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Σαράντα πέντε πετεινοί

anonimo




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(Paolo Castagnino "Saetta")
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Saránda pénde peteinói
Dal disco "Atene in Piazza 1940-1965"
I Dischi del Sole DS 51 SP [1968]
Interpretata da Paolo Castagnino "Saetta" & Gruppo Celso di Genova

petrucover


Si tratta di un anonimo canto della resistenza greca durante la seconda guerra mondiale. Purtroppo non ci è stato ancora possibile reperire il testo originale (a parte il titolo), e quindi inseriamo per ora soltanto la traduzione italiana ripresa da "La musica dell'altra Italia". (RV - 17.4.2005)

Per il “miracolo”, a distanza di dodici anni, è bastato un comune, arcaico giradischi: quello del webmaster Lorenzo Masetti, che appunto ha girato il disco (che gli avevo passato a suo tempo con un epico ed efferato furto con destrezza a una Vetrina dell'Editoria Anarchica, del quale informerò l'Arrighetti rifondendolo...) facendone poi un video YouTube oltremodo artigianale:



Il volume della registrazione è, purtroppo e finora, molto basso. La trascrizione all'ascolto che ho fatto ha, per ora, una lacuna consistente nel primo verso del ritornello: non ci ho capito niente dal video, e aspetto una migliore versione. Il resto del testo è completo. Singolare, ma non troppo, che per essere venuti a capo dell'annoso e impenetrabile “mistero” di questo canto (per la cui storia e spiegazione si veda qui, con la nota proveniente dal disco stesso) ci sia stato bisogno di un apparecchio antidiluviano, ora che siamo nell'epoca digitale (non si sa se pure purpurea). Ad ogni modo, inseriamo provvisoriamente qui il testo con la lacuna, contando di colmarla al più presto.

Come già specificato nella nota del disco, si tratterebbe di una μαντινάδα cretese e non è escluso che si tratti della parodia di qualche canto, intonato dal trio in via Patissia ad Atene e sentito da Paolo Castagnino Saetta nel 1943. In Grecia esiste, tra l'altro, un proverbio abbastanza noto che recita: “Σαράντα πέντε πετεινοί, ενός κοκόρου γνώση” (“Quarantacinque galletti hanno il giudizio di un gallo [solo]”).

La registrazione dal disco ha permesso non solo di colmare una lacuna più che decennale, ma anche di mettere a disposizione (sia pure con una provvisoria piccola lacuna) un testo rarissimo. La traduzione italiana proveniente dal disco, che finora è stata l'unica testimonianza di questo canto, viene quindi spostata e viene inserita anche una traduzione letterale (ovviamente, per ora, con la lacuna presente nel testo).

Se nel frattempo, ovviamente, eventuali amici greci o filelleni volessero colmare la lacuna e/o migliorare il testo, sono i benvenuti. [RV 17.5.2017]

Aggiornamento 17.5.2017 23:33. Con l' inserimento dell'mp3, sempre realizzato da Lorenzo Masetti e scaricabile da "Libere Canzoni", viene completata la trascrizione ed aggiornata anche la traduzione. [RV]
Ὢχ ὤχ!
Σαράντα πέντε πετεινοὶ
πούλησαν τὰ φτερά τους,
πούλησαν τὰ φτερά τους.

Ὢχ ὤχ!
Καὶ μαδημένοι γύρισαν
πίσω στὴν κυρά τους.

Τζάμπα τζάμπα τὸν μαλώνω,
Καὶ μετὰ τὸ μετανιώνω,
Τζάμπα τζάμπα τὸν μαλώνω,
Καὶ μετὰ τὸ μετανιώνω.

Ὢχ ὤχ!
Πήγανε γιὰ μαλλὶ
Καὶ βγῆκαν κουρεμένοι.

Τζάμπα τζάμπα τὸν μαλώνω,
Καὶ μετὰ τὸ μετανιώνω,
Τζάμπα τζάμπα τὸν μαλώνω,
Καὶ μετὰ τὸ μετανιώνω.

Ὢχ ὤχ!
Λέπρα πανούκλα κ' εὐλογιά
Γι' ὅσ' ἤθελε τὸν πόλεμο
Γι' ὅσ' ἤθελε τὸν πόλεμο

Ὢχ ὤχ!
Λέπρα πανούκλα κ' εὐλογιά
Γι' ὅσ' ἤθελε τὸν πόλεμο
Γι' ὅσ' ἤθελε τὸν πόλεμο

Τζάμπα τζάμπα τὸν μαλώνω,
Καὶ μετὰ τὸ μετανιώνω,
Τζάμπα τζάμπα τὸν μαλώνω,
Καὶ μετὰ τὸ μετανιώνω.

Τζάμπα τζάμπα τὸν μαλώνω,
Καὶ μετὰ τὸ μετανιώνω,
Τζάμπα τζάμπα τὸν μαλώνω,
Καὶ μετὰ τὸ μετανιώνω.

inviata da Riccardo Venturi - 17/4/2005 - 15:35




Lingua: Italiano

La traduzione italiana presente nel disco.

Come più volte detto, per dodici anni è stata l'unica testimonianza di questo testo. Da quel che è venuto fuori dal testo originale, si tratta in alcuni punti di un' "interpretazione" (si veda la traduzione letterale). [RV]
QUARANTACINQUE GALLETTI

Oh oh!
Quarantacinque galletti
hanno impegnato le loro penne
e spennacchiati ritornano
alla loro padrona.

Presto presto, lo investo,
e dopo mi tiro indietro!

Oh oh!
Andarono per tosare
e furono tosati.

Presto presto, lo investo,
e dopo mi tiro indietro!

Lebbra, peste e vaiolo
a chi ha voluto la guerra!

Presto presto, lo investo,
e dopo mi tiro indietro!
Oh oh!

inviata da Riccardo Venturi - Ελληνικό Τμήμα των ΑΠΤ "Gian Piero Testa" - 17/5/2017 - 11:18




Lingua: Italiano

Traduzione italiana letterale del testo
(di Riccardo Venturi, 17-5-2017 11:28 e 23:31)
QUARANTACINQUE GALLETTI [1]

Oh oh!
Quarantacinque galletti
si son venduti le penne,
si son venduti le penne.

Oh oh!
E spennati son tornati
indietro dalla loro padrona.

Inutile leticarci,
Sennò dopo ci ripenso.
Inutile leticarci
Sennò dopo ci ripenso.

Oh oh!
Sono andati per la lana
E son rimasti tosati. [2]

Inutile leticarci,
Sennò dopo ci ripenso.
Inutile leticarci
Sennò dopo ci ripenso.

Oh oh!
Lebbra, peste e vaiolo
Per chi voleva la guerra
Per chi voleva la guerra

Oh oh!
Lebbra, peste e vaiolo
Per chi voleva la guerra
Per chi voleva la guerra

Inutile leticarci,
Sennò dopo ci ripenso.
Inutile leticarci
Sennò dopo ci ripenso.

Inutile leticarci,
Sennò dopo ci ripenso.
Inutile leticarci
Sennò dopo ci ripenso.
[1] Πετεινός non è per forza un “galletto”, ma significa anche “gallo” tout court (anche κόκορας). Ho qui però mantenuto i “galletti”.

[2] Tradotto alla lettera il modo di dire, che corrisponde grosso modo all'italiano "Andarono per sonare e furono sonati".

17/5/2017 - 11:29


attenzione, la parola "gallo" in greco si scrive con la epsilon iota, cioè πετεινοί

giuseppina dilillo

p.s.: sto cercando da tempo il testo greco di questa canzone, sto chiedendo a tutti, non ultimo un poeta, Manolis Fourtounis, che è stato partigiano, che ha subito l'onta dell'esilio e altro ancora per il suo credo politico che ha sempre rifiutato di rinnegare! ma i "45 galletti" non gli ricordano niente! continuo...

giuseppina dilillo - 21/9/2010 - 09:41


Niente da fare: questa canzone, dal 17 aprile 2005, resiste a ogni tentativo di trovarne il testo originale greco. Anche oggi, nell'ambito di una certa ristrutturazione e ampliamento a fondo dell'Ελληνικό Τμήμα, è stato fatto il periodico tentativo infruttuoso. A questa canzone, però, con un bel po' di errori ortografici nel greco sia pur traslitterato, si accenna in questo articolo del 2015 (di carattere prevalentemente economico!) da Scritture, il blog di Claudio Comandini.

Mi sono accorto, senz'altro con colpevole ritardo, che le informazioni riportate da Comandini non potevano provenire che da una fonte: il disco Atene in piazza del 1968, che per ventura possiedo. Non avevo mai pensato a trascriverne le note, che gettano comunque qualche luce su questa misteriosa canzone partigiana:

"Venne l'8 settembre 1943. Dopo pochi giorni si videro passare per le vie della città [Atene, ndr] colonne di italiani prigionieri, i greci gettavano sigarette e pane. In un teatro all'aperto in via Patissia un trio cantava delle mandinates kritikes (stornelli molto vivaci dell'isola di Creta). Alcuni riguardavano gli avvenimenti militari di quei giorni, come questo:

[segue la traduzione italiana della canzone, ndr]

I quarantacinque galletti erano naturalmente i quarantacinque milioni di italiani, con riferimento allo slogan mussoliniano del 'numero è potenza'. Ma molti dei nostri soldati avevano rifiutato di farsi disarmare dai tedeschi, e senza lasciarsi ingannare dalle promesse scelsero la via della lotta per la libertà. Interi reparti, come la Divisione Pinerolo, andarono in montagna a raggiungere i partigiani; a Cefalonia la Divisione Acqui si batté eroicamente contro i nazisti. E pur nel sarcasmo e nell'ira, il canto popolare ha conservato una maledizione più alta, non contro 'il nemico', ma contro il flagello della guerra e chi lo ha scatenato."

L'autore del commento è Paolo Castagnino Saetta, curatore del disco (Dischi del Sole DS 51, 1968]. Come avverte una nota nel disco, "Paolo Castagnino Saetta fu in Grecia con le truppe italiane; appena gli fu possibile, si mise in contatto con la Resistenza, e dopo l'8 settembre partecipò attivamente alla lotta di liberazione a fianco dei partigiani ellenici, come tanti valorosi ufficiali e soldati italiani. Così imparò a conoscere e ad amare le canzoni della Resistenza greca."

Riccardo Venturi - Ελληνικό Τμήμα των ΑΠΤ "Gian Piero Testa" - 16/5/2017 - 13:23


Riccardo, quel disco ce l'ho anch'io. Praticamente l'hai "rubato" al banchino dell'Istituto de Martino durante la fiera del libro anarchico e me l'hai consegnato... Volendo potrei fare un video di fortuna suonandolo e riprendendo il giradischi.

Lorenzo - 16/5/2017 - 22:17


Detto fatto. Inserito il video! Non di ottima qualità e ad un certo punto si sente anche che ho sbattuto il piede nella scrivania. Ma magari con questo riesci anche a trascrivere il testo...

Lorenzo - 16/5/2017 - 23:02


Vediamo un po' cosa si pòle fare...comunque sei un grande. Mi ricordo di quando ti ho "consegnato" il disco ma se per caso ci legge l'Arrighetti mi ammazza... :-P

Riccardo Venturi, famoso ladro di Dischi del Sole - 17/5/2017 - 00:23


Inserito il testo (ancora con una lieve lacuna): ci sono voluti dodici anni e un mese. Ne restano alcuni altri, meno annosi, ma non molliamo. Saluti!

Riccardo Venturi - 17/5/2017 - 11:37


Proverò a coniugare tradizione e modernità come dicono oggi cioè a collegare il giradischi al computer e vedere cosa viene fuori. Comunque ci tengo a precisare che il giradischi non e' antidiluviano. Ha meno di dieci anni!

Lorenzo - 17/5/2017 - 12:41


Coniugare tradizione e modernità: io tradiziono, tu tradizioni, egli tradiziona, noi modernitàmmo, voi mordernitàste, essi modernitàrono... (delirio!)

Riccardo Venturi - 17/5/2017 - 14:05


Non sono riuscito a trovare il cavo per connettere lo stereo al computer, allora ho eroicamente tenuto il portatile accanto alla cassa dello stereo ottenendo un fantastico mp3 che si può scaricare da Libere canzoni.

Lorenzo - 17/5/2017 - 21:34


E grazie al fantastico mp3 realizzato dal Webmaster con spirito di abnegazione, la trascrizione è stata completata (e in un punto anche corretta, con conseguente aggiornamento della traduzione letterale italiana).

Riccardo Venturi - 17/5/2017 - 23:37


Mi sono lasciato prendere la mano e ho caricato un nuovo video con l'audio migliore dell'mp3, dissolvenze incrociate e primi piani della copertina. Poi smetto, lo giuro :)

Lorenzo - 18/5/2017 - 22:52


Cioè, se penso che fino a tre giorni fa su questa pagina non c'era che una dodecaennale traduzione italiana per la quale, a suo tempo, la beneamata Dilillo s'era addirittura scomodata col poeta partigiano Fourtounis (che non ne sapeva nulla), mi viene da grattarmi la pera. Peccato che non ci sia più il gpt, a costo di essere ultra-ripetitivo e quasi noioso...

Riccardo Venturi - 19/5/2017 - 01:24


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