Raccogli tutto l’essenziale
per quest’inverno nucleare,
per questo più niente da perdere,
nessun domani da cercare.
Non hai più idee da difendere,
solo mani da calpestare.
La festa è già cominciata,
metti le scarpe buone per ballare.
E fai il saluto al generale,
nascosto dietro una medaglia di vetro.
Bacia la mano alla signora,
che cola cera e che ti mostra il dito.
Al telefono ridono i porci,
un grugnito per ogni mattone che cade.
Spegni la luce, che non voglio sentire
di chi sono gli spari dentro il mio cortile.
E fai l’inchino al caporale,
che può trovarti da lavorare,
perché i tuoi figli possano mangiare.
Respira piombo e vivi nel terrore.
In questo presente di Bellarmini[?],
profeti già allievi dell’assoluto,
volpi affamate di nuove invettive,
avanzi di pensiero delle pornodive
Oh oh oh oh oh oh oh...
Raccogli tutto l’essenziale
di questo tempo irrazionale,
di queste falsità da vendere,
di queste musiche da parrucchiere.
Non ho più strade da correre,
niente foto da incorniciare.
La festa qui è già finita,
metti le scarpe buone per scappare.
Mentre fuggi vai a votare
un nuovo pseudo-intellettuale,
che tanto prova ad ammaestrare
a fare un golpe per via legale.
Se la risposta che soffia nel vento
sono anni che la cerchi invano,
la trovi prigioniera in una tomba,
nel braccio trenta, all’ombra del Verano.(1)
Se la risposta che soffia nel vento
sono anni che la cerchi invano,
la trovi prigioniera in una tomba,
nel braccio trenta, all’ombra del Verano.
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Inverno Nucleare