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E anche al mi' marito

anonimo


Lingua: Italiano (Toscano Pisano)


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Novembre 1918
(Pauline Collet)
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(La Ghenga)
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(Canzoniere del Proletariato)


(ca. 1917)

Raccolta a Pisa nel 1966 dal Canzoniere Pisano e nel 1970 da Pino Masi da alcuni anziani che avevano fatto la prima guerra mondiale e da una donna di ottantasei anni.

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La canzone  citata su un celebre murale ad Orgosolo, Sardegna.

La canzone citata su un celebre murale ad Orgosolo, Sardegna.


Canzone raccolta dal Canzoniere pisano nel 1966 e poi da Pino Masi nel 1970 a Pisa, è stata registrata su un disco a 45 giri dal Canzoniere del Proletariato (gruppo legato a Lotta Continua). Una buona esecuzione è quella del Collettivo teatrale di Parma nell'LP "Le canzoni de 'La grande paura' - Settembre 1920 - L'occupazione delle fabbriche" (Dischi del Sole, DS 1000/2)
(Nota tratta da "Canzoni italiane di protesta - 1794/1974 - Dalla Rivoluzione Francese alla repressione cilena", a cura di Giuseppe Vettori, Paperbacks poeti/26, Newton Compton Editori, 1974) [Alessandro]

Incisioni:
- Le canzoni de "La grande paura"
- 45 giri del Canzoniere del Proletariato

Altre versioni in:
- Dodi Moscati: Con i pugni alzati camminano
- Dodi Moscati: La miseria l'è un gran malanno

Fonti:
- G. Vettori - Canzoni italiane di protesta 1794/1974
E anche al mi' marito tocca andare
a fa' barriera contro l'invasore,
ma se va a fa' la guerra e po' ci more
rimango sola con quattro creature.

E avevano ragione i socialisti:
ne more tanti e 'un semo ancora lesti;
ma s'anco 'r prete dice che dovresti,
a morì te 'un ci vai, 'un ci hanno cristi.

E a te, Cadorna, 'un mancan l'accidenti,
ché a Caporetto n'hai ammazzati tanti;
noi si patisce tutti questi pianti
e te, nato d'un cane, non li senti.

E 'un me ne 'mporta della tu' vittoria,
perché ci sputo sopra alla bandiera;
sputo sopra l'Italia tutta 'ntera
e vado 'n culo al re con la su' boria.

E quando si farà rivoluzione
ti voglio ammazzà io, nato d'un cane,
e a' generali figli di puttane
gli voglio sparà a tutti cor cannone.


Lingua: Italiano (Toscano Pisano)

Questa canzone è stata raccolta mi sembra,non dal canzoniere pisano ma dal canzoniere del proletariato.
Inoltre, nella versione che conosco io, cantata da Anna Casalini, nella terzultima strofa fa
E 'un me ne 'mporta della tu' vittoria,
e 'un me ne 'mporta della tu' bandiera;
sputo sopra l'Italia tutta 'ntera
e vado 'n culo al re con la su' boria.

inviata da Nicoletta


Questa canzone è bellissima e cerco di spiegare il perchè: perchè racconta di un periodo come i libri non fanno, sia per il linguaggio piuttosto colorito ma decisamente pregnante, sia mettendo in luce un punto di vista trascurato, un altro terreno dove si nutre la guerra,quello lontano dai normali campi di battaglia,agli uomini che partono e muoiono,le donne che rimangono a casa a sopportare il peso della famiglia tra le varie miserie.
Ma la donna, rimasta a casa proprio perchè tale, vuole ribaltare la situazione e impugnare lei stessa le armi per uccidere coloro che hanno voluto la guerra e mandano i loro mariti a combatterla

Nica


Questa violenta testimonianza popolare contro la guerra del '15-'18 (nel momento in cui ci si rendeva conto che essa rispondeva solamente agli interessi nazionalistici borghesi) in realtà è stata raccolta dal Canzoniere Pisano nel 1967 da un contadino anonimo nelle campagne intorno a Pisa e il titolo corretto è: E ANCO AR MI MARITO.

Flavio Poltronieri - 20/7/2016 - 22:30


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