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Attorno a quella sedia

Fabio Bello
Lingua: Italiano


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Una nota cronologica solo per chiarire il senso di una strofa:
la canzone nasce di getto a novembre 1984 leggendo un minuscolo trafiletto sul giornale che segnalava senza pathos un'esecuzione capitale negli States corredandola dell'annuncio che il giorno dopo sarebbe toccato anche a una donna, "fatto che non accadava da anni".

La canzone in origine aveva due strofe in più a cui il tempo non ha reso giustizia e sono state perciò messe da parte.

Nei concerti dell'epoca la dedicammo spesso a Bruce Cockburn, ispiratore musicale e di denuncia ed impegno civile.
L'America è una grande terra,
L'America è al di là del mare.
Patria di moltitudini,
Persone come me e te.
L'America ha un posto per tutti
E ogni tanto leggi
Che ha ancora sedie in uso.

Certo è meglio che morire in silenzio
E noi sappiamo quanto spesso accade;
Purtroppo sempre conosciamo
Dove e come e mai perché.
Qui almeno una voce si può alzare,
Può ponderare il sì,
Può tentare di urlare forte no.

Ma intanto una sedia si è accesa,
Una siringa si è svuotata;
Una donna domani aspetta
Il medesimo destino:
Sarà la prima in tanti anni,
Che differenza fa?
Ditemi un po' che differenza fa.

Hanno ucciso? Sembra sicuro,
Hanno ammesso, ma qualcuno no:
Chissà se il bene comune
sarà meglio tutelato...
Ormai la leva è abbassata,
La luce si è diffusa:
Il silenzio di chi assiste è ormai un rito.

Fuori - ci crederesti mai? -
La vita continua:
Solo questo ci può dare
Il coraggio di cantare.
Miliardi di voci faran sì
Che la vita continui per tutti,
Che la vita continui davvero per tutti?

inviata da Fabio Bello - 8/4/2009 - 17:09


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