parlamentare, o chi per loro?) si ritrovano sul molo (salvi!) con “sorrisi da cruciverba” a sorseggiarsi il capitano che soccombe (sparandosi negli occhi)? E decidono di dimenticarlo, il capitano, ormai compatti nel rifiutare ogni rivoluzione (che, per loro, non può finire altrimenti che in un naufragio).
E il “macellaio mani di seta”, che alla fine distribuisce le munizioni, chi altri è se non il generale Dalla Chiesa?
Il pasticciere, il poeta e il paralitico dell'ultima strofa si alleano al macellaio, con le sue mascelle anti-guerriglia, “contro ogni sorta di naufragi o di altre rivoluzioni”!
I marinai foglie di coca digeriscono in coperta
il capitano ha un amore al collo venuto apposta dall'Inghilterra
il pasticcere di via Roma sta scendendo le scale
ogni dozzina di gradini trova una mano da pestare
ha una frusta giocattolo sotto l'abito da tè.

E la radio di bordo è una sfera di cristallo
dice che il vento si farà lupo il mare si farà sciacallo
il paralitico tiene in tasca un uccellino blu cobalto
ride con gli occhi al circo Togni quando l'acrobata sbaglia il salto.

E le ancore hanno perduto la scommessa e gli artigli
i marinai uova di gabbiano piovono sugli scogli
il poeta metodista ha spine di rosa nelle zampe
per far pace con gli applausi per sentirsi più distante
la sua stella sì e oscurata da quando ha vinto la gara del sollevamento pesi.

E con uno schiocco di lingua parte il cavo dalla riva
ruba l'amore del capitano attorcigliandole la vita
il macellaio mani di seta si è dato un nome da battaglia
tiene fasciate dentro il frigo nove mascelle antiguerriglia
ha un grembiule antiproiettile tra il giornale e il gilè.

E il pasticciere e il poeta e il paralitico e la sua coperta
si ritrovarono sul molo con sorrisi da cruciverba
a sorseggiarsi il capitano che si sparava negli occhi
e il pomeriggio a dimenticarlo con le sue pipe e i suoi scacchi
e si fiutarono compatti nei sottintesi e nelle azioni
contro ogni sorta di naufragi o di altre rivoluzioni
e il macellaio mani di seta distribuì le munizioni.

inviata da Riccardo Venturi - 5/9/2006 - 19:45




Lingua: Inglese

La versione inglese di Dennis Criteser [2014]
Dal blog Fabrizio De André in English

lv1


The shipwreck of the London Valour was an actual event that took place in Genoa in 1970. But the focus in this song is on the people who came out to the Genoa docks to rubber neck and watch the unfolding tragedy in morbid fascination. The lyrics are somewhat obtuse, with many possible references to political events and cultural figures from Italy's Years of Lead, (the late 1960's to the early 1980's), which were marked by tremendous social upheaval and terrorism. - Dennis Criteser
SPEAKING OF THE SHIPWRECK OF THE LONDON VALOUR

The seamen are digesting coca leaves on deck,
the captain has a lover ‘round his neck,
just in from England.
The confectioner of Via Roma is descending the stairs,
every dozen steps he finds a hand to step on.
He has a toy whip under his tea coat.

And the radio on board is a crystal sphere,
it says the wind will becomee a wolf,
the sea will become a jackal.
The paraplegic holds in his pocket a little bird, cobalt blue.
He laughs with his eyes, at the Togni Circus,
when the acrobat fails his leap.

And the anchors lost the bet and their hold,
the seamen, seagull eggs, rained on the rocks.
The Methodist poet has rose thorns in his paws
to make peace with the acclaim, to feel more distant,
his star eclipsed
ever since he won the weightlifting contest.

And with a tongue click,
the cable parts from the bank,
steals the captain’s lover, entangling her waist.
The butcher, hands of silk,
gave himself a battle name.
He keeps, swaddled inside the refrigerator,
nine antiwar jawbones.
He has a bulletproof apron
between his newspaper and his vest.

And the confectioner and the poet
and the paraplegic and his blanket
met again on the dock,
with crossword puzzle smiles,
to nurse like a drink the captain
who shot himself in the eyes,
and by afternoon to forget him
with his pipes and his chessmen,
and they smelled secret agreements
in the innuendos and in the actions
against every kind of shipwreck or other revolutions.
And the butcher, hands of silk, handed out the munitions.

inviata da Riccardo Venturi - 24/2/2016 - 15:07




Lingua: Tedesco

Versione tedesca da questo sito

valourlapide


Am 9 April 1970 zerschellte während eines Unwetters am Hafendamm von Genua das Britische Frachtschiff London Valour. Hunderte neugierige und entsetzte Menschen verfolgten die Geschehnisse vom Hafen aus: den verzweifelten Versuch der Schlepper das Schiff noch von den tödlichen Felsen wegzuziehen, sowie, mittels einer improvisierter Seilbahn, die Menschen von Bord zu retten. Doch das Stahlseil brach und riss die Frau des Kapitän in
den Tod. Der Kapitän der London Valour, der an dem Unglück nicht unschuldig war, hatte er doch die Warnungen des Wetterdienstes missachtet, erschoss sich an Bord seines Schiffes. Insgesamt starben bei dem Unglück 20 Menschen.
ÜBER DEN UNTERGANG DER LONDON VALOUR

Die Matrosen verdauen Kokablätter unter Deck
Der Kapitän hat eine Liebe am Hals, extra aus England gekommen
Der Konditor von der Via Roma steigt die Treppen hinab
Nach jedem dutzend Stufen findet er eine Hand um drauf zu treten
Er trägt eine Spielzeugpeitsche unter dem Anzug.

Und das Bordradio ist eine Glaskugel
Sie sagt, dass der Wind zum Wolf, das Meer zum Schakal werden wird
Der Gelähmte hat ein kobaltblaues Vögelchen in der Tasche
Seine Augen lächeln im Zirkus Togni als der Akrobat den Sprung verfehlt.
Und die Anker haben die Wette verloren und die Krallen

Die Matrosen regnen wie Möveneier auf die Klippen
Der methodistische Poet hat Rosendornen in den Beinen
Um Friede zu schliessen mit dem Beifall, um Abstand zu bekommen
Sein Stern hat sich verdunkelt, seit er den Wettbewerb im Gewichtheben gewonnen hat.
Und wie mit einem Zungenschnalzen reisst die Stahltrosse vom Ufer
Stiehlt die Liebe des Kapitäns, indem sie sich um ihre Hüfte wickelt

Der Metzger, Hände aus Samt, hat sich einen Decknamen gegeben
Hält eingewickelt im Kühlschrank neun Antiguerrilla-Kiefer
Trägt eine kugelsichere Schürze zwischen der Zeitung und der Weste.
Und der Konditor und der Poet und der Gelähmte und seine Decke
Finden sich mit einem rätselhaftes Lächeln auf der Hafenmole wieder

Um den Kapitän, der sich zwischen die Augen schiesst, zu geniessen
Und um den Nachmittag zu vergessen mit seinen Pfeifen und seinem Schachspiel
Und sie beschnüffelten sich, geschlossen in den Andeutungen und in den Handlungen
Gegen jede Art von Schiffbrüchen oder andere Revolutionen
Und der Metzger, Hände aus Samt, verteilte die Munition.

inviata da Riccardo Venturi - 6/9/2006 - 02:57




Lingua: Francese

Versione francese di M.R.
RÉCITATIF DU NAUFRAGE DU LONDON VALOUR

L'équipage feuille de coca digère sur le pont
le capitaine a un amour pendu au cou venu exprès d'Angleterre
le pâtissier de la rue de Rome est en train de descendre l'échelle
à chaque douzaine de marches il trouve une main à écraser
il a un fouet jouet sous sa tenue pour le thé.

Et la radio de bord est une boule de cristal
elle dit que le vent se fera loup, que la mer se fera chacal,
le paralytique garde dans sa poche un oisillon bleu cobalt
il rit avec les yeux quand l'acrobate rate son saut
au cirque Togni.

Et les ancres ont perdu le pari et les griffes
les marins oeufs de mouettes pleuvent sur les rochers
le poète méthodiste a des épines de roses dans les pattes
pour faire la paix avec les approbations et se sentir plus détaché
son étoile s'est assombrie quand il a gagné la compétition de poids et althères.

Et dans un claquement de langue le cable part du rivage
il vole l'amour du capitaine en lui entortillant la vie
le boucher main de soie s'est attribué un nom de guerre
il garde envellopées au frigo les nouvelles mâchoires anti-guérilla
il porte un tablier pare-balles entre le journal et le gilet.

Le patissier le poète le paralytique et le pont
se retrouvent sur le quai avec des sourires de cruciverbistes
à se siroter le capitaine qui s'était tiré une balle entre les yeux
et l'après midi pour l'oublier lui, ses pipes et ses jeux d'échecs
et ils se subodorent tous d'accord dans les allusions et dans les opérations
contre toute sorte de naufrage ou autre révolution
et le boucher main de soie distribue les munitions.

inviata da M.R. - 5/8/2012 - 13:27


LA SCIAGURA DELLA LONDON VALOUR
di Augusto Meriggioli

Un articolo del comandante Augusto Meriggioli sulla Rivista Marittima del luglio 2005 ne dà un resoconto dettagliato.

Era il 9 aprile 1970. Sul porto di Genova si era abbattuto un fortunale, con libeccio forza 7-8 e mare grossissimo. Il mercantile britannico London Valour, ancorato da un paio di giorni a circa 1300 metri a sud della diga foranea Duca di Galliera, verso le 14.30 cominciò a scarrocciare verso la scogliera che protegge la diga. Evidentemente l'ancora non aveva più presa.

Mentre sul posto convergevano rimorchiatori, ormeggiatori, pilotine, barcaioli e motovedette della Capitaneria, dei Carabinieri, della Finanza e della Polizia, la poppa della nave si schiantò contro le rocce. Alle 14.45 due soccorritori riuscirono a creare un "va e vieni", cioè un doppio filo di nylon teso tra la diga e il ponte di comando, sul quale scorreva una carrucola munita di cintura a braga, così consentendo il salvataggio di un naufrago per volta.

La nave si spaccò in due tronconi e i membri dell'equipaggio si trovarono divisi in due gruppi, tutti muniti di giubbotto salvagente. La moglie del comandante, imbragata, fu strappata dalla cintura e precipitò in mare, sotto gli occhi del marito, nonostante i tentativi di salvataggio di un vigile del fuoco che si tuffò invano più volte.
I depositi di nafta cedettero e il combustibile, nero e denso come catrame, si sparse in mare e avviluppò i naufraghi caduti in acqua. Tra questi, il comandante del mercantile, che rifiutò l'aiuto di un soccorritore, si slacciò il giubbotto e si lasciò andare.

Volteggiava sulla scena del disastro, sfidando la bufera, il leggendario elicottero dell'ardimentoso capitano Errico, eroe dei Vigili del Fuoco, che poco tempo dopo non sarebbe rientrato da un'ennesima operazione di salvataggio.

Nonostante la mobilitazione dei soccorsi in mare e a terra, le vittime furono venti e la nave andò perduta. Rimorchiata al largo, fu affondata in acque profonde, dopo il recupero del timone a ruota, donato all'Ospedale San Martino che aveva assistito i superstiti; della campana, oggi conservata presso la Chiesa Anglicana di Genova; e della bandiera, consegnata alla Capitaneria di Porto.Fu una tragedia inverosimile, a poche bracciate dalla costa, sotto gli occhi attoniti della città impotente.


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Riccardo Venturi - 5/9/2006 - 19:59


Riccardo ti sei magnato una strofa :P

E il pasticciere e il poeta e il paralitico e la sua coperta
si ritrovano sul molo con sorrisi da cruciverba
a sorseggiarsi il capitano che si sparava negli occhi
e il pomeriggio a dimenticarlo con le sue pipe e i suoi scacchi
e si fiutarono compatti nei sottintesi e nelle azioni
contro ogni sorta di naufragi e di altre rivoluzioni
e il macellaio mani di seta distribuì le munizioni.

Che ne dici di modificare? Oppure la tua versione è un'altra dalla mia? Io prendo direttamente da "Rimini".
(ΔΙΩRAMA Poco Ligio All'Ufficialità)

No...purtroppo qualche mese fa questo sito ha subito un hackeraggio di un tipo che si è divertito a modificare e a cancellare roba. Questo ne è un altro esempio, la versione da me messa era completa (e inoltre conosco a memoria la canzone). Grazie comunque per esserti accorto della cosa e per averci permesso di ripristinare il testo corretto....[RV]

23/12/2008 - 12:26


ehm, nella prima strofa ci sarebbe anche da correggere "un amore", senza apostrofo..
ciao
p.

paolo - 5/2/2009 - 15:19


Il capitano si sparo` come dice la canzone non annego` come dice erroneamente Wikipedia

laura - 6/7/2013 - 16:13



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