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E parrez Langonned

Alan Stivell


Lingua: Bretone


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(Alan Stivell)


[1974]
Da una ballata tradizionale bretone
Dall'album "E Langonned" (A Langonnet)

elangonned


Una delle più note canzoni tradizionali bretoni, (re)interpretata da Alan Stivell nell’album “quasi” omonimo, "E Langonned". Anche la canzone originale era incentrata sulla lunghezza e sulla durezza del servizio militare, ma Stivell ne diede una versione del tutto particolare da lui preparata. Durante il primo concerto italiano di Alan Stivell, tenuto a Pavia nel 1976 (grazie a Gio' per avermene inviato una rarissima registrazione di fortuna), lo stesso Stivell così introduceva la canzone:

"Et maintenant une chanson traditionnelle, dans laquelle on disait qu'il fallait faire son service militaire avant de penser aux filles...et là j'ai changé la chanson en disant que les filles de Langonnet devaient être félicitées si elles cocufiaient les garçons qui partaient à l'armée."

("E ora una canzone tradizionale, nella quale si diceva che bisognava fare il servizio militare prima di pensare alle ragazze...io ho cambiato la canzone dicendo che le ragazze di Langonnet dovevano essere congratulate se cornificavano i ragazzi che partivano per il militare.")

Ho ripreso il testo della canzone trascritto all'ascolto (e la relativa traduzione francese) dalla seguente pagina.(RV)
Kenavo ma zad, ma mamm
Kenavo mignoned
Kenavo deoc'h tud yaouank
Eus parrez Langonned

Ne oa ket roet din ar choaz
Dav oa din partiel
Kaset oan war ar mor bras
Kuitaet ma Breizh-Izel

Me oa-me gwall glac'haret
'Vont d'ober ma servij
Lesket 'moa e Langonned
Fleurenn ma yaouankiz

Lesket 'moa e ti he mamm
Ma mestrezig karet
Kaset oan d'an Oriant
Ha du-se oan gwisket

Berv e oa ma daoulagad
An ael oa uhel
Barzh an neñv e oa stered
Daole din sklerijenn

Ma vijen bet e skolioù
'M bije skrivet ul lizher
'Vit kontañ ma holl boanioù
Ha ma brasañ mizer

Fin oa bet ar beajoù
Erru oan me amzer
Digoue'et oan en-dro er vro
Echu oa ma c'hoñje

An eostig save d'al lein
Ha gane melodi
Kavet din ma Breizh-Izel
Erru oan 'barzh ma zi

Kentañ hin' am boa kavet
Oa 'vatezhig vihan
Ha ganti 'm boa goulennet
E-menn 'mañ 'r plac'h yaouank

'Mañ-hi du-se 'barzh ar sal vras
E-touez ar yaouankiz
Sonerien ouzh he gortoz
'Vit monet d'an iliz

En ur glevet kement-all
Me oa chomet souezhet
'C'haloupat da benn kêr all
Du-se em boa gwelet

Klevet 'peus, kamaraded
Setu aze 'n avis
Ma fell deoc'h bezañ touellet
Kit d'ober ho servij

Ha bezet gourc'hemennet
C'hwi holl merc'hed yaouank
'Mañ doganet ar baotred
'Vont da servij Bro-Frañs.

inviata da Riccardo Venturi




Lingua: Francese

Versione francese, da
questa pagina
(Alla stessa pagina si trova anche lo spartito musicale della canzone).
[DANS LA PAROISSE DE LANGONNET]

Au revoir, mon père, ma mère
Au revoir mes amis
Au revoir à vous, jeunes gens
De la paroisse de Langonnet

On ne m'a pas donné le choix
Il m'a fallu partir
On m'a envoyé sur l'océan
Quittée ma Bretagne

J'avais beaucoup de chagrin
En allant faire mon service
J'avais laissé à Langonnet
La fleur de ma jeunesse

J'avais laissé chez sa mère
Ma petite amie adorée
On m'a envoyé à Lorient
Et là on m'a mis l'habit

Mes yeux étaient brûlants
L'ange était haut
Dans le ciel il y avait des étoiles
Qui me jettaient leur clarté

Si j'avais été à l'école
J'aurais écrit une lettre
Pour raconter toutes mes peines
Et ma plus grande misère

Les voyages ont pris fin
Mon temps était arrivé
J'étais de retour au pays
Mon service terminé

Le rossignol s'élevait
Et chantait une mélodie
Retrouvée ma Bretagne
J'était arrivé dans ma maison

La première que j'ai vue
C'était la petite servante
Et je lui ai demandé
De prévenir ma jeune fille

"Elle est là-bas, dans la grande salle
Avec la jeunesse
Des musiciens l'attendent
Pour aller à l'église"

En entendant cela
Je suis resté stupéfait
J'ai couru à l'autre bout du village
Et là-bas je l'ai vue

Vous avez entendu, camarades
Voici un avis :
Si vous voulez être trompés
Allez faire votre service

Et soyez félicitées
Vous toutes, jeunes filles,
De faire cocus les garçons
Qui vont servir la France.

inviata da Riccardo Venturi - 19/5/2005 - 17:12




Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi (2003):
NELLA PARROCCHIA DI LANGONNET

Arrivederci, babbo e mamma,
arrivederci, amici
e arrivederci a voi, ragazzi
della parrocchia di Langonnet.

Non mi è stata data scelta,
sono dovuto partire.
Mi hanno mandato per l’oceano
una volta lasciata la mia Bretagna.

Avevo molta pena
andando a fare il militare,
avevo lasciato a Langonnet
il fiore della mia giovinezza

Avevo lasciato da sua madre
la mia amata fidanzata,
mi hanno mandato a Lorient
e lì mi hanno messo la divisa

I miei occhi ardevano,
l’angelo stava lassù in alto,
nel cielo c’erano delle stelle
che mi gettavano il loro chiarore

Se fossi andato a scuola
avrei scritto una lettera
per raccontare tutte le mie pene
e la mia più grande miseria

I viaggi hanno avuto fine,
il mio tempo era terminato
e sono tornato al paese
dopo finito il servizio

L’usignolo si levava
e cantava una melodia,
ritrovata la Bretagna
ero arrivato a casa.

La prima che ho visto
era la servetta,
e le ho domandato
di avvertire la mia ragazza

"È là nella grande sala
con tutta la gioventù,
dei suonatori la aspettano
per andare in chiesa."

Quando ho sentito questo
sono rimasto stupefatto,
son corso all’altro capo del paese
e là l’ho vista

Avete capito, compagni
e vi do un avvertimento:
se volete essere traditi
andate a fare il militare

E vi faccio i complimenti
a tutte voi, ragazze
che fate cornuti i ragazzi
che vanno a servire la Francia.

Secondo l'articolo sulla lingua bretone di fr.wikipedia, particolarmente completo, proprio nel comune di Langonned (Langonnet), che si trova nel dipartimento del Morbihan (56), vicino a Gourin, sarebbe deceduta nel 2002 l'ultima persona che parlava esclusivamente il bretone. Si tratterebbe di una donna molto anziana, la sig.ra Bourdonnay, che sapeva dire qualche parola e presentarsi o salutare in francese, ma che per il resto non era assolutamente capace di esprimersi che in bretone. La vogliamo qui immaginare darsi la mano, da qualche parte, con Dolly Pentreath (l'ultima parlante nativa del cornico, morta nel 1777 a 100 anni di età), con Tuone Udaina (l'ultimo parlante nativo del dalmatico, morto nel 1898 sull'isola di Veglia/Krk) e con Ned Maddrell (l'ultimo parlante del manx, morto nel 1974). Che almeno il bretone possa essere salvato, seppure da parlanti oramai totalmente bilingui.

dabeplech

Riccardo Venturi - 28/10/2007 - 14:35



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