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Anni di frontiera

Nomadi


Lingua: Italiano


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"Una storia da raccontare" 1998

unastoria
Sguardi all'orizzonte, per vedere dov'è il futuro,
noi restiamo qua sul fronte, a difenderci a muso duro,
leggendo negli sguardi, tutti i segni che lascia il tempo,
è il tempo che fa il potere, non arrenderti al presentimento.

Calma sarà la notte, perché quieto sarà il domani,
un equilibrio falso che spezzeremo con le mani,
qui non esiste tempo, per la rassegnazione,
qui c'è un fuoco che brucia dentro, tieni alta l'attenzione,

in questi anni di frontiera, per riprenderci le piazze,
questa vita ancora intera, calpestata ma non affossata,
anni di frontiera, per alzare in alto una bandiera,
anni di frontiera, per salvare il sogno di chi spera.

E questo cuore in fiamme, questa voglia di costruire,
proprio dove il sole brucia, dov'è forte la pressione,
incendierà i miei sogni darà fiato al mio stupore,
e brucerà le gole, di chi ha sete di potere,

non ci sarà l'estate, se non viene primavera,
su queste rovine, oltre questi anni di frontiera,
dietro alle urla che non riesci, nemmeno più ad ascoltare,
in queste mani che ora stringono, terra da riconquistare,

anni di frontiera... per riprenderci le piazze,
questa vita ancora intera, calpestata ma non affossata,
anni di frontiera, per alzare in alto una bandiera,
anni di frontiera, per salvare il sogno di chi spera...

Questi anni di frontiera, per riprenderci le piazze,
questa vita ancora intera, calpestata ma non affossata,
anni di frontiera, per alzare in alto una bandiera,
anni di frontiera, per salvare il sogno di chi spera...

inviata da Luca 'The River' - 26/9/2008 - 01:39


Beh, definirla 'pressoché sconosciuta' mi pare un azzardo: fa parte di un album molto importante della loro storia post-Augusto. 'Una storia da Raccontare' è conosciuto e diffuso, e così tutti i pezzi ivi contenuti.
che non venga proposta di frequente ai concerti me ne dispiace, perché merita assai, ma ciò non significa che sia 'sconosciuta' o pressoché tale.
Spero che la propongano un pò di più, con maggiore frequenza nelle loro esibizioni dal vivo. Ha un messaggio bellissimo da trasmettere, quello contro il potere, che personalmente considero una vera perversione della mente. Diffondere l'idea, vera, della pericolosità del potere, è quanto di più utile possa farsi in questo tempo di idolatria della potenza e della falsa virilità.
Basti pensare anche al sempre più intenso diffondersi delle ideologie di estrema destra, falsamente virili e che esibiscono i 'segni del potere', fatto di violenza e sopraffazione.

Alessandro Carènzan - 27/7/2013 - 11:39



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