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Ταξίδι στα Κύθηρα

Eleni Karaindrou / Ελένη Καραΐνδρου




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Taxidi sta Kithira
Στίχοι: Ελένη Καραίνδρου
Μουσική: Ελένη Καραΐνδρου
Πρώτη εκτέλεση: Γιώργος Νταλάρας
1984

Testo e musica di Eleni Karaindrou
Prima esecuzione di Yorgos Dalaras
1984

Ταξίδι στα Κύθηρα


Forse una delle più belle, certo una delle più famose canzoni scritte da Eleni Karaindrou per un film di Theo Anghelopoulos ("Viaggio a Kithira").
«Padron Spiros ritorna da Tashkent (Uzbekistan) dove ha vissuto dal 1949 come Greco di periferia. Gli viene dato il permesso di rimpatriare. Quando lo fa, scopre che la patria non esiste. Per lui non c'è né patria né ritorno. Il giorno del ritorno, il "νόστιμον ἧμαρ" che assillava ma incitava Odisseo, per lui è amaro. Si sente straniero in un luogo venduto agli stranieri da altri "Greci" con tutte le carte in regola. Nel suo villaggio che lo aveva protetto nel corso della guerra, diventa testimone di una svendita della terra e delle idee, e cerca di scongiurarla. E tuttavia non riesce a adattarsi alla realtà che incontra. Si isola. Non riesce a comunicare con i suoi figli, con chi gli sta intorno. Solo sua moglie, fedele e paziente Penelope, lo segue sino alla fine, fino al suo ultimo viaggio». (trad. della nota di nikos35r in you tube - gpt)
Άρρωστη καρδιά δε βρίσκει γιατρειά στη λησμονιά
χάνεται στ' αγιάζι μέσα στο βοριά στα ξένα μακριά

Κι όλο περιμένει πάλι τη στιγμή να ξαναρθεί
το καράβι στο λιμάνι θα φανεί θαλασσινό πουλί στα όνειρά μας

Σ' άγγιξε ξανά του κόσμου η παγωνιά κι η ερημιά
πώς να τη γιατρέψεις την παλιά πληγή βαθιά μες στην ψυχή

Κι όλο περιμένει πάλι τη στιγμή να ξαναρθεί
το καράβι στο λιμάνι θα φανεί θαλασσινό πουλί στα όνειρά μας

inviata da Gian Piero Testa - 29/1/2012 - 16:38



Lingua: Italiano

Versione italiana di Gian Piero Testa
VIAGGIO A KITHIRA

Un cuore malato non trova cura nel dimenticare
si perde nel vento gelido nella tramontana lontano in terra straniera

E sempre torna ad aspettare il momento in cui potrà tornare
la nave al porto apparirà come un uccello marino nei nostri sogni

Di nuovo ti ha avvolto il gelo e la solitudine del mondo
come puoi curare l'antica ferita nel profondo dell'anima

E sempre torna ad aspettare il momento in cui potrà tornare
la nave al porto apparirà come un uccello marino nei nostri sogni

inviata da Gian Piero Testa - 29/1/2012 - 16:39



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