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Fonázo
[2010]
Parole e musica di Nikos Giolias.

Ovviamente, non sapendo pressochè una cippa di greco, lascio a chi ne sa (in primis Gian Piero e Riccardo) l’ultima parola sull’inserimento o meno di questa canzone... Io mi limito a dire che è stata scritta da Nikos in morte del fratello Sokratis (Σωκράτης Γκιόλιας, classe 1973), giornalista, blogger e conduttore radiofonico barbaramente trucidato ad Atene il 19 luglio 2010.



Sokratis Giolias era responsabile dell’informazione per la radio Thema FM ma soprattutto era stato uno dei fondatori di Troktiko (“Roditore”), un controverso blog molto seguito in Grecia attraverso il quale, senza rinunciare al gossip più bieco, Giolias aveva rivelato al paese molti intrallazzi e giochi sporchi della classe dirigente. Il giornalista - “spregiudicato e senza paura” per sua stessa definizione - era odiato un po’ da tutti, a destra come a sinistra, perchè Troktiko si prestava benissimo tanto alle faide interne quanto agli attacchi contro avversari di opposto schieramento. Eppure Giolias aveva sicuramente fonti e “gole profonde” di prim’ordine ed era diventato sempre più scomodo per i politici greci, specie quando, poco prima della sua morte, aveva annunciato la pubblicazione di un’inchiesta sulle connivenze tra crimine organizzato, imprenditori e agenti di polizia.

Insomma, più che Roberto D'Agostino o il Gabibbo & C., Sokratis Giolias mi fa venire in mente un Mauro De Mauro o un Mino Pecorelli, giornalisti sempre sull’orlo del buio e poi da questo inghiottiti...

Infatti il 19 luglio 2010 tre uomini travestiti da agenti di sicurezza si presentarono sotto casa sua, citofonarono e gli dissero che qualcuno stava cercando di rubargli l’auto. Quando scese in strada Giolias fu investito da una pioggia di proiettili e rimase ucciso all’istante. All’inizio si pensò ad una vendetta di matrice politica o alla criminalità organizzata, poi l’omicidio venne rivendicato dalla Σέχτα των Επαναστατών, la “Setta dei Rivoluzionari”, organizzazione armata (di estrema sinistra? Eredi del famoso “Gruppo 17 novembre”?) emersa nel 2008 subito dopo l’assassinio del giovanissimo Alexandros Andréas Grigoropoulos da parte di un poliziotto...



E intanto la Grecia - come se non bastasse la crisi economica - si addentra negli oscuri e letali meandri della strategia della tensione, e pare che siano in molti a spingerla verso l’abisso...
Μες στης νύχτας τα σκοτάδια
μες στου μαύρου τη σιωπή
η αλήθεια φτερουγίζει
μα το φως δεν θ’ αντικρίσει.

Μες στης νύχτας τα σκοτάδια
εκεί που μένουν οι σκιές
το Φεγγάρι θα δακρύσει
και το δάκρυ του θα απλώσει ενοχές.

Πριν προλάβει να τρυπώσει
στων ανθρώπων τις ψυχές
ένας κεραυνός θερίζει
και την ησυχία σχίζει.

Τα φτερά της τσακισμένα
προσπαθεί να σηκωθεί
μα σε ένα κόκκινο σεντόνι
η ανάσα της για πάντα θα πνιγεί.

Ελπίζω άρα υπάρχω... Φωνάζω άρα ζω...

Ελπίζω άρα υπάρχω... Φωνάζω άρα ζω...

Ελπίζω άρα υπάρχω... Φωνάζω άρα ζω...

Ελπίζω άρα υπάρχω... Φωνάζω άρα ζω...

Ελπίζω άρα υπάρχω... Φωνάζω άρα ζω...
Δεν πολεμώ με ερινύες τα βράδια.
Δε θα σωπάσω ούτε λεπτό
και δεκαεφτά αν μ’ αφήσεις σημάδια.

Ένα γιατί πιστεύω.
Δύο γιατί γνωρίζω.
Τρία για το δικαίωμα να μιλάω.
Τέσσερα απ'τους εχθρούς μας.
Ένα από τους δήθεν φίλους.
Έξι απ’ όσους ψεύτικα μου είπαν σ’ αγαπάω.
Εφτά από τους σωτήρες.
Οχτώ από τους μνηστήρες.
Εννιά και δέκα από κλώνους προικοθήρες.
Έντεκα από ρουφιάνους.
Δώδεκα από άρχοντες ζητιάνους.
Και δύο από δειλούς και βολεμένους τσαρλατάνους.
Κι ακόμα τρεις που θα σκοτώσουν το κορμί μου...
Μα θ’ αγιάσουν την ψυχή μου.

Δε θα σωπάσω... Και θα φωνάζω!
Δε θα σωπάσω...
Δε θα σωπάσω... Και θα φωνάζω!
Δε θα σωπάσω...
Δε θα σωπάσω... Και θα φωνάζω!

Ελπίζω άρα υπάρχω... Φωνάζω άρα ζω...
Δεν πολεμώ με ερινύες τα βράδια.
Δε θα σωπάσω ούτε λεπτό
και δεκαεφτά αν μ’ αφήσεις σημάδια.

Ελπίζω άρα υπάρχω... Φωνάζω άρα ζω...
Δεν πολεμώ με ερινύες τα βράδια.
Δε θα σωπάσω ούτε λεπτό
και δεκαεφτά αν μ’ αφήσεις σημάδια.

inviata da Bernart - 4/11/2013 - 23:06



Lingua: Italiano

Traduzione italiana di Riccardo Venturi
12 agosto 2017 19:23
GRIDO

Nel buio della notte
nel silenzio dell'oscurità
la verità vola qua e là
ma la luce non ci sarà.

Nel buio della notte
là dove aspettano le ombre
la Luna piangerà
e il suo pianto spiegherà colpe.

Prima di riuscire a infilarsi
nell'anima della gente
un fulmine miete vittime
e squarcia la tranquillità.

Le sue ali spezzate
cerca di alzare in volo
ma con un lenzuolo rosso
il suo respiro sarà soffocato per sempre.

Spero, dunque esisto... Grido, dunque vivo...

Spero, dunque esisto... Grido, dunque vivo...

Spero, dunque esisto... Grido, dunque vivo...

Spero, dunque esisto... Grido, dunque vivo...

Spero, dunque esisto... Grido, dunque vivo...
Non combatto coi rimorsi, la sera.
Non starò zitto neanche un minuto
anche se mi lascerai diciassette segni. [1]

Uno, perché credo.
Due, perché conosco.
Tre, perché parlo di diritti.
Quattro, dai nostri nemici.
Uno dai falsi amici.
Sei, da chi per finta m'ha detto ti voglio bene.
Sette, dai salvatori.
Otto, dai pretendenti. [2]
Nove e dieci, dai rampolli a caccia di dote.
Undici, dai delatori. [3]
Dodici, dai governanti accattoni.
E due dai ciarlatani vigliacchi e sistemati.
E altri tre che uccideranno il mio corpo...
Ma santificheranno la mia anima.

Non starò zitto...E gridero!
Non starò zitto...
Non starò zitto...E griderò!
Non starò zitto...
Non starò zitto...E griderò!

Spero, dunque esisto...Grido, dunque vivo...
Non combatto coi rimorsi, la sera.
Non starò zitto neanche un minuto
anche se mi lascerai diciassette segni.

Spero, dunque esisto...Grido, dunque vivo...
Non combatto coi rimorsi, la sera.
Non starò zitto neanche un minuto
anche se mi lascerai diciassette segni.
[1] Diciassette sono stati i colpi sparati contro Sokratis Giolias all'alba del 19 luglio 2010 dal commando di finti agenti che lo ha massacrato. Le indagini hanno parlato di un commando di persone ben addestrate militarmente.

[2] Si tenga presente che il termine ha un valore storico e culturale in greco: i Μνηστήρες sono i “Proci” dell'Odissea, i pretendenti di Penelope poi sterminati da Ulisse al suo ritorno.

[3] Il termine deriva chiaramente dall'italiano ruffiano (significato che può ancora avere, ma normalmente significa “spia, delatore, infame”).

12/8/2017 - 19:23


Una canzone rimasta per anni senza una traduzione, e dire che la meritava eccome per questo oscurissimo episodio della storia greca recente (si tenga presente che Sokratis Giolias è stato il primo e unico giornalista/reporter/blogger ucciso in Grecia). Può darsi che, nonostante l'appello di Bernart Bartleby, la canzone sia a suo tempo sfuggita, poi ci si è messa di mezzo la scomparsa di Gian Piero Testa...ad ogni modo si è cercato di rimediare con questa traduzione assai tardiva. Tardiva per modo di dire, poi, relativamente alla vicenda di Sokratis Giolias. A tutt'oggi, infatti, non è stato trovato nessun colpevole, assolutamente lo stesso buio espresso dal fratello Nikos Giolias nella sua canzone. E questo può significare molte cose, assieme all'elevato addestramento del commando (l'unica cosa accertata) e al perfetto travisamento da agenti dello stesso, con tanto di tenuta antiproiettile. Lasciamo qui ogni altra ipotesi, proponendo questa traduzione coi suoi "diciassette segni".

Riccardo Venturi - 12/8/2017 - 19:37


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