Lingua   

Masa

Daniel Viglietti


Lingua: Spagnolo


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(Daniel Viglietti)


[1937]
Versi del poeta peruviano César Vallejo ‎‎(1892-1938) da “España, aparta de mí este cáliz”, ultima raccolta pubblicata prima della ‎prematura scomparsa a Parigi.‎
Musica di Daniel Viglietti nell' album "Canciones chuecas" [1971]
Anche nel disco degli Aguaviva intitolato “Apocalipsis” del 1971.‎
Interpretata anche da Carlos Andreu in "Carlos Andreu chante César Vallejo - Collection L'INIMAGINARI N° 1 Francia 1988"

Canciones chuecasApocalipsis




César Vallejo fu molto vicino alla Repubblica spagnola, fin dalla sua nascita nel 1931.‎
Nel 1936, con l’inizio della guerra civile, fu con ‎‎Neruda tra i fondatori del “Comité ‎Iberoamericano para la Defensa de la República Española”, scrivendo sul giornale Nueva ‎España. Nel 1937 partecipò al Congreso Internacional de Escritores Antifascistas e poi ‎viaggiò per tutto il paese, sui fronti di guerra, per rendersi conto personalmente dell’evoluzione del ‎conflitto.‎

In “Masa” il combattente repubblicano soccombe (forse un presagio di ciò che Vallejo aveva visto ‎con i suoi occhi) ma viene resuscitato dalla morte dalla volontà comune di tanti, poi di molti, poi di ‎moltitudini, infine dall’amore universale espresso da tutti i popoli della terra, che solo può salvare ‎l’uomo dalle guerre e dall’odio.‎
Al fin de la batalla,
y muerto el combatiente, vino hacia él un hombre
y le dijo: ”¡No mueras; te amo tanto!”
Pero el cadáver, ¡ay! siguió muriendo.

Se le acercaron dos y repitiéronle:
”¡No nos dejes! ¡Valor! ¡Vuelve a la vida!”
Pero el cadáver, ¡ay! siguió muriendo.

Acudieron a él veinte, cien, mil, quinientos mil
clamando: ”¡Tanto amor, y no poder nada contra la muerte!”
Pero el cadáver, ¡ay! siguió muriendo.

Le rodearon millones de individuos,
con un ruego común: ”¡Quédate, hermano!”
Pero el cadáver, ¡ay! siguió muriendo.

Entonces todos los hombres de la tierra
le rodearon; les vio el cadáver, triste, emocionado;
incorporose lentamente,
abrazó al primer hombre; echose a andar.

inviata da Alessandro - 14/10/2009 - 15:35




Lingua: Italiano

Traduzione italiana di Francesco Tentori Montalto, da “Poeti ispanoamericani del 900”, 1971.‎
MASSA

Finita la battaglia
e morto il combattente, a lui venne un uomo
e disse: "Non morire, ti amo tanto".‎
Ahi, ma il cadavere seguitò a morire.‎

In due si avvicinarono e insistevano:‎
‎"Non lasciarci. Coraggio. Torna in vita".‎
Ahi, ma il cadavere seguitò a morire.‎

Accorsero venti, cento, mille, cinquecentomila
gridando."Tanto amore, e nulla si può contro la morte".‎
Ahi, ma il cadavere seguitò a morire.‎

Lo circondarono milioni di individui
con un prego comune: "Resta, fratello!".‎
Ahi, ma il cadavere seguitò a morire.‎

Allora tutti gli uomini della terra
lo circondarono, li vide il cadavere triste, emozionato:‎
si drizzò lentamente,‎
abbracciò il primo uomo, si avviò...‎

inviata da Bernart - 7/5/2013 - 10:19




Lingua: Italiano

Versione italiana di Flavio Poltronieri

Cari Amici in questo giorno di Pasqua mi sento di inviarvi una poesia di César Vallejo che Carlos Andreu ha musicato e interpretato nel suo CD omaggio al poeta peruviano nel 1988.

Oltre a Elisa Serna, ho scritto più volte di Carlos Andreu (che ho incontrato tanti anni fa a Parigi per tramite del comune amico pianista François Tusques), amo molto il suo canto popolare e conosco bene l'intera sua opera , ma le sue canzoni sono più circoscritte alla lotta del popolo spagnolo, l'universalità e l'atemporalità delle parole di questo testo mi fanno concludere che ci vogliono molte voci perchè una voce sia ascoltata!
MASSA

Alla fine della battaglia,
una volta morto il combattente, un uomo venne da lui
e gli disse: «Non morire! Ti amo tanto!».
Ma, ahimè, il cadavere continuò a morire.

Si avvicinarono due uomini ripetendogli:
«Non ci abbandonare! Coraggio! Torna in vita!»
Ma, ahimè, il cadavere continuò a morire.

Accorsero verso di lui venti, cento, mille, cinquecentomila uomini
gridando: «Tanto amore e non poter niente contro la morte!»
Ma, ahimè, il cadavere continuò a morire.

Attorno a lui milioni di individui
uniti in un'unica preghiera: «Resta, fratello!»
Ma, ahimè, il cadavere continuò a morire.

Allora, tutti gli uomini della terra
lo circondarono; triste, emozionato il cadavere li vide;
lentamente si rialzò,
abbracciò il primo uomo e si mise a camminare.

20/4/2014 - 19:49




Lingua: Inglese

Traduzione inglese trovata qui, ‎a cura di Valentino Gianuzzi e Michael Smith‎
MASSES ‎

At the end of the battle,
and the combatant dead, a man came unto him
and said ‘Do not die, I love you so much!’
But the corpse, alas, kept on dying.

Two men approached and repeated:
‎‘Do not leave us! Be brave! Come back to life!’
But the corpse, alas, kept on dying.

Twenty, a hundred, a thousand, half a million came toward him,
shouting: ‘So much love, and nothing can be done against death!’
But the corpse, alas, kept on dying.

Millions of people surrounded him,
with one common plea: ‘Stay here, brother!’
But the corpse, alas, kept on dying.

Then, all the men of the earth
surrounded him; moved, the sad corpse looked at them;
he rose up slowly,
embraced the first man; started to walk…

inviata da Bernart - 7/5/2013 - 10:19


Nel film del 2005 di Giorgio Diritti "Il vento fa il suo giro" questa poesia viene recitata dal sindaco del paese durante il funerale di un suicida. Una scena molto toccante che fa riflettere su quanto l'Amore Universale e la Parola siano fondamentali per l'Uomo e la sua continuità sul pianeta.

Paolo RosazzaP - 13/9/2016 - 07:19



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