1. [1963]
Texto y música / Text och musik / Testo e musica /
Lyrics and music / Paroles et musique / Sanat ja sävel:
Chicho Sánchez Ferlosio
Album / Albumi: Spanska motståndssånger 1963 / Canciones de la resistencia española año 1963
Clarté CL-001 [1964]
2. [1963 &vv.]
Texto y música / Text och musik / Testo e musica /
Lyrics and music / Paroles et musique / Sanat ja sävel:
Chicho Sánchez Ferlosio
y / e / and / et / ja :
B1.: Texto y música / Text och musik / Testo e musica /
Lyrics and music / Paroles et musique / Sanat ja sävel:
Atahualpa Yupanqui [1947]
B2.: Texto / Text / Testo / Lyrics / Paroles / Sanat:
Nicolás Guillén [1937]
Música / Musik / Musica / Music / Musique / Sävel: Chicho Sánchez Ferlosio
B3. Canción popular asturiana / Asturiansk folkvisa / Canzone popolare asturiana / Asturian folksong / Chanson populaire asturienne / Asturialainen kansanlaulu
All’inizio del 1964, esce in Svezia un disco EP (Extended Play) di 10 pollici contentente sei canzoni cantate in spagnolo, col titolo
Canciones de la resistencia española. Año 1963.. Sul retro, il titolo in svedese,
Spanska motståndssånger 1963 (Clarté CL-001, 1964). Nelle canzoni, al posto dei credits, compare la frase:
Namn kan ej anges av säkerhets skäl (“il nome non può essere menzionato per motivi di sicurezza”). In copertina, un disegno di
José García Ortega, pittore antifranchista esule a Parigi, ispirandosi alla canzone
Gallo rojo, gallo negro, la più celebre di tutto l’album. L’album originale conteneva un libretto illustrato da
Agustín Ibarrola, con le traduzioni in svedese dei testi.
L’anonimo cantante, nonché autore di tutte le canzoni, era Chicho Sánchez Ferlosio; i motivi dell’anonimato erano ovvi. Le sei canzoni erano state registrate, come precisa
Flavio Poltronieri, “su un nastro magnetofonico grazie allo scrittore
Alfonso Grosso Ramos, amico di Ferlosio.” La registrazione, effettuata nel bagno dell’abitazione di Ferlosio in Calle Guadalquivir a Madrid nell’agosto del 1963, comprendeva, oltre alle sei canzoni di cui sopra, anche quattro canzoni dell’epoca della guerra civile, "¡Ay Carmela!", "Los Cuatro Generales" "El Quinto Regimiento" e "Si me quieres escribir". Tali canzoni rimasero inedite fino al 2018, “quando saranno inserite in una ristampa (formato cd) a edizione limitata di 500 copie da parte della Madmua Records.” [Flavio Poltronieri]. Nel 1981, in un’intervista realizzata da Víctor Claudín, Chicho Sánchez Ferlosio precisò che il registratore era stato portato da alcuni redattori della rivista
Cuartel, che poi diffusero clandestinamente alcune delle canzoni in un disco. Fu probabilmente questo disco clandestino che giunse in Svezia, dove fu pubblicato dalla casa discografica comunista Clarté. Le sei canzoni originali erano le seguenti:
Le canzoni parlano di ribellione contro la dittatura spagnola, chiamano allo sciopero generale per le rivolte in Asturia dell’anno precedente (aprile-giugno 1962, la
Huelgona dei minatori) e ricordano la fucilazione del dirigente comunista
Julián Grimau (20 aprile 1963). Queste canzoni ebbero ripercussioni non soltanto in Spagna, ma anche in tutta Europa e in America, e si trasformarono in inni di lotta contro il capitalismo. Da molti furono percepite come canzoni popolari dell’epoca della Guerra Civile Spagnola.
Nel 1974 viene pubblicato, sempre in Svezia dalla casa discografica e editrice
Oktoberförlaget (“Edizioni Ottobre”, di proprietà del Partito Comunista Svedese), il disco
Spanska motståndssånger (“Canzoni della resistenza spagnola”), contenente le stesse canzoni del disco di dieci anni prima più altre quattro canzoni. La copertina riproduce una parte del disegno originale di Ortega e recita:
Inspelade i Spanien 1963/64 (“registrate in Spagna 1963/64”). L’album viene pubblicato in due versioni. Nella prima, per errore, non compare la traccia B4 (Eld och frihet / Fuego y libertad). A ruota fu pubblicata un’altra versione comprendente la traccia, e quindi undici canzoni. Il disco è corredato da un libretto con le traduzioni d’arte in svedese di Jacob Branting. Questa versione, che viene assunta qui come definitiva e completa ed alla quale fa riferimento il modello common apposto alle singole canzoni, comprende quindi: a) le sei canzoni di Ferlosio registrate nel primo disco del 1964; b) due ulteriori sue canzoni,
Fuego y libertad e
Fusiles contra el patrón; c) tre canzoni di altri autori (ma interpretate dallo stesso Ferlosio):
Preguntitas sobre Dios di Atahualpa Yupanqui (1947), la poesia
Son para turistas di Nicolás Guillén (musicata dallo stesso Ferlosio) e la canzone popolare asturiana
Canción de mineros.
Sul retrocopertina compare un testo introduttivo redatto in svedese dall'attivista comunista e medico
Sköld Peter Matthis (1937-2021). Ne riproduciamo qui la parte iniziale tradotta in italiano: “Trentacinque anni di fascismo non sono riusciti a piegare il popolo spagnolo, povero e oppresso. La speranza e la lotta del popolo spagnolo per un livello di vita decente non sono state soffocate dal regime fascista. Lo dimostrano le sue canzoni e le fotografie registrate e scattate clandestinamente, ed i manifesti, volantini e periodici clandestini, che spezzano la censura che regna attualmente. Sono come piccole finestre di libertà attraverso le quali conosciamo ciò che accade veramente in Spagna. E’ un piccolo spazio di libertà per l’opposizione, che però comporta repressione, terrore e sfiducia.” [Riccardo Venturi e Flavio Poltronieri, giugno 2026]
Cuando canta el gallo negro
es que ya se acaba el día.
Si cantara el gallo rojo
otro gallo cantaría.
Ay, si es que yo miento,
que el cantar que yo canto
lo borre el viento.
Ay, qué desencanto
si me borrara el viento
lo que yo canto.
Se encontraron en la arena
los dos gallos frente a frente.
El gallo negro era grande
pero el rojo era valiente.
Ay, si es que yo miento,
que el cantar que yo canto
lo borre el viento.
Ay, qué desencanto
si me borrara el viento
lo que yo canto.
Se miraron a la cara
y atacó el negro primero.
El gallo rojo es valiente
pero el negro es traicionero.
Ay, si es que yo miento,
que el cantar que yo canto
lo borre el viento.
Ay, qué desencanto
si me borrara el viento
lo que yo canto.
Gallo negro, gallo negro,
gallo negro, te lo advierto:
no se rinde un gallo rojo
mas que cuando está ya muerto.
Ay, si es que yo miento,
que el cantar que yo canto
lo borre el viento.
Ay, qué desencanto
si me borrara el viento
lo que yo canto.
1. [1963]
Texto y música / Text och musik / Testo e musica /
Lyrics and music / Paroles et musique / Sanat ja sävel:
Chicho Sánchez Ferlosio
Album / Albumi: Spanska motståndssånger 1963 / Canciones de la resistencia española año 1963
Clarté CL-001 [1964]
2. [1963 &vv.]
Texto y música / Text och musik / Testo e musica /
Lyrics and music / Paroles et musique / Sanat ja sävel:
Chicho Sánchez Ferlosio
y / e / and / et / ja :
B1.: Texto y música / Text och musik / Testo e musica /
Lyrics and music / Paroles et musique / Sanat ja sävel:
Atahualpa Yupanqui [1947]
B2.: Texto / Text / Testo / Lyrics / Paroles / Sanat:
Nicolás Guillén [1937]
Música / Musik / Musica / Music / Musique / Sävel: Chicho Sánchez Ferlosio
B3. Canción popular asturiana / Asturiansk folkvisa / Canzone popolare asturiana / Asturian folksong / Chanson populaire asturienne / Asturialainen kansanlaulu
All’inizio del 1964, esce in Svezia un disco EP (Extended Play) di 10 pollici contentente sei canzoni cantate in spagnolo, col titolo Canciones de la resistencia española. Año 1963.. Sul retro, il titolo in svedese, Spanska motståndssånger 1963 (Clarté CL-001, 1964). Nelle canzoni, al posto dei credits, compare la frase: Namn kan ej anges av säkerhets skäl (“il nome non può essere menzionato per motivi di sicurezza”). In copertina, un disegno di José García Ortega, pittore antifranchista esule a Parigi, ispirandosi alla canzone Gallo rojo, gallo negro, la più celebre di tutto l’album. L’album originale conteneva un libretto illustrato da Agustín Ibarrola, con le traduzioni in svedese dei testi.
L’anonimo cantante, nonché autore di tutte le canzoni, era Chicho Sánchez Ferlosio; i motivi dell’anonimato erano ovvi. Le sei canzoni erano state registrate, come precisa Flavio Poltronieri, “su un nastro magnetofonico grazie allo scrittore Alfonso Grosso Ramos, amico di Ferlosio.” La registrazione, effettuata nel bagno dell’abitazione di Ferlosio in Calle Guadalquivir a Madrid nell’agosto del 1963, comprendeva, oltre alle sei canzoni di cui sopra, anche quattro canzoni dell’epoca della guerra civile, "¡Ay Carmela!", "Los Cuatro Generales" "El Quinto Regimiento" e "Si me quieres escribir". Tali canzoni rimasero inedite fino al 2018, “quando saranno inserite in una ristampa (formato cd) a edizione limitata di 500 copie da parte della Madmua Records.” [Flavio Poltronieri]. Nel 1981, in un’intervista realizzata da Víctor Claudín, Chicho Sánchez Ferlosio precisò che il registratore era stato portato da alcuni redattori della rivista Cuartel, che poi diffusero clandestinamente alcune delle canzoni in un disco. Fu probabilmente questo disco clandestino che giunse in Svezia, dove fu pubblicato dalla casa discografica comunista Clarté. Le sei canzoni originali erano le seguenti:
SPANSKA MOTSTÅNDSSÅNGER 1963
1964
1. Coplas del tiempo (3:10)
2. Los dos gallos (3:40)
3. Canción de soldados (2:40)
4. La paloma (2:10)
5. Canción de Grimau (2:35)
5. A la huelga (2:35)
Le canzoni parlano di ribellione contro la dittatura spagnola, chiamano allo sciopero generale per le rivolte in Asturia dell’anno precedente (aprile-giugno 1962, la Huelgona dei minatori) e ricordano la fucilazione del dirigente comunista Julián Grimau (20 aprile 1963). Queste canzoni ebbero ripercussioni non soltanto in Spagna, ma anche in tutta Europa e in America, e si trasformarono in inni di lotta contro il capitalismo. Da molti furono percepite come canzoni popolari dell’epoca della Guerra Civile Spagnola.
Nel 1974 viene pubblicato, sempre in Svezia dalla casa discografica e editrice Oktoberförlaget (“Edizioni Ottobre”, di proprietà del Partito Comunista Svedese), il disco Spanska motståndssånger (“Canzoni della resistenza spagnola”), contenente le stesse canzoni del disco di dieci anni prima più altre quattro canzoni. La copertina riproduce una parte del disegno originale di Ortega e recita: Inspelade i Spanien 1963/64 (“registrate in Spagna 1963/64”). L’album viene pubblicato in due versioni. Nella prima, per errore, non compare la traccia B4 (Eld och frihet / Fuego y libertad). A ruota fu pubblicata un’altra versione comprendente la traccia, e quindi undici canzoni. Il disco è corredato da un libretto con le traduzioni d’arte in svedese di Jacob Branting. Questa versione, che viene assunta qui come definitiva e completa ed alla quale fa riferimento il modello common apposto alle singole canzoni, comprende quindi: a) le sei canzoni di Ferlosio registrate nel primo disco del 1964; b) due ulteriori sue canzoni, Fuego y libertad e Fusiles contra el patrón; c) tre canzoni di altri autori (ma interpretate dallo stesso Ferlosio): Preguntitas sobre Dios di Atahualpa Yupanqui (1947), la poesia Son para turistas di Nicolás Guillén (musicata dallo stesso Ferlosio) e la canzone popolare asturiana Canción de mineros.
CANCIONES DE LA RESISTENCIA ESPAÑOLA
SPANSKA MOTSTÅNDSSÅNGER
1974
Lato A
1. Tidens Sånger - Coplas del tiempo (3:10)
2. Tupparna - Los dos gallos (3:40)
3. Duvan - La paloma (2:10)
4. Sången Om Grimau - Canción de Grimau (2:35)
5. Till strejk - A la huelga (2:35)
Lato B
1. Små Frågor Om Gud - Preguntitas sobre Dios (versión de Atahualpa Yupanqui) (3:15)
2. Sång För Turister - Son para turistas (interpretación del poema de Nicolás Guillén) (1:45)
3. Soldatvisa - Canción de soldados (2:40)
4. Eld och Frihet - Fuego y libertad (1:35)
5. Gevär mot Herrarna - Fusiles contra el patrón (2:10)
6. Gruvarbetarsång - Canción de mineros (3:30)
Sul retrocopertina compare un testo introduttivo redatto in svedese dall'attivista comunista e medico Sköld Peter Matthis (1937-2021). Ne riproduciamo qui la parte iniziale tradotta in italiano: “Trentacinque anni di fascismo non sono riusciti a piegare il popolo spagnolo, povero e oppresso. La speranza e la lotta del popolo spagnolo per un livello di vita decente non sono state soffocate dal regime fascista. Lo dimostrano le sue canzoni e le fotografie registrate e scattate clandestinamente, ed i manifesti, volantini e periodici clandestini, che spezzano la censura che regna attualmente. Sono come piccole finestre di libertà attraverso le quali conosciamo ciò che accade veramente in Spagna. E’ un piccolo spazio di libertà per l’opposizione, che però comporta repressione, terrore e sfiducia.” [Riccardo Venturi e Flavio Poltronieri, giugno 2026]