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La Ballata dell’Ardito

Ianva
Language: Italian


Ianva

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Da "Disobbedisco!" (2006)
ianva disobbedisco

concept album dedicato all'"Impresa di Fiume" di Gabriele D'Annunzio.

ianva
Dividendo l’acquavite ed il mio trinciato forte
Sopra l’altipiano all’alba,
Io e un tenente prigioniero sprofondammo nel silenzio
Di quell’invernale calma.
L’aria tersa delle vette non recava quel fetore
Ch’era a entrambi familiare,
D’un’Europa di vent’anni presa nel filo spinato,
A marcir come il letame...

Ma se vi ho guidato è perché ero disperato,
Non intrepida irruenza, ma solo indifferenza.
E se mai fui Ardito, fu solo perché ferito
Ero da tempo e attendevo il momento
Dell’estremo congedo, del definitivo Credo
Di chi mai sentì giusto null’altro che il disgusto...

La battaglia del Solstizio s’annunciò con un tremendo
Rombo lungo tutto il fronte
Un buon giorno per morire, proprio quello che più a lungo
La sua luce al mondo infonde.
Li portai fuori cantando versi amari di condanna
Imparati in angiporto,
Confidando che la sorte raccogliendoci a manciate
Almeno raddrizzasse un torto.

Ma se fummo chiamati eroi ed encomiati
La trattativa il sangue scherniva,
E per tutti coloro che divennero concime
Un regio dispaccio di cordoglio vile.
Così presi licenza di sfidare la potenza
Non più di avversari che sanguinavano al pari,
Ma della mano che ordisce, in sicurezza e con decoro,
E strangola i popoli con catene d’oro.
Adesso ad un solo Superiore eternamente
Vado cercando udienza:
“Maggiore Renzi, presente!”

Contributed by Alessandro - 2008/5/8 - 13:31


Penso che le due canzoni degli Ianva che ho postato possano suscitare qualche discussione. Io stesso, pur non conoscendo affatto il gruppo, nell'introduzione di "In battaglia" avevo subito avvisato di qualche sentore destrorso... mi ha convinto a postare comunque questo paio di canzoni la recensione di "Disobbedisco!" apparsa su Ondarock a firma di Claudio Fabretti, il quale colloca il lavoro degli Ianva tra i 20 migliori dischi del 2006. Fabretti avverte il lettore che il "dark cabaret" degli Ianva offre in "Disobbedisco!" una sorta di tributo a d'Annunzio e ai legionari dell'"Impresa di Fiume" (1919), ma invita a provare ad andare oltre: "Prima di lanciarvi nelle sterili recriminazioni sulla simbologia destrorsa che ammorbano da sempre i dibattiti sul neofolk, provate ad ascoltarlo. E lasciate che sia la musica a darvi le risposte."

Detto questo, da "In battaglia" e "La Ballata dell'Ardito" traspare chiaramente l'orrore e l'inutilità della guerra, mentre altre canzoni ("Vittoria Mutilata" o "XII – IX – MCMXIX: Di Nuovo In Armi!"), certamente "bellicose" e quindi indegne di essere postate su questo sito, sono comunque pervase da un forte sentimento di disillusione per la guerra che al protagonista - il maggiore Cesare Renzi - si rivela essere non più l'occasione per incontrare la "bella morte" ma soltanto lo strumento con cui ad un vecchio Potere se ne sostituisce uno nuovo, sempre peggiore del primo...

"Guerra sola igiene del mondo, dicevi [...]
Amico mio,
Quanta castroneria in noi
Che lungo addio che la guerra fu per noi
All’utopia [...]
Appena il tempo di vedere la realtà
Brucia una generazione
Appena liquidata un’autorità
Ecco un nuovo padrone
Con questo suicidio d’una civiltà
Nello scempio e nell’orrore
Un vecchio mondo ingiusto crolla e se ne va
Ma ne avanza uno peggiore,
Peggiore [...]"
(da "Vittoria Mutilata")

Alessandro - 2008/5/9 - 08:15


Devo dire che ho scaricato ed ascoltato questo album e, nonostante alcuni testi non propriamente... antimilitaristi e un linguaggio che può sicuramente suonare "destrorso" come dice Alessandro, devo dire che è un disco molto ben suonato e a suo modo interessante. Ho anche letto questa intervista da cui emerge un personaggio controverso ma sicuramente intelligente e non superficiale. Forse di destra ma sicuramente non fascista.
E la ghost track è una versione strepitosa di 'O surdato 'nnammurato che merita sicuramente un ascolto.

Lorenzo - 2008/5/9 - 15:04




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