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Rozszumiały się wierzby płaczące

Roman Ślęzak


Lingua: Polacco


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[1942]
Testo di R. Ślęzak sull'aria di una melodia popolare
słowa: R. Ślęzak; melodia popularna


Canzone della Resistenza polacca; su un'aria popolare.

L'esercito tedesco attaccò la Polonia il 1° settembre 1939: fu il primo atto della seconda guerra mondiale. Alle divisioni corazzate del generale Guderian, i polacchi opposero le loro brigate di cavalleria; vennero sconfitti in meno di un mese; il 27 settembre cadde Varsavia.

Già nell'ottobre 1939 si formarono i primi gruppi partigiani: lo S.Z.P. (Sluzba Zwyciestwu Polski - Servizio per la Vittoria della Polonia) e la Z.W.Z. (Zwiazek Walki Zbrojnej - Unione della Lotta Armata).

Il 15 maggio 1942 venne fondata la Gwardia Ludowa (Guardia Popolare) che nell'aprile del 1943 si trasformava in Armia Ludowa (Esercito Popolare), alla quale facevano capo le forze politiche di sinistra.

Le forze di destra si unirono nella Armia Krajowa (Esercito Nazionale), collegata al governo polacco in esilio a Londra. Gli ebrei scampati allo sterminio si riunirono nelle formazioni Z.O.B. (Zydowska Organizacja Bojowa - Organizzazione ebraica di combattimento).

Formazioni contadine (Batalioni Chlopskie) operarono nelle province meridionali dove la tradizione contadina contro l'invasore aveva radici secolari. Una divisione di fanteria polacca combatté a fianco dell'Armata Rossa; un altro corpo militare polacco di orientamento anticomunista combatté in Africa e in Italia a fianco degli Alleati.


Testo originale ripreso da questa pagina.
Rozszumiały się wierzby płaczące,
Rozpłakała się dziewczyna w głos,
Od łez oczy podniosła błyszczące,
Na żołnierski, na twardy życia los.

Nie szumcie, wierzby, nam,
Żalu, co serce rwie,
Nie płacz, dziewczyno ma,
Bo w partyzantce nie jest źle.
Do tańca grają nam
Granaty, wisów szczęk,
Śmierć kosi niby łan,
Lecz my nie znamy, co to lęk.

Błoto, deszcz czy słoneczna spiekota,
Zawsze słychać miarowy, równy krok,
Maszeruje ta leśna piechota,
Na ustach śpiew, spokojna twarz, pogodny wzrok.

Nie szumcie, wierzby, nam,
Żalu, co serce rwie,
Nie płacz, dziewczyno ma,
Bo w partyzantce nie jest źle.
Do tańca grają nam
Granaty, wisów szczęk,
Śmierć kosi niby łan,
Lecz my nie znamy, co to lęk.

I choć droga się nasza nie kończy,
Choć nie wiemy, gdzie wędrówki kres,
Ale pewni jesteśmy zwycięstwa,
Bo przelano już tyle krwi i łez.

Nie szumcie, wierzby, nam,
Żalu, co serce rwie,
Nie płacz, dziewczyno ma,
Bo w partyzantce nie jest źle.
Do tańca grają nam
Granaty, wisów szczęk,
Śmierć kosi niby łan,
Lecz my nie znamy, co to lęk.

inviata da Riccardo Venturi - 17/4/2005 - 19:40



Lingua: Italiano

Versione italiana tratta da La musica dell'altra Italia, sezione Canzoniere internazionale, a sua volta desunta dal libretto allegato all'album Canti della resistenza europea 1933-1963. La versione è però incompleta (manca l'ultima strofa).
STORMIRONO LE FRONDE DEI SALICI

Stormirono le fronde dei salici
la ragazza piangeva amaramente.
alzò gli occhi lucenti di lacrime
a guardare la dura sorte del soldato.

Non rattristateci, o salici, che ci si spezza il cuore;
non piangere, ragazza, i partigiani non stanno male.
Le bombe a mano ci accompagnano nelle danze
la morte falcia gli uomini e grandi bracciate,
ma noi ignoriamo cosa sia la paura.

Quando piove e quando brucia il sole;
s'ode dovunque un passo misurato:
sono i fanti dei boschi, che vanno alla battaglia,
il loro canto è fiero, calmo il viso, acuto lo sguardo.

Non rattristateci, o salici, che ci si spezza il cuore;
non piangere, ragazza, i partigiani non stanno male.
Le bombe a mano ci accompagnano nelle danze
la morte falcia gli uomini e grandi bracciate,
ma noi ignoriamo cosa sia la paura.

inviata da Riccardo Venturi - 16/8/2006 - 14:31


L'autore di questa musica fu un compositore russo Wasyl Agapkin(Васи́лий Ива́нович Ага́пкин). La marcia è stata composta nel 1912 a seguito delle vicende della prima guerra balcanica. La melodia è diventata molto popolare durante la prima guerra mondiale, tanto da essere cantata come un non ufficiale inno della armata bianca. Nonostante ciò, Agapkin si è ritrovato bene nella realtà del nuovo stato sovietico,tanto da dirigere il 22 gennaio 1924 l'orchestra che stava a capo della folla che accompagnava Lenin nel suo ultimo viaggio. Il canto originale portava il titolo "Прощание славянки" (L'addio della Slava)
Tutto qua, ehila!
Saluti

Krzysiek - 14/8/2015 - 19:08


Krzysiek - 14/8/2015 - 21:59



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