Lingua   

La madre

Giulio Stocchi e Gaetano Liguori


Lingua: Italiano


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(Fabrizio De André)


Versi di Giulio Stocchi
Musica di Gaetano Liguori

da "La cantata rossa per Tall El Zaatar"

Cantata Rossa
«Ci sono momenti in cui si fa fatica a scrivere di musica. Ci sono momenti in cui la musica neanche la si vorrebbe sentire, per stare fermi e meditare. Questo è un momento così. Ma la potenza della musica è infinita e anche sull'orlo di una tragedia riesce a farsi strada, ad arrivare fino a te e a parlarti con i suoni e le parole giuste. E allora come lo si deve leggere se non come un segno del destino (beffardo? Benevolo? A voi la scelta) il fatto che proprio da quest'estate sia finalmente disponibile in cd un disco seminale?

"La cantata rossa per Tall El Zaatar" con cui Gaetano Liguori (jazzista, autore delle musiche) e Giulio Stocchi (poeta-operaio, autore dei versi) hanno voluto nel lontanissimo 1977 celebrare la tragedia del popolo palestinese, ricordando la strage del 1976, l'epilogo di un processo di vera e propria "pulizia etnica" portata avanti delle milizie falangiste cristiane, in Libano, per eliminare dalla parte orientale di Beirut qualunque presenza palestinese, musulmana, progressista.»
(dalla recensione su Bielle)


Gli interpreti sono
Concetta Busacca - canto
Giulio Stocchi - voce recitante
Pasquale Liguori - batteria
Roberto Del Piano - fender bass
Gaetano Liguori - pianoforte
Demetrio Stratos - vocalist

Demetrio Stratos canta nel brano "Amna"


Riprendo il testo da Musica per la pace dove si può anche scaricare l'mp3

Concetta Busacca - canto
Giulio Stocchi - voce recitante
Pasquale Liguori - batteria
Roberto Del Piano - fender bass
Gaetano Liguori - pianoforte

In altre parti della cantata è presente anche Demetrio Stratos, come vocalist.

«"La madre", recitato da Giulio Stocchi, mentre in sottofondo Concetta Busacca, figlia del grande cantastorie siculo Ciccio Busacca, canta antiche nenie siciliane. Insomma Sidùn di Fabrizio De André vola su altre dimensioni per raccontare una storia simile, ma "La madre" è stata scritta quasi in presa diretta.»
(da Bielle)

Il brano precedente della cantata è Il piccolo Fadh. La cantata si conclude con il prossimo pezzo, intitolato La cantata rossa
Ahi
figlio
figlio
figlio

che ti porto sulle braccia
e che i tuoi anni mi pesano
figlio

come tre spade d'assenza
per ferirmi il cuore

figlio

che t'hanno spezzato
perché io più non veda
la primavera del tuo sorriso
figlio

e dolcemente prendere forma
il tessuto promesso dei giorni
figlio

figlio
che t'hanno strappato
per lasciarmi
fra i nodi della notte
muta e senza sonno

figlio
che per nove mesi
ci siamo parlati
tu confidandomi
i tuoi segreti d'acqua
ed io
la terra del futuro
figlio

che tutto intorno
è fuoco e maceria
e fumo
e urla
figlio

che ti porto
sulle braccia

ahi
figlio
figlio
figlio

e con tre spade d'assenza
in fondo al cuore

Perché questo silenzio
che ti posa sulle labbra
come una farfalla di gelo?
E i tuoi occhi
che guardano tanto lontano
dimmi
quale eterno minuto
vanno inseguendo?

Morto!
Morto!
Morto!

Il mio bambino
la mia gioia
la mia speranza
lui che era nato piccolino
ma come un albero
per crescere verso il cielo
per vedere e per conoscere
e secondo il suo destino
andare per le strade del mondo
il mio bambino
guardate
guardate il mio bambino
e la sua vita
sparsa nella polvere
con tutti i suoi tesori

Morto!
Morto!
Morto!

Datemi fame ed artigli
datemi vento ed ali
datemi la tempesta ed il grido
datemi spine e datemi rovi
datemi vetro e metallo
datemi coltelli e datemi chiodi
datemi tutto ciò che squarcia
datemi tutto ciò che morde
datemi tutto ciò che lacera e che strappa
datemi denti e datemi unghie
che dovunque possa inseguire
e sbranare
e dissanguare
e divorare
le bestie
che dal fondo della notte
hanno portato via per sempre
il mio bambino

Morto!
Morto!
Morto!

Con la fronte spaccata
del mio bambino
scendi
scendi Palestina
e le sue mani spente
come due colombe di cenere
scendi
con gli occhi fissi
del mio bambino
scendi Palestina
vestendo tutta l'ombra
della sua morte
e le ferite
con cui lo costrinsero a morire
scendi
scendi
gli infiniti gradini
scendi Palestina
fino al luogo
dove il dolore
è un unico fiume
con due fiamme e coltelli

E su quelle rive
abbandona la pietà
e ritta in mezzo alla terra
torna
torna Palestina
torna con l'incendio
che brucia e distrugge
torna
e senza più pietà
torna ritta in mezzo alla terra
torna Palestina
e con tutte le radici del fuoco
del fuoco
del fuoco
e io grido fuoco
perché il figlio che era mio
il mio bambino
la mia gioia
la mia speranza
oggi è morto
guardate
che me l'hanno ucciso
ed è morto
morto
morto!

Ma dove?
Dove?
Dove?

Popolo di stella e fucile
e mio figlio dov'é?
popolo di ritorno e di passi
e mio figlio dov'é?
popolo mio che mai non muore
e mio figlio dov'é?

Camminando

camminando

camminando

Dalle regioni dell'ombra
verso la luce infinita
che ci attende
camminando
da esilio a orizzonte
camminando
e da destino a ragione
camminando
con i vivi camminando
e tutti i morti insieme
camminando
perché nessuno resti indietro
camminando
camminando


figlio mio
che più non senti
camminando andremo
tu
con lo stupore ancora
negli occhi
del mondo
che non t'hanno lasciato
ed io
per non stancarti
recando il tuo peso
sulle braccia
camminando andremo
fino ai confini della terra
che da sempre ci appartiene

Solo allora
ai piedi degli ulivi
che guardano il fiume
solo allora
figlio mio
che più non vedi
ti deporrò
baciandoti in fronte
e con tutte le tue domande
accanto
perché l'erba
i fiori
l'albero e gli uccelli
ti rispondano in eterno
con l'alfabeto loro
innumerevole del vento

inviata da Lorenzo Masetti - 15/11/2004 - 11:19



Lingua: Inglese

Versione inglese presumibilmente dello stesso Giulio Stocchi, da http://gstocchi.web.planet.it/la.htm
THE MOTHER

Oh my
son
my son

and I'm carrying you in my arms
and your years have become so heavy for me
son
like three keen daggers of absence
to stab my heart
son

and they snapped you
so that I will never again see
the spring of your smile
son
and softly growing
the promissed texture of your days
son
son

and they tore you from me
to leave me
speachleess and sleepless
between the nets of the night
son
and for nine months
we talked together
you confiding
your secrets of water to me

and I
the land of the future
son
and all around us now
is fire and rubble
and smoke
and screams
son
and I'm carrying
you in my arms
oh my
son
my
son
and with three keen daggers of absence
to stab my heart
Why this silence
which alights on your lips
like a butterfly of ice?
And your eyes
looking so far beyond
tell me
which never-ending minute
are they pursuing?
Dead!
Dead!
Dead!
My baby
my hope
my gladness
he who was born so tiny
but like a tree
to grow tall towards the sky
to look and to know
and following his destiny
to wander the roads of the world
my baby
look
look at my baby
and his life
scattered in the dust
with all of his treasures

Dead!
Dead!
Dead!

Give me blades and talons
give me wind and wings
give me the storm and the cry
give me thorns and give me barbed wire
give me glass and metal
give me knives anf give me nails
give me all that rips
give me all that bites
give me all that cuts and all that wrenches
give me claws and give me tusks
so that everywhere I can pursuit
and tear to pieces
and let bleed
and devour
the animals
coming out of the depht of the night
to take away forever
my baby

Dead!
Dead!
Dead!

With the broken forehead
of my baby
go down
go down Palestine
and with his hands faded
like two doves of ashes
go down
with the staring eyes
of my baby
go down Palestine
dressing all the shadow
of his death
and the wounds
by which they compelled him to die
go down
go down
the endless stairways
go down Palestine
until you reach the place
where pain
is a single river
with two flames and knives
And on these banks
leave mercy behind
and straight in the middle of the earth
come back
come back Palestine
come back with fire
that burns and destroyes
come back
whithout anymore mercy
come back straight in the middle of the earth
come back Palestine
and with all the roots of fire
of fire
of fire
and I cry fire
because the son who was mine
my baby
my hope
my gladness
today is dead
look
they killed him
and he is dead
dead
dead!

But where?
where?
where?
People of rifle and star
and my son where is he?
people of steps and return
and my son where is he?
people of mine who never die
and my son where is he?
Walking
walking
walking

From the realms of shadow
towards the boundless light
that awaits us
walking
from exile to horizon
walking
and from destiny to reason
walking
with the living walking
and all the dead together
walking
so that no-one remains behind
walking
walking

Yes
son of mine
who no longer hears
walking we will go
you
with that amazement again
in your eyes
of the world
which they didn't leave you
and I
to not tire you
carrying your weight
in my arms
walking we will go
as far as the borders of the land
which has always belonged to us
Only then
at the foot of the olive trees
that look out at the river
Only then
son of mine
who no longer sees
will I lay you down
kissing your front
and with all your questions
near you
so that the grass
the flowers
the tree and the birds
for ever can answer you
with the alphabet of theirs
numberless of the wind

19/11/2004 - 21:09



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