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Modlitba pro Martu

Marta Kubišová


Lingua: Ceco


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(1968)

Modlitba pro Martu (La preghiera per Marta) divenne simbolo della resistenza all'invasione sovietica della Cecoslovacchia del 1968. Fu composta nel periodo immediatamente precedente questo avvenimento. L'autore del testo è Jindřich Brabec, la musica fu composta da Petr Rada.

 Marta Kubišová


Il giorno che fu programmata la registrazione della canzone, Brabec portava il testo nello studio dove lo stava aspettando Marta Kubišová, ma durante il tragitto la sua auto fu danneggiata dai soldati sovietici e non gli fu possibile raggiungere il posto. Dettò quindi il testo alla cantante per telefono. Marta riuscì a trasportare la registrazione nella sede della radio cecoslovacca. Originariamente la canzone fu destinata per una puntata della serie televisiva Píseň pro Rudolfa III. (Una canzone per Rodolfo III). La puntata però andò in onda solo un anno dopo, e durante la scena conclusiva accompagnata dalla canzone dovette apparire un sottotitolo con la spiegazione che essa non avesse nulla a che vedere con i fatti di attualità. Negli anni 70, nel periodo della cosiddetta normalizzazione, la canzone fu del tutto vietata, come anche l'attività artistica della sua interprete.
Nel 1989, con la caduta del regime totalitario, la canzone ancora una volta accompagnò le vicende politiche e divenne simbolo della rivoluzione di velluto. Marta che in quei giorni tornò subito attiva, la cantò dal vivo a Praga, nella piana di Letná, davanti a centinaia di migliaia di spettatori.
Ať mír dál zůstává s touto krajinou.
Zloba, závist, zášt, strach a svár,
ty ať pominou, ať už pominou.
Teď když tvá ztracená vláda věcí tvých
zpět se k tobě navrátí, lide, navrátí.

Z oblohy mrak zvolna odplouvá
a každý sklízí setbu svou.
Modlitba má ta ať promlouvá k srdcím,
která zloby čas nespálil
jak květy mráz, jak mráz.

Ať mír dál zůstává s touto krajinou.
Zloba, závist, zášt, strach a svár,
ty ať pominou, ať už pominou.
Teď když tvá ztracená vláda věcí tvých
zpět se k tobě navrátí, lide, navrátí.

inviata da Stanislava - 25/7/2013 - 20:09



Lingua: Italiano

Versione italiana di Stanislava
LA PREGHIERA PER MARTA

La pace resti d'ora in avanti con questa terra.
L'ira, l'invidia, il rancore, la paura e la discordia –
– essi svaniscano, ormai svaniscano
ora che il tuo perduto potere sui tuoi affari
ritornerà da te, popolo, ritornerà da te.

Adagio dal cielo se ne sta andando la nuvola
e ognuno raccoglie la propria semina.
La mia preghiera parli
ai cuori che il tempo di ira
non ha bruciato come il gelo brucia i fiori, come il gelo.

La pace resti d'ora in avanti con questa terra.
L'ira, l'invidia, il rancore, la paura e la discordia –
– essi svaniscano, ormai svaniscano
ora che il tuo perduto potere sui tuoi affari
ritornerà da te, popolo, ritornerà da te.

inviata da Stanislava - 25/7/2013 - 20:11


Rieccoci. Modlitba pro Martu è di nuovo oggetto di repressione.

Mercoledì scorso, l'8 novembre, c’è stato a Lipník nad Bečvou (in Moravia) un incontro del presidente della Repubblica Ceca Miloš Zeman con la cittadinanza; uno dei tanti meeting che il presidente fa finanziare alle regioni e usa spudoratamente per la propria campagna elettorale – le elezioni presidenziali sono in vista, si voterà a gennaio. Un gruppo di cittadini della zona ha organizzato una protesta pacifica: si sono presentati in piazza con uno striscione e con dei cartellini rossi (per porre fine in modo simbolico alla “partita” di Zeman nella politica). Mentre qualcuno dei presentatori si accingeva a parlare sul podio, da una finestra affacciata sulla piazza s’è sentito il nastro con la canzone Modlitba pro Martu. Una canzone non a caso: un simbolo vero e proprio per il popolo ceco, una canzone che è molto di più di quel suo testo semplice, racchiude dei ricordi di un sogno collettivo, di una voglia di democrazia, delle speranze, a tratti forse un po’ ingenue ma certamente umane, di un futuro possibile.

E ancora una volta, non si può. Verso la fine della canzone, alcuni agenti di polizia sono entrati nella stanza affittata dal gruppo e hanno ordinato di spegnere la musica (anche se secondo alcune fonti il gruppo aveva informato la polizia sulla forma della protesta e aveva ottenuto il permesso). Appena il tecnico del suono ha interrotto la canzone, è stato portato alla stazione di polizia dove l’hanno tenuto per due ore e mezza per dare spiegazioni dell’accaduto, dopodiché l’hanno rilasciato però rischia una multa di 15000 corone per aver disturbato un evento pubblico con la musica troppo alta.

Lo stesso Zeman ha successivamente lodato l’intervento degli agenti e li ha ringraziati. Si fa beffa di tutti coloro che gli dimostrano il proprio dissenso e ha già ripresentato la candidatura per il secondo mandato, e ci sarebbe poco da stupirsi se venisse rivotato, visto il risultato delle recenti elezioni parlamentari ceche, e in generale la direzione che sta prendendo un po’ tutta l’Europa.

È stato chiesto di commentare l’episodio anche a Marta Kubišová, l’interprete della canzone che pochi giorni fa ha ufficialmente concluso la propria carriera musicale con un’ultima serie di concerti. “Mi sento come ai tempi della normalizzazione,” ha esternato la cantante e ha ricordato quante peripezie ha già dovuto vivere in passato a causa di Modlitba pro Martu.

Stanislava - 13/11/2017 - 21:40


Krzysiek - 14/11/2017 - 23:44


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