Lingua   

Lyndon Johnson Told the Nation

Tom Paxton


Lingua: Inglese



[1965]
Words and Music by Tom Paxton
Testo e musica di Tom Paxton

Lyndon Johnson, di spalle, a bordo di un'auto anfibia.
Lyndon Johnson, di spalle, a bordo di un'auto anfibia.


In questa famosa canzone Paxton ironizzò sulla doppiezza del presidente Johnson nei suoi tentativi di giustificare la guerra agli occhi dell'opinione pubblica americana. Tutto già visto: non a caso questa canzone è stata, assai opportunamente, "attualizzata". Cambiano i presidenti, ma...
I got a letter from L. B. J.
It said this is your lucky day.
It's time to put your khaki trousers on.
Though it may seem very queer
We've got no jobs to give you here
So we are sending you to Viet Nam

Lyndon Johnson told the nation,
"Have no fear of escalation.
I am trying everyone to please.
Though it isn't really war,
We're sending fifty thousand more,
To help save Viet nam from Viet Namese."

I jumped off the old troop ship,
And sank in mud up to my hips.
I cussed until the captain called me down.
Never mind how hard it's raining,
Think of all the ground we're gaining,
Just don't take one step outside of town.

Lyndon Johnson told the nation,
"Have no fear of escalation.
I am trying everyone to please.
Though it isn't really war,
We're sending fifty thousand more,
To help save Viet nam from Viet Namese."

Every night the local gentry,
Sneak out past the sleeping sentry.
They go to join the old VC.
In their nightly little dramas,
They put on their black pajamas,
And come lobbing mortar shells at me.

Lyndon Johnson told the nation,
"Have no fear of escalation.
I am trying everyone to please.
Though it isn't really war,
We're sending fifty thousand more,
To help save Viet nam from Viet Namese."

We go round in helicopters,
Like a bunch of big grasshoppers,
Searching for the Viet Cong in vain.
They left a note that they had gone.
They had to get down to Saigon,
Their government positions to maintain.

Lyndon Johnson told the nation,
"Have no fear of escalation.
I am trying everyone to please.
Though it isn't really war,
We're sending fifty thousand more,
To help save Viet nam from Viet Namese."

Well here I sit in this rice paddy,
Wondering about Big Daddy,
And I know that Lyndon loves me so.
Yet how sadly I remember,
Way back yonder in November,
When he said I'd never have to go.

Lyndon Johnson told the nation,
"Have no fear of escalation.
I am trying everyone to please.
Though it isn't really war,
We're sending fifty thousand more,
To help save Viet nam from Viet Namese."

23/8/2005 - 22:01




Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi
20 gennaio 2008

L.B.J.
LYNDON JOHNSON HA DETTO ALLA NAZIONE

Ho ricevuto una lettera da L.B.J.
diceva: questo è il tuo giorno fortunato.
È tempo che ti metta i pantaloni kakì
Anche se può sembrare un po' bizzarro
Non abbiamo lavoro da darti, qui,
E così ti mandiamo in Vietnam

Lyndon Johnson ha detto alla nazione,
"Non abbiate paura dell'escalation.
Sto tentando ogni cosa per soddisfarvi.
Sebbene non sia davvero una guerra,
Stiamo mandando altri 50.000 uomini
Per aiutare il Vietnam a salvarsi dai vietnamiti."

Saltai giù dalla vecchia nave portatruppe
E affondai nella melma fino all'anca.
Tirai bestemmie finché il capitano non mi chiamò.
Chissenefrega di quanto piove a dirotto,
Pensate a tutto il terreno che stiamo guadagnando,
Solo non muovete un passo fuori città.

Lyndon Johnson ha detto alla nazione,
"Non abbiate paura dell'escalation.
Sto tentando ogni cosa per soddisfarvi.
Sebbene non sia davvero una guerra,
Stiamo mandando altri 50.000 uomini
Per aiutare il Vietnam a salvarsi dai vietnamiti."

Ogni notte la gente del posto
Sgattaiola via alla sentinella addormentata
E va a raggiungere i vecchi cari Vietcông.
Nei loro piccoli drammi notturni
Si mettono i loro pigiamini neri
E vengono a tirarmi colpi di mortaio.

Lyndon Johnson ha detto alla nazione,
"Non abbiate paura dell'escalation.
Sto tentando ogni cosa per soddisfarvi.
Sebbene non sia davvero una guerra,
Stiamo mandando altri 50.000 uomini
Per aiutare il Vietnam a salvarsi dai vietnamiti."

Andiamo in giro sugli elicotteri
Come uno sciame di grosse cavallette
Cercando invano i Vietcông.
Hanno scritto un biglietto che se ne sono andati.
Dovevano andare giù a Saigon
Per mantenere le posizioni del loro governo.

Lyndon Johnson ha detto alla nazione,
"Non abbiate paura dell'escalation.
Sto tentando ogni cosa per soddisfarvi.
Sebbene non sia davvero una guerra,
Stiamo mandando altri 50.000 uomini
Per aiutare il Vietnam a salvarsi dai vietnamiti."

Beh, sto qui seduto in questa risaia
Chiedendomi del Paparino
E so che Lyndon mi vuole tanto bene.
Eppure, con quanta tristezza torno
Con la memoria a novembre,
Quando diceva che non sarei mai dovuto partire.

Lyndon Johnson ha detto alla nazione,
"Non abbiate paura dell'escalation.
Sto tentando ogni cosa per soddisfarvi.
Sebbene non sia davvero una guerra,
Stiamo mandando altri 50.000 uomini
Per aiutare il Vietnam a salvarsi dai vietnamiti."

21/1/2008 - 00:06




Lingua: Inglese

ALTERNATIVE LYRICS / PAROLE ALTERNATIVE

Apparently this song has metamorphosed over time. Here are some of the alternative lyrics, reproduced from this page.
Questa canzone sembra essere cambiata nel tempo. Le seguenti sono alcune parole alternative, riprese da questa pagina.
I got a letter from L. B. J.
It said this is your lucky day.
Time to put your khaki trousers on.
We've got a job for you to do:
Dean Rusk has caught the Asian flu,
And we are sending you to Viet Nam.

We landed in some swampy hole,
We went out on a night patrol.
Just who was who was very hard to tell.
With Martha Raye and thirteen mayors,
Half of Congress and six ball players,
And Ronald Reagan yelling, "Give 'em hell!"

23/8/2005 - 22:02




Lingua: Italiano

La versione "attualizzata" dedicata a George W.
Scaricabile dal sito ufficiale
GEORGE W. TOLD THE NATION

I got a letter from old George W.,
It said, "Son, I hate to trouble ya,
But this war of mine is going bad.
It's time for me to roll the dice;
I know you've already been there twice,
But I am sending you back to Baghdad."

Hey! George W. told the nation,
"This is not an escalation;
This is just a surge toward victory.
Just to win my little war,
I'm sending 20,000 more,
To help me save Iraq from Iraqis.

And, so, I made it to Iraq
In time for one more sneak attack,
And to my old battalion I was sent.
We drive around in our Humvees,
Listening to The Black-Eyed Peas
And speaking fondly of the president.

Hey! George W. told the nation,
"This is not an escalation;
This is just a surge toward victory.
Just to win my little war,
I'm sending 20,000 more,
To help me save Iraq from Iraqis.

Celebrities all come to see us,
Grateful they don't have to be us,
Politicians show their best face card.
Where is Bubba? Where's our leader?
Where's our favorite lip reader?
AWOL from the Texas National Guard

Hey! George W. told the nation,
"This is not an escalation;
This is just a surge toward victory.
Just to win my little war,
I'm sending 20,000 more,
To help me save Iraq from Iraqis.

If you're hunkered in Fallujah
Wondering who it was who screwed ya,
Wondering what became of “Shock and Awe!”
You are feeling semi-certain
It has to do with Halliburton,
Dick Cheney's why you drew that fatal straw.

Hey! George W. told the nation,
"This is not an escalation;
This is just a surge toward victory.
Just to win my little war,
I'm sending 20,000 more,
To help me save Iraq from Iraqis.

2/1/2008 - 14:43


Una canzone, questa di Tom Paxton (nelle sue due versioni) che andrebbe a pennello come colonna sonora di "War Made Easy", un bel documentario realizzato nel 2007 da Loretta Alper e Jeremy Earp e basato sul libro del giornalista Norman Solomon intitolato "War Made Easy: How Presidents & Pundits Keep Spinning Us to Death" (2005).

Il documentario potete vederlo qui

Da Lyndon Johnson con il Vietnam fino a George W. Bush con l'Iraq, le strategie per costringere gli americani ad andare in guerra sono sempre state simili, che si trattasse di un'amministrazione repubblicana o di una democratica. Tutte le guerre, senza alcuna eccezione, sono cominciate grazie alle menzogne raccontate al popolo dal governo di turno e amplificate dalla cosiddetta "libera informazione", che ha contribuito sempre a marginalizzare chi dissentiva e chiedeva la verità.

Alessandro - 26/5/2009 - 08:51




Lingua: Italiano

Versione italiana

Tratto dall'LP Vietnam Ieri e oggi canzoni e ballate a cura del comitato Vietnam di Milano. Traduzione e adattamento di Marco Tutino

Vietnam
Nixon disse alla nazione

Ho ricevuto una cartolina
che diceva è il tuo giorno
è venuto il tempo di partir,
anche se ti sembra strano
di lavoro non ne abbiamo,
così ti mandiamo in Vietnam.

Nixon disse alla nazione
non temete l'escalation
di piacere a tutti tenterò
anche se non è una guerra
noi mandiamo in quella terra
100.000 aiuti al Vietnam.

Sono saltato giù dalla nave
sprofondando nella melma
finché il capitano mi chiamò:
"non importa se qui piove
pensa ciò che conquistiamo,
solo non uscir dalla città"

Ogni notte i cittadini
sfuggono alla sentinella
vanno a raggiungere i Vietcong
stan nascosti nella notte
vestono pigami neri
e le bombe tiran tutte a me

Noi mandiamo su nel cielo
elicotteri e mortai
per cercare invano i Vietcong
lascian sempre un bigliettino
con su scritto "arrivederci"
se ne sono andati a Saigon.

Io sto qui nella risaia,
penso sempre al presidente
so che egli mi ama sempre più
ma ricordo tristemente
quel mattino di Novembre
quando disse: "a casa resterai"

Al Senato si diceva
che la guerra era finita
Resistenz aormai non c'era più
rimanevano soltanto
il Vietnam e la Cambogia
Jim McCarthy
e forse anche Ho Chi Minh

Mi hanno mandato giù in palude
notte di perlustrazione
con chi ero non ricordo più
Marta Rey, un maggiore
il Congresso un giocatore
la paura ed io sempre più giù.

inviata da DonQuijote82 - 9/7/2009 - 14:29



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