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La maumariée vengée par son frère

anonimo


Lingua: Francese



vchalCanzone popolare francese di epoca imprecisata
Chanson populaire française d'époque inconnue
Interpretazione: Véronique Chalot, in J'ai vu le loup
(Materiali Sonori, 1978)
Interprétation: Véronique Chalot, dans J'ai vu le loup
(Materiali Sonori, 1978)

In questo sito, e particolarmente in questa sezione dedicata alla violenza sulle donne, abbiamo sempre inteso "risalire alle radici" proponendo canzoni spesso molto antiche, che nella loro semplicità di ballate popolari mostravano senza alcuna mediazione la ferocia riservata alle donne. Si potrebbe senz'altro obiettare che le ballate tradizionali sono figlie di un'epoca e di una società caratterizzate da una grande durezza, dove i rapporti personali e familiari erano sovente brutali; poi, però, nella nostra avanzata società occidentale, si leggono i giornali o si guarda la TV, e si vedono esattamente le stesse cose, immutate a distanza di secoli. Nell'antica ballata c'è il marito che sottopone la sposa ad ogni sorta di crudeltà? E nelle nostre moderne case, accade forse qualcosa di diverso? Nell'antica ballata il marito assassino getta il figlio piccolo in pasto ai cani? Sarà forse meno assassino quello che, adesso, getta un neonato nel Tevere o dal sesto piano per "punire" la madre? È sempre bene, sí, andare a dare un'occhiata attenta a quel che succedeva nel lontano passato; si scopre invariabilmente che nulla, ma propio nulla, è cambiato. Dobbiamo peraltro tenere conto che le ballate (che sono canzoni narrative, e quindi storie cantate) adempivano alla stessa funzione del giornalismo popolare. E le medesime storie leggiamo adesso, quotidianamente. E non si creda che l'intervento del fratello sia la regola; decine di ballate tradizionali (francesi, anglosassoni, scandinave, italiane...), anzi, sono storie di fratelli aguzzini e padri padroni che opprimono, segregano, stuprano e uccidono le figlie. Scritte appena ieri, verrebbe da dire.

Il tema della "malmaritata" (maumariée, malmariée) è comune nelle ballate tradizionali francesi e occitante, quasi un τόπος; e quando qualcosa diviene un τόπος nella composizione popolare, che è fatta esclusivamente di storie, significa una cosa sola: che quel dato fatto era all'ordine del giorno. Lo stesso vale, ad esempio, per l'incesto e per i conflitti familiari (vale a dire le faide). La maumariée affiora nella letteratura colta in epoca assai remota: se ne trovano esempi nei lais della grande poetessa Maria di Francia, vissuta nella 2a metà del XII secolo. Quando un argomento affiora nella letteratura colta, significa che ha alle spalle un retroterra orale lungo secoli. Si tratta di un tema quasi ovvio, in un'epoca in cui i matrimoni erano combinati dalle famiglie per convenienza, e le figlie passavano dalla segregazione nella casa paterna a quella in casa di uno sconosciuto. Nelle tristi vicende delle tante maumariées si avverte una situazione reale; e quanto sia reale, lo si vede perfettamente ancora adesso. Questa canzone può essere di epoca più tarda, forse cinquecentesca; la contemporanea presenza di un'arma da fuoco (un fucile) e di una spada in mano al fratello vendicatore può far supporre che siamo proprio nel periodo di transizione tra l'uso dei due tipi di armi. Ma, lo ripeto, il tema della vicenda si perde nella notte dei tempi. La maumariée ha usualmente due tipi di marito: l'aguzzino di questa ballata, oppure il vecchio geloso. Le risoluzioni sono varie: si va dalla vendetta familiare fino alla storica (e, spesso, masochistica) accettazione di ogni sorta di vessazioni da parte del marito, dalla fuga col ritorno alla casa paterna alla morte. Le ballate del "vecchio geloso" si concludono però spesso con la sposina che fa cornuto il consorte con un bel giovanotto (ma non mancano esempi tragici anche per questo filone).

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In rete, questa antica canzone ha un trattamento curioso. Non se ne trovano che pochi versi sparsi, dal "Livre de chansons" di Henri Davenson fino a un improbabile forum di "amours sucrés" adolescenziali (canzone meno "sucrée" e adolescenziale sarebbe difficile immaginarla). Alla fine, mi è toccato ricorrere alla cara, vecchia trascrizione all'ascolto dal video YouTube della (stupenda) interpretazione del 1978 della "nostra" Véronique Chalot; e, data la particolare dizione di Véronique, l'impresa non è stata semplice. Ho, quindi, come il presentimento che, per l'ennesima volta, questo sito fornisce per primo il testo completo di una data canzone. [RV]
La première année que je me suis mariée
il m'a fait marcher tout le long d'une année
dessus des épines qu'on venait de planter,
dessus des épines qu'on venait de planter.

La deuxième année que je me suis mariée
il m'a tiré mon cher petit enfant
il l'a jeté à ses chiens dévorants,
il l'a jeté à ses chiens dévorants.

La troisième année que je me suis mariée
il m'a fait monter là-haut de la tour,
c'était pour voir si mon frère revenait,
c'était pour voir si mon frère revenait.

“Si ton frère demande où elles sont tes couleurs,
tu lui répondras: C'est malade que j'étais.
Prenez égard à ce que vous direz,
prenez égard à ce que vous direz.”

“Bonjour, ma sœur! Où elles sont tes couleurs?”
Elle dit tout haut: “C'est malade que j'étais.”
Elle dit tout bas: “Méchant mari que j'ai”,
Elle dit tout bas: “Méchant mari que j'ai.”

“Bonjour, ma sœur! Où est ton cher enfant?”
Elle dit tout haut: “Est mort et enterré.”
Elle dit tout bas: “À ses chiens dévoré”,
Elle dit tout bas: “À ses chiens dévoré”.

“Bonjour, ma sœur! Où est ton cher mari?”
Elle dit tout haut: “À la chasse est allé.”
Elle dit tout bas: “Derrière l'armoire caché”,
Elle dit tout bas: “Derrière l'armoire caché.”

“Sors de là, bourreau, sors de là que je te tue,
de mon fusil je vais, je vais te fusiller,
de mon épée je vais, je vais te traverser,
de mon épée je vais, je vais te traverser.”

inviata da Riccardo Venturi - 6/6/2012 - 00:01



Lingua: Italiano

Traduzione italiana di Riccardo Venturi
6 giugno 2012

Véronique Chalot oggi.
Véronique Chalot oggi.
LA MALMARITATA VENDICATA DAL FRATELLO

Il primo anno che ero sposata
lui m'ha fatta camminare per tutta un'annata
sopra delle spine appena piantate,
sopra delle spine appena piantate.

Il secondo anno che ero sposata
lui mi ha tolto il mio caro piccino
e l'ha gettato in pasto ai suoi cani feroci,
e l'ha gettato in pasto ai suoi cani feroci.

Il terzo anno che ero sposata
mi ha fatta salire lassù sulla torre,
era per vedere se mio fratello tornava,
era per vedere se mio fratello tornava.

« Se tuo fratello ti chiede perché sei pallida
tu gli risponderai: Perché ero malata.
Fai parecchia attenzione a quel che gli dirai,
fai parecchia attenzione a quel che gli dirai. »

« Salve, sorella mia! Perché sei così pallida? »
Lei dice a voce alta: « Perché ero malata. »
Poi dice a voce bassa: « Perché ho un marito malvagio »,
Poi dice a voce bassa: « Perché ho un marito malvagio. »

« Salve, sorella mia! Dov'è il tuo caro bambino? »
Lei dice a voce alta: « È morto e sotterrato. »
Poi dice a voce bassa: « Dai suoi cani divorato »,
Poi dice a voce bassa: « Dai suoi cani divorato ».

« Salve, sorella mia! Dov'è il tuo caro marito? »
Lei dice a voce alta: « È andato a caccia. »
Poi dice a voce bassa: « Nascosto dietro l'armadio »,
Poi dice a voce bassa: « Nascosto dietro l'armadio ».

« Esci di là, boia, esci di là che ti ammazzo,
col mio fucile, col mio fucile ti sparerò,
con la mia spada, con la mia spada ti trapasserò,
con la mia spada, con la mia spada ti trapasserò. »

6/6/2012 - 01:59


grazie
Rik

Chris Crow - 1/9/2016 - 06:42


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