[1970]
Parole e musica / Lyrics and music / Paroles et musique / Sanat ja sävel: Claudio Bernieri
Album / Albumit :
Yu Kung, Canzoni di lotta e di protesta
Musicassetta autoprodotta s.d. [1971]
-
Yu Kung, Pietre della mia gente
L'Orchestra, OLP 10002 [1975]
-
Banda Bassotti, Avanzo de cantiere
Gridalo Forte Records, GFR 009 [1995]
- Feccia Rossa, Sempre Contro
Dischi del Culo, 001, 2001
No, no, no, non si può più dormire / La luna è rossa, è rossa di violenza…è il famoso ritornello di quella che è probabilmente la più conosciuta e la migliore canzone dedicata alla strage di Piazza Fontana. Canzone che tuttora accompagna tante e tante manifestazioni, “sparata” dai furgoni in testa ai cortei nella versione della
Banda Bassotti (
Avanzo de cantiere, 1995):
Tant’è che, specie per i più giovani, questa è una canzone della Banda Bassotti, e va bene così perché è stata la Banda Bassotti che la ha “rimessa in circolo” e autenticamente popolarizzata, in versione
combat-ska (con una lieve modifica testuale) ed eseguita tutt’oggi spesso dal vivo. Ma la canzone ha un’origine molto più “antica”. E’ stata scritta alla fine del 1970 dal milanese Claudio Bernieri, allora poco più che ventenne, per un gruppo di strumentisti-cantanti denominatisi
Yu Kung, prendendo il nome dalla leggenda di Yu Kung che rimosse le montagne, contenuta nel
Lieh Tzu, o “
Libro del vuoto perfetto”, un testo taoista scritto da Lie Yukou, o Lie Zi, attorno al 200/300 d.C. La canzone scritta da Claudio Bernieri fu inserita in un introvabile musicassetta autoprodotta, priva di data ma quasi certamente del 1971. Fu in seguito inserita nel primo vero e proprio album in studio degli Yu Kung,
Pietre della mia gente, pubblicato da L’Orchestra (OLP 10002) nel 1975.

Claudio Bernieri
Claudio Bernieri ha avuto una carriera (ed una vita) che definire multiforme è riduttivo. Scrittore e compositore di canzoni militanti (come
La ballata di Valpreda del 1972), ha pubblicato anche un LP insieme a
Nicola Arigliano. E’ stato giornalista e inviato di guerra, scrittore, reporter, albergatore, autore e regista televisivo. Senz’altro,
Piazza Fontana è e resta la sua canzone più famosa. Nel 1995, come detto, viene rilanciata dalla Banda Bassotti, che modificano il titolo in “Luna rossa” riprendendolo dal ritornello e che cantano la versione con il verso finale: “La classe operaia continua la sua lotta”. In questo modo, il titolo viene curiosamente a coincidere, e a confondersi, con quello di una nota canzone napoletana (
Luna rossa, De Crescenzo-Vian, 1950). La versione originale (che qui viene accolta) prevede il verso finale “La classe operaia lo aspetterà armata”; lo testimonia anche il fatto che “armata” fa rima con “barricata” del verso precedente, mentre “lotta” rompe la rima. Si tratta di una modifica dovuta alla Banda Bassotti, che forse hanno preferito non fare riferimenti alla lotta armata. La medesima versione viene eseguita dal gruppo argentino punk rock
The Argies, che “la ha conosciuta e la utilizza nel proprio repertorio, cantando il testo italiano con forti inflessioni spagnole, traducendo alcune parole e strofe nel proprio idioma” (Volta-Schirone,
op. cit. p.107). Il “finale armato” viene mantenuto da gruppi meno conosciuti come i
Feccia Rossa (
Sempre contro, 2001). [RV 29-6-2026].
Il pomeriggio del dodici dicembre
In piazza del Duomo c'è l'abete illuminato [1]
Ma in via del Corso [2] non ci sono le luci,
Per l'autunno caldo il comune le ha levate.
In piazza Fontana il traffico è animato,
C'è il mercatino degli agricoltori,
Sull'autobus a Milano in poche ore,
La testa nel bavero del cappotto alzato.
Bisogna fare tutto molto in fretta
Perché la banca chiude gli sportelli,
Dio, come tutto vola così in fretta
Risparmi e gente, tutto così in fretta.
No, no, no, non si può più dormire,
La luna è rossa, è rossa di violenza,
Bisogna piangere insonni
[3] per capire
Che l'ultima giustizia borghese si è spenta.
[4]
Scende dicembre sopra la sera,
Sopra la gente che parla di Natale,
"Se questa vita avrà un futuro
Metterò casa, potrà anche andare."
Dice la gente che in piazza Fontana
Forse è scoppiata una caldaia,
Là nella piazza sedici morti,
Li benediva un cardinale.
No, no, no, non si può più dormire,
La luna è rossa, è rossa di violenza,
Bisogna piangere insonni per capire
Che l'ultima giustizia borghese si è spenta.
Notti di sangue e di terrore
Scendono a valle sul mio paese,
Chi pagherà le vittime innocenti?
Chi darà vita a Pinelli il ferroviere?
Ieri ho sognato il mio padrone
A una riunione confidenziale,
Si son levati tutti il cappello
Prima di fare questo macello. [5]
No, no, no, non si può più dormire,
La luna è rossa, è rossa di violenza,
Bisogna piangere insonni per capire
Che l'ultima giustizia borghese si è spenta.
Sulla montagna dei martiri nostri
Canto giurando su Gramsci e Matteotti,
Sull'operaio caduto in cantiere,
Su tutti i compagni in carcere sepolti.
Come un vecchio discende il fascismo,
Succhia la vita ad ogni gioventù,
Non sentite il grido sulla barricata?
La classe operaia lo aspetterà armata. [6]
No, no, no, non si può più dormire,
La luna è rossa, è rossa di violenza,
Bisogna piangere insonni per capire
Che l'ultima giustizia borghese si è spenta.
No, no, no, non si può più dormire,
La luna è rossa, è rossa di violenza,
Bisogna piangere insonni per capire
Che l'ultima giustizia borghese si è spenta.
Parole e musica / Lyrics and music / Paroles et musique / Sanat ja sävel: Claudio Bernieri
Album / Albumit : Yu Kung, Canzoni di lotta e di protesta
Musicassetta autoprodotta s.d. [1971]
- Yu Kung, Pietre della mia gente
L'Orchestra, OLP 10002 [1975]
- Banda Bassotti, Avanzo de cantiere
Gridalo Forte Records, GFR 009 [1995]
- Feccia Rossa, Sempre Contro
Dischi del Culo, 001, 2001
No, no, no, non si può più dormire / La luna è rossa, è rossa di violenza…è il famoso ritornello di quella che è probabilmente la più conosciuta e la migliore canzone dedicata alla strage di Piazza Fontana. Canzone che tuttora accompagna tante e tante manifestazioni, “sparata” dai furgoni in testa ai cortei nella versione della Banda Bassotti (Avanzo de cantiere, 1995):
Tant’è che, specie per i più giovani, questa è una canzone della Banda Bassotti, e va bene così perché è stata la Banda Bassotti che la ha “rimessa in circolo” e autenticamente popolarizzata, in versione combat-ska (con una lieve modifica testuale) ed eseguita tutt’oggi spesso dal vivo. Ma la canzone ha un’origine molto più “antica”. E’ stata scritta alla fine del 1970 dal milanese Claudio Bernieri, allora poco più che ventenne, per un gruppo di strumentisti-cantanti denominatisi Yu Kung, prendendo il nome dalla leggenda di Yu Kung che rimosse le montagne, contenuta nel Lieh Tzu, o “Libro del vuoto perfetto”, un testo taoista scritto da Lie Yukou, o Lie Zi, attorno al 200/300 d.C. La canzone scritta da Claudio Bernieri fu inserita in un introvabile musicassetta autoprodotta, priva di data ma quasi certamente del 1971. Fu in seguito inserita nel primo vero e proprio album in studio degli Yu Kung, Pietre della mia gente, pubblicato da L’Orchestra (OLP 10002) nel 1975.