Lingua   

Il general Cadorna

anonimo


Lingua: Italiano


Ti può interessare anche...

Il testamento del capitano
(anonimo)
Tredici milioni di uomini
(Emilio Jona)
The Slaying and the Paying
(Tony Smith)


[ca. 1916]

Cadorna


Strofe varie, nate in occasione della prima guerra mondiale; dallo spettacolo "La opposizione" del Nuovo Canzoniere Italiano, 1966. (Da: "La musica dell'Altraitalia")
Il general Cadorna ha scritto alla regina
«Se vuoi veder Trieste te la mando in cartolina»

Bom bom bom
al rombo del cannon

Il general Cadorna si mangia le bistecche
ai poveri soldati ci dà castagne secche

Bom bom bom
al rombo del cannon

Il general Cadorna è diventato matto
chiamà il '99 che l'è ancor ragazzo

Bom bom bom
al rombo del cannon

Il general Cadorna ha perso l'intelletto
chiamà il '99 che fa ancor pipì nel letto

Bom bom bom
al rombo del cannon

Il general Cadorna ha scritto la sentenza:
«Pigliatemi Gorizia, vi manderò in licenza»

Bom bom bom
al rombo del cannon

Il general Cadorna 'l mangia 'l beve 'l dorma
e il povero soldato va in guerra e non ritorna

Bom bom bom
al rombo del cannon.

inviata da Riccardo Venturi




Lingua: Italiano

Versi aggiuntivi segnalati da ruiz
Il general cadorna n'a fatto una più grossa
Ha messo le putane nella Croce Rossa

inviata da ruiz - 11/3/2006 - 21:57




Lingua: Italiano

Versi aggiuntivi segnalati da Fabrizio Tresca
Il general Cadorna si mangia le bistecche
ai poveri soldati ci danno i fichi secchi

bombardieri venitelo a bombardar

inviata da Fabrizio Tresca - 29/5/2007 - 14:32




Lingua: Italiano

Versi segnalati da Leondina Barzetti (classe 1915)
Il general Cadorna ha messo su le vacche
chiamà il '99 che ancora prende il latte

26/5/2010 - 15:18




Lingua: Italiano (Toscano casentinese)

I' generà Cadorna
La versione casentinese raccolta a Loro Ciuffenna (AR)


Strofe popolari raccolte nel 1977 a Loro Ciuffenna e Gropina, nel Casentino aretino, da Dante Priore (l'informatrice era un'anziana donna a nome Rosa Rossi). Di carattere chiaramente contro la guerra in corso (con vena notevolmente ironica), riprendono però, nella loro struttura, quelle de "Gli austriaci da Gorizia", una canzone popolare casentinese che celebrava (seppur in forma ugualmente ironica) la presa di Gorizia di cui si parla, con ben altri toni, in O Gorizia, tu sei maledetta.
I' generà Cadorna ha scritto alla regina:
«Se vuoi vedè Trieste compra la cartolina!»
Bim bom bò
e i' rombo del cannò!

I' generà Cadorna le mangia le bistecche:
ai poveri soldati gli dà le castagne secche!
Bim bom bò
non ci dite di no!

La donna di Cecco Beppe la vestan la befana
e gli fanno un palazzo i-nel monte Col di Lana!
Bim bom bò
e i' rombo del cannò!

E la regina Elena a i' re gli fa le corna:
l'hanno trovata a letto col generà Cadorna!
Bim bom bò
e i' rombo del cannò!

I' generà Cadorna l'ha fatta una rivorta:
ha messo le drusiane (*) i-nella Croce Rossa!
Bim bom bò
e i' rombo del cannò!
(*) "amanti", "prostitute"

inviata da CCG/AWS Staff - 23/7/2012 - 16:24




Lingue: Italiano, Inglese

I can't speak Italian, I have heard it from my grandfather, who had died long time ago, he was in Italy when Austrian-Hungarian lost the war.

'There is no soldier in whole Rome,
They are all on Mount Gabriel'

'General Cadorna is big aviator,
When he is short of fuel, he piss over the engine'

Please correct my version, I have heard it as a small kid.

Dear Jarmila, the Italian of the song you heard from your grandfather looks like some northern dialect, maybe Venetian. This would be fully natural, if we consider that WW-I was mostly fought in northern Italy. You have good memory indeed, the Italian is still fully understandable except just one line ("la mam sa di tutti sur" has really no meaning at all). The "Monte Gabriel" mentioned in the song is no doubt Monte San Gabriele (Mount St. Gabriel), near Gorizia, where a battle between Italians and Austro-Hungarians was fought in August 1916 (so, the song can also be situated in time and space). We have decided to keep your version as you remember it, both as an hommage to your grandfather who fought in Italy so long time ago and as a rare historical document. Nevertheless, we have provided it with a rendering into correct Italian and a rough English translation. We thank you heartily for contributing such an important document from the Czech Republic, a document that has really gone through the ages. [Riccardo Venturi, CCG/AWS Staff]
Segiri tutta Roma
Non trovium persalier
La mam sa di tutti sur
Monte Gabriel
Rim bom bam
Rombo del canon

Il general Cadorna
Faceva laviator
Mancansa di benzina
Pissava del motor
Rim bom bam
Rombo del canon

Se giri tutta Roma
non troviam bersaglier
l'han mandati tutti sul [???]
Monte [San] Gabriel
Rim bom bam
Rombo del cannon

Il general Cadorna
faceva l'aviator,
mancanza di benzina
pissava nel motor
Rim bom bam
Rombo del cannon

If you wander through Rome
you can see no "bersagliere" *
they sent them all to
Mount St. Gabriel
Woom boom boom
the cannon is roaring

General Cadorna
was an aviator,
if fuel was short
he pissed into the engine
Woom boom boom
the cannon is roaring
* Italian trooper wearing a cockfeathered hat

inviata da Jarmila Pankova - 3/6/2013 - 00:12




Lingua: Italiano (Fiumano)

Le canzoni sul general cadorna venivano cantate dagli italiani cittadini dell'impero austro ungarico residenti nella città di Fiume.
Il bulin è un grosso tegame.
Il general Cadorna ga detto alla regina
Se ti vol veder Trieste te la mando in cartolina.

Il general Cadorna ga detto ai dalmatini
italiani e moscardini tutti quanti nel bulin.

inviata da Lucio Orlandini - 19/10/2009 - 11:25




Lingua: Italiano (Toscano)

La cantava mia nonna.
Il general cadorna n'ha fatta una più grossa:
ha chiamato il '900 e gli vòle spacca' l'ossa.

inviata da Lorenzo Mosca - 2/2/2011 - 17:20


"V.P. della provincia di Bergamo, anni 30, muratore, coniugato, censurato, caporale della 117ma compagnia mitragliatrici; condannato a 6 anni di reclusione militare e lire 200 di multa per disfattismo e insubordinazione.
Dal verbale dei RR.CC.(*), nonostante le denegazioni del caporale V.P., è emerso che il 7 aprile 1918 costui, trovandosi in licenza nel paese natale, unitamente ad altri militari, nella pubblica via cantava a squarciagola la canzone:

'Il generale Cadorna faceva il carrettiere
e per asinello aveva Vittorio Emanuele, ecc.
Dagli ufficiali siamo maltrattati e dal governo mal nutriti, ecc.
Vigliacchi quei signori che hanno fatto il prestito nazionale (**)
e in fin di guerra saranno massacrati'.

Da "Sentenze dei tribunali militari italiani durante la prima guerra mondiale". Documenti dell'archivio centrale dello Stato. Testo a cura di Gioacchino Maviglia. Luciano Manzuoli Editore, Firenze (1972/1973). Collana della Biblioteca del Lavoro, a cura de gruppo sperimentale coordinato da Mario Lodi. (Lire 1.250)

(*) I famigerati Carabinieri Reali, che avevano compiti di polizia militare... quanti ne hanno mandati davanti ai tribunali militari e poi ai plotoni di esecuzione! I loro degni eredi repubblicani sono quelli che, fino a non molti anni fa, non a caso, caricavano le manifestazioni mulinando il calcio dei moschetti...

(**) Riferimento ai prestiti milionari per finanziare la guerra, contratti dall'Italia con l'Inghilterra... un indebitamento colossale che il paese finirà di pagare solo nel 1984...

Alessandro - 5/2/2009 - 08:40


Il "prestito nazionale" venne in gran parte finanziato dagli inglesi, ma anche dagli imprenditori e dalla banche italiane (che intanto con la guerra accumulavano fortune) e dai cittadini stessi (coglioni!)... è chiaro che per un soldato ogni lira al prestito voleva dire il prolungarsi della sua agonia al fronte... Figuriamoci quale poteva essere la reazione se a qualche ufficiale testadicazzo veniva in mente di fare colletta fra i soldati stessi per il prestito nazionale!

"P.A. della provincia di Vicenza, anni 23, contadino coniugato, soldato della 15ma fanteria, reparto zappatori; condannato a 10 anni di reclusione e lire 10.000 di multa per frasi sediziose.
Verso le 18 del 20 febbraio 1918, il tenente B.A., comandante del 1° reparto zappatori del 15° fanteria, riunì i propri uomini per spiegare loro le condizioni speciali fatte ai militari che avessero voluto sottoscrivere al Prestito Nazionale. Trovavasi tra i presenti lo zappatore P.A. Terminato di spiegare ai dipendenti i vantaggi della sottoscrizione, il tenente B.A. rivolse loro la domanda: "Vi è qualcuno forse che non intende concorrere?". Il P.A. interruppe dicendo: "Tutti". Il tenente lo redarguì allora per essersi permesso di attribuire anche agli altri compagni la propria intenzione, e gli domandò: "Sei un italiano, o forse un austriaco?". A ciò il P.A. rispose: "Sono un italiano, però se non fossi andato a lavorare in Austria sarei morto di fame". Il tenente di rimando gli chiese: "Vorresti che gli austriaci giungessero a Milano?"; e l'accusato: "Arrivassero anche a Roma, poco m'importa". L'ufficiale ordinò senz'altro al soldato di passare alla guardia al campo. Richiamatolo, in seguito per fargli notare che il suo modo di interloquire era indegno di un italiano, il P.A. ebbe a soggiungere: "La lira che dovrei sottoscrivere pel prestito la dò la vivandiere, altrimenti la guerra dura ancora tre mesi".

Da "Sentenze dei tribunali militari italiani durante la prima guerra mondiale". Documenti dell'archivio centrale dello Stato. Testo a cura di Gioacchino Maviglia. Luciano Manzuoli Editore, Firenze (1972/1973). Collana della Biblioteca del Lavoro, a cura de gruppo sperimentale coordinato da Mario Lodi. (Lire 1.250)

Alessandro - 5/2/2009 - 09:57


Se, come spesso mi accade, non mi sbaglio, il General Cadorna si canta sull'aria della Moglie di Cecco Beppe (che poi sarebbe l'oggi massmediaticamente venerata Sissy: ma ai suoi tempi, specie gli ultimissimi, qualche anarchico la venerava un po' di meno), della quale i milanesi dicevano:

la moglie di Ceccobeppe faceva la tranviera
l'han vista in piazza Vetra insema a la lingera,

dove la lingera (o ligera) era la gente di poco conto, il popolaccio, e per ciò "leggera" in contrapposizione a quella importante e di peso, che non abitava nel rione della Porta dagli spagnoli detta Chica (e Cicca dai milanesi) e ufficialmente chiamata Ticinese (Cinés dai locali) in quanto per di lì si va a Pavia, un tempo detta Ticinum: ma si riservava ben altri altri quartieri.
Della moglie di Cecco Beppe, la canzone dice anche, con probabile anacronismo, che andava in bicicletta, ma senza averne la necessaria destrezza.

Gian Piero Testa - 19/10/2009 - 12:15




Lingua: Corso

Mia mamma la canta cosi..
U General Cadorna si è fattu aviatore,
Quandu manca l'essenza, piscia nellu motore...
Zin boum boum, pulenda e macaron.

U General Cadorna a scrittu a la regina
che per fa a pulenda, ci vole la farina...
Zin boum boum, pulenda e macaron.

inviata da Marie COLLETTI - 22/7/2011 - 22:36


Mio nonno diceva così:
Ol general Cadorna l'è tri nocc chel dorma
sel dorma amò u tantì
i ghe porta via ol Trentì

colomboemilio@gmail.com - 31/1/2012 - 02:03


Il mio bisnonno (classe '89) aggiungeva questa srtofa:

Il general Cadorna l'ha fato un gran peccato:
Ha messo sull'attenti un povero soldato

Davide - 5/2/2012 - 14:57


Il general Cadorna se magna le polpette
e tutto 'o reggimento
è senza nutrimento
Bom bom bom
al rombo del cannon

Stefano - 5/2/2012 - 15:52


mia nonna, nella versione toscana, aggiungeva altre strofe, con riferimento alla Regina:
"la moglie di Gambine la gli fa le corna
l'ha un sacco di figlioli, son tutti di Cadorna"
"la moglie di Gambine non sa come si fare
l'ha un sacco di figlioli, son tutti del generale"

Vania Garuglieri - 8/2/2012 - 19:06


anca la tremenda la scrive che a xe in guerra
invece l'e' a San Marco che la ramazza in terra

Mattia Carraro - 1/4/2012 - 22:11




Lingua: Italiano (Marchigiano centrale)

Uno stralcio incompleto che sono riuscito a raccogliere relativa alla versione riportata dai Soldati marchigiani (curiosa la presenza di Lenin in quel mezzo verso):
Il general Cadorna le magna le bistecche
a li sordàti passa, se c'è, patate lesse.
E commannò* Cadorna nascosto sotto un ponte:
"tutti li signori a casa e l'operai al fronte".

Bim-bum-bà, un górbu** a Cadorna e chi apprésso jé va.

Ma quel povero Lenìne l'ha fatto proprio grossa,
ce s'ha pulito il culo có' la bandiera rossa.
[...]

Bim-bum-bà, lui fa le carezze col suo bel pugnà'.

[...]

* comandò
** un colpo

inviata da Carlo N. - 12/6/2012 - 09:34


mio bisnonno fante alla presa di gorizia cantava:
alpini e bersaglieri so andati in osteria
la presa di gorizia la fa la fanteria
bom bom bom al rombo dei cannon

picet84 - 26/6/2012 - 15:54


Il general Cadorna s'è mezzo 'mbicillito
chiamà il '99 che ancora ciuccia il dito

Leondina Barzetti - 9/9/2012 - 14:37


I miei genitori la cantavano così. Il significato cambia...

Ed anche Cecco Beppe
ga dito a la regina
se te vol veder Trieste
te la mando in cartolina

Silva - 3/6/2013 - 12:22


Mio nonno era del 1898 e mia nonna del 1902, hanno vissuto tutte le guerre, e solo grazie alla tempra forte di persone che ora non esistono più, hanno potuto vivere e sopravvivere a quelle tragedie.
Lei ha vissuto fino a 90 anni, lui è morto 3 giorni prima della fine della guerra ucciso da una bomba degli Alleati lanciata da un aereo in piena campagna.
Mi bisnonno ha fatto la Campagna d'Africa come radiotelegrafista, risultando "disperso" lui non tornò più.
Non c'entra con la canzone del General Cadorna era solo un modo per far capire a tutti quelli che leggono che se abbiamo un po' di libertà lo dobbiamo a gente come loro che hanno perso tutto, anche la vita, per darci un futuro che loro speravano sarebbe stato più dignitoso per noi.

La strofa che si sente cantare da Renato Pozzetto nel film Porca Vacca è:

e la moglie del Cecco Beppe l'andava in bicicleta
ghè sè sciupà la goma l'ha fà na pirueta
pim pam pom al rombo del canon
(dialetto della bassa)

ciao

b0ni - 9/9/2013 - 18:08




Lingua: Italiano

Mio padre era del 1930, e suo padre del 1907, per cui non avevano esperienza diretta della prima guerra mondiale. Però mio padre sapeva molte canzoni dei soldati, e il suo "General Cadorna" aveva una strofa che mi ricordo in particolare:
" Il General Cadorna è il re degli assassini
chiamò il '99 che sono ancor bambini"

inviata da anna maria danielli - 14/4/2014 - 20:19


Quel verso citato sopra dalla signora ceca
"La mam sa di tutti sur", probabilmente è una storpiatura di "l'an mandati (o "mandai" in dialetto di area veneta) tutti sul"... e torna bene col verso seguente che fa riferimento al Monte San Gabriele

anna maria danielli - 14/4/2014 - 20:23




Lingua: Italiano

il mio nonno era un ragazzo del 99 e cantava.
il general cadorna ha fatto una avanzata
è andato a ammazzar i topi giù per la camerata

inviata da anna - 16/2/2015 - 16:27


La mia nonna Anna (Bergamo, 1921) cantava anche questa strofa:

La moglie di Cecco Beppe l'è andata in aeroplano
Per far veder le gambe al popolo italiano

Bim bum bom, il rombo del canòn

Valentina - 21/4/2015 - 14:57


sempre a proposito del succitato cecco beppe, vorrei ricordare le strofe riprese dal gruppo della Rionda per le rievocazioni dei 150 anni:

A mugè du Cecco Beppe
c'a lea in ta Cruse Russa
per fà guarì marotti (due volte)
a ghe dava un pò de mus...

non è chiara l'ultima parola, essendo il canto sfumato nel disco e
coperto dal ritornello nell'esuzione dal vivo, penso si tratti di una
medicina piuttosto diffusa quanto efficace.

saluti gianfranco

22/4/2015 - 09:55


La versione di Gianfranco rimanda senza dubbio al dialetto ligure...l'ultima parola che ha abbreviato e' un termine volgare ma corrente per indicare un rimedio popolare e consigliato in tutti i casi, che veniva praticato da professioniste "licenziate" dalla Legge Merlin.

Luisa - 5/6/2015 - 17:46


Intervengo di nuovo a proposito della strofa mandata da Gianfranco. Ho visto un video su YouTube: questa strofa era cantata in una canzone popolare genovese, "Olidin Olidena" e in effetti ci sta meglio anche come ritmo perché c'è la ripetizione del terzo verso, tipica proprio di "Olidin Olidena".

luisa - 6/6/2015 - 14:16


La me prof di italiano l'ha cantata così in terza media, e m'è rimasta in testa da allora:

Il General Cadorna alla bella regina
se vuoi Trieste libera te la mando in cartolina

Elena - 27/11/2015 - 17:39


Mia nonna (1923) cantava così il refrain :bim bim bom questa guerra che vo mo? Cioè questa guerra che vuole ora?dialetto di Sant'Elia a pianisi Campobasso

Antonella Angiolillo - 18/10/2016 - 22:59


Variante del ritornello:

"Bombe a man, carezze di pugnal"

Versione riportata da mio nonno, Cosimo Miccoli, classe 1890, combattente sul Carso.

Questo dovrebbe essere il ritornello dell'inno degli Arditi, divenuto poi inno fascista

CCG/AWS staff

Gino L. Di Mitri - 22/11/2016 - 08:40




Lingua: Corso

La versione Corsa dei Caramusa

U GENERAL' CADORNU

U general' Cadornu quand'ellu era zitellu
Sgrinfiava li cumpagni
Tirava li capelli

E zim ben bò trè colpi di cannò

U general' Cadornu per parte à u suldatu
Un fece micca festa
Ne menu serenatu

E zim ben bò trè colpi di cannò

U general' Cadornu vulia parte in guerra
Senza purtà fucile
Ne menu cartuccera

E zim ben bò trè colpi di cannò

U general' Cadornu s'hè fattu aviatore
Un avia più benzina
Hà pisciatu in lu mutore

E zim ben bò trè colpi di cannò

U general' Cadornu s'hè fattu cavagliere
Un avia cavallu
S'hè cumpratu un sumere

E zim ben bò trè colpi di cannò

U general' Cadornu s'hè fattu carittere
Un avia più mula
Attaccatu à la mugliere

U general' Cadornu s'hè compru una cattrella
Un mette più benzina
Chì marchja da per ella

U general' Cadornu s'hè fattu marinaru
Cun la so barca merza
S'hè capulatu in mare

inviata da Dq82 - 8/12/2016 - 10:26


Qualcuno mi può dare un contatto con questo gruppo folk corso dei CARAMUSA?
FINORA non ci sono riuscito: per citare la versione corsa in un libro sui canti della Grande Guerra, mi serve capire quale sia la loro FONTE.

FRANCO CASTELLI - 8/6/2017 - 10:49


Mia nonna cantava: la fia de cecco peppe se chiama natalizia, arzaie le veste e facce vede' gorizia.

Enzo Valeri - 16/7/2017 - 18:38


Mio nonno Andrea Costa di Varsi (Parma) fatto prigioniero con il fratello Filiberto nella disfatta di Caporetto cantava un verso in più.

“Da Trento a Civita
ci sono gli imboscati,
Con le scarpe lucide
e i capelli profumati.
Bim bum bom
e la guera la fa i cujon
Bim bum bom
e la guera la fan da bon”

Anna Maria Broglia - 11/12/2017 - 08:27




Lingua: Italiano

Mio nonno che si è fatto tre anni di trincea cantava così:
il General Cadorna ha perso l'intelletto
ha chiamato il 900 che fa ancor la cacca a letto.

Bim , bum, ba qualchedun la pagherà.

La moglie di Cadorna è andata in areoplano
per far veder le gambe all'esercito italiano.

BIm , bum, ba qualchedun la pagherà.

Il General Cadorna è andato in bimotore,
mancanza di benzina ha pisciato nel motore,

bim , bum , ba qualchedun la pagherà.

inviata da giovanna - 2/1/2018 - 15:10


Mio nonno materno morì sul Carso nel 1916 lasciando orfane due figlie, una nata nel 1913 (mia madre) e l'altra nata nel 1915 . Il suo nome è ricordato nel monumento ai caduti del paese ma il suo corpo non è mai stato ritrovato. Queste canzoni contro Cadorna sono sempre state cantate da mia nonna ma,tutte le volte che le sento ,mi prende un brivido perché penso alle sofferenze patite in quell'immane tragedia.

Mario Fabbri - 24/1/2018 - 17:05


Il motivetto di questa canzone è lo stesso usato in ogni guerra. Durante la guerra d'Africa c'era: Er Negusse da piccolo faceva l'aviatore, pe' risparmià benzina pisciava ner motore. E ancora, faceva il muratore e per risparmiar la calce cacava sul mattone ,eccetera. Il ritornello, almeno in provincia di Roma, era: Pompa Cè', pompa che va bbè. Oppure, Bomba c'è, arifìcchete si te 'nnè (nasconditi se vuoi).

Roberto Zac - 10/11/2018 - 09:41


Riporto da Wikipedia

[...] agli inizi del Novecento nei caffè concerto, ossia nei nuovi luoghi di ascolto di canzoni, imperversavano strofe dedicate o scritte dal Sor Capanna, un cantastorie trasteverino che dopo avere iniziato la carriera ironizzando sui fatti di cronaca, si accorse di ottenere maggiore successo occupandosi di fatti di attualità, rischiando di quando in quando anche la galera per eccesso di irriverenza, come quando durante le giornate di Caporetto, cantò:

«Er General Cadorna
ha scritto alla riggina:
"Si voj vedé Trieste
te la manno 'n cartolina".
Bombacé
aritirete che vié bé» [*]


[*] Giovanni Gigliozzi, La canzone romana, Newton, Roma, 1998

Riporto da "Al rombo del cannon: Grande Guerra e canto popolare", di Franco Castelli, Emilio Jona e Alberto Lovatto, Neri Pozza editore.

Caporetto, 24 ottobre 1917... Una chitarra che non suonerà più...
Caporetto, 24 ottobre 1917... Una chitarra che non suonerà più...


"Le ribalde strofette del Bombacè

Si tratta di un modulo linguistico-musicale molto semplice, paragonabile allo stornello, che per tradizione si fa risalire anch'esso al cantastorie romano Pietro Capanna detto Sor Capanna. Solitamente si definisce "aria del Bombacè", dai ritornelli da lui usati per le strofe satiriche: Bombacè, arífacce che viè bè o Bombacè, aritirate Cecco Pè. Dei tre moduli sopra descritti, è certamente quest'ultimo il più popolare fra i combattenti, dando voce alla straordinaria fioritura delle cosiddette "strofette del Bim bim bom", con cui i soldati cantavano sia il general Cadorna sia la moglie di Cecco Beppe. A questo modulo perciò sarà da noi dedicata una particolare attenzione, sia per l'eccezionale gamma di contenuti veicolati, sia per la durata nel tempo e l'insolita capacità di trasmigrare da un contesto all'altro. Se sottoponiamo a vaglio critico la struttura melodica su cui si cantano le strofette militari del Bim bím bom, riusciamo a individuare quale possa essere, con molta verosimiglianza, l'origine di tale modulo, ben prima dell'avvento del sorcapannesco Bombacè.



In realtà una serie di indizi, specie per le strofe sulla moglie di Cecco Beppe, attestate primariamente in Lombardia, ci fanno propendere a ipotizzare un'origine risorgimentale di
quella melodia, come si può desumere sia dall'aria originaria decisamente da marcetta, sia dall'impronta dialettale dello sberleffo antiaustriaco, assimilabile a testi nati nella seconda guerra d'indipendenza (1859) come Varda Giulay o La bella Gigogin. Non sarà inutile ricordare che Francesco Giuseppe era salito al trono nel lontano 1848 e che da subito, col nomignolo di Cecco Beppe, era stato fatto bersaglio, nella Milano delle Cinque giornate, di frizzi, lazzi e sbertucciamenti popolari. Se così è, tale aria primaria ottocentesca, con poche varianti minime, fa da canovaccio ritmico su cui si dipana una serie infinita di varianti, quasi sempre di tono satirico-burlesco, che a partire dalla Grande Guerra, momento di massima fioritura ed espansione, si rinnova a ogni stagione e si autoalimenta con straordinaria facilità. Dentro al crogiuolo incandescente del primo conflitto mondiale, tali strofette diventano, per la loro struttura elementare che favorisce l'improvvisazione, il canale privilegiato per una sorta di "controinformazione dí guerra". Su questa rozza cantilena basata su una quartina di settenari ABCB scandita in distici monorimi, si canta il "rovescio della medaglia" sulla guerra patriottica e gloriosa, disvelando con un linguaggio crudo e diretto i meccanismi insensati, le ingiustizie, le discriminazioni, la ferocia inesorabile e gratuita della macchina bellica. La strofetta senz'altro più popolare resta quella sulla lettera di Cadorna alla regina, attribuita allo stesso Sor Capanna, declinata in tante microvarianti e con tante coloriture dialettali diverse."

B.B. - 16/11/2018 - 20:40


Sempre da "Al rombo del cannon: Grande Guerra e canto popolare", di Franco Castelli, Emilio Jona e Alberto Lovatto, Neri Pozza editore.

"Bombacè come "cantacronache di guerra"

[...] Le strofe sembrano ritmare, di anno in anno, la terribile escalation con cui classi di giovani - sempre più giovani! - venivano risucchiate dall'implacabile mortale ingranaggio della guerra. La "bella gioventù" di tante canzoni popolari è qui spietatamente trasformata in "carne da macello":

Mi hanno fatto abile di prima categoria
mi hanno destinato l'è ín macelleria
Bim bim bom al rombo del cannon

Chi m'ha fatto abile l'è staito il colonnello
m'ha detto sulla faccia: Sei carne da macello!
Bim bim bom al rombo del cannon


Un ragazzo del 99 (Emilio Grassi di Castelnuovo Magra, provincia della Spezia)
Un ragazzo del 99 (Emilio Grassi di Castelnuovo Magra, provincia della Spezia)


Ma l'indignazione popolare tocca le stelle quando la macchina bellica, ossia l'orribile tritacarne, nel giugno del 1917, arriva ad arruolare i coscritti del 1899, e parallelamente quando vengono chiamati per le visite mediche anche i giovanissimi della classe 1900: ragazzi o poco più, su cui si riversa la commossa pietà collettiva in strofette che, definendoli scolari, bambini, poppanti, nel ritornello mimano singhiozzi disperati [seguono strofette diverse sul tema, ndr]:

O povera Italia tu sei rimasta sola
chiamò il novantanove che andava ancora a scuola.
Bim bim bom al rombo del cannon.

Il general Cadorna n'à fanu üna dròla [ne ha fatta una sporca, ndr]
l'à ciamà novantanove ch'l'andava ancora a scola.
Bim bim bom al rombo del cannon.

Il general Cadorna è il re degli assassini
fece partire il novantanove che ancora son bambini
e bombe a man per quel villan.

Il generail Cadorna s'è mezzo 'mbicillito
chiamà il novantanove che ancora ciuccia il dito.
Bim bim bom al rombo del cannon.

Il general Cadorna è diventato pazzo
ha chiamato il novecento che era ancor ragazzo.
Bim bim bom al rombo del cannon.

Il general Cadorna ha fatto un gran dispetto
ha chiamato il novecento che fa ancor pipì nel letto.
Bim bim bom al rombo del cannon.

Il general Cadorna l'è diventato pazzo
la bella gioventù la fa morir sul Carso.
Bim bim bom al rombo del cannon.

Si sente una voce, una voce che si affanna
a l'è il novecento che chiama la sua mamma
Mauè mauè mauè, cara mama vénmi a piè.

E chi sarà che piange dallà dalla montagna
sarà il novecento che chiamerà la mamma
Uè uè uè, cara mama vénmí a piè.

Si sente una voce che viene dí lontano
a l'è il novecento che chiama la sua mama
Uè uè uè...

Povero novecento tu sei rivato a tempo
tu sei rivato a tempo lasciar la testa a Trento
Uè uè uè, cara mama vénmí a piè.

B.B. - 16/11/2018 - 21:11



Pagina principale CCG

Segnalate eventuali errori nei testi o nei commenti a antiwarsongs@gmail.com




hosted by inventati.org