Lingua   

Flodden Field

anonimo
Lingua: Inglese

Lista delle versioni e commenti


Ti può interessare anche...

The Braes o' Killiecrankie
(anonimo)
The Croppy Boy
(anonimo)
The Cutty Wren
(anonimo)


childb
Child #168
Traditional [1597]
Tradizionale [1597]

Il campo di battaglia di Flodden con lo scarno monumento commemorativo.
Il campo di battaglia di Flodden con lo scarno monumento commemorativo.


E' abbastanza raro che una ballata tradizionale britannica (inclusa regolarmente da Francis James Child nel suo Canone, al numero 168), pur esaltando una vittoria in battaglia, riesca a descriverne con precisione gli effetti devastanti, e con toni dai quali traspare se non un'effettiva (e per certi versi, allora impossibile) opposizione ad una guerra, almeno lo sgomento dell'anonimo cantore di fronte allo spettacolo terrificante del massacro, e la sua registrazione precisa dell'opposizione alla guerra della Regina Margret (che per questo viene gettata in prigione dal re). E' il caso della stupenda Flodden Field.

Il 9 settembre 1513 fu combattuta presso i monti di Flodden, vicino alla città di Bramstone (propriamente Brankstone), la battaglia decisiva nella guerra dichiarata solo pochi giorni prima (12 agosto) dal Re di Scozia Giacomo IV al Re d’Inghilterra Enrico VIII. L’esito fu disastroso per gli scozzesi; il Re stesso rimase ucciso sul campo di battaglia, e secondo lo storico Polidoro Virgilio (1586) si ebbero non meno di 10.000 morti. La battaglia diede immediatamente origine ad una serie abbastanza ricca di componimenti popolari e non, specialmente da parte inglese; ma di questa ballata si conosce quest’unica versione, tratta, come "The Fair Flower of Northumberland", dalla "Pleasant History of John Winchcombe, in his younger yeares called Jack of Newberie" di Thomas Deloney, scritta nel 1597. Il Deloney, riportandola, dice che "per onta degli Scozzesi e a ricordo dell’impresa famosa il popolo d’Inghilterra compose questo canto che molti ricordano ancor oggi" (Child III, 351); e la ballata è certamente di scuola popolare, meno forse l’ultima strofa, che pare un’aggiunta posteriore alla ballata già stilizzata. La nostra segue fedelmente la storia, più di quanto generalmente non facciano le ballate; questa cosa sarebbe una riprova dell’affermazione del Deloney, e una testimonianza della composizione di questa ballata nei giorni immediatamente seguenti alla battaglia. In effetti, composizioni del genere si ebbero subito; già nel 1513, ovvero nello stesso anno della battaglia, John Skelton compose "A Ballade of the Scottyshe Kynge", il cui testo circolava in una "broadside" che è la più antica che ci sia pervenuta. [RV]
King Jamie hath made a vow,
Keepe it well if he may!
That he will be at lovely London
Upon Saint James his day.

"Upon Saint James his day at noone,
At faire London will I be,
And all the lords in merrie Scotland,
They shall dine there with me."

Then bespake good Queene Margaret,
The teares fell from her eye:
"Leave off these warres, most noble king,
Keepe your fidelitie.

"The water runnes swift and wondrous deepe,
From bottome unto the brimme;
My brother Henry hath men good enough;
England is hard to winne."

"Away," quoth he, "with this silly foole!
In prison fast let her lie;
For she is come of the English bloud
And for these words she shall dye."

With this bespake Lord Thomas Howard,
The queenes chamberlaine that day:
"If that you put Queene Margaret to death,
Scotland shall rue it alway."

Then in a rage King Jamie did say,
"Away with this foolish mome!
He shall be hanged, and the other be burned,
So soone as I come home."

At Flodden Field the Scots came in
Which made our English men faine;
At Bramstone Greene this battaile was seene,
There was King Jamie slaine.

Then presently the Scots did flie,
Their cannons they left behind;
Their ensignes gay were won all away,
Our soldiers did beat them blinde.

To tell you plaine, twelve thousand were slaine,
That to the fight did stand,
And many prisoners tooke that day
The best in all Scotland.

That day many a fatherlesse child
And many a widow poore,
And many a Scottish gay lady
Sate weeping in her bower.

Jack with a feather was lapt all in leather,
His boastings were all in vaine;
He had such a chance, with a new morris-dance,
He never went home againe.

inviata da Riccardo Venturi - 28/4/2005 - 11:08



Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi (1998), da Child Ballads - English and Scottish Popular Ballads

chd
IL CAMPO DI FLODDEN

Ha fatto un voto Re Giacomo,
Lo mantenga, se gli riesce!
Che sarà nella bella Londra
Nel giorno di S.Giacomo.

"A mezzogiorno di S.Giacomo
Sarò nella bella Londra,
E tutti i Lords della gaia Scozia
Saranno a pranzo con me."

Disse la buona regina Margherita
Con gli occhi pieni di lacrime:
"Basta con queste guerre, nobile Re,
Tieni fede alla tua parola.

"La corrente è veloce ed assai profonda
Dal fondo fino al pelo dell’acqua;
Mio fratello Enrico ha uomini abbastanza in gamba
E L’Inghilterra è un osso duro."

"Portatemi via questa stupida sciocca
E chiudetela bene in prigione!
Anche lei è di sangue inglese
E, per questo, deve morire."

Disse allora Lord Howard
Ciambellano della Regina, quel giorno:
"Se farete morire la Regina Margherita
La Scozia ne piangerà per sempre."

Re Giacomo disse in preda all’ira:
"Portatemi via questo stupido sciocco!
Lui sarà impiccato e lei messa al rogo
Non appena tornerò a casa."

Gli Scozzesi vennero al campo di Flodden
E i nostri Inglesi ne furon contenti,
Sul prato di Brankstone fu data battaglia
E Re Giacomo vi rimase ucciso.

Gli Scozzesi scapparono subito
Lasciando sul posto i loro cannoni;
Le loro bandiere furon portate via
E i nostri soldati gliene suonarono belle.

In breve, di quelli che erano in battaglia
Ne furono uccisi dodicimila;
Furon fatti molti prigionieri quel giorno,
La crema di tutta la Scozia.

Quel giorno rese orfano più d’un bambino
E povera più d’una vedova;
Molte belle signore scozzesi
Stettero a piangere nei loro castelli.

Quel buffone di Giacomo fu avvolto nel cuoio
Le sue sbruffonate non portarono a nulla;
Ebbe tanta fortuna come personaggio d’una moresca
Che non è tornato più a casa.

28/4/2005 - 11:12


John Skelton : A ballade of the Scottysshe Kynge (1513)

skeltonbalade


Adesso esistono gli Instant books; un tempo esistevano le Instant ballads. La battaglia di Flodden (9 settembre 1513) si era praticamente appena conclusa, che già John Skelton (1460-1529) si era già messo all'opera per scrivere A ballade of the Schottysshe Kynge, che celebra, in modo apertamente satirico e derisorio verso gli scozzesi, la vittoria inglese. La ballata di Skelton è celebre anche per essere, come accennato nell'introduzione, la più antica Broadside ballad che ci sia pervenuta (un particolare del foglio volante è qui riprodotto): un genere, quello delle ballate "giornalistiche" vendute per mezzo penny agli angoli delle strade, che avrà fortuna fino ai primi anni del XX secolo (venditori di broadsides compaiono nelle strade di Dublino descritte nell'Ulisse di James Joyce, che si svolge interamente il 16 giugno 1904). A ballade of the Schottysshe Kynge è anche una preziosa testimonianza del cosiddetto Early New English, l' "inglese premoderno" dell'epoca dove si nota oramai il passaggio dalla fase media a quella moderna. La lingua della ballata rimane però (anche per la grafia decisamente "fantasiosa"e variabile) pressoché incomprensibile ad un lettore contemporaneo. La lingua della ballata è talmente difficile che, per la traduzione, sedici anni fa, dovetti ricorrere all'aiuto dell'intero gruppo Usenet it.cultura.linguistica.inglese; ma, nonostante tutto, la traduzione non è stata, poi, mai pubblicata da nessuna parte. E' questa la prima volta, e probabilmente si tratta anche della prima traduzione della ballata skeltoniana in qualsiasi lingua. [RV]

johnskelton


Kynge Jamy, Jomy your Joye is all go
Ye sommnoed our kynge why dyde ye so
To you no thyng it dyde accorde
To sommon our kynge your souerayne lorde.
A kynge a somner it is wonder
Knowe ye not salte and suger asonder
In your somnynge ye were to malaperte
And your harolde no thynge experte
Ye thought ye dyde it full valyauntolye
But not worth thre skippes of a pye;
Syr squyer galyarde ye were to swyfte.
Your wyll renne before your wytte.
To be so scornefull to your alye,
Your counseyle was not worth a flye.
Before the frensshe kynge, danes, and other
Ye ought to honour your lorde and brother
Trowe ye syr Iames his noble grace,
For you and your scottes wolde tourne his face
Now ye prode scottes of gelawaye.
For your kynge may synge welawaye
Now must ye knowe our kynge for your regent,
Your souerayne lorde and presedent,
In hym is figured melchisedeche,
And ye be desolate as armeleche
He is our noble champyon.
A kynge anoynted and ye be non
Thrugh your counseyle your fader was slayne
Wherfore I fere ye wyll suffre payne,
And ye proude scottes of dunbar
Parde ye be his homager.
And suters to his parlyment,
Ye dyde not your dewty therin.
Wyerfore ye may it now repent
Ye bere yourselfe som what to bolde,
Therfore ye haue lost your copholde.
Ye be bounde tenauntes to his estate.
Gyue vp yovr game ye playe chekmate.
For to the castell of norham
I vnderstonde to soone ye cam.
For a prysoner there now ye be
Eyther to the deuyll or the trinite.
Thanked be saynte Gorge our ladyes knythe
Your pryd is paste ad we good nycht.
Ye haue determyned to make a fraye
Our kynge than beynge out of the waye
But by the power and myght of god
Ye were beten weth your owne rod
By your wanton wyll syr at a worde
Ye haue loste spores, cote armure, and sworde
Ye had bet better to haue busked to huntey bãkes,
Than in Englonde to playe ony suche prankes
But ye had some wyle sede to sowe.
Therfore ye be layde now full lowe,
Your power coude no lenger attayne
Warre with our kynge to meyntayne.
Of the kynge of nauerne ye may take hede,
How vnfortunately he doth now spede,
In double welles now he dooth dreme.
That is a kynge witou a realme
At hym example ye wolde none take.
Experyence hath brought you in the same brake
Of the outyles ye roughfoted scottes,
We have well eased you of the bottes
Ye rowe ranke scottes and drõken danes
Of our englysshe bowes ye haue fette your banes.
It is not fyttynge in tour nor towne,
A somner to were a kynges crowne
That neble erle the whyte Lyon
Your pompe and pryde hath layde a downe.
His sone the lorde admyrall is full good.
His swerde hath bathed in the scottes blode
God saue kynge Henry and his lordes all
And sende the frensshe kynge suche an other fall,

Amen, for saynt charytë
And god saue noble.
Kynge Henry
The viij.

BALLATA DEL RE DI SCOZIA

Re Giacomo, Giacomo, la tua gioia è scomparsa
hai diffidato il nostro re, perché lo hai fatto?
per te non era affatto lecito
diffidare il nostro re, il tuo sovrano e signore.
Dove si è mai visto un re che diffida?
Non sai distinguere il sale dallo zucchero?
E nel diffidare sei stato troppo impudente,
e il tuo araldo non ha avuto nessun tatto.
Pensavi di esser tanto coraggioso
ma non vali assolutamente niente;
Signor cavaliere gagliardo, hai avuto troppa fretta,
hai voluto correre più veloce della tua intelligenza;
per essere così sprezzante verso il tuo alleato
la tua decisione è valsa meno di una mosca.
Prima del re di Francia, dei danesi e di altri
avresti dovuto onorare il tuo signore e fratello;
ma pensi, messer Giacomo vostra grazia,
che lui si sarebbe accorto di te e dei tuoi scozzesi?
Ora voi prodi scozzesi del Galloway
al vostro re potete cantar l'addio.
Ora dovete riconoscere il nostro re come vostro reggente,
come signore, sovrano e dominatore;
in lui s'incarna Melchisedech
e voi siete abbandonati come Amalek.
Egli è il nostro nobile campione,
un re consacrato e tu non lo sei.
Grazie alla tua decisione tuo padre è stato ucciso
per cui temo che soffrirai gran pena,
e voi, fieri scozzesi del Dunbar
perdio, gli dovrete rendere omaggio
e supplicare il suo parlamento,
in questo non avete fatto il vostro dovere.
Quindi ora sarà meglio che vi pentiate,
siete stati un po' troppo arditi
e quindi avete perso diritti e proprietà.
Sarete obbligati a essere fittavoli delle sue tenute.
Smetti di giocare, ti è stato dato scacco matto
perché al castello di Norham
penso che tu sia arrivato troppo presto
dato che da ora vi sarai prigioniero
sia del diavolo che della Santa Trinità.
Sia ringraziato San Giorgio, cavaliere della Madonna,
il tuo orgoglio è finito e ti diamo la buonanotte.
Avevate deciso di dare battaglia
quando il nostro re era fuori lontano
ma grazie alla forza e al potere di Dio
siete stati battuti con la vostra stessa sferza.
Insomma, grazie ai vostri capricci
avete perso speroni, armatura e spada;
avreste fatto meglio a prepararvi a andare a caccia
piuttosto che giocar dei tiri del genere in Inghilterra,
ma avevate qualche cattivo seme da seminare.
E quindi ora siete stati del tutto abbattuti,
e il vostro potere non può farcela più
a farvi tirare avanti la guerra col nostro re.
Del re di Navarra ora che ve ne farete,
quanto in disgrazia ora scappa via veloce,
ora sogna di avere ruote doppie.
Questo è un re senza un regno,
che non prendiate da lui esempio!
Gli eventi vi han messi nella stessa situazione:
a voi, scozzesi delle isole esterne, dai piedacci rozzi,
ve li abbiamo levati facilmente gli stivali.
Voi, rozzi scozzesi, e voi, danesi ubriaconi,
dei nostri archi inglesi vi siete farciti le ossa.
Non potrà stare né in una torre né in una città
uno che va a diffidare una corona reale;
quel nobile conte, il Leon bianco,
ti ha abbattuto l'orgoglio e la superbia.
Suo figlio, il lord ammiraglio, è eccellente:
la sua spada ha intinto nel sangue scozzese.
Dio salvi re Enrico e tutti i suoi lords,
e mandi al re di Francia un'altra simile caduta,

Amen, per la Santa Carità,
e Dio salvi il nobile
re Enrico Ottavo.


[trad. RV, 1999]

Riccardo Venturi - 13/11/2015 - 00:53



Pagina principale CCG

Segnalate eventuali errori nei testi o nei commenti a antiwarsongs@gmail.com




hosted by inventati.org