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X-Ray Sun

Les Anarchistes


Lingua: Inglese


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(David Rovics)
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(Les Anarchistes)


dall'album "La musica nelle strade (2005)
La Musica nelle strade!
Testo di Marco Rovelli
Musica di Marco Rovelli, Massimo Guerrieri e Nicola Toscano

Detenuti a Guantanamo. Foto da Réseau Voltaire, via Kelebekler
Detenuti a Guantanamo. Foto da Réseau Voltaire, via Kelebekler

Come lo stato di eccezione, oggi, tenda ad essere il paradigma della politica contemporanea, emerge con chiarezza dal caso di Guantanamo – dei non-cittadini americani sospetti di implicazione in attività terroristiche. I combattenti catturati in Afghanistan non godono della protezione della convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra, né dello statuto di imputato di un delitto secondo le leggi americane. A Guantanamo non vi sono né prigionieri né accusati, ma solo detenuti (detainees): essi sono oggetti di una ‘pura signoria di fatto’, sottratti a ogni legge e controllo giudiziario. I detenuti di Guantanamo sono nuda vita nella sua massima indeterminazione.
“Bush – scriveva Agamben – sta cercando di produrre una situazione in cui l’emergenza diventa la regola e in cui la stessa distinzione fra la pace e la guerra (e fra guerra esterna e guerra civile mondiale) risulta impossibile.”
Noi, questa canzone che abbiamo dedicato a Guantanamo (il campo dove venivano internati i prigionieri si chiamava X-Ray Camp, campo a raggi X), l’abbiamo fatta cantare a un americano. His name is Steve Conte.

(dalle note dell'album)

Ancora grazie a Marco Rovelli per averci spedito personalmente il testo di questa canzone.
Handcuffed, shackled, blindofolded, shaved
This sun makes you a beast. A subhuman machine.
You're not his prisoner, you’re just a detainee
In this enduring war, this war not meant to be seen

An X-Ray Sun
Penetrates you to the bone
Never setting sun
Never leaving you alone

This sun bad and dry, in this hell of a place
You dont’even have the right to have a face
No right to have a soul, no right to have a name
Just numbers for the beasts, the beasts are to be enslaved

An X-Ray Sun
Penetrates you to the bone
Never setting sun
Never leaving you alone

inviata da Marco Rovelli - 1/6/2006 - 18:34




Lingua: Italiano

Versione italiana, dal libretto dell'album
UN SOLE A RAGGI X

Ammanettato, incatenato, bendato, rasato.
Questo sole fa di te una bestia. Macchina subumana.
Non sei suo prigioniero. Sei solo un detenuto.
In questa guerra infinita, che non ha da esser vista

Un sole a raggi X
ti penetra fino alle ossa
Sole che non tramonta mai
Non ti lascia mai solo in pace

Questo sole secco e cattivo, in quest'inferno di posto
Non hai neppure il diritto di avere un volto
Non il diritto di avere un'anima, né un nome
Nient'altro che numeri per le bestie, e le bestie devono essere fatte schiave.

Un sole a raggi X
ti penetra fino alle ossa
Sole che non tramonta mai
Non ti lascia mai solo in pace

16/6/2006 - 12:13




Lingua: Francese

Version française – LES RAYONS SOLAIRES X – Marco Valdo M.I. – 2008
Chanson italienne - UN SOLE A RAGGI X – Les Anarchistes - 2005


Chanson consacrée au camp de Guantanamo, où les prisonniers ne sont pas des prisonniers, ce sont seulement des détenus;
Guantanamo, où les prisonniers se suicident uniquement pour ennuyer leurs gardiens;
Guantanamo, où à chaque instant, la nation étazunienne toute entière se déshonore;
Guantanamo, où l'État se cache derrière Dieu pour accomplir ses forfaits les plus ignobles et torture sans se retourner.
Conscience? Vous avez dit, conscience? J'ai dit conscience, moi? Comme c'est étrange!

Marco Valdo M.I.
LES RAYONS SOLAIRES X

Menotté, enchaîné, bandé, rasé,
Ce soleil fait de toi une bête? Une machine subhumaine.
Tu n'es pas son prisonnier. Tu es seulement un détenu.
Dans cette guerre infinie, qui ne doit pas être vue.

Un soleil aux rayons x
Te pénètre jusqu'aux os
Un soleil sans crépuscule, jamais
Qui ne te laisse jamais en paix.

Ce soleil sec et méchant, dans cet enfer
Tu n'as même pas le droit d'avoir un visage,
ni le droit d'avoir un esprit, ni un nom,
Rien d'autre que des nombres pour les bêtes, et les bêtes, c'est fait pour être esclaves.

Un soleil aux rayons x
Te pénètre jusqu'aux os
Un soleil sans crépuscule, jamais
Qui ne te laisse jamais en paix.

inviata da Marco valdo M.I. - 14/11/2008 - 22:30


In seguito ai quattro "suicidi" (?), che hanno riportato per un momento l'attenzione sul campo di detenzione di Guantanamo è arrivata oggi una dichiarazione del comandante del campo, ammiraglio Harry Harris.

"Sono intelligenti. Hanno inventiva. Sono devoti. Non hanno alcun rispetto per la vita, né la nostra né la loro", ha detto Harris, "Io sono convinto che questo non sia stato un atto di disperazione, ma un atto di guerra".

Per la cronaca: due dei presunti suicidi avevano 19 e 21 anni ed erano detenuti in quello che Amnesty International ha definito un "moderno gulag" da quattro anni.

Penso che non ci sia bisogno di ulteriori commenti.

Lorenzo Masetti - 12/6/2006 - 10:11


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