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All You Fascists

Woody Guthrie


Lingua: Inglese

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(Woody Guthrie)
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(Woody Guthrie)
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(Modena City Ramblers)


Testo di Woody Guthrie [1936]
Woody Guthrie e la sua chitarra ammazzafascisti
Woody Guthrie e la sua chitarra ammazzafascisti

Musica originale di Woody Guthrie
Nuova musica di Billy Bragg [2000]

Testo ripreso dal sito ufficiale della Woody Guthrie Foundation.

Un celebre testo di Woody Guthrie che ha trovato la sua convincente musica molti anni dopo, per mano di Billy Bragg, che l'ha registrata anche con i Wilco.
I’m gonna tell you fascists
You may be surprised
The people in this world
Are getting organized
You’re bound to lose
You fascists bound to lose

Race hatred cannot stop us
This one thing we know
Your poll tax and Jim Crow
And greed has got to go
You’re bound to lose
You fascists bound to lose.

All of you fascists bound to lose:
I said, all of you fascists bound to lose:
Yes sir, all of you fascists bound to lose:
You’re bound to lose! You fascists:
Bound to lose!

People of every color
Marching side to side
Marching ‘cross these fields
Where a million fascists dies
You’re bound to lose
You fascists bound to lose!

I’m going into this battle
And take my union gun
We’ll end this world of slavery
Before this battle’s won
You’re bound to lose
You fascists bound to lose!

inviata da Riccardo Venturi - 26/5/2005 - 03:05




Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi
26 maggio 2005
TUTTI VOI, FASCISTI

Sto per dirvi una cosa, fascisti
che potrebbe sorprendervi
la gente di questo mondo
si sta organizzando
e voi perderete,
sì, fascisti, voi perderete

L'odio razziale non può fermarci
sappiamo solo questa cosa
la vostra tassa nominale (*), il vostro "Jim Crow" (**),
la vostra ingordigia devono sparire
e voi perderete,
sì, fascisti, voi perderete

Tutti voi, fascisti, perderete:
L'ho detto: tutti voi, fascisti, perderete
Sissignore: tutti voi, fascisti, perderete,
perderete! Voi fascisti
perderete!

Gente d'ogni colore
che marcia fianco a fianco
che marcia per questi campi
dove un milione di fascisti muore
e voi perderete
sì, fascisti, voi perderete!

Sto andando a questa battaglia
e prendo la mitraglia
la faremo finita con questo mondo di schiavitù
e prima che questa battaglia sia vinta
voi perderete,
sì, fascisti, voi perderete!
Note al testo:

(*) La "poll tax" è un'iniqua tassa nominale basata sulla semplice iscrizione nelle liste elettorali. Fu l'introduzione della poll tax a provocare in gran parte la caduta del regime fascista di Margaret Thatcher, in Inghilterra.

(**) "Jim Crow" ("Jim Cornacchia") è un comunissimo dispregiativo razzista nei confronti delle persone di colore.

26/5/2005 - 03:11




Lingua: Francese

Versione francese di Riccardo Venturi
Version française de Riccardo Venturi
23 settembre 2005 / 23 septembre 2005
VOUS LES FASCISTES

Vous les fascistes, je vais vous dire une chose
qui pourrait vous surprendre un peu
les gens de ce monde
s’organisent
et vous serez battus,
oui, les fascistes, vous serez battus

La haine raciale ne peut nous arrêter
nous ne savons que ça
vos impôts nominaux, votre Jim-le-Corbeau
votre avidité doivent disparaître
et vous serez battus,
oui, les fascistes, vous serez battus

Vous, les fascistes, vous serez battus :
Je l’ai dit : vous, les fascistes, serez battus
eh bien oui : vous, les fascistes, serez battus,
vous serez battus ! Vous, les fascistes,
serez battus !

Des gens de toutes les couleurs
marchent l’un à côté de l’autre
marchent sur ces champs
où un million de fascistes meurent
et vous serez battus
oui, les fascistes, vous serez battus !

Je vais à cette bataille
je prends ma mitraille
et nous en finirons avec ce monde d’esclavage
et avant que cette bataille ne soit gagnée
vous serez battus,
oui, les fascistes, vous serez battus !

23/9/2005 - 02:21




Lingua: Tedesco

Versione tedesca di Riccardo Venturi
Deutsche Fassung von Riccardo Venturi
23 settembre 2005 / 23. September 2005
IHR ALLE, FASCHISTEN

Ich sag’ euch wohl eine Sache, Faschisten,
die euch überraschen könnte :
die Leute dieser Welt
organisieren sich
und ihr werdet verlieren,
jawohl, Faschisten, ihr werdet verlieren

Der Rassenhaß kann uns nicht halten
wir wissen nur das
eure Polltaxe, euer Jim Crow
eure Gier müssen verschwinden
und ihr werdet verlieren,
jawohl, Faschisten, ihr werdet verlieren

Ihr alle, Faschisten, werdet verlieren :
ich hab’ das wohl gesagt : ihr werdet verlieren,
jawohl, Faschisten, ihr alle werdet
verlieren ! Ihr, Faschisten,
werdet verlieren !

Leute aller Farben
die nebeneinander marschieren
die durch diese Felder marschieren
wo eine Million Faschisten krepieren
und ihr werdet verlieren
jawohl, Faschisten, ihr werdet verlieren !

Ich geh’ zu diesem Kampf
und nehm’ mein Gewehr
mit dieser Welt von Sklaverei machen wir Schluß
und klar bevor der Kampf gewonnen ist
werdet ihr verlieren,
jawohl, Faschisten, ihr werdet verlieren !

23/9/2005 - 02:41




Lingua: Inglese

2010
Nina Hagen
Personal Jesus
personal

ALL YOU FASCISTS BOUND TO LOSE

Oh well, I'ma gonna tell you fascists
You might be surprised
People in this world are getting organized
You're bound to lose, you fascists bound to lose

All you fascists bound to lose
All you fascists bound to lose
All you fascists bound to lose
Bound to lose, you fascists bound to lose

There is people in every nation
Marching side by side
Marching for world peace
So no more people die
You're bound to lose, you fascists bound to lose

All you fascists bound to lose
All you fascists bound to lose
All you fascists bound to lose
Bound to lose, you fascists bound to lose

All you fascists bound to lose
All you fascists bound to lose
All you fascists bound to lose
Bound to lose, fascists bound to lose

inviata da Dq82 - 11/12/2016 - 08:19


Grazie davvero di cuore, Alessandro, per tutte queste stupende segnalazioni!

Riccardo Venturi - 20/9/2005 - 11:44


Grazie a te Riccardo per questo sito, importantissimo non solo per il suo scopo ma anche per il metodo...
La possibilità di contribuire direttamente e poter dire il proprio "No!" e "Nossignore!" (anche se attraverso le parole e la musica di chi ha saputo e sa dirlo meglio di altri) è una cosa davvero fondamentale...

PS Ora mi eclisso per qualche tempo (vi ho già dato abbastanza lavoro!), ma continuerò senz'altro a contribuire alla crescita del vostro (anche nostro, cioè di tutti) "database against the war".

Alessandro - 21/9/2005 - 13:28


Due notizie:

1) Il Gr. Farab. Lup. Mann. Maf. & Fasc. d'Merd. Sen. Marcello Dell'Utri, nei giorni scorsi ha presentato a Napoli i "Diari del duce", che dice di aver ritrovato lui stesso. Il mafioso e revisionista Dell'Utri sostiene che da questi presunti diari (alla fine saranno come i famosi diari di Hitler o come i protocolli dei savi di Sion, cioè una baggianata che si aggira per l'Europa dal dopoguerra...) emerge la "profonda umanità del duce"... Dice Dell'Utri: "Il duce era un uomo che aveva molte qualità e dai diari emerge l’aspetto umano, la sua cultura, la sua capacità politica e di statista in maniera prepotente. [...] A parte i suoi errori, Mussolini non era quel greve individuo che hanno cercato di lasciarci come immagine dopo la guerra”.

Ricordo di aver letto qualche tempo fa ampi stralci di un bel libro scritto da Ruggero Zangrandi, "Il lungo viaggio attraverso il fascismo: contributo alla storia di una generazione" (Feltrinelli, 1962). Zangrandi, compagno di scuola di Vittorio Mussolini, giovane intellettuale fascista della prima ora (poi antifascista militante, giornalista, morto suicida nel 1970), frequentava assiduamente casa Mussolini e descrive il duce come un gretto e borioso fanfarone psicopatico, nè più e nè meno come il nano malefico che oggi governa 'sto cazzo di paese (già proprio quello che, come il duce, non trova di meglio che vantarsi dei propri inesauribili appettiti sessuali....)

2) E se Zangrandi ebbe il coraggio di attraversare la notte nera del fascismo per approdare alla sponda opposta, ci sono molti altri opportunisti e filibustieri che fanno il percorso opposto... E' il caso di Gaetano Pecorella, già, quello che Berlusconi vorrebbe giudice della Corte Costituzionale. Ecco il percorso di 'sto viscido individuo, una pecorella, appunto, bestia da gregge: avvocato penalista e docente universitario, esordisce in Potere Operaio, Soccorso Rosso e Democrazia Proletaria, poi nel Partito Socialista e quindi in Forza Italia... ma non è tutto: non solo è stato avvocato del nano malefico di cui sopra, non solo è l'autore della legge che ha introdotto l'inappellabilità delle sentenze di proscioglimento (classico provvedimento contro la magistratura inquirente) ma ha pure difeso il neonazista Delfo Zorzi, responsabile della strage di Piazza della Loggia a Brescia (28 maggio 1974) ed è attualmente sotto inchiesta per aver aiutato quel porco dello Zorzi (oggi nababbo in Giappone, con il nome di Roy Hagen) ad eludere le investigazioni dell'autorità giudiziaria (fonti: it.wikipedia; Rassegna Sindacale)

All you fascists bound to lose!!!

Alessandro - 16/10/2008 - 10:18


Per chi volesse leggersi "Il lungo viaggio attraverso il fascismo" di Ruggero Zangrandi, il volume non è stato più rieditato da Feltrinelli. Lo si trova invece nell'edizione Mursia (1998).

Alessandro - 16/10/2008 - 10:39


Una bella versione di questa canzone si può trovare in Appunti Partigiani cantata con Billy Bragg (il brano è di Woody Guthrie, ma non lo ha mai pubblicato)


appunti partigianiModena City Ramblers Appunti partigiani

Appunti partigiani è l'ottavo album dei Modena City Ramblers (il settimo in studio). L'album riprende idealmente Materiale Resistente (con ovvi riferimenti a un periodo storico molto caro ai Modena) prodotto 10 anni prima (1995) da Giovanni Lindo Ferretti, richiama a raccolta molti ex Ramblers: Alberto Cottica, Massimo Giuntini, Luciano Gaetani e Giovanni Rubbiani, oltre ad altri compagni di viaggio Paolo Rossi, Gang, Bandabardò e Casa del vento

Bella ciao con Goran Bregović (Tradizionale)
Auschwitz con Francesco Guccini (Francesco Guccini)
Oltre il ponte con Moni Ovadia (Italo Calvino, tradizionale, Liberovici)
I ribelli della montagna con la Bandabardò (Tradizionale)
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Al Dievel con il Coro delle Mondine di Novi
All you fascists con Billy Bragg (Woody Guthrie)
Notte di San Severo con la Casa del Vento (Casa Del Vento)
Il sentiero (liberamente ispirato a Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino)
Il partigiano John con Bunna (Africa Unite)
L'unica superstite con Fiamma
Spara Jury - con Paolo Rossi (C.C.C.P.)
La pianura dei sette fratelli con i Gang (Marino e Sandro Severini)
Pietà l'è morta con Ginevra Di Marco (Nuto Revelli)
Viva l'Italia con Cisco, Ginevra, Piero, Morgan, Bunna, Paolo, Erriquez, Marino (Francesco De Gregori)



DonQUijote82 - 20/1/2009 - 01:22


BERLUSCONI, YOU FASCIST, BOUND TO LOSE!

IL PREDONE

di Giuseppe D'Avanzo, da La Repubblica del 25 giugno 2010

PENSIAMO ogni volta di aver conosciuto di Berlusconi il volto peggiore, l'intenzione più maligna, la mossa più fraudolenta. Bisogna convincersene, quell'uomo sarà sempre in grado di mostrare un'intenzione ancora più maligna, una mossa ancora più fraudolenta, un volto ancora peggiore. Sappiamo che cosa è e rappresenta la cosa pubblica per il signore di Arcore, non dobbiamo scoprirlo oggi. È l'opportunità di ignorare e distruggere le inchieste giudiziarie che hanno ricostruito con quali metodi e complici e violenze Silvio Berlusconi ha messo insieme il suo impero. Non scopriamo adesso che il signore di Arcore si è fatto Cesare per evitare la galera (lo ha detto in pubblico senza vergogna il suo amico Fedele Confalonieri). E tuttavia, pur consapevoli che il potere berlusconiano sia esercitato in modo esplicito a protezione dei suoi interessi privati, lascia di stucco l'affaire Brancher.

La storia la si conosce. C'è questo signore, Aldo Brancher. Non se ne apprezza un pregio. Si sa che è stato assistente di Confalonieri in Fininvest. Con questo ruolo, tiene i contatti con socialisti e liberali nella prima repubblica. Detto in altro modo, è l'addetto alla loro corruzione. Il pool di Milano documenta nel 1993 che Brancher elargisce 300 milioni di lire al Psi e 300 al segretario del ministro della Sanità liberale (Francesco De Lorenzo) per arraffare a vantaggio della Fininvest un piano pubblicitario dello Stato.

Lo arrestano. Resta tre mesi a san Vittore. Non scuce una frase. Condannato in primo grado e in appello per falso in bilancio e finanziamento illecito, vede la luce in Cassazione grazie alla prescrizione del secondo reato e alla depenalizzazione del primo corrette, l'una e l'altra, dalle leggi "privatistiche" del governo Berlusconi. Il salvataggio del Capo e della Ditta gli vale, a titolo di risarcimento, l'incarico di messo tra il partito del presidente e la Lega di Bossi, uno scranno in Parlamento, un seggio di sottosegretario di governo. E da qualche giorno anche di ministro. Ministro senza incarico, senza missione, senza alcuna utilità per il Paese. Un ministro talmente superfluo che gli cambiano anche la delega dopo la nomina.

Fin dall'annuncio del suo ingresso nel governo, è chiaro a tutti - se non agli ingenui - che Aldo Brancher diventa ministro per un'unica necessità: egli deve opporre nel giudizio che lo vede imputato di appropriazione indebita nel processo Antonveneta il legittimo impedimento che Berlusconi si è affatturato per liberarsi dalle sue rogne giudiziarie. Ora che Brancher chiede di salvarsi dal giudizio perché ministro, anche gli ingenui hanno capito.

C'è qualcosa di umiliante e di illuminante in quest'affaire perché ci mostra in quale abisso di degradazione sono state precipitate le nostre istituzioni. Ci manifesta quale arretramento di secoli la nostra democrazia deve affrontare. Ci dice che le istituzioni coincidono ormai con le persone che le incarnano, anzi con la persona, quel solo uomo - il Cesare di Arcore - che le "possiede" tutte come cosa sua, Ditta sua, nella sua piena disponibilità proprietaria al punto che può eleggere il suo "cavallo" senatore o ministro uno dei suoi complici, pretendendo oggi per il ministro (e domani per il senatore, chissà) la stessa impunità che ha assegnato a se stesso.

Voglio dire che quel che abbiamo sotto gli occhi con il caso Brancher è nitido: il cesarismo, il bonapartismo, il peronismo - chiamatelo come volete - di Silvio Berlusconi non riconosce alle istituzioni, alle funzioni pubbliche dello Stato alcuna oggettività, ma soltanto la soggettività che egli - nel suo potere e volontà - di volta in volta decide di assegnare loro. Il governo è suo, di Berlusconi, perché il popolo glielo ha dato e così del governo ci fa quello che gli pare. Se vuole, lo trasforma - come per Brancher - in una casa dell'impunità per corifei e turiferari. Quel che l'affaire illumina è il lavoro mortale di indebolimento delle istituzioni. Di quelle istituzioni nate per arginare l'abuso e l'istinto di sopraffazione, per garantire sicurezza e stabilità, diffondere fiducia e cooperazione e diventate, nella democrazia plebiscitaria del signore di Arcore, strumento inutile, ferro rugginoso e inservibile.

Se la nomina a ministro può mortificarsi a capriccio e complicità vuol dire che la politica può fare a meno delle istituzioni. Certo, non si possono accantonarle formalmente, ma svuotarle, sì. Di ogni significato, rilevanza, legittimità, come accade al governo con l'uomo diventato ministro per evitare il giudice. Osserviamo ora la scena che Berlusconi ha costruito in questi due anni di governo. Il Parlamento è soltanto l'esecutore muto degli ordini dell'esecutivo. La Corte costituzionale e la magistratura devono essere presto subordinate al comando politico. La presidenza della Repubblica, priva della legittimità popolare, è soltanto un impaccio improprio. Il governo, già consesso obbediente agli ordini del sovrano, diviene ora e addirittura il premio per chi, con il suo servizio al Capo, si è guadagnato il vantaggio di rendersi legibus solutus come il sovrano. Tocchiamo qui con mano il conflitto freddo che si sta consumando tra una concezione della democrazia incardinata nella Costituzione, nei principi di una democrazia liberale basata sull'oggettività delle funzioni pubbliche e la convinzione che il voto popolare renda onnipotenti e consenta ogni mossa anche l'annichilimento delle istituzioni.

Umiliante e illuminante, l'affaire Brancher è anche educativo perché liquida almeno un paio di luoghi comuni del dibattito pubblico, specialmente a sinistra. Chi di fronte alle minacce estorsive del sovrano (o impunità o processo breve che blocca centinaia di migliaia di processi; o impunità o paralisi della macchina giudiziaria) trova sempre conveniente scegliere la "riduzione del danno" e "il male minore" saprà oggi quel che avrebbe già dovuto sapere da tre lustri: il Cesare di Arcore non ha inibizioni. È un predone. Lo guidano i riflessi. Quel che serve, lo trova d'istinto. Se gli si offre un arsenale, lo utilizza, statene certi, perché è ridicolo aspettarsi da Berlusconi self-restraint. Non esisteranno mai mali minori con lui, ma soltanto mali che annunceranno il peggio. Il secondo luogo comune dice che "l'antiberlusconismo non porta da nessuna parte". L'affaire Brancher conferma che non c'è altra strada che contrastare il berlusconismo se si vuole proteggere il Paese e le sue istituzioni da una prova di forza pre-politica, fuori delle regole che ci siamo dati. È anche questo il caso Brancher, una prova di forza. Che toccherà non solo all'opposizione contrastare. Fini, la Lega, i soliti neutrali potranno subirla senza mettere in gioco la rispettabilità di se stessi?

(25 giugno 2010)

The Lone Ranger - 25/6/2010 - 11:27


Mentre Saviano, dopo aver pacatamente chiesto dove fosse la Lega di Bossi in questi anni mentre la mafia si infiltrava al nord, raccoglie gli ennesimi insulti da tutto il PdL (Partito dei Lanzichenecchi), il senatore Dell'Utri, che con Verdini coordinava la P3 per conto di colui che "duorme cò a zizza mmocca" (= Berlusconi, altrimenti detto il "Cesare"), se ne è uscito ieri con l'ennesimo monito in puro stile mafioso. Dopo essersi avvalso della facoltà di non rispondere di fronte ai giudici che lo interrogavano sulla lobby (o loggia?) messa in piedi con il solito Carboni, Dell'Utri ha consigliato a tutti di "stare zitti"... Muti, vi dovete stare tutti muti, capito, ah !?! E così, dopo Mangano l'Eroe, con cui si rassicuravano tutti i picciotti che il loro silenzio sarebbe stato ben ricompensato, ecco che il comando del silenzio viene ribadito, rafforzato ed esteso.
Diverse brutte cose ho pensato dall'avvento di Berlusconi, ma che l'Italia potesse finire completamente in pasto alla mafia davvero no. Una dittatura, per quanto feroce, si può sempre trovare il modo di combatterla, ma come combattere la mafia al potere?

Già, una Repubblica fondata sulla mafia, non più sulla Resistenza...
In provincia di Torino, in Valchiusella, una delle zone in Piemonte dove furono più attivi i partigiani, il consiglio della comunità montana, in mano al centrodestra, ha voluto rimuovere dallo Statuto ogni riferimento alla Resistenza. Quando la minoranza, supportata dall'ANPI, ha protestato con fermezza, la presidente ha chiamato i carabinieri e ha fatto sgomberare la riunione dalla forza pubblica...
Pare di essere tornati a prima del 1922.

The Lone Ranger - 28/7/2010 - 08:34


AIUTO! Che fine hanno fatto gli Ultimi 50 versioni e commenti arrivati ??!?

21/8/2012 - 14:09


Sono dove sempre. Dalla home page cliccando in alto a destra su "Ultimi arrivi". Forse il riquadro è stato spostato più in alto...

Lorenzo - 21/8/2012 - 14:11


DoNQUijote82 - 4/4/2013 - 19:45


Da notare che anche se la versione più famosa è quella musicata da Billy Bragg, lo stesso Woody Guthrie aveva cantato questi suoi versi (su una melodia diversa, ovviamente). La registrazione tratta dal programma radio "The Martins and the McCoys" è stata ritrovata recentemente ed è datata 1944, anno in cui i fascisti erano davvero "bound to lose"

CCG Staff - 25/6/2017 - 22:56


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