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La collina, o Dormono sulla collina

Fabrizio De André


Lingua: Italiano

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fabfuma
[1971]
Testo di Fabrizio De André e Giuseppe Bentivoglio
Musica di Fabrizio De André e Nicola Piovani
Lyrics by Fabrizio de André and Giuseppe Bentivoglio
Music by Fabrizio De André and Nicola Piovani

Album: "Non all'amore non al denaro né al cielo"

Il pezzo introduttivo di "Non all'amore non al denaro né al cielo" è, come tutti perlomeno dovrebbero sapere, tratto -come tutto l'album- dalla "Spoon River Anthology" (Antologia di Spoon River) del poeta americano Edgar Lee Masters, tradotto per la prima volta in Italia nel 1941 da Fernanda Pivano.

"La parte sui "figli della guerra" mi sembra un biglietto più che valido per farla salire in carrozza" (Marco "Slowdog" Sopegno, commento originale dalla primitiva raccolta delle CCG, febbraio/aprile 2003)

Manifestazione per la pace su Ponte Vecchio con le parole di questa canzone
Manifestazione per la pace su Ponte Vecchio con le parole di questa canzone






EDGAR LEE MASTERS
Edgar Lee Masters nasce a Garnett, Kansas, nel 1869. Avvocato a Chicago, nel 1915 pubblica l'opera alla quale resta legato il suo nome, L'antologia di Spoon River che propone un folgorante ritratto della profonda provincia americana sospesa fra Otto e Novecento. Il successo fu immediato, in patria come in Europa, mentre le opere che seguirono non seppero ripeterlo (come d'altro canto non avevano trovato fortuna le opere precedenti)
Muore a Melrose Park, in Pennsylvania, nel 1950.

Quando nel 1915 Edgar Lee Masters pubblicò l' "Antologia di Spoon River" il successo fu così grande che si pensava che ogni americano, a meno che non fosse analfabeta, l'avesse letta; fu considerato in assoluto come il libro di poesie più letto fino a quel momento (e probabilmente è fino ad oggi una delle raccolte di liriche più conosciute al mondo). In Italia questa raccolta di poesie uscì quasi vent'anni dopo nel 1943.
L' "Antologia di Spoon River" è una raccolta di epitaffi, ossia di iscrizioni tombali: Masters trascorse la sua infanzia a Petersburg, un piccolo villaggio sul fiume Sangamon, in vicinanza di una collina su cui sorge un vecchio cimitero chiamato Oakland o Oak Hills; a undici anni, con la famiglia si trasferì in un altro paese, a circa trenta miglia dal primo, chiamato Lewinstown dove scorre il fiume Spoon. L'autore stesso disse che cinquantatre epitaffi sono ispirati da personaggi di Petersburg e sessantasei da quelli di Lewistown. Si narrano anche delle leggende a riguardo: si dice che molti fossero infuriati col poeta per aver, seppure con falso nome, portato in pubblica piazza i propri affari personali e si parla dell'esistenza di una lista con tutti i nomi fittizi accanto a quelli veri cui si riferiscono.
L'idea di un libro di epitaffi nacque a Masters in seguito alla lettura dell'Antologia Palatina, una raccolta di epigrammi greci composti tra l'età classica e quella ellenistica e bizantina, scoperta nella Biblioteca Palatina di Heidelberg nel 1607. E' divisa in quindici libri e raccoglie quasi quattromila epigrammi d'amore, sulla natura ed epigrammi funebri.
In realtà Masters si discosta molto dal modello originale: non usa la metrica, ma scrive in una forma che lui stesso definisce " meno del verso e più della prosa" e descrive i personaggi con una loro unicità come se volesse " ricostruire tutta un'esistenza e cristallizzarla in blocco nell'attimo della morte "(F. Pivano). L' epitaffio quindi, pur essendo una forma poetica di origine greca, in Masters è tutto americano, e si rivolge solo ad un' esistenza concreta, strettamente legato alla reltà.
La prima poesia intitolata "Sulla Collina" ci porta in un vero e proprio cimitero, situato sulla cima di una collina in un piccolo villaggio vicino al fiume Spoon.
In ogni poesia i morti parlano di sé, dipingono con tocchi fugaci il senso ultimo della loro vita: Masters ci fa entrare nel cuore di ognuno attraverso i suoi rimpianti, e le sofferenze; e scopriamo un modo nuovo di guardare alle cose e alle persone: ognuno infatti si ritiene segnato, assunto a un ben preciso ruolo, da un avvenimento che ha caratterizzato la sua vita, come se in realtà la sua stessa vita non fosse stata altro che girare furiosamente attorno a quell'unico avvenimento.
(Ma questo allora è un silenzioso rifiuto del ruolo, una constatazione, o un semplice sguardo aperto sul mondo puritano degli Stati Uniti dell'epoca?)
Nella raccolta troviamo tutti : il ricco, il povero, il bambino morto per aver contratto il tetano mentre giocava, il bambino morto ancora prima di nascere, la moglie tradita, il marito adultero, la poetessa sgraziata come Saffo, il soldato, il filosofo, la prostituta... insomma il paese intero, dove tutti i personaggi ci svelano i legami d'amore e di odio che avevano nella vita.
Ma allora perché parlare dei morti? Forse perché quando le cose si osservano da lontano appaiono più chiare, perdono i contorni del soggettivismo, diventano giudicabili. Forse perché è importante recuperare il senso della memoria. O ancora per scoprire se le cose sono cambiate.
Lo scopo del poeta quindi è quello di scoprire l'essenza della vita quotidiana e di trovare un elemento che insieme unisca e sintetizzi tutto il genere umano, e lo trova nel "fallimento". Non è più importante scoprire se i personaggi abbiano o meno delle qualità morali: per Masters l'importante è vedere se il personaggio è o non è un fallito (in questo è davvero molto americano)
Quasi tutti i protagonisti delle poesie sono dei falliti: hanno fallito in amore, nel lavoro, nella vita. Per la prima volta il paesino di campagna, fino ad allora ritenuto il centro della vita e della moralità americana viene criticato e ne vengono messi in evidenza i comportamenti che si celano dietro la maschera della rigida etica puritana.
Masters assume allora anche una connotazione morale, sottolineando allora che il fallimento dipende in generale dall'aver inseguito un'ideale erroneo (nell'America del primo '900 il successo economico), e che solo le anime semplici riescono a trionfare nella vita.
Dove se n'è andato Elmer
che di febbre si lasciò morire
Dov'è Herman bruciato in miniera.
Dove sono Bert e Tom
il primo ucciso in una rissa
e l'altro che uscì già morto di galera.
E cosa ne sarà di Charley
che cadde mentre lavorava
dal ponte volò e volò sulla strada.

Dormono, dormono sulla collina
dormono, dormono sulla collina.

Dove sono Ella e Kate
morte entrambe per errore
una di aborto, l'altra d'amore.
E Maggie uccisa in un bordello
dalle carezze di un animale
e Edith consumata da uno strano male.
E Lizzie che inseguì la vita
lontano, e dall'Inghilterra
fu riportata in questo palmo di terra.

Dormono, dormono sulla collina
dormono, dormono sulla collina.

Dove sono i generali
che si fregiarono nelle battaglie
con cimiteri di croci sul petto
dove i figli della guerra
partiti per un ideale
per una truffa, per un amore finito male
hanno rimandato a casa
le loro spoglie nelle barriere
legate strette perché sembrassero intere.

Dormono, dormono sulla collina
dormono, dormono sulla collina.

Dov'è Jones il suonatore
che fu sorpreso dai suoi novant'anni
e con la vita avrebbe ancora giocato.
Lui che offrì la faccia al vento
la gola al vino e mai un pensiero
non al denaro, non all'amore né al cielo.
Lui sì sembra di sentirlo
cianciare ancora delle porcate
mangiate in strada nelle ore sbagliate
sembra di sentirlo ancora
dire al mercante di liquore
"Tu che lo vendi cosa ti compri di migliore?"



Lingua: Inglese

La versione inglese di Dennis Criteser [2014]
Dal blog Fabrizio De André in English

"The Hill" is the opening poem of The Spoon River Anthology and sets the stage for the book's 240 poems from 212 different characters that follow. - Dennis Criteser
THE HILL

Where’d Elmer go,
who left himself to die of fever?
Where’s Herman, burned in a mine?
Where are Bert and Tom,
the first one killed in a brawl
and the other who got out of jail dead already?
And what of Charley,
who fell while working?
From a bridge he flew, flew onto the road.

They’re sleeping, they’re sleeping on the hill,
they’re sleeping, they’re sleeping on the hill.

Where are Ella and Kate,
both dead by mistake,
one from an abortion, the other of love?
And Maggie, killed in a brothel
by the caresses of a brute?
And Edith consumed by a strange illness?
And Lizzie who pursued life
far away, and from England
was carried back to this palm of earth?

They’re sleeping, they’re sleeping on the hill,
they’re sleeping, they’re sleeping on the hill.

Where are the generals,
who decorate themselves in the battles
with cemeteries of crosses on their chests?
Where the sons of the war,
departed for an ideal,
for a fraud, for a love that ended poorly?
They sent home
their remains in the barriers,
bound tight so they seemed of one piece.

They’re sleeping, they’re sleeping on the hill,
they’re sleeping, they’re sleeping on the hill.

Where is Jones the player,
who was surprised by his ninety years
and would still have played with life?
He who offered his face to the wind,
his throat to the wine, and never a thought
to money, to love, nor to heaven.
Yes, it seems one can hear him
still prattling on about the crap
eaten on the streets in the wrong hours.

It seems you can still hear him
saying to the liquor merchant,
“You who sell it, what do you buy for yourself that’s better?”

inviata da Riccardo Venturi - 24/2/2016 - 06:29




Lingua: Francese

Version française – Ils dorment sur la colline – Marco Valdo M.I. – 2009 – revue et corrigée 2013
Chanson italienne – Dormono sulla collina – Fabrizio De André e Giuseppe Bentivoglio - 1971

Cette chanson de Fabrizio De André est la première d'un album (intitulé d'un vers de cette chanson : « Ni à l'argent, ni à l'amour, ni au ciel ».) entièrement dédié à une anthologie « Spoon River Anthology » de textes du poète étazunien Edgar Lee Masters (Garnett, Kansas, 1868 – Melrose Park, Pennsylvanie, 1950).
Édité en recueil en 1915, « The Spoon River Anthology » rassemble les épitaphes des habitants de Spoon River, village issu de la fusion imaginaire de Lewistown et de Petersburg, bourgades de l'Illinois.

Comme le signale Riccardo Venturi, c'est une chanson à deux titres : « La Colline » et « Ils dorment sur la colline ».

Par ailleurs, il se confirme qu'il faut toujours se relire... Car, il y a de fortes chances, qu'on ait laissé traîner quelques erreurs. On peut alors se corriger et enlever un peu de la cendre dont il convient de se couvrir le front...

Marco Valdo M.I.
ILS DORMENT SUR LA COLLINE

Où s'en est allé Elmer
Qui se laissa mourir de fièvre ?
Où est Herman brûlé dans la mine ?
Où sont Bert et Tom ?
Le premier tué dans une rixe
Et l'autre qui sortit mort déjà de prison.
Qu'en est-il de Charley ?
Qui tomba tandis qu'il travaillait
Du pont et vola, vola sur la chaussée.

Ils dorment, ils dorment sur la colline
Dorment, dorment sur la colline.

Où sont Ella et Kate ?
Mortes ensemble par erreur
Une d'avortement, l'autre d'amour.
Et Maggie tuée dans un bordel
Par les caresses d'un animal ?
Et Edith consumée par un étrange mal ?
Et Lizzie qui mena sa vie
Au loin, et d'Angleterre,
Fut ramenée en ce coin de terre ?

Elles dorment, elles dorment sur la colline
Dorment, dorment sur la colline.

Où sont les généraux
Qui s'agitaient dans les batailles
Avec des cimetières de croix sur la poitrine ?
Où donc les fils de la guerre
Partis pour un idéal
Pour une tromperie, pour un amour fini mal ?
On a renvoyé chez eux
Leurs dépouilles dans des piquets
Étroitement liées pour qu'ils aient l'air entiers.

Ils dorment, ils dorment sur la colline
Dorment, dorment sur la colline.

Où est Jones le musicien
Qui fut surpris par ses nonante ans
Et qui aurait bien joué encore de sa vie ?
Lui qui offrit son visage au vent
Sa gorge au vin et jamais une pensée
Ni à l'argent, ni à l'amour, ni au ciel.
On croirait l'entendre
Remâcher encore les cochonneries
Mangées dans la rue aux heures perdues.

On croirait l'entendre encore
Dire au marchand de liqueurs
«Est-ce toi qui vends ce que j'ai acheté de meilleur ? »

inviata da Marco Valdo M.I. - 20/8/2013 - 12:56




Lingua: Tedesco

La versione letterale tedesca della canzone di De André, da questa pagina:
SIE SCHLAFEN AUF DEM HÜGEL

Wohin ging Elmer,
Der im Fieber gestorben ist
Wo ist Herman, der in der Mine verbrannte
Wo sind Bert und Tom,
Der erste bei einer Schlägerei umgebracht,
Und der andere kam schon tot aus dem Knast heraus.
Was wird von Charlie sein, der bei der Arbeit stürzte
Und von der Brücke er auf die Strasse flog?

Sie schlafen, schlafen auf dem Hügel
Sie schlafen, schlafen auf dem Hügel.

Wo sind Ella und Kate,
Beide wegen Fehler gestorben,
Die eine wegen einer Abtreibung, die andere aus Liebe
dalle carezze di un animale
Liebkosungen eines Tieres ermordet wurde
Und Edith, von einer merkwürdigen Krankheit verbraucht
Und Lizzie, die dem Leben weit hinterherlief,
und die von England unter dieses Stück Land zurückgebracht wurde?

Sie schlafen, schlafen auf dem Hügel
Sie schlafen, schlafen auf dem Hügel.

Wo sind die Generäle,
Die sich in den Schlachten ihre Brüste
Mit Friedhöfen von Kreuzen schmückten.
Wo sind die Kinder des Kriegs,
per una truffa, per un amore finito male
Wegen eines Betruges, wegen einer schlecht ausgegangenen Liebe gegangen sind?
Sie haben ihre Leichen in den Fahnen nach Hause zurückgeschickt,
Sehr eng gebunden, damit sie vollständig aussehen.

Sie schlafen, schlafen auf dem Hügel
Sie schlafen, schlafen auf dem Hügel.

Wo ist Jones, der Spieler,
Der von seinen neunzig Jahren überrascht wurde,
Und der mit dem Leben weiter gespielt hätte.
Er bot dem Wind sein Gesicht,
Dem Wein seinen Hals an,
Aber nie einen Gedanken an das Geld, an die Liebe
Und auch nicht an den Himmel.
Man glaubt ihn noch über die Schweinereien schwätzen zu hören,
Die er auf der Strasse zu den falschen Stunden gegessen hatte.
Man glaubt ihn noch zu hören, wenn er zum Likörhändler
"Du, der du das verkaufst, was kaufst du dir denn besseres?"

inviata da Riccardo Venturi - 17/3/2005 - 20:57




Lingua: Inglese

THE HILL - Dalla Spoon River Anthology di Edgar Lee Masters.
THE HILL - From Edgar Lee Masters' Spoon River Anthology

Edgar Lee Masters.
Edgar Lee Masters.


Riportiamo anche la poesia originale di Edgar Lee Masters dalla quale è tratta la canzone. Come nell'album di De André, anche nella "Spoon River Anthology" si tratta della poesia introduttiva.
THE HILL

Where are Elmer, Herman, Bert, Tom and Charley,
The weak of will, the strong of arm, the clown, the boozer, the fighter?
All, all are sleeping on the hill.

One passed in a fever,
One was burned in a mine,
One was killed in a brawl,
One died in jail,
One fell from a bridge toiling for children and wife --
All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.

Where are Ella, Kate, Mag, Lizzie and Edith,
The tender heart, the simple soul, the loud, the proud, the happy one? --
All, all are sleeping on the hill.

One died in shameful child-birth,
One of a thwarted love,
One at the hands of a brute in a brothel,
One of broken pride, in the search for heart's desire,
One after life in far-away London and Paris
Was brought to her little space by Ella and Kate and Mag --
All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.

Where are Uncle Isaac and Aunt Emily,
And old Towny Kinkaid and Sevigne Houghton,
And Major Walker who had talked
With venerable men of the revolution?--
All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.

They brought them dead sons from the war,
And daughters whom life had crushed,
And their children fatherless, crying--
All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.

Where is Old Fiddler Jones
Who played with life all his ninety years,
Braving the sleet with bared breast,
Drinking, rioting, thinking neither of wife nor kin,
Nor gold, nor love, nor heaven?
Lo! he babbles of the fish-frys of long ago,
Of the horse-races of long ago at Clary's Grove,
Of what Abe Lincoln said
One time in Springfield.



Lingua: Italiano

LA COLLINA - La traduzione di Fernanda Pivano.

Fernanda Pivano e Fabrizio de André.
Fernanda Pivano e Fabrizio de André.


La traduzione italiana di Fernanda Pivano della poesia di Edgar Lee Masters, dall' "Antologia di Spoon River", prima edizione: Torino, Einaudi, 1941.
LA COLLINA

Dove sono Elmer, Herman, Bert, Tom e Charley,
l'abulico, l'atletico, il buffone, l'ubriacone, il rissoso?
Tutti, tutti, dormono sulla collina

Uno trapassò in una febbre
Uno fu arso nella miniera,
Uno fu ucciso in rissa,
uno morì in prigione,
uno cadde dal ponte lavorando per i suoi cari -
tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina

Dove sono Ella, Kate, Mag, Edith e Lizzie
la tenera, la semplice, la vociona, l'orgogliosa, la felice?
Tutte, tutte dormono sulla collina

Una morì di parto illecito,
una di amore contrastato,
una sotto le mani di un bruto in un bordello
una di orgoglio spezzato, mentre anelava al suo ideale,
una inseguendo la vita, lontano, in Londra e Parigi,
ma fu riportata nel piccolo spazio con Ella, con Kate, con Mag
tutte, tutte dormono sulla collina

Dove sono zio Isaac e la zia Emily,
e il vecchio Towny Kincaid e Sevigne Houghton,
e il maggiore Walker che aveva conosciuto
uomini venerabili della Rivoluzione?
Tutti, tutti dormono sulla collina.
Li riportarono, figlioli morti, dalla guerra
e figlie infrante dalla vita
e i loro figli orfani, piangenti -
tutti, tutti dormono, dormono dormono sulla collina

Dov'è quel vecchio suonatore Jones,
che giocò con la vita per tutti i novant'anni
fronteggiando il nevischio a petto nudo
bevendo, facendo chiasso, non pensando né a moglie né a parenti
né al denaro, né all'amore, né al cielo
Eccolo! Ciancia di fritture di tanti anni fa,
delle corse di tanti anni fa nel boschetto di Clary
di ciò che Abe Lincoln
disse una volta a Springfield.



Lingua: Tedesco

DER HÜGEL - Traduzione tedesca di Wolfgang Martin Schede.
Deutsche Übersetzung von Wolfgang Martin Schede.

Anche questa è stata musicata, grazie al ginevrino H. Pfister, e radiotrasmessa in Svizzera e Germania in un interessante radiodramma comprendente numerosi brani di Spoon River. Roba degli anni '50. (Marco "Slowdog" Sopegno)
DER HÜGEL

Wo sind Elmer, Hermann, Bert, wo Tom und Charley,
Der Willensschwache, der Kraftprotz, der Clown,
Der Säufer, der Schläger?
All-alle schlafen sie hier am Hügel.

Den raffte ein Fieber dahin,
Der verbrannt' unter Tage,
Der wurde im Streit umgebracht,
Der starb im Gefängnis,
Der fiel von der Brücke, als er geschuftet für Weib und Kind.
All-alle schlafen sie, schlafen, schlafen am Hügel.

Wo sind Ella, Käthe, Mag, Lizzie und Edith,
Das zarte Herz, das schlichte Gemüt, die Laute, die Stolze,
Die Glückliche hin?
All-alle schlafen sie hier am Hügel.

Die starb bei einer geheimen Geburt,
Die an versagter Liebe,
Die von Wüstlinghand im Bordell,
Die an zertretenem Stolz, auf der Suche nach ihres Herzens
Sehnsucht,
Die haben Ella und Käthe und Mag nach einem Leben
Fern in Paris und London auf ihren kleinen Platz gebettet -
All-alle schlafen sie, schlafen, schlafen am Hügel.

Wo ist der alte Geiger Jones,
Der mit dem Leben gespielt hat seine ganzen neunzig Jahre,
Der dem Hagelsturm tapfer die nackte Brust bot,
Soff, randalierte und sich um Weib und Verwandtschaft nichts
scherte,
Noch um Gold, um Liebe und Himmel?

Horch! Er raunt von längst vergangenen Bratfisch-Festen,
Von längst vergangenen Pferderennen auf Clary's Grove,
Und von dem, was Abe Lincoln
Einmal in Springfield gesagt hat.



Lingua: Polacco

Wzgórze - La traduzione polacca di The Hill (di "P.H.") ripresa da liternet.pl
Gdzie Elmer, Herman, Bert, Tom, gdzie Charley,
Gdzie bezwolny, silnoręki, gdzie dowcipniś, pijak, zabijaka?
Wszyscy, wszyscy śpią na tym wzgórzu.

Jednego zabrała gorączka,
Jeden zginął w kopalni,
Jednego w bójce zatłukli,
Jeden umarł w więzieniu,
Jeden spadł z mostu, harując na dzieci i żonę --
Wszyscy, wszyscy śpią, śpią, śpią na wzgórzu.

Gdzie Ella, Kate, Mag, Lizzie, gdzie Edith,
Gdzie czułostkowa, prostoduszna, gdzie krzykliwa, napuszona, szczęśliwa?
Wszystkie, wszystkie śpią na wzgórzu.

Jedna odeszła podczas haniebnego porodu,
Jedna z odrzuconej miłości,
Jedną brutale zabili w burdelu,
Jednej zraniono dumę, odtrącając pragnienia jej serca,
Jedną po życiu w odległym Londynie i Paryżu
Ella, Kate i Mag złożyły w niewielkiej przestrzeni--
Wszystkie, wszystkie śpią, śpią na tym wzgórzu.

Gdzie wuj Izaak, gdzie ciotka Emily,
I stary Towny Kincaid, i Sevigne Houghton,
I Major Walker, który rozmawiał z czcigodnym rewolucjonistą?
Wszyscy, wszyscy śpią na wzgórzu.

To oni złożyli tu synów poległych w czasie wojny,
I córki, które zostały zmiażdżone przez życie,
I ich dzieci osierocone, płaczące
Wszyscy, wszyscy śpią, śpią, śpią na wzgórzu.

Gdzie Stary Skrzypek Jones,
Który bawił się życiem przez całe dziewięćdziesiąt lat,
Brał marznący deszcz na gołą klatę,
Pił, hulał, nie myślał o żonie i dzieciach,
Ani złocie, ni miłości, ani niebie?

Obacz! Gadał tylko o smażonych rybach minionego czasu,
O wyścigach konnych w przeszłości w Clary's Grove,
O tym, co Abe Lincoln powiedział
Pewnego razu w Springfield.

inviata da Riccardo Venturi - 20/12/2016 - 19:31




Lingua: Polacco

La traduzione polacca di Michał Sprusiński della poesia di Edgar Lee Masters
"Antologia Spoon River", Państwowy Instytut Wydawniczy, Warszawa 1981

wzgorze
WZGÓRZE

Gdzie są Elmer, Herman, Bert, Tom i Charley,
słabeusz, mocarz, błazen, pijak, żołnierz?
Wszyscy, wszyscy śpią na wzgórzu.

Ten umarł w gorączce,
ten spłoną w kopalni,
tego zabito w bójce,
ten umarł w więzieniu,
ten spadł z mostu, harując na żonę i dzieci –
wszyscy, wszyscy śpią, śpią, śpią na wzgórzu.

Gdzie są Ella, Kate, Mag, Lizzie i Edith,
czuła, prostoduszna, wrzaskliwa, dumna, szczęśliwa?
Wszystkie, wszystkie śpią na wzgórzu.

Ta skonała w sromotnym połogu,
ta w nieszczęsnej miłości,
ta z rąk bydlaka w burdelu,
ta ze złamaną duszą, szukając spragnionym sercem,
ta po życiu w dalekim Londynie, Paryżu,
potem ją Ella, Kate, Mag przywiozły na ten skrawek ziemi –
wszystkie, wszystkie, śpią, śpią, śpią na wzgórzu.

Gdzie jest Wuj Izaak i Ciotka Emily,
stary Kincaid-Krajan i Sevigne Houghtom,
I Major Walker, który rozmawiał
z czcigodnymi mężami rewolucji?
Wszyscy, wszyscy śpią na wzgórzu.

Przywieźli im z wojny poległych synów
i córki zdruzgotane przez życie,
i ich osierocone dzieci, płaczące –
wszyscy, wszyscy śpią, śpią, śpią na wzgórzu.

Gdzie jest stary Rzępoła-Jones,
który baraszkował z życiem do dziewięćdziesiątki,
przeciw gradowi szedł z odkrytą piersią,
pił i hulał nie myśląc o żonie i krewnych
ani o złocie, miłości, niebiosach?
Patrzcie: on paple o rybach przy ognisku przed laty,
o wyścigach konnych dawno obok lasku Clary,
o tym, co Abe Lincoln rzekł
raz pod Springfield.

inviata da Krzysiek Wrona - 15/3/2017 - 13:53


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Enrico Massetti - 21/10/2010 - 03:58


Bella la foto del ponte vecchio con la manifestazione per la pace! Oggi certi sindaci preferiscono utilizzare ponte vecchio per altri generi di manifestazioni......che tristezza!

Silva - 3/7/2013 - 15:15


Scusate la precisazione, ma la canzone si intitola "La collina" e non "Dormono sulla collina".

Linda - 20/8/2013 - 00:44


La questione, Linda, sembra complicata; rinverdendo un po' la...tradizione di questo sito sulle "scoperte deandreiane", possiamo dire che ora constatiamo che questa canzone, nelle varie edizioni degli album, ha due titoli alternativi.

La foto sotto mostra il retro di quello che sembra il vinile originale:

collinatwo


Come si può vedere, la canzone è riportata come "La collina".

Questa è invece un'edizione in CD:

collina


Qui, invece, la canzone è riportata come "Dormono sulla collina".

Bisogna quindi accettare questo...doppio titolo, e conseguentemente lo riportiamo anche nell'intestazione di questa pagina. Direi che, poiché "La collina" appare sul vinile originale, può avere funzione di titolo principale mentre l'altro è evidentemente una variante che si è creata con gli anni. Si tratta di un caso, del resto, non infrequente. Saluti!

Riccardo Venturi - 20/8/2013 - 10:05


Fabrizio ha senz'altro utilizzato come finale della canzone la frase tratta da una quartina del poeta, matematico e astronomo persiano Omar Khayyâm (1048-1131):

"Pien di stupore son io pei venditori di vino, chè quelli
che cosa mai posson comprare migliore di quel ch'han venduto?"

Flavio Poltronieri - 4/2/2015 - 17:27


Ecco il testo completo delle quartine di Omar Khayyâm (tratto da Vino Arte Poesia)

QUARTINE

Vieni, o coppiere, e porta, pel nostro cuore
(sciogli con la bellezza tua il nostro difficil problema)
porta un'anfora di vino, che ne brindiamo insieme
prima ch'anfore facciano della nostra argilla nera.

Poiché nessuno risponde, ahimè, del domani
allieta dunque, oggi, questo triste cuore.
Vino bevi al chiaro di luna, o Luna, ché la luna
molto ancor brillerà, e noi non troverà sulla Terra.

Come il tulipano d'Aprile prendi in mano la coppa rotonda
se hai la fortuna di startene con una guancia di rosa.
Bevi vino in letizia, ché questo antico cielo crudele
d'un tratto dell'alto tuo cuore farà bassa polvere e terra.

Io nulla so, non so se Chi m'ha creato
m'ha fatto per Cielo o m'ha destinato all'Inferno.
Ma una coppa e una bella fanciulla e un liuto sul lembo del prato
per me son monete sonanti: a te la cambiale del Cielo!

Da quando la Luna e i Pianeti comparvero in cielo
nessuno vide mai cosa più dolce di purissimo Vino.
Pien di stupore son io pei venditori di vino, ché quelli
che cosa mai posson comprare migliore di quel ch'han venduto?

Dicono: ci saranno, dopo, il Paradiso e le fanciulle.
Dicono: ci saranno, laggiù, e vino e latte e miele.
Che male v'è allora se, qui, ci scegliamo vino e amanti
quando, alla fine di tutto, così sarà ancora?

Con bella fanciulla in riva al ruscello, e vino, e rose,
finché m'è concesso, godrò in pura letizia.
Finché fui, sono, e sarò in questo mondo
ho bevuto, bevo e berrò sempre del vino!

Vieni, accarezza le chiome di gentile fanciulla
Prima che il fato ti infranga le membra.
Godi una coppa di vino finché il tuo nome è sul Libro di Vita.
Il cuore domato dal vino non è preda di affanni.

Allorché recideranno il virgulto della mia vita,
Le mie parti saranno sparse lontane una dall'altra,
Se dal fango mio allora modelleranno una brocca
Fatela colma di vino e io tornerò alla vita.

Se sono sobrio la gioia mi è nascosta da un velo
Ma la mia Mente perde coscienza se bevo
C'è un attimo solo fra sobrietà e ubriachezza
Per cui tutto darei. E' quello la Vita!

Mi dice la gente: "Gli ubriachi andranno all'inferno!"
Ma son parole queste prive di senso pel cuore:
Se dunque andranno all'Inferno i bevitori e gli amanti,
Vedrai il Paradiso domani nudo come palmo di mano!

4/2/2015 - 22:30


E' lui il "persiano" citato da Guccini in "Via Paolo Fabbri 43":

Jorge Luis Borges mi ha promesso l'altra notte | di parlar personalmente col "persiano", ma il cielo dei poeti è un po' affollato in questi tempi, | forse avrò un posto da usciere o da scrivano: | dovrò lucidare i suoi specchi, | trascriver quartine a Kayyam, | ma un lauro da genio minore | per me, sul suo onore, non mancherà.

Flavio Poltronieri - 4/2/2015 - 22:57


Tutto estremamente esatto, però mi sono permesso di correggere l'ortografia (o meglio, la traslitterazione...) del nome del "Persiano", non capendo bene il "Khayyàim" di Flavio Poltronieri: in Italia lo si è di solito reso (come faceva il grande Alessandro Bausani) con "Omar Khayyâm" (il "Kayyam" di Guccini è assolutamente sbagliato), ma una traslitterazione più esatta sarebbe " ʿUmar Khayyām ". Ad ogni modo senza nessun dittongo "ai"; anzi, il circonflesso di "Khayyâm" e la lunga di " Khayyām " intendono rendere un peculiare fonema della lingua persiana, ove la "a" lunga si pronuncia più o meno come una "o" molto aperta, simile alla " å " delle lingue scandinave. In pratica, "Khayyâm" andrebbe letto "khayyòòm". In lingua persiana, "khayyâm" (خیام) significa "fabbricante di tende": si trattava del mestiere del padre del filosofo, matematico e poeta autore delle famose Quartine (Ruba'iyyat). Sono stato insopportabilmente pignolo come sempre, e visto che si parla di Guccini, accetto il crucifige e così sia. Saluti.

Riccardo Venturi - 5/2/2015 - 01:46


ovviamente la "i" è stato un errore di battitura al computer e, visto che siamo in vena di citazioni:"ma per fortuna che c'è il Riccardo"....

Flavio Poltronieri - 5/2/2015 - 16:20


A questo punto però urge che mi sia consegnato un biliardo, ché mi garberebbe pure imparare un po' a giocarci... :-)

Riccardo Venturi - 5/2/2015 - 20:46


accontentati di essere il più simpatico...il che non è poco!

Flavio Poltronieri - 5/2/2015 - 21:49


Ecco lo sapevo...ogni volta che chiedo un biliardo, ricevo un due di picche!.... :-)

Riccardo Venturi - 5/2/2015 - 23:51


è perchè non sei di grande compagnia!

Flavio Poltronieri - 6/2/2015 - 16:56


Eh lo so, Flavio....qui nella foresta funziona così, se al posto del biliardo mi porti un po' di miele però mi faresti piacere....growl!

Riccardo Venturi - 6/2/2015 - 17:34


ma pensa che fatalità, stò giusto ascoltando la canzone "Dremong" dell'amico Max, la dedico a te allora

Flavio Poltronieri - 6/2/2015 - 17:58


E io me la prendo parecchio volentieri 'sta dedica, boja d'un dremong lèder...!

Riccardo Venturi - 6/2/2015 - 19:47


Chi potrebbe meglio spiegarmi il periodo "Masters assume allora anche una connotazione morale, sottolineando allora che il fallimento dipende in generale dall'aver inseguito un'ideale erroneo (nell'America del primo '900 il successo economico), e che solo le anime semplici riescono a trionfare nella vita." sopracitato nel commento alla poesia?
Gli abitanti di Spoon River non personificano le caratteristiche del Midwestern dell America?! Perchè seguirebbero i principi morali dell Eastern americano?!
grazie in anticipo

Eleonora Guggino - 23/4/2016 - 11:22


Il nick del traduttore polacco del"La collina", cioè "Wzgórze", è - P H . "Dodano" vuol dire "aggiunto" : )
Esistono comunque le traduzioni polacche delle poesie di Edgar Lee Masters e se riuscirò a proseguire con la traduzione di altre canzoni da questo album, di sicuro mi dovrò procurare qualche edizione polacca dalla biblioteca. In Polonia ci sono stati anche realizzati due spettacoli teatrali con le poesie dall'"Antologia di Spoon River". Uno nel 1970 e un altro nel 2006. Quest'ultimo si può guardare su YT : "Umarli ze Spoon River", 2006, regia di Jolanta Ptaszyńska, Teatr Telewizji (Teatro della Televisione di Stato).

Krzysiek - 21/12/2016 - 04:23


Peccato però! Era così bellino Dodano, come traduttore...stavo per farci anche una romantica storia sopra, le avventure di Dodano e Dodana...! Vabbè, sarà per un'altra volta :-)

Dodano e Dodana
Dodano e Dodana

Riccardo Venturi - 21/12/2016 - 12:45


Non lo sapevo che gli Innamorati di Peynet hanno avuto i nomi nella versione italiana, e poi così strambi :)
Purtroppo mi sfugge, quali fossero nell'edizione polacca intitolata "Zakochani".
Ma i ricordi... tanti :)

Krzysiek - 21/12/2016 - 17:40


Cari, in questa bella paginetta mi pare più che doveroso riportare che il 6 marzo c'è stato finalmente il primo ciak di "Principe libero”, un film di Luca Facchini dedicato a Fabrizio De André. Doveva essere già pronto a quest'ora, per quel che ne sapevo, ma diversi ritardi nella produzione hanno posticipato nel tempo l’inizio delle riprese. Luca Marinelli interpreta Fabrizio da adulto, a Valentina Bellèrà il ruolo di Dori Ghezzi, il titolo è tratto dal riferimento al pirata Samuel Bellamy citato nella copertina de "Le nuvole”. Verrà trasmesso dalla Rai, ma non ho idea di quando...

Flavio Poltronieri - 16/3/2017 - 10:42


Però potevano almeno interpellarmi...nella parte del Gorilla sarei stato perfetto!!!

Riccardo Venturi - 16/3/2017 - 12:23


messaggio ricevuto: la prossima volta che organizziamo qualcosa su Brassens, farò il tuo nome

http://www.radiopopolareverona.com/old/?q=content/georges-brassens-al-mamadanzateatro

http://www.artvro.it/evento/5418

Flavio Poltronieri - 16/3/2017 - 12:50


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