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Malbrough s'en va-t-en guerre

anonimo


Lingua: Francese


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[XVIII secolo]
[XVIIIème siècle]

Les paroles dateraient de la bataille de Malplaquet , le 11 septembre 1709, au cours de laquelle John Churchill, premier duc de Marlborough (1650-1722) , fut grièvement blessé - et non tué . L'essentiel de sa carrière militaire fut consacré à lutter contre la France. C'est pourquoi les Français s'amusèrent à raconter sur un ton parodique sa mort et son enterrement. Cette chanson ne connut du succès qu'à partir de 1781. Geneviève Poitrine, nourrice du premier dauphin de Louis XVI la chantait à l'enfant royal : Marie-Antoinette la reprit au clavecin et en lança la mode. La mélodie fit le tour du monde.

Il testo risale forse alla battaglia di Malplaquet, combattuta l'11 settembre 1709, nel corso della quale John Churchill, primo duca di Marlborough (donde la storpiatura "Malbrough"; 1650-1722) rimase gravemente ferito, ma non ucciso. Il più della sua carriera militare fu consacrato a combattere contro la Francia, ed è per questo che i francesi si divertirono a raccontare in tono parodico la sua morte e il suo funerale.
La canzone non conobbe un grande successo che a partire dal 1781. Geneviève Poitrine, la nutrice del primo delfino di Luigi XVI, la cantava al principe ereditario: Maria Antonietta la riprese al clavicembalo, e lanciò la moda. La melodia fece il giro del mondo.
Malbrough s'en va-t-en guerre,
Mironton, mironton, mirontaine,
Malbrough s'en va-t-en guerre,
Ne sais quand reviendra.
Ne sais quand reviendra.
Ne sais quand reviendra.

Il reviendra-z-à Pâques,
Mironton, mironton, mirontaine,
Il reviendra-z-à Pâques,
Ou à la Trinité
Ou à la Trinité
Ou à la Trinité

La Trinité se passe,
Mironton, mironton, mirontaine,
La Trinité se passe,
Malbrough ne revient pas.

Madame à sa tour monte,
Mironton, mironton, mirontaine,
Madame à sa tour monte,
Si haut qu'elle peut monter.

Elle voit venir son page,
Mironton, mironton, mirontaine,
Elle voit venir son page,
Tout de noir habillé.

"Beau page, mon beau page,
Mironton, mironton, mirontaine,
Beau page, mon beau page,
Quelles nouvelle s apportez?"

"Aux nouvelle s que j'apporte,
Mironton, mironton, mirontaine,
Aux nouvelles que j'apporte,
Vos beaux yeux vont pleurer.

Quittez vos habits roses,
Mironton, mironton, mirontaine,
Quittez vos habits roses,
Et vos satins brochés.

Monsieur Malbrough est mort,
Mironton, mironton, mirontaine,
Monsieur Malbrough est mort,
Est mort et enterré.

Je l'ai vu porter en terre,
Mironton, mironton, mirontaine,
Je l'ai vu porter en terre,
Par quatre-z-officiers.

L'un portait sa cuirasse,
Mironton, mironton, mirontaine,
L'un portait sa cuirasse,
L'autre son bouclier.

L'un portait son grand sabre,
Mironton, mironton, mirontaine,
L'un portait son grand sabre
L'autre ne portait rien.

A l'entour de sa tombe,
Mironton, mironton, mirontaine,
A l'entour de sa tombe,
Romarins fut planté.

Sur la plus haute branche,
Mironton, mironton, mirontaine,
Sur la plus haute branche
Un rossignol chantait.

On vit voler son âme,
Mironton, mironton, mirontaine,
On vit voler son âme
Au travers des lauriers.

La cérémonie faite,
Mironton, mironton, mirontaine,
La cérémonie faite,
Chacun s'en fut coucher.

Les uns avec leurs femmes
Mironton, mironton, mirontaine,
Les uns avec leurs femmes,
Et les autres tout seuls!

Je n'en dis pas davantage,
Mironton, mironton, mirontaine,
Je n'en dis pas davantage,
Car en voilà-z-assez".

inviata da Riccardo Venturi - 20/8/2005 - 23:54




Lingua: Francese

Da "LE CODE DE LA ROUTE A MA FAÇON" di Boris Vian
(Si veda a tale proposito La chanson du déserteur)

L'articolo 29 del "Code de la route" vianiano deve essere cantato sull'aria di "Malbrough s'en va-t-en guerre".
5. Voies ferrées sur route

Art. 29

Lorsqu'une voie ferréeu
Est éta-blie sur une routeu
Ou vient la traverser-eu
Elle à priorité (ter)
Et tous les usagers-eu
A l'approche des transports ferroviaires
Devront la dégager-eu
Pour les laisser passer (ter)

Les gardiens du troupeau-au
Devront prendre toute mesure-eu
Pour pouvoir arrêter-eu
Leurs petits animaux (ter)

Lorsqu'une traversé-eu
N'est pas munie de barrières-eu
L'signal réglementaire-eu
Avertit l'usager
Qui ne doit s'y engager
Qu'en ayant bien r'gardé!

Lorsqu'une traversé-eu
Comporte des barrières-eu
I'n'faut pas s'bagarrer-eu
Avec le préposé
Et ne pas l'empêcher
D'essayer d'les fermer!

inviata da Riccardo Venturi - 26/9/2005 - 00:57




Lingua: Danese

La versione danese della ballata, anch'essa divenuta ballata popolare, da Questa pagina
MALLEBROK

Mallebrok er død i krigen
fili-ong-gong-gong og tinge-linge-ling.
Mallebrok er død i krigen i attenfireogtres.
I attenfireogtres,
i attenfireogtres.
Mallebrok er død i krigen i attenfireogtres.

Han blev til graven båren
fili-ong-gong-gong og tinge-linge-ling.
Han blev til graven båren
af fire hædersmænd...


Den ene bar hans sabel
den anden hans gevær.

Den tredje bar hans skjorte
den fjerde ingenting.

Og da de kom til graven
så var der ingen hul.

Og præsten holdt en tale
han sagde ingenting.

Nu ligger han graven
og tygger på en skrå.

Og når den så bli´r gammel
så ta´r han sig en ny.

inviata da Riccardo Venturi - 2/12/2005 - 03:46


Alla luce dell’articolo che segue, propongo che la canzone Mambrú se fue a la guerra, insieme alla versione pure spagnola di Maria Elena Walsh, sia spostata qui.

“Mambron, Mambrù, Malbrouk, Malbrough: una canzone, mille canzoni.

di Enrico Lantelme, sulla rivista “la Beidana: cultura e storia nelle valli valdesi”, n.63, novembre 2008 – “Il francese attraverso il canto”.

Un esempio emblematico di una canzone popolare che sfugge a qualsiasi classificazione territoriale, linguistica e storica è la notissima (anche nel nostro repertorio valligiano) “Malbrough s’en-va-t’en guerre”. Spesso può accadere che testo e melodia di un canto tradizionale seguano strade diverse, dando origine a significative varianti: ma in questo caso si può ben dire che la realtà supera la fantasia, al punto che è praticamente impossibile seguirne le tracce nel corso dei secoli. Infatti queta ben nota melodia è cantata in Inghilterra con le parole “He’s a Jolly Good Fellow”, e in America come “We Won’t Go Home Till Morning” oppure “The Bear Went Over the Mountain” e in tutti i casi è ritenuta un esempio del rispettivo canzoniere nazionale. Ma la stessa melodia è popolarissima anche in Spagna, dove tutti i bambini ne cantano una versione che inizia così:

Mambrú se fue a la guerra,
¡qué dolor, qué dolor, qué pena!
Mambrú se fue a la guerra,
no sé cuándo vendrá,
do-re-mi, do-re-fa,
no sé cuándo vendrá.

Chi è questo “Mambrú”, eroe della canzone spagnola? Al di là delle apparenze, che suggerirebbero facili soluzioni, ancora oggi questa domanda non ha ottenuto risposta. Infatti l’incredibile storia di questa canzone sembra aver avuto inizio in Terra Santa, dove si dice sia nata per commemorare un crociato francese, tale Mambron, morto nei pressi di Gerusalemme.
Questa ipotesi è stata suggerita dal narratore François René de Châteaubriand il quale, essendosi recato in Terra Santa per documentarsi prima di scrivere l’epopea in prosa “I martiri” (1809), ne riportò alcune leggende assai diffuse in loco. Una di queste riferiva che una canzone ispirata alle gesta del cavaliere crociato Mambron era nota in Palestina da molti secoli.
Il componimento, secondo alcuni appartenuto alla raccolta delle “Chansons de gestes” con il titolo di “Chanson de Mambron”, ebbe una così grande diffusione in tutto l’Oriente che la sua melodia divenne popolarissima in Egitto e in Arabia, dove era comunemente ritenuta essere un vecchio canto popolare egiziano. La circostanza è confermata da un curioso aneddoto riportato anche dallo scienziato francese François Arago: durante una conferenza tenuta al Cairo di fronte ad un uditorio egiziano, il matematico Gaspard Monge accennò questa melodia e scoprì, con sua grande sorpresa, che i locali la conoscevano talmente bene da unirsi a lui nel cantarla.
Pochi anni dopo. E. Cobham Brewer (1810-1897) nel suo “Dictionary of Phrase and Fable” formula un’ipotesi diametralmente opposta sull’origine di questa canzone: infatti definisce “Malbrouk, Malbrough, Malborough o Marlbrò, una melodia araba molto nota in tutto il Medio Oriente, portata in occidente dai crociati”.
Come si può notare, già dalle prime notizie sembra impossibile stabilire l’origine della nostra canzone: “Malbrough s’en-va-t’en guerre” conferma chiaramente l’inutilità di ogni parametro razionale nella ricerca delle radici della cultura popolare. Tra l’altro, anche il nome di “Malbrough” che identifica il protagonista del racconto nella tradizione francofona è di origine assai incerta.
H. Davenson e M. David (1) affermano che la canzone avrebbe avuto un intento burlesco, in quanto diffusa dopo la battaglia di Malplaquet del 1709 durante la quale pare fosse corsa voce della morte del condottiero inglese, per la’ppunto il duca di Marlborough.
Questo nobile inglese si chiamava in realtà John Churchill, ed era figlio di un gentiluomo di campagna impoverito dalla guerra civile: fu educato alla corte di Carlo II, dove divenne paggio del duca di York, il futuro Giacomo II. Colonnello a soli 18 anni, nel marzo 1702, in seguito all’ascesa al trono della regina Anna, fu nominato primo duca di Marlborough: come comandante in capo dell’esercito inglese, capeggiò la coalizione contro Luigi XIV durante la guerra di successione spagnola. Le sue vittorie sui francesi si susseguirono ad un ritmo vertiginoso: 1704 (Blenheim), 1705 (Hochstaedt), 1706 (Remollieres), 1708 (Oudenaarde). Nel 1709 a Malplaquet subì pesanti perdite, ma riuscì comunque a costringere i Francesi alla ritirata.
La storia, come vedremo, non ci è di alcun aiuto per spiegare l’origine della canzone che parrebbe essere collegata alle vicende di questo generale inglese. Per quale motivo infatti i Francesi avrebbero dovuto celebrare le gesta del loro più acerrimo nemico?. Tra l’altro, il duca di Marlborough non morì affatto in battaglia, come racconta la canzone, ma diversi anni più tardi, nel suo letto di malattia.
In ogni caso il canto è difusissimo in tutta l’area francofona da tempo immemorabile: inoltre nel testo i riferimenti ad altri canti sono evidenti. Ad esempio una canzone del XV secolo, ispirata alla guerra tra Francesi e Bretoni poco dopo la morte di Luigi XI (1483), si chiude con questi versi:

Ne pleurez plus la belle
Car il est trépassé
Il est mort en Bretagne
Les Bretons l’ont tué
J’ai vu faire sa fosse
A l’orée d’un vert pré
Et vu chanter sa messe
A quatre cordeliers.

La somiglianza con il testo della canzone di Malbrough è notevole:

Aux nouvell’s que j’apporte,
Vos beaux yeux vont pleurer.
Malbrough est mort en guerre
Est mort et enterré
J’l’ai vu porter en terre
Pae quatre z-officiers.

Altre ricorrenze interessanti si ritrovano anche nel testo della canzone ispirata alle vicende del Principe di Orange, morto nel 1543, dove si legge:

Sa femme lui demande
Prince quand reviendrez?
Je reviendrai a Pâques
A Pâques ou à Noël
Voici Pâques venue
Et le Noël passé
Le beau prince d’Orange
N’y est point arrivé.

Anche qui la corrispondenza con i versi della nostra canzone è evidente:

Malbrough s'en va-t-en guerre,
Ne sais quand reviendra.
Il reviendra-z-à Pâques,
Ou à la Trinité
La Trinité se passe,
Malbrough ne revient pas.

Joseph Canteloube (2) notava che questo motivo poteva essere ascoltato in paesi molto distanti fra loro : Catalogna, Piemonte, Canada, Castiglia, Inghilterra, Stati Uniti, Arabia, Russia.
La sua diffusione in Francia, secondo una leggenda popolare molto nota, è dovuta a una nutrice del Delfino (tale Madame Poitrine) che la portò a corte nel 1781: la regina Maria Antonietta se ne innamorò follemente e ne decretò il successo e la fama. Ma non bisogna dimenticare che già nel 1778 Pierre de Beaumarchais ne aveva inserito il ritornello, con le parole “Que mon cœur, que mon cœur a de peine” nella romanza di Chérubin delle Nozze di Figaro, da cui sarà tratto il libretto dell’omonimo melodramma musicato da W. A. Mozart.
La melodia dalla Chanson de Malbrough ebbe un periodo di grande notorietà durante la Rivoluzione Francese. La stessa aria fu utilizzata anche da un compositore del calibro di L. V. Beethoven in un lavoro orchestrale, La Battaglia di Vittoria. E persino Gioacchino Rossini, nel 1820, ne scrisse un’armonizzazione per piano.
Ancora sulle tracce di questa straordinaria melodia scopriamo che durante al prima Guerra Mondiale i soldati francesi la cantavano con le parole “Guillaume s’en va t-en guerre”, intendendo per Guillaume il kaiser tedesco.
E’ evidente che canzoni come questa non possono essere etichettate come si fa normalmente con altre opere dell’ingegno umano: un’ultima traccia, forse la più misteriosa, ci porta addirittura sulle coste dell’Australia. Qui il capitano Cook, passeggiando sulla spiaggia con i suoi marinai un giorno dell’anno 1770, stava cantando l’aria di “Malbrough”: gli aborigeni australiani, riconoscendone il motivo, ne rimasero incantati ed esterrefatti.
Questa è la storia di una melodia senza confini e di un testo adottato ed adattato da mille paesi, al di fuori del tempo e dello spazio. Una canzone di cui probabilmente non scopriremo l’origine e la provenienza, ma che sentiremo ancora cantare, perchè il canto tradizionale non spiega, non proclama verità, non rispetta barriere, ma tocca le corde più segrete dell’animo umano.

Note:

(1) H. Davenson, Le livre des chansons, Parigi, Ed. du Seuil, 1957
M. David – A. M. Delrieu, Aux sources des chansons populaires, Parigi, Belin, 1984.

(2) J. Canteloube, Anthologie ds chants populaires français, Parigi, Durand, 1951.

Alessandro - 10/2/2009 - 14:27


Dernière Volonté "Au Travers Des Lauriers"

http://www.discogs.com/Derni%C3%A8re-Volont%C3%A9-Devant-Le-Miroir/release/823010



Il s'en va t'en guerre, ne sait quand reviendra
Il reviendra à Pâques ou à la Trinité
La Trinité se passe mais il ne revient pas
Elle, à sa tour monte, si haut qu'elle peut monter
Elle aperçoit son page tout de noir habillé
Beau page, ô mon beau page, quelles nouvells apportez ?
Elle aperçoit son page tout de noir habillé
Beau page, ô mon beau page, quelles nouvells apportez ?

Aux nouvelles que j'apporte, vos beaux yeux vont pleurer
Quittes vos habits roses et vos satins brochés
Il est mort Madame, mort et enterré
J'l'ai vu porter en terre par quatre z'officiers
L'un tenait son grand sabre l'autre son bouclier
L'un tenait sa cuirasse l'autre son destrier
Alentour de sa tombe romarin l'on plantait
Sur la plus haute branche un rossignol chantait
On vit voler son âme au travers des lauriers
Chacun mit ventre à terre et puis se relevait

Pour chanter les victoires qu'il remportait,
La cérémonie faite, chacun s'en fut couché...

23/6/2010 - 15:05




Lingua: Francese

Improvvisata dai soldati del Duc de Guise (François Ier de Lorraine, capo delle armate cattoliche), morto assassinato nel 1563 durante le guerre di religione francesi, questa canzone è senza dubbio l'antesignana della più nota "Malbrough s'en va-t-en guerre"
(fonte: YouTube)
LE CONVOI DU DUC DE GUISE

Qui veut ouïr chanson ?
Qui veut ouïr chanson ?
C'est le grand Duc de Guise
Et bon bon bon bon
Di dan di dan bon
Qu'est mort et enterré.

Qu'est mort et enterré
Qu'est mort et enterré
Aux quatre coins du poële
Et bon bon bon bon
Di dan di dan bon
Quat' gentilshomm's y'avait!

Quat' gentilshomm's y'avait!
Quat' gentilshomm's y'avait!
Dont l'un portait son casque
Et bon bon bon bon
Di dan di dan bon
Et l'autre ses pistolets.

Et l'autre ses pistolets
Et l'autre ses pistolets
Et l'autre son épée
Et bon bon bon bon
Di dan di dan bon
Qu'a tant d'Huguenots tués!

Qu'a tant d'Huguenots tués!
Qu'a tant d'Huguenots tués!
Venait le quatrième
Et bon bon bon bon
Di dan di dan bon
Qu'était le plus dolent!

Qu'était le plus dolent
Qu'était le plus dolent
Après venaient les pages
Et bon bon bon bon
Di dan di dan bon
Et les valets de pied!

Et les valets de pied (Bis)
Avecque de grands crêpes
Et bon bon bon bon
Di dan di dan bon
Et des souliers cirés.

Et des souliers cirés
Et des souliers cirés
Et des beaux bas d'étames
Et bon bon bon bon
Di dan di dan bon
Et des culotes de piau.

Et des culottes de piau
Et des culottes de piau
La cérémonie faite
Et bon bon bon bon
Di dan di dan bon
Chacun s'alla coucher.

Chacun s'alla coucher
Chacun s'alla coucher
Les uns ave leurs femmes
Et bon bon bon bon
Di dan di dan bon
Et les autres... tout seuls

inviata da Bartleby - 15/9/2010 - 10:38


Malbrough s'en va-t-en guerre

Original Danish version and the history of the song:

François de Guise er død i krigen, 1562

De folkelige eventyr og skillingsviser beskrev senere i middelalderen den almindelige modvilje til den forhadte soldatertjeneste og krigspligt. Malebrok døde i krigen og efterlod sig ikke andet end sin enke, uniform og våben hedder det i den meget lange franske spotte- og soldatervise fra det 16. århundrede. Malbrouck s'en va-t-en guerre.

Malbrough s'en va-t-en guerre
Mironton, mironton, mirontaine,
Malbrough s'en va-t-en guerre
Ne sait quand reviendra (bis)...

Mironton er en ubestemmelig eller underlig person. Også navnet på en fransk bøfret.

Sikke et eftermæle at få, men virkeligheden er lidt anderledes i det her tilfælde: de franske soldater troede, at den kommanderende engelske general John Churchill, hertugen af Marlborough døde under slaget ved Malpaquet i 1709 under den spanske arvefølgekrig. Han døde af pest i sin seng. Børnesangen går med tiden i glemmebogen men dukker så op i forbindelse med den fransk-tyske krig 1870-1871, hvor den bruges pacifistisk. I Frankrig er sangen første gang bogtrykt mellem 1762 og 1778 i Chansons, Vaudevilles et Ariettes Choisis par Duchemin og nu er den kendt over hele Europa. Blandt relaterede sange kan nævnes: Bold General Wolfe.

Den danske bogtrykte skillingsvise er ældre end de trykte franske udgaver: Hvem der har bragt visen til Danmark vides ikke. Et forsigtigt gæt kunne være danske lejesoldater i Frankrig. Skillingsvisen er trykt i flere danske udgaver; først som ”Een nye Viise om General Malbrochs Krigsbedrifter og Død” i Schiørring's "Blandinger for Sang og Claveer - Som et Anhang til det første Bind", Kiøbenhavn 1787:

Malbroch i Leding farer,
Miro ton ton ton, miro tene;

Malbroch i Leding farer,
Hans Hu til Orlog stod.

Han kommer hjem til Paaske,
Til St. Hansdag forvist.

St. Hansdag var forgangen,
Malbroch kom ei igien.

Hans unge Frue ganger,
Paa høie Loft at staae.

Hun seer den unge Svend kommer,
I Sort saa var klæd.

Hvad Nyt, hvad Nyt fra Krigen?
Hvor gaaer det min Gemahl?

Din Rosens Kind vil blegne,
Naar du mit Budskab hør.

Afføre din Skarlagen,
Og al din Prydelse.

Malbroch er død i Krigen,
Og lagt i sorte Jord.

Han blev til Graven baaren,
Af fire Høvedsmænd.

Den første bar hans Sabel,
Den anden bar hans Skiold.

Den tredie bar hans Harnisk,
Den fierde ingen Ting.

Der han til Graven var baaren,
Gik vi alle hiem igien.

Mænd gik med deres Qvinder,
Jeg eene gik igien.

Den oprindelige Malebrok menes at være den daværende franske hærchef og politiker, baron François de Guise (1519-1563), der blev myrdet under den første franske religionskrig efter en massakre han og hans soldater begik i Wassy i Champagne, hvor mere end 70 prote­stanter forsamlet til gudstjeneste i en lade blev dræbt og omkring 100 såret. François de Guise blev, ifølge den franske Wikipedia, dræbt året efter, for ”No contemporary poet would have sung, "Mallebrok died in the war," seeing that Marlborough died on a sick bed many years after the war had ceased. True the ballad is not synchronous with the event, but sprang from a far older period, and seems to have been sung at an earlier day about the Duke of Guise”, hedder det i historikeren Johannes Steenstrups (1844-1935) engelske afhandling the medieval popular ballad fra 1914.

I Wilhelm Schefflers (1847-1913): Die französische Volksdichtung und Sage. Ein Beitrag zur Geistes- und Sittengeschichte Frankreichs fra 1884 bd. 2 er den originale sang:

Qui veut ouïr chanson? (bis)
C'est du grand duc de Guise.
Doub, dans, doub, dans, dou dou
Dou, dou dou,
Qu' est mort et enterre.
Chacun s'allit coucher (bis)
Les uns avec leurs femmes,

Dout,
Et les autres tout seuls etc.

Gendigtet:

Hvem ønsker at høre vores sang
Hvem ønsker at høre vores sang
om den store hertug af Guise
i tvivl4, i tvivl
om hvem der er død og begravet
Alle gik i seng
Alle gik i seng
Nogle med deres kvinder
i tvivl, i tvivl
Og og andre helt alene.

Finn Alfred's version of a modernization of the original Danish text is here together with other Danish peace songs.

http://www.arnehansen.net/dialog/fred/100821-01-FinAlfredMallebrok128s.htm

See also rare peace records:Biblioteksudstilling om Fred here

http://www.arnehansen.net/100710HolgerT-fredsudstilling.htm

Love,
Holger

Holger Terp - 16/9/2010 - 16:07




Lingua: Tedesco

German version by Emmanuel Geibel, 1782
Versione tedesca di Emmanuel Geibel, 1782
MARLBROUGH ZIEHT AUS ZUM KRIEGE

Marlbrough zieht aus zum Kriege,
Die Fahne läßt er wehn;
Da reicht zum Kampf und Siege
Die Hand ihm Prinz Eugen.

Sie mustern ihre Truppen
Bei Höchstädt auf dem Plan:
"Gut stehn im Brett die Puppen,
Frisch auf, wir greifen an."

Und wie sie mit dem Haufen
Dem Feind entgegen ziehn,
Da kommt gejagt mit Schnaufen
Ein Hofkurier aus Wien.

Er springt in buntem Staate
Vom Roß und neigt sich tief:
"Vom hohen Kriegshofrate,
Durchlaucht'ger, hier ein Brief!"

Der kleine Kapuziner
Schiebt in die Brust ihn sacht:
"Der Herrn ergebner Diener,
Das les' ich nach der Schlacht.

Jetzt ist kein Zaudern nütze,
Jetzt heißt es dran und drauf!
Schon spielen die Geschütze
Tallards zum Kampf uns auf.

Er wirft sich auf die Franzen,
Marlbrough bleibt nicht zurück;
Bei Höchstädt an den Schanzen
Das ward ihr Meisterstück.

Wohl krachts von Wall und Turme,
Wohl sinken Roß und Mann,
Doch vorwärts geht's im Sturme,
Die Feldherrn hoch voran.

Im dichten Kugelregen,
Den Degen in der Hand,
Erklimmen sie verwegen
Des Lagers steilen Rand.

Da packt den Feind ein Grausen,
Da weicht er fern und nah,
Und hinter ihm mit Brausen
Ertönt's: "Viktoria!"

Und wie des Kaisers Reiter
Nachrasseln Stoß auf Stoß,
Da frommt kein Haltruf weiter,
Geworfen ist das Los.

Ersiegte Fahnen prangen
Zweihundert an der Zahl,
Man bringt daher gefangen,
Tallard, den General.

Doch abends als die Flaschen,
Im Kreis ums Feuer gehn,
Da zieht aus seiner Taschen
Sein Brieflein Prinz Eugen.

Studiert's und reicht's dem Briten,
Der blickt hinein und lacht:
"Parbleu! die Herrn verbitten
In Wien sich jede Schlacht.

Nur kurze Retirade
Sauvier'uns meint der Wisch:
Erlesner Senf! Nur schade,
Für diesmal Senf nach Tisch!"

inviata da Holger Terp - 17/9/2010 - 00:57


There are 72 documented Hispanic versions of Mambrú se fue a la guerra
aka LE CONVOI DE MALBROUGH / Malbrough s` en va en guerre in the Pan-Hispanic Ballad Projec.

http://depts.washington.edu/hisprom/

See:

http://depts.washington.edu/hisprom/optional/balladaction.php?igrh=0178

Love,
Holger

Holger Terp - 18/9/2010 - 00:52




Lingua: Portoghese

Versione portoghese proposta da Luís Cília nel suo disco del 1974 intitolato “O ‎guerrilheiro”‎

O guerrilheiro

‎“Chama-se em terras de Miranda do Douro, guerra de Mirandum, à guerra do pacto de família
em 1762, durante a qual esta cidade foi tomada pelo general espanhol Marquez de Sarria.
Há críticos que supõem que data da guerra da guerra de sucessão, sendo composta depois da batalha ‎de Malplaquet na qual o Duque de Malbrough infligiu a terrível derrota à França. Em francês, pelo ‎emprego arcaico de algumas frases também parece ser romance do tempo das cruzadas; ‎Chateaubriand ouviu cantar esta música aos árabes da Síria. Outros afirmam que também a ‎cantaram os mouros de Granada. Aqui é cantada em mirandês.”‎
‎(dall’ introduzione al brano)‎
A GUERRA DO MIRANDUM

Mirandum se fui a la guerra
Mirandum, Mirandum, Mirandela
Num sei quando benerá.

Se benerá por la Pásqua
Mirandum, Mirandum, Mirandela
Se por la trenidade.

La trenidade se passa.
Mirandum, Mirandum, Mirandela
Mirandum num bene iá.

Chubira se a hua torre
Mirandum, Mirandum, Mirandela
Para ber se lo abistaba.

Bira benir um passe
Mirandum, Mirandum, Mirandela
Que nobidades trairá.

Las nobidades que tráio
Mirandum, Mirandum, Mirandela
Bos ande fazer chorar.

Tirai las colores de gala
Mirandum, Mirandum, Mirandela
Ponei bestidos de luto.

Que Mirandum iá ié muorto
Mirandum, Mirandum, Mirandela
Jo bien lo bi anterrar.

Antre quatro ouficiales
Mirandum, Mirandum, Mirandela
Que lo iban a lhebar.‎

inviata da Bartleby - 22/2/2012 - 09:36


Marlborough Has Left for the War / Mort et convoi de l'invincible Malbrough
The Danish source for the song Een nye Viise om General Malbrochs Krigsbedrifter og Død / "A new song on General Malbrochs war deeds and death": Schiørrings

"Blandinger for Sang og Claveer - Som et Anhæng til det første Bind" / "Mixtures for singing and piano - As an addition to the first volume", Copenhagen 1787 is

photographed in Henning Urups dissertation Dans i Danmark / Dance in Denmark, 2007, pp. 104.(In Google Books) Urup mentions the song as "le Marlboroug" or Le Malbroch (count. Danse) as a dance tune to a contra dance in 2/4 rhythm and not in the later 6/8 beat. I'm not good at reading sheet music, but the melody looks right.
It may be the famous song's oldest sheet music
The mixtures for singing and piano comes from Soro Academy Library, and is probably now at the Royal Library in Copenhagen.
The dance and music are also in Elizabeth Burchenal's Folk dances of Denmark: Containing seventy-three dances (1915).
- http://www.archive.org/details/cu31924019899586
I do not know enough about folk dancing to assess whether Urup and Burchenal's tunes and dance descriptions are similar.
I need more information on this. Can you help?
Holger Terp, editor, the Danish Peace Academy

7/3/2012 - 00:14


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