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Tiempe uguale

Riserva Moac
Lingua: Italiano

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(Riserva Moac)
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(Les Négresses Vertes)


Musiche: Roberto Napoletano
Testo: Fabrizio Russo
Dall'album "Bienvenido"(2005)
riserva bienvenido


Un uomo del presente, una donna del passato. Un dialogo sull'amore, sella guerra, sulla povertà, sul progresso. Per capire cosa è cambiato. Data la permanenza dell'uomo sul negativo, siamo costretti ad ammettere che la bilancia del tempo rimane uguale.

(dal libretto del CD)
Uomo: Oh, bella mia che lavi quattro stracci dentro al fiume,
ogni pausa delle bombe la devi sfruttare.
A casa sei da sola, manca la calma, l'acqua e il pane;
la luce se ne è andata chissà quando tornerà?!

Donna: Mio caro che parli dal tempo del progresso
dove seduto in poltrona quel che chiedi arriverà:
è vero quattro stracci si son fatti soldi e affari
ma attient' ca þtu mèle s'appiccica sulle mani.

U: Ti trovo, poi ti lascio, mi ritrovi, poi te ne vai!
Tutto sembra strano, ma siamo un po' più in libertà.
Spesso siamo un momento, momento che arriva e poi se ne va.
Ma dentro questo tempo siamo la fecondità.

D: La notte, chiusa in casa, lavoro al mio ricamo,
la dote mi hanno chiesto se mi voglio sposare!
Stancamente sveglia io lo attendo alla finestra e
domani c'è il lavoro, fatica più forte delle mie pene!

Tiempe uguale, ma nu',no nen cagname mai
Tiempe uguale, nu fatt s'acconcia, n'at se sconcia
Tiempe uguale, putesse turna' arret'
Tiempe uguale, ma è meglio ca vaje annanz'

Tiempe uguale, se ru meglio è migliorat'
Tiempe uguale, ru peggio è peggiorat'
Tiempe uguale, la storia è sempe chella
Tiempe uguale, tiempe uguale

U: Aspetta, aspetta e spera, chissà mai se poi si avvera
vediamo allora cosa in questo tempo è poi cambiato.
Il progresso lo vediamo tutti i giorni continuamente,
e di questo noi godiam perché si vive più facilmente!

D: Ancora un altro giorno, gambe gonfie di lavoro.
La schiena si è incurvata, non son più bella come vuoi.
E adesso che mi aspetta, nuovi figli da allattare
e lui ancora non si vede, chissà quando tornerà?!

U: Ma l'animo dell'uomo, quello no, non è cambiato,
è affamato come allora di prestigio e di potere.
Non è più tempo ciclico, ma è tempo orizzontale
e se il meglio è peggio, il peggio è meglio…tiempe uguale!

D: Primavera, l'estate, cade la foglia, viene l'inverno,
moriamo per mangiare, poi dal grano la farina.
Viene l'uva, il vino, ebbrezza, gioia, vitalità
la neve ci chiude in casa, gira la ruota e si vedrà!

inviata da DonQuijote82 - 25/6/2012 - 10:49


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