Lingua   

Depuis six mille ans la guerre

Victor Hugo


Lingua: Francese



‎[1865]‎
Dalla raccolta poetica intitolata “Les Chansons des rues et des bois”.‎
Musica di Helene Posbic, giovane compositrice, pianista e cantante francese di origine ‎libanese.‎
Depuis six mille ans la guerre
Plaît aux peuples querelleurs,
Et Dieu perd son temps à faire
Les étoiles et les fleurs.

Les conseils du ciel immense,
Du lys pur, du nid doré,
N’ôtent aucune démence
Du cœur de l’homme effaré.

Les carnages, les victoires,
Voilà notre grand amour;
Et les multitudes noires
Ont pour grelot le tambour.

La gloire, sous ses chimères
Et sous ses chars triomphants,
Met toutes les pauvres mères
Et tous les petits enfants.

Notre bonheur est farouche;
C’est de dire: Allons! mourons!
Et c’est d’avoir à la bouche
La salive des clairons.

L’acier luit, les bivouacs fument;
Pâles, nous nous déchaînons;
Les sombres âmes s’allument
Aux lumières des canons.‎

Et cela pour des altesses
Qui, vous à peine enterrés,
Se feront des politesses
Pendant que vous pourrirez,

Et que, dans le champ funeste,
Les chacals et les oiseaux,
Hideux, iront voir s’il reste
De la chair après vos os!

Aucun peuple ne tolère
Qu’un autre vive à côté;
Et l’on souffle la colère
Dans notre imbécillité.

C’est un russe! Égorge, assomme.
Un croate! Feu roulant.
C’est juste. Pourquoi cet homme
Avait-il un habit blanc?

Celui-ci, je le supprime
Et m’en vais, le cœur serein,
Puisqu’il a commis le crime
De naître à droite du Rhin.

Rosbach, Waterloo! Vengeance!
L’homme, ivre d’un affreux bruit,
N’a plus d’autre intelligence
Que le massacre et la nuit.

On pourrait boire aux fontaines,
Prier dans l’ombre à genoux,
Aimer, songer sous les chênes;
Tuer son frère est plus doux.‎

On se hache, on se harponne,
On court par monts et par vaux;
L’épouvante se cramponne
Du poing aux crins des chevaux.

Et l’aube est là sur la plaine!
Oh ! j’admire, en vérité,
Qu’on puisse avoir de la haine
Quand l’alouette a chanté.‎

inviata da Bartleby - 9/2/2012 - 10:07



Lingua: Italiano

Tentativo di traduzione italiana di Bartleby.
DOPO SEIMILA ANNI LA GUERRA

Dopo seimila anni la guerra
piace ancora ai popoli litigiosi
E Dio perde il suo tempo a creare
le stelle ed i fiori.‎

I consigli del cielo immenso,‎
quelli di pace ed amore,‎
non possono nulla contro la follia
del cuore dell’uomo rimbecillito.‎

Le carneficine, le vittorie,‎
ecco il nostro grande amore
E le nere moltitudini
hanno il tamburo al posto dei sonagli.‎

La gloria mette tutte le povere madri
e tutti i bambini
dietro le sue chimere
e i suoi carri di trionfo.‎

Terribile il nostro destino;‎
ossia: Andiamo! Moriamo!‎
E con in bocca
la saliva per suonare la tromba.‎

Brilla l’acciaio, fumano gli accampamenti;‎
Pallidi, ci scagliamo gli uni contro gli altri;‎
Le anime sinistre s’accendono
ai bagliori dei cannoni.‎

E le Loro Altezze
per voi, appena sotterrati,‎
spenderanno chissà quali parole
mentre ve ne state imputridendo.‎

E sui campi di battaglia,‎
gli sciacalli e gli uccelli,‎
orribili, andranno a vedere se resta
della carne attaccata alle vostre ossa!‎

Nessun popolo tollera
che un altro gli viva a fianco;‎
E la nostra imbecillità
viene gonfiata dalla furia.‎

E’ un russo! Sgozza, abbatti.‎
Un croato! Fuoco di fila.‎
E’ giusto. Perchè quell’uomo
aveva una divisa bianca?‎

Quello lì, io lo ammazzo
e me ne vado, col cuore tranquillo
perchè ha commesso il crimine
di nascere a destra del Reno.‎

Rosbach, Waterloo! Vendetta!‎
L’uomo, ubriaco di un orrendo baccano
non capisce più nulla
che il massacro e le tenebre.‎

Si potrebbe bere alle fontane,‎
pregare inginocchiati nell’ombra,‎
amare, stare a riflettere sotto gli alberi;‎
ammazzare il proprio fratello pare invece sia ‎preferibile.‎

Ci si fa a pezzi, ci si sbudella,‎
ci si corre dietro per monti e valli;‎
terrorizzati, ci si aggrappa
coi pugni alla criniera dei cavalli.‎

E spunta l’alba sulla pianura!‎
Oh, davvero non riesco a capacitarmi
che si possa essere pieni di odio‎
dopo il canto dell’allodola.‎

inviata da Bartleby - 9/2/2012 - 14:56


La poesia fu interpretata musicalmente anche da Marc Robine. Si trova nel suo album postumo del 2003 (anno della morte) intitolato "Poétique attitude", curato dall'editore Fred Hidalgo.

Poétique attitude

Bernart Bartleby - 20/6/2017 - 15:00


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