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La ballata di Nassiriya

Rino Piccione


Lingua: Italiano


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Nassiriya
(Teppisti dei Sogni)



È nata dalla voglia di rendere omaggio alle reclute cadute a Nassiriya.

Testo: Ivano Giordani
Musica di: Rino Piccione

Roma-2006


Nassiriya, Iraq. 27 aprile 2006.
Nassiriya, Iraq. 27 aprile 2006.
Fatti coraggio, amico Domani si va via.
Raccogli le tue cose. Si parte per Nassiriya .
Mamma, ti voglio bene. Tre mesi e tornerò.
Coi soldi che ci danno respireremo un po’...
Occhio alla strada, Gianni. Non ti distrarre mai.
Non farti tanti scrupoli. All’inferno ci sei già.
Sventola il tricolore e sa di libertà.
Mentre qualcuno prega, un altro giorno se ne va.
Orchestra...

C’è chi tra un turno e l’altro, inventa una poesia;
chi manda un messaggino all’amorosa sua.
D’un tratto la mitraglia. Chi sparasse non lo so.
Ricordo solamente che il carro si incendiò.
Poi venne giù l’inferno in quel di Nassiriya.
Davanti a un’autobomba difesa non ce n’è.
Rivedo le macerie, la gente scappar via.
A terra , tanti eroi. E tanta ipocrisia.
Orchestra

La pace è una canzone. Io l’ho cantata già.
C’è ancora il ritornello che fa " ta-ta-ta-ta"...
Vola via, colomba bianca. Ho tanta nostalgia
di rivedere il mondo da dentro casa mia.
Cara signora Franca, suo figlio non c’è più...
E’ in volo per l’Italia. Non le so dir di più.
Fissano il tricolore le donne di Nassiriya
Sperano dentro il cuore che torneremo lì…
Che torneremo lì
Torneremo lì ?

inviata da Ivano Giordani - 27/4/2006 - 17:13


Non per fare polemica; anzi, ringrazio Ivano Giordani per aver spedito la canzone di Rino Piccione. Per di più in questo brutto giorno, come quello del 12 novembre 2003, in cui qualche vittima italiana riesce come per miracolo a far dimenticare le decine di vittime che una guerra insensata e criminale, cui l'Italia ha dato il suo assenso inviando le sue truppe, fa ogni giorno in Iraq. Come dire: senza le vittime italiane, oggi in Italia si sarebbe parlato dell'eliminazione del Milan dalla coppa dei campioni e le notizie sulle stragi irachene sarebbero state relegate come sempre in terzo o quart'ordine. Mica fanno notizia, oramai.

In ogni caso, mi premerebbe far presente all'amico Ivano (e anche a Rino Piccione, l'autore, se legge) che i soldati italiani a Nassiriya non sono "reclute". Non sono coscritti di leva (che peraltro in Italia, oramai, non ci sono più), ma volontari che vanno là sapendo quello che fanno e a che cosa vanno incontro. Che fanno parte a pieno titolo di una forza militare di occupazione in un paese straniero che, fino a prova contraria, all'Italia non aveva mai fatto niente. Che vi sono state mandate da un governo parafascista per compiacere l'amichetto superpotente della Casa Bianca, magari con la speranza di partecipare un po' alla spartizione della torta. Che, infine, la "missione di pace" delle truppe italiane a Nassiriya consiste principalmente nel montare la guardia a una raffineria e a delle installazioni petrolifere della zona che, casualmente, sono sfruttate dall'italianissima e tricolorissima ENI.

Insomma, caro Ivano, caro Rino, pur apprezzando il vostro contributo e pubblicandolo volentieri (qui dentro non abbiamo nessunissima preclusione, è una nostra caratteristica di cui siamo gelosi), vorrei solo farti presente che l'unico sistema per non far sì che tali episodi si ripetano, è quello di ritirare immediatamente le truppe italiane dall'Iraq, rifiutando categoricamente la logica di una guerra che non ci appartiene. NON IN NOSTRO NOME. E rifiutando la logica di tutte le guerre, che sono soltanto guerre anche se travestite da false "missioni di pace" o "esportazioni di democrazia".

La canzone termina con una domanda: Torneremo lì? Non è a mio parere la domanda da porsi. Quella esatta è:


QUANDO CE NE ANDREMO VIA DI LI'?


Cordiali saluti,

Riccardo Venturi, 27 aprile 2006.

27/4/2006 - 18:48


Roma, 28 aprile 2006

Caro Riccardo Venturi,

ti ringrazio per la pubblicazione de "La ballata di Nassiriya", nonchè per le notizie accurate sul tema.
So bene che non si tratta di "militari di leva", bensì di volontari, pur sempre reclutati con proposte economiche di ingaggio che, come si continua ad assistere, non ripagano il rischio.
Personalmente, sono per principio contrario ad ogni e qualsivoglia "forma di violenza". Condivido quindi che i nostri ragazzi non dovevano nè partire, nè rimanere oltre.
La coda nella canzone "ritorneremo lì..." serve a far meditare... per chi vuole capire...

Una cordiale stretta di mano con un rinvio, per l'ascolto del brano al sito:
http://mio.discoremoto.virgilio.it/pasquino

IVANO GIORDANI - 28/4/2006 - 09:49


Ricambio i saluti, Ivano, e ringrazio a nome di tutto lo Staff delle CCG anche per la possibilità di mettere il brano in libero scaricamento. Naturalmente questo non è soltanto un database di raccolta di canzoni contro la guerra di tutto il mondo, ma anche un luogo di libero scambio di opinioni. Torna quando vuoi a farci visita...magari, perché no, con qualche altrà canzone!

Cordiali saluti,

Riccardo Venturi, 28 aprile 2006

28/4/2006 - 20:17


cia rino la tua canzone rimarra nella storia e volevo dirti che mi a toccato il profondo del cuore

www.candidodinapoli@libero.it - 25/10/2008 - 15:08



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