Lingua   

Die Kinder vom Bullenhuser Damm

Hannes Wader


Lingua: Tedesco


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Nel disco intitolato “Nach Hamburg” del 1989.

Nach Hamburg

Si tratta in realtà di un racconto recitato dalla intensa voce di Wader, accampagnato semplicemente dal suono di un carillon.

In questi suoi versi Wader ci racconta di un orco cattivo e di un gruppo di bambini che finirono sotto i suoi artigli, ma non si tratta purtroppo di una favola…



L’orco rispondeva al nome di Kurt Heissmeyer (1905-1967), un medico mediocre, di modesta intelligenza, che però aveva l’ambizione di ottenere una prestigiosa cattedra universitaria. Obiettivo difficile da conseguire, visto che il giovane medico non aveva al suo attivo nemmeno una pubblicazione scientifica. Heissmeyer però intuì che diventando un fervente nazista ed avvicinandosi agli ambienti più fanatici del regime, quelli delle SS, avrebbe potuto ottenere delle belle spinte nella sua carriera. Si rese così subito conto che, con tutto quel materiale umano a perdere disponibile nelle centinaia di campi di concentramento esistenti, facendosi assegnare al laboratorio medico di uno qualunque di questi, magari nemmeno troppo lontano da casa, avrebbe potuto condurre liberamente quelle sperimentazioni necessarie a rimpolpare il suo scarno curriculum.



Facendosi raccomandare da alti gerarchi delle SS, Kurt Heissmeyer millantò di essere uno specialista di immunologia e batteriologia e di aver sviluppato un vaccino contro la tubercolosi polmonare che però andava sperimentato su cavie umane prima di poter essere messo sul mercato. Leonardo Conti, presidente della camera dei medici tedeschi, alto ufficiale delle SS (poi suicidatosi in cella a Norimberga nel 1945), fu entusiasta dell’idea e assegnò Heissmeyer al campo di Neuengamme, vicino ad Amburgo. Nella sua baracca laboratorio Heissmeyer cominciò col procurarsi una trentina di prigionieri russi e iniettò loro sotto pelle i bacilli tubercolari, convinto che la reazione all’infezione avrebbe spontaneamente generato difese immunitarie. I protocolli usati da Heissmeyer erano già stati smentiti anni prima dalla medicina, ma lui li applicò ugualmente senza avere la minima cognizione di ciò che stava facendo. Quando le cavie cominciarono a morire, lui non si diede per vinto e chiese al suo amico e collega Josef Mengele, anche lui impegnatissimo in quel di Birkenau, di spedirgli una ventina di bambini ebrei per continuare la sperimentazione.

“Chi vuole vedere la mamma?”, chiese Mengele ai bambini nella sua disponibilità…



I 20 piccoli “volontari”, tra i 5 e i 12 anni, in maggioranza polacchi (ma anche francesi, jugoslavi, olandesi e pure un italiano, Sergio De Simone, 7 anni, di Napoli) arrivarono a Neuengamme alla fine di novembre del 1944. Il Reich stava crollando, ma non l’entusiasmo di Kurt Heissmeyer, che iniettò a quei bambini i soliti bacilli e poi, dopo qualche giorno, asportò loro i linfonodi ascellari dove riteneva che si fossero concentrati gli anticorpi maturati. Ma le ghiandole linfatiche non rivelarono alcuna positiva reazione.



Con l’esercito alleato alle porte di Amburgo, Heissmeyer se la squagliò, il suo programma di studio venne annullato e si pose il problema di far sparire quelle piccole povere cavie infettate…

Il camion con i bambini a bordo impiegò una decina di minuti, alle 22.30 circa si fermava in Spaldingstrasse davanti alla scuola di Bullenhuser Damm.
Si trattava di un palazzo che era rimasto indenne intorno ad un mare di rovine provocate dai bombardamenti Alleati su Amburgo. Le SS avevano adibito la ex scuola a campo di concentramento satellite di Neuengamme e vi avevano concentrato prigionieri provenienti dalla Danimarca e dalla Norvegia.
La vecchia scuola era vuota: tutti i prigionieri erano stati evacuati sui camion della Croce Rossa Svedese.
Ad aspettare il camion a Bullenhuser Damm c'è l'Obersturmführer Strippel: è il comandante del subcampo.
Secondo la testimonianza di Trzebinski, SS-Hauptsturmführer e medico del campo di Neuengamme, tra le due SS si accese una discussione:
“Chiesi a Strippel [SS-Obersturmführer a Neuengamme, morto nel suo letto nel 1994] di parlargli in privato, gli parlai molto chiaramente, gli dissi che occorrevano istruzioni: il Dipartimento Heissmeyer era stato dissolto e Max Pauly [comandante dei campi di Stutthof e Neuengamme, processato e impiccato dagli alleati nel 1946] mi aveva affidato lo spiacevole compito di avvelenare i bambini.
Gli dissi che non avevo intenzione di farlo e che non avevo veleno. Strippel mi rispose che se Pauly aveva dato un ordine occorreva eseguirlo.
Gli dissi allora che non avevo portato con me il veleno intenzionalmente. Strippel si irritò e mi disse che se le cose stavano così avrebbe potuto mettermi al muro e che non era il caso che lo sfidassi.
Ribattei che occorreva un ordine da Berlino e che se fosse arrivato l'avremmo eseguito. Continuammo a discutere a proposito del veleno che non avevo con me. Alla fine disse che visto che io ero un codardo avrebbe preso in mano lui la cosa”

I russi, i medici, gli infermieri vennero fatti scendere dal camion e fatti entrare nella scuola. I due medici francesi e gli infermieri olandesi furono sistemati in una stanza, i bambini in un'altra e i russi nel locale caldaie.
Nella scuola insieme a Trzebinski c'erano Strippel, Jauch, Frahm e Dreimann.
Erano circa le 23 del 20 aprile 1945. I primi a morire furono i medici francesi e gli infermieri olandesi.
Al processo Jauch ricordò: “Dreimann aveva attaccato quattro corde a dei ganci e mise il cappio intorno al collo dei prigionieri poi li sollevò dal suolo e li tenne così per tre o quattro minuti fino a che non morirono. Constatai che contrariamente a quanto era stato detto nessuno oppose resistenza. Sarei stato contento di salvare il medico francese [Quenouille] ma non ero in grado di farlo.”
Quenouille, Florence, Deutekom e Holzel pendevano dai ganci, strangolati dal cappio. Nell'altra stanza venivano impiccati i sei russi. Ora toccava ai bambini.



Ai bambini furono fatte iniezioni di morfina e poi vennero impiccati come gli altri, «come quadri alle pareti» disse la processo uno degli esecutori, l’SS Johann Frahm. L'eccidio si concluse all'alba con l'eliminazione di altri otto prigionieri russi.
I cadaveri dei bambini furono riportati nel campo di Neuengamme e cremati.

Max Pauly, Alfred Trzebinski, Wilhelm Dreimann, Johann Frahm Ewald Jauch furono condannati a morte dagli inglesi nel 1946.
L’orco Kurt Heissmeyer invece se ne tornò nella sua Magdeburgo, continuando ad esercitare la professione medica e vivendo agiatamente. Solo nel 1963 fu arrestato, processato e condannato all’ergastolo. Morì in prigione quattro anni più tardi.



In memoria di:

Birnbaum, Lelka, 12 anni, polacca
De Simone, Sergio, 7 anni, italiano
Goldinger, Surcis, 11 anni, polacca
Herszberg, Riwka, 7 anni, polacca
Hornemann, Alexander, 8 anni, olandese
Hornemann, Eduard, 12 anni, olandese
James, Marek, 6 anni, polacco
Junglieb, W. , 12 anni, jugoslavo
Klygermann, Lea, 8 anni, polacca
Kohn, Georges-André, 12 anni, francese
Mania Altmann, 5 anni, nata nel ghetto di Radom
Mekler, Bluma, 11 anni, polacca
Morgenstern, Jacqueline, 12 anni francese
Reichenbaum, Eduard, 10 anni, polacco
Steinbaum, Marek, 10 anni, polacco
Wassermann, H. , 8 anni, polacca
Witónska, Eleonora, 5 anni, polacca
Witónski, Roman, 7 anni, polacco
Zeller, Roman, 12 anni, polacco
Zylberberg, Ruchla, 9 anni, polacca
SS-Leute haben noch in den Tagen vor Kriegsende,
die Zeit hat gedrängt -
zwanzig Kinder, erst misshandelt, geschlagen
dann in dieser Schule im Keller erhängt.
Ihr Hunger hätte - die Kinder wogen nicht viel -
schon zum Sterben gereicht
doch die Schlingen um ihre Hälse zogen sich deshalb nicht zu.
Zum Erhängen zu leicht schlugen sie um sich an ihren Stricken,
zappelten lange und starben nicht.
Die Mörder hängten - um sie zu ersticken -
sich an sie mit ihrem ganzen Gewicht.

Scheinbar völlig besiegt,
aber nie ganz entmachtet,
leben zu viele dieser Bestien noch,
von zu vielen Menschen geehrt und geachtet,
die selbst harmlos erscheinen
und die sich doch vor den Opfern mehr ekeln als vor den Mördern.
und die Mörder blieben in diesem Staat meist unbehelligt,
sie züchten und fördern längst eine neue, furchtbare Saat.

Mit ihren blutigen Tatzen befingern sie zärtlich ihre Enkel,
prüfen, ob sie gedeihen auf dem sumpfigen Boden.
Und durch Jäten verringern sie die Keime
der Menschlichkeit in ihren Reihen.
Es gilt, die Dämpfe abzulenken,
die aufsteigen aus diesem giftigen Schlamm,
sie für immer zu binden,
auch im Gedenken der Kinder vom Bullenhuser Damm.

inviata da Bernart Bartleby - 30/1/2014 - 11:35




Lingua: Italiano

Traduzione italiana di Riccardo Venturi
30 gennaio 2014
I BAMBINI DEL BULLEHUSER DAMM

Persino nei giorni poco prima che finisse la guerra
(il tempo stringeva!)
le SS hanno pestato a sangue venti bambini, già prima maltrattati,
e poi li hanno impiccati qui, in questa scuola.
La fame che pativano, - i bambini non pesavano granché -
sarebbe già bastata per ammazzarli;
eppure i cappi non si stringevano bene al loro collo.
Troppo leggeri per essere impiccati, si aggrappavano alle corde,
si dimenavano a lungo e non morivano.
Per soffocarli, quegli assassini dovettero
stirarli con tutto il loro peso.

Apparentemente del tutto sconfitte
ma mai completamente messe fuori gioco,
molte di queste belve sono ancora vive,
onorate e rispettate da troppe persone
che, a loro volta, sembrano innocue
ma a cui fanno più schifo le vittime che gli assassini.
E agli assassini, in questo paese, non viene perlopiù dato nessun fastidio
così che coltivano e fomentano un nuovo e terribile seme.

Con le loro grinfie insanguinate accarezzano teneramente i nipotini,
controllano se crescono bene sul terreno paludoso.
A forza di estirpare, serrano i germogli
dell'umanità nelle loro schiere per eliminarli.
Per allontanare i vapori mefitici
che salgono da questo acquitrinio velenoso
bisogna legarli per sempre,
anche in ricordo dei bambini del Bullenhuser Damm.

30/1/2014 - 16:52




Lingua: Francese

Version française – LES ENFANTS DE BULLENHUSER DAMM – Marco Valdo M.I. – 2014
d'après la traduction italienne de Riccardo Venturi d'une
Chanson allemande - Die Kinder vom Bullenhuser Damm – Hannes Wader – 1989


Il s'agit en réalité d'un récit dit par la voix prenante de Wader, accompagné simplement du son d'une boîte à musique.
Wader nous parle d'un ogre méchant et d'un groupe d'enfants qui finirent sous ses griffes, mais il ne s'agit malheureusement pas d'une fable…

L'ogre répondait au nom de Kurt Heissmeyer (1905-1967), un médecin médiocre, de modeste intelligence, qui avait cependant l'ambition d'obtenir un poste universitaire prestigieux. Objectif difficile à atteindre, vu que le jeune médecin n'avait même pas à son actif une seule publication scientifique. Heissmeyer cependant pressentit qu'en devenant un fervent nazi et en se rapprochant des milieux les plus fanatiques du régime, ceux de la SS, il pourrait obtenir de belles avancées dans sa carrière. Il se rendit ainsi vite compte que, avec tout ce matériel humain à perdre disponible dans les centaines de camps de concentration existants, en se faisant assigner au laboratoire médical de l'un quelconque de ceux-ci, peut-être même pas trop loin de chez lui, il pourrait mener librement des expérimentations nécessaires pour revigorer son maigre C.V.

En se faisant recommander par de hauts gradés de la SS, Kurt Heissmeyer se vanta d'être un spécialiste d'immunologie et bactériologie et d'avoir développé un vaccin contre la tuberculose pulmonaire qui cependant devait être expérimenté sur des cobayes humains avant de pouvoir être mis sur le marché. Leonardo Conti, président de la chambre des médecins allemands, haut officier de la SS (qui s'est suicidé ensuite en cellule à Nuremberg en 1945), fut enthousiasmé par l'idée et assigna Heissmeyer au camp de Neuengamme, près de Hambourg. Dans sa baraque laboratoire, Heissmeyer commenca à se procurer une trentaine de prisonniers russes et à leur injecter sous la peau les bacilles tuberculeux, convaincu que la réaction à l'infection aurait spontanément engendré des défenses immunitaires. Les protocoles employés par Heissmeyer avaient déjà été démentis des années avant par la médecine, mais il les appliqua quand même sans avoir le moins conscience de ce qu'il faisait. Lorsque les cobayes commencèrent à mourir, il ne se donna pas pour vaincu et demanda à son ami et collègue Josef Mengele, lui-même très engagé au camp de Birkenau, de lui expédier une vingtaine d'enfant juifs pour continuer l'expérimentation.

« Qui veut voir sa maman ?  », dema nda Mengele aux enfants à sa disposition…

Les 20 petits « volontaires », entre les 5 et 12 ans, en majorité polonais (mais aussi français, yougoslaves, hollandais et même, un italien, Sergio De Simone, 7 ans, de Naples) arrivèrent à Neuengamme à la fin novembre 1944. Le Reich s'écroulait, mais pas l'enthousiasme de Kurt Heissmeyer, qui injecta à ces enfants les habituels bacilles et ensuite, après quelques jours, il leur extrait les ganglions lymphatiques axillaires où il pensait que s'étaient concentré les anticorps mûrs. Mais les glandes lymphatiques ne révélèrent aucune réaction positive.

Avec l'armée alliée aux portes de Hambourg, Heissmeyer se dégonfla, son programme d'étude fut annulé et se posa le problème de faire disparaître ces pauvres petits cobayes infectés…
Le camion avec les enfants à bord roula une dizaine de minutes ; à 22h30 environ, il s'arrêtait dans la Spaldingstrasse devant l'école de Bullenhuser Damm.
Il s'agissait d'un immeuble qui était resté indemne au milieu d'une mer de ruines provoquées par les bombardements alliés sur Hambourg. Les SS avaient affecté l'ex-école au camp de concentration satellite de Neuengamme et ils y avaient concentré des prisonniers provenant du Danemark et de la Norvège.

La vieille école était vide : tous les prisonniers avaient été évacués sur les camions de la Croix Rouge suédoise.
Attendant le camion à la Bullenhuser Damm, il y a l'Obersturmführer Strippel : c'est le commandant du camp.
Selon le témoignage de Trzebinski, Ss-Hauptsturmführer et médecin du camp de Neuengamme, entre les deux SS se déroula une discussion :

« Je demandai à Strippel [Ss-Obersturmführer à Neuengamme, mort dans son lit en 1994] de lui parler en privé, je lui parlai très clairement, je lui dis qu'il fallait des instructions : le Département Heissmeyer avait été dissous et Max Pauly [commandant des camps de Stutthof et de Neuengamme, poursuivi en justice et de pendu des alliés en 1946] m'avait confié la désagréable tâche d'empoisonner les enfants.
Je lui dis que je n'avais pas intention de le faire et que je n'avais pas de poison. Strippel me répondit que si Pauly avait donné un ordre, il fallait l'exécuter.
Je lui dis alors que je n'avais pas apporté avec moi le poison intentionnellement. Strippel s'énerva et il me dit que si les choses étaient ainsi il pourrait me coller au mur et que ce serait le cas, si je le défiais.
Je répondis qu'il fallait un ordre de Berlin et que s'il était arrivé, nous l'aurions exécuté. Nous continuâmes à discuter à propos du poison que je n'avais pas avec moi. À la fin, il dit que vu que j'étais un couard, il prendrait en main l'affaire. »

On fit descendre du camion les Russes, les médecins, les infirmiers et on les fit entrer dans l'école. Les deux médecins français et les infirmiers hollandais furent placés dans une chambre, les enfants dans une autre et les Russes dans la chaufferie.
Dans l'école avec Trzebinski , il y avait Strippel, Jauch, Frahm et Dreimann.
Il était environ 23 heures du 20 avril 1945. Les premiers à mourir furent les médecins français et les infirmiers hollandais.
Au procès Jauch se rappela : « Dreimann avait attaché quatre cordes à des crochets et mit la corde autour du cou des prisonniers ensuite les souleva du sol et il les tint ainsi pour trois ou quatre minutes jusqu'à qu'ils moururent. Je constatai que contrairement à quel avait été dit personne n'opposa de résistance. J'aurais été content de sauver le médecin français [Quenouille] mais je n'étais pas en mesure de le faire. »
Quenouille, Florence, Deutekom et Holzel pendaient aux crochets, étranglés par la corde. Dans l'autre pièce, furent pendus les six Russes. Maintenant, c'était le tour des enfants.

Aux enfants,on fit des injections de morphine et ensuite, ils furent pendus comme les autres, « comme des cadres aux murs », dit au procès un des exécuteurs, le SS Johann Frahm. Le massacre se termina à l'aube avec l'élimination de huit autres prisonniers russes.
Les cadavres des enfants furent rapportés au camp de Neuengamme et incinérés.

Max Pauly, Alfred Trzebinski, Wilhelm Dreimann, Johann Frahm Ewald Jauch furent condamnés à mort par les Anglais en 1946.
L'ogre Kurt Heissmeyer par contre s'en retourna dans son Magdebourg, continuant à exercer la profession de médecin et vivant confortablement. C'est seulement en 1963 qu'il fut arrêté, poursuivi en justice et condamné à la prison à vie. Il mourut en prison quatre ans plus tard.
Ce 20 avril 1945, dans l'école Bullenhuser Damm, en même temps que les 20 petits cobayes humains furent massacrés beaucoup d'autres personnes.
Pour commencer, au moins 24 prisonniers russes furent tués, dont cependant les identités ne furent jamais retrouvées…
Moururent pendus deux médecins et deux aides-soignants qui s'occupaient des enfants. Il s'agissait de :

René Quenouille, un médecin français, communiste, membre de la Résistance, arrêté par la Gestapo en 1943. Déporté d'abord à Mauthausen et ensuite à Neuengamme, il avait toujours soigné les autres prisonniers.

Gabriel Florence, alsacien, professeur de biochimie à l'Université de Lyon, membre du comité français pour l'attribution du prix Nobel. Sous l'occupation, il fut beaucoup engagé dans la tentative de protéger et sauver les collègues de confession juive et entra vite dans le comité médical de la Résistance. Arrêté en 1944, il fut vite assigné au laboratoire de Heissmeyer à Neuengamme. Lorsque il comprit ce que le monstre voulait faire, il chercha inutilement de boycotter l'expérience tentant de faire bouillir les bacilles tuberculeux avant qu'ils fussent injectés aux enfants.

Antonie Hölzel, Hollandais, routier et barman, communiste, arrêté en 1941 en possession de presse censurée par l'occupant nazi. D'abord à Buchenwald et ensuite à Neuengamme, où il fut chargé de s'occuper des 20 enfants sélectionnés pour les expériences de l'ogre Heissmeyer.

Dirk Deutekom, Hollandais, catholique pratiquant, organisateur d'une cellule de la Résistance au moment de l'occupation allemande. Arrêté en 1941, il fut pareil d'Antonie Hölzel à Buchenwald et ensuite à Neuengamme et avec lui il fut assigné au soin des enfants maltraités de l'ogre Heissmeyer.


Et voilà les noms et les faces des assassins. Leurs pauvres biographies ne nous intéressent pas.. (pour ceux qui voudraient en savoir plus : http://www.kinder-vom-bullenhuser-damm.de/_francais/les_responsables.html).


In memoriam :
Birnbaum, Lelka, 12 ans, Polonaise
De Simone, Sergio, 7 ans, Italien
Goldinger, Surcis, 11 ans, Polonaise
Herszberg, Riwka, 7 ans, Polonaise
Hornemann, Alexander, 8 ans, Hollandais
Hornemann, Eduard, 12 ans, Hollandais
James, Marek, 6 ans, Polonais
Junglieb, W. , 12 ans, Yougoslave
Klygermann, Lea, 8 ans, Polonaise
Kohn, Georges-André, 12 ans, Français
Mania Altmann, 5 ans, née dans le ghetto de Radom
Mekler, Bluma, 11 ans, Polonaise
Morgenstern, Jacqueline, 12 ans Français
Reichenbaum, Eduard, 10 ans, Polonais
Steinbaum, Marek, 10 ans, Polonais
Wassermann, H. , 8 ans, Polonaise
Witónska, Eleonora, 5 ans, Polonaise
Witónski, Roman, 7 ans, Polonais
Zeller, Roman, 12 ans, Polonais
Zylberberg, Ruchla, 9 ans, Polonaise
LES ENFANTS DE BULLENHUSER DAMM

Les jours précédant la fin de la guerre, les SS ont encore
Le temps les pressait –
Maltraité, frappé vingt enfants, d'abord.
Puis, ils les ont pendus dans la cave sous l'école .
Les enfants pesaient peu – La faim les aurait
Bientôt conduits à la mort, mais
Les nœuds ne serraient pas leurs cols .
Trop légers, agrippés aux cordes,
Ils se démenaient et ne mourraient pas.
Pour les suffoquer, les tueurs durent
Se pendre à eux de tout leur poids.

En apparence complètement défaites,
Mais jamais tout-à-fait destituées,
Vivent encore trop de ces bêtes,
Par trop de gens honorées et respectées
Par ceux-là même qui semblent les meilleurs,
Qui s'offusquent des victimes plus que des tueurs
Dans cet État où la plupart de ces tueurs vivent tranquilles
Préservant et entretenant ainsi une épouvantable semence

Avec leurs pattes sanglantes, ils tripotent tendrement leurs petits-enfants,
Supputant sur ce terrain fangeux leur épanouissement
En binant, ils étouffent les rudiments
D'humanité dans leurs rangs.
Il s'agit maintenant de neutraliser les exhalaisons,
Qui montent de ce boueux poison,
Et de les annihiler pour toujours, Messieurs, Mesdames,
En souvenance des enfants du Bullenhuser Damm.

inviata da Marco Valdo M.I. - 21/4/2014 - 14:44


Mi sono permesso, prima di fare una traduzione di questo testo, di ristrutturare un po' il testo tedesco sulla base di altre pagine. Purtroppo, quello proposto qui originariamente, oltre a contenere degli errori ortografici non riportava nessuna punteggiatura e risultava quasi incomprensibile. Sarebbe stato un peccato non comprendere, e a fondo, un testo del genere. Contiene orrori davanti capaci di fare sconvolgere ancora adesso, a settant'anni di distanza.

Riccardo Venturi - 30/1/2014 - 15:25


Grazie Riccardo, comme toujours... "io non parlo il tedesco, scusami, pardon..." (Paolo Conte)

Bernart Bartleby - 30/1/2014 - 15:53


Per decisione unanime dello staff CCG, tale brano è stato tolto dagli "Extra" e riportato al suo autore, Hannes Wader. Nel sito, esistono già casi di recitativi con sottofondo musicale che sono considerati brani in proprio; inoltre, in Rete il brano è presentato costantemente come "Lied" (canzone). Per il suo argomento, chiaramente, si tratta poi tutt'altro che di un "extra". Di conseguenza, è stata lievemente modificata anche la prima parte dell'introduzione; non è naturalmente nostra prassi normale intervenire su ciò che è stato liberamente scritto, ma con le modifiche apportate si sarebbe trattato di un'incongruenza. Ad ogni modo, i recitativi con sottofondo musicale (anche di un carillon, "musical box" in inglese) che siano inseriti in un album di autore, possono essere senz'altro inseriti in pagine autonome a nome del loro autore.

CCG/AWS Staff - 31/1/2014 - 00:13


Quel 20 aprile 1945, nella scuola Bullenhuser Damm, insieme alle 20 piccole cavie umane vennero trucidate molte altre persone.
Per incominciare, vennero uccisi almeno 24 prigionieri russi, dei quali però non furono mai acclarate le identità…
Morirono impiccati anche due medici e due accompagnatori alle cui cure erano stati assegnati i bambini. Si trattava di:



René Quenouille, un medico francese, comunista, membro della Resistenza, arrestato dalla Gestapo nel 1943. Deportato prima a Mauthausen e poi a Neuengamme, si era sempre preso cura degli altri prigionieri.



Gabriel Florence, alsaziano, professore di biochimica all’Università di Lione, membro del comitato francese per l’assegnazione del premio Nobel. Dopo l’occupazione fu molto impegnato nel tentativo di proteggere e salvare i colleghi di fede ebraica ed entrò subito nel comitato medico della Resistenza. Arrestato nel 1944, fu subito assegnato al laboratorio di Heissmeyer a Neuengamme. Quando capì cosa quel mostro voleva fare, cercò inutilmente di boicottare l’esperimento provando a bollire i bacilli tubercolari prima che fossero iniettati ai bambini.

Antonie Hölzel con la moglie
Antonie Hölzel con la moglie


Antonie Hölzel, olandese, camionista e barista, comunista, arrestato nel 1941 perché in possesso di stampa censurata dall’occupante nazista. Prima a Buchenwald e poi a Neuengamme, dove fu incaricato di accudire i 20 bambini selezionati per gli esperimenti dell’orco Heissmeyer.

Dirk Deutekom, olandese, cattolico praticante, organizzatore di una cellula della Resistenza al momento dell’occupazione tedesca. Arrestato nel 1941, fu compagno di Antonie Hölzel a Buchenwald e poi a Neuengamme e insieme a lui fu assegnato alla cura dei bambini seviziati dall’orco Heissmeyer.

Bernart Bartleby - 31/1/2014 - 08:55


Saluto con soddisfazione la decisione dello Staff di accogliere questa poesia come CCG a tutti gli effetti.
Come dico sempre, siete perfidi, un po' mattacchioni, ma anche giusti.

Bernart Bartleby - 31/1/2014 - 08:57


Ed ecco i nomi e i volti degli assassini. Le loro misere biografie non ci interessano. Basta sapere che sono stati quasi tutti giustiziati dopo processo nel 1946. Come già si è detto, l’orco Kurt Heissmeyer è poi morto in prigione nel 1967, mentre l’unico a morire nel suo letto è stato l’SS Arnold Strippel, processato e solo brevemente imprigionato per altri crimini commessi a Buchenwald. Un altro dei carnefici della Bullenhuser Damm, un secondino di nome Heinrich Wiehagen, fu ucciso nel 1945 a Lubecca nel corso di un’evasione di massa dalla prigione cui era stato assegnato.










Arnold Strippel, era stato processato nel 1948 per la sua attività criminale nei campi di concentramento a 21 ergastoli e 10 anni di detenzione.
I capi di accusa si riferirono all’uccisione di ventuno ebrei nel campo di Buchenwald e ad altre atrocità.
Il tribunale di Francoforte che emise la sentenza non svolse alcuna indagine sui fatti di Bullenhuser Damm anche se il nome di Strippel era emerso al processo contro Trzebinski due anni prima.
Soltanto nel 1965, a seguito del processo a Heissmeyer Strippel venne nuovamente indagato ma, incredibilmente, il fascicolo venne chiuso nel giugno 1967 dal pubblico ministero di Amburgo Munzberg per insufficienza di prove.
Il 21 aprile 1969 venne rilasciato dal carcere di Butzbach. Nel 1970 chiese ed ottenne un processo di revisione della condanna del 1948: i 21 ergastoli vennero ridotti a 6 anni di carcere già scontati.
A seguito di questa decisione il ministero della Giustizia riconobbe a Strippel più di 120.000 marchi a titolo di riparazione per “l’ingiusta condanna”. Nessun ex prigioniero dei campi di concentramento ottenne mai un risarcimento così cospicuo.
Nel 1979 il giornalista tedesco Gunther Schwarberg iniziò ad occuparsi di Strippel, una campagna stampa sulla rivista “Stern” fece conoscere in Germania la storia dei bambini di Bullenhuser Damm. La scuola venne dichiarata “Luogo del Ricordo” dalla città di Amburgo il 20 aprile 1980. Pochi giorni dopo un gruppo neonazista faceva esplodere una bomba davanti all’edificio.
Grazie all’impegno di Schwarberg vennero trovati i testimoni, i parenti dei bambini e i documenti necessari per riaprire un procedimento contro Strippel.
Il processo si concluse il 20 gennaio 1987 quando il Tribunale regionale di Amburgo impose la cessazione del processo per l’impossibilità fisica di Strippel di sostenerlo. Strippel morì il 10 maggio 1994.
Petersen, l’autista che aveva condotto il camion con i bambini alla Bullenhuser Damm e poi i loro cadaveri indietro a Neuengamme, invecchiò tranquillamente senza alcun fastidio da parte della giustizia.
Hans Klein, il patologo di Hohenlychen che studiò le ghiandole dei bambini inviate da Heissmeyer, non soltanto non ebbe problemi con la giustizia ma, anzi, divenne professore all’Università di Heidelberg. (fonte: Fortezza Bastiani. Sulle tracce degli orchi: 1946-1994)

Bernart Bartleby - 31/1/2014 - 09:28




Lingua: Finlandese

Traduzione finlandese / Finnish translation / Traduction finnoise / Finnische Übersetzung / Suomennos: Juha Rämö
BULLENHUSER DAMMIN 1) LAPSET

Sota läheni jo loppuuan, ja aika alkoi käydä vähiin,
kun SS-miehet pahoinpitelivät ja sen jälkeen
hirttivät kaksikymmentä lasta
tämän koulun kellarissa.
Lapset, jotka pelkkä nälkä olisi pian tappanut,
olivat niin kevyitä,
ettei hirttosilmukka heidän kaulallaan ottanut kiristyäkseen.
He rimpuilivat ja sätkivät hirttoköydessä
pitkään suostumatta kuolemaan.
Niinpä murhaajat ripustautuivat heihin koko painollaan
saattaakseen julman työnsä päätökseen.

Päällisin puolin voitettuna
mutta ei täysin vailla valtaa
aivan liian moni näistä hirviöistä on elossa
ja saa osakseen kunnioitusta ja arvostusta liian monilta ihmisiltä,
jotka vaikuttavat viattomilta,
mutta joille uhrit ovat suurempi kauhistus kuin murhaajat.
Ja murhaajathan ovat tässä maassa päässeet yleensä kuin koira veräjästä 2)
kasvattamaan ja korjaamaan uutta, hedelmällistä satoa.

Verisillä käsillään he koskettelevat hellästi lapsenlapsiaan
saadakseen selville, kuinka nämä menestyvät soisessa maassa.
Ja kitkemällä he pyrkivät hävittämään
kasvumaasta ihmisyyden idut.
On aika johtaa pois kaasut,
jotka nousevat tästä myrkyllisestä liejusta,
haihduttaa ne ikiajoiksi
jo yksin Bullenhuser Dammin lasten muistoa kunnioittaaksemme.
1) Hampurin Bullenhuser Damm -kadun varrella sijainneen samannimisen koulun kellarissa SS pani toisen maailmansodan viime päivinä huhtikuussa 1945 toimeen raakalaismaisen teon pahoinpitelemällä ja hirttämällä 20 juutalaislasta, joille oli tätä ennen tehty julmia ihmiskokeita Neuengammen keskitysleirissä SS-lääkäri Kurt Heißmeyerin ja patologi Hans Kleinin johdolla.

2) Kurt Heißmeyer toimi sodan jälkeen omalla nimellään lääkärinä ja sairaalanjohtajana vuoteen 1963, jolloin hänet pidätettiin Stern-lehdessä neljä vuotta aikaisemmin julkaistun artikkelin perusteella. Heißmeyer tuomittiin vuonna 1966 elinkautiseen vankeuteen rikoksista ihmisyyttä vastaan. Hän kuoli vankeudessa sydänkohtaukseen vuotta myöhemmin. Hans Klein toimi sodan jälkeen Heidelbergin yliopiston apulaisprofessorina, Heidelbergin oikeuslääketieteellisen instituutin osastopäällikkönä ja Saksan tiedeneuvoston jäsenenä. Hän ei koskaan joutunut vastuusen sodanaikaisista rikoksistaan.

inviata da Juha Rämö - 2/1/2019 - 11:59



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