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Ignazio Jouer

Fiorello


Lingua: Italiano


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L'ormai celeberrimo "nuovo inno delle forze armate" a firma di Fiorello nella veste del neo(fascista) ministro della difesa Ignazio La Russa, che intanto propone l'Estate Ragazzi nelle caserme... a quando il ritorno del "Sabato fascista"?

Fiorello La Russa

Sulle note del tormentone tormentoso Gioca Jouer di Claudio Cecchetto (1981) - Si veda articolo dal Dimenticatoio

giocajouer
One, two, three, four, five, six, seven, eight!
Bombardare
Cingolato
Autoblindo
Napalm
Marciare
Anfibio
Mitragliatore
Torpediniere
Macho
Peli nel petto
Ascella sudata
Acquaragia
Mutande Ragno
Alabarda
Mennen
Superignazio!
Ok ragazzi ora cerchiamo di farlo più da uomo
Ricordatevi di mettervi sempre le Mutande Ragno
Cotone fuori Lana di vetro sulla pelle!
E gli anfibi vanno messi senza calze a callo vivo!! In marcia!! Ignazio Jouer!
Paracarro
Filo Spinato
Mitragliatore
Olio di Ricino
Benzina Agricola
Manganello
Mototrebbia
Pigiama Mimetico
Macho
Cotenna di maiale
Sugna sui capelli
Giugulare
Pennello Cinghiale
Piramidone
Prestigiacomo
Digiamolo, anzi, digetevelo: Superignazio!
Ok ragazzi, ora ancora più da uomo!!
i peli del petto si strappano ogni due battute
Se riuscirete a farlo, d’ora in poi
sarete dei veri uomini proprio come me
e sarete dei veri seguaci di… Ignazio Jouer!
Digiamolo, anzi, digetevelo: Ignazio Jouer!
Sono Ignazio
Ho fame di Comunisti
Fassino dove sei che ti mangio come un grissino
Bertinotti dove sei?
E dov’è l’unico comunista con un nome da uomo, Veltroni?!?

inviata da Alessandro - 5/6/2008 - 14:39


Bisogna dire che un'idea abbastanza simile (con tanto di "vomito", "stanfelle", "superman", "saltare", "sangue", "piangere", "intestini", "mine", "bersaglio") l'aveva avuta Daniele Sepe, che però era riuscito a metterci dentro anche Strawinsky. La canzone si chiama "L'Uccello di fuoco" dall'album "Anime Candide" e andrebbe probabilmente trascritta!

Scrive a proposito lo stesso Daniele Sepe:

"L'uccello di fuoco" è un pezzo che sta fra James Bond e eumir Deodato, ma che il testo trascina verso la demenzialità di quel Gioca jouer che qualcuno ricorderà. erano gli anni ottanta, e con gioia e allegria Craxi e Pomicino ci trascinavano verso un debito pubblico da catastrofe e verso l' impegno militare della "potenza industriale" italiana. Dove siamo arrivati lo vediamo mo. Il brano è basato su quattro battute de "la danza infernale di Re Katshei" tratta da l' omonimo balletto di Stravinski, di cui vi consiglio la versione diretta da E. Ansemet., mentre l' intro è tratta da "Le chant de Rossignol", sempre di Stravinski, di cui vi consiglio la versione diretta da P. Boulez. In coda il buon Bush ci reppa il discorsetto che ci fece, sull' Iraq, con il faccione del Berlusca, sempre sorridente anche quando non c' è niente da ridere, a fare da sfondo per le telecamere.

Lorenzo Masetti - 7/6/2008 - 14:15


Mi accorgo ora che la canzone di Daniele Sepe è già sul sito ma con il titolo One Leg Dance.

Lorenzo - 8/6/2008 - 13:57


Ebbravo Ignazio Jouer che celebra i fascisti di Salò "chedifeserolapatria"!

Già, i legionari della "Nembo" che insieme agli occupanti tedeschi, nel febbraio del 1944, a Nettuno, si opposero inutilmente all'avanzata delle truppe anglo-americane...

Ma quale "difesadellapatria"?!?

Quattro fascisti assassini che scelsero di stare con Hitler, mentre in mezza Europa decine di migliaia di giovani imbracciavano le armi contro i nazifascisti!!!

'fanculo La Russa!
Tu e tutti i tuoi camerati del governo siete i fascisti di merda di sempre!

Alessandro - 9/9/2008 - 08:51


Per una volta sono mosso in solidarietà verso Ignazio Jouer...
Ministro della Repubblica, si è presentato giustamente in borghese allo scambio di consegne tra la Julia e la Folgore in Afghanistan... E i "Folgorati", al solito tronfi della loro retorica patriottarda, l'hanno subito bacchettato per l'abbigliamento - a loro dire - non rispettoso e non consono all'evento...

la russa folgorati


Queste le piccate parole scritte e spedite dal generale Lenzi a La Russa:

"[...] La sua camicia azzurrina sportivamente slacciata, ed il suo scuro maglioncino a 'v' (oltre ai pantaloni troppo abbondantemente ricadenti sui talloni), certamente appropriati per presenziare ad una cerimonia di scambio di gagliardetti fra bocciofile, non hanno conferito, all'evento in fieri, quell'importanza ch'esso si proponeva di raffigurare [...].

Lo sventolio del nostro amato tricolore, ai venti delle terre straniere, lontano dagli affetti e dal caldo tepore della madre patria, costituisce profondo motivo per indurre gli animi di 'noi' militari a patire ogni contingente asprezza e tener alto il senso del dovere e dell'onore. Ed è per onorare quel vessillo che il caporal maggiore Gaetano Tuccillo, da lei accolto al suo rientro in patria avvolto in un identico tricolore, ha donato la sua vita all'Italia [...]

"Ed è per onorare quel vessillo (che, purtroppo, elevati ed inqualificabili esponenti di fede politica contigua alla sua userebbero per nettarsi [il riferimento è ai leghisti, ndr]...) che la prego di voler conferire, alle cerimonie militari cui parteciperà, quell'austerità, anche formale, che, nelle polveri afghane, ella ha involontariamente offuscato".
(fonte: La Repubblica del 5 agosto 2011)

Cazzo, come si permette 'sto Folgorato?

MASSIMA SOLIDARIETA' AL COMPAGNO LA RUSSA INGIUSTAMENTE AGGREDITO DA 'STI FASCISTI IN DIVISA!!!

Bartleby - 5/8/2011 - 11:59


Le cose che contano
dal blog di un nostro collaboratore ;)

laruzza


In questo paese siamo davvero impareggiabili nell'individuare le cose che contano davvero; quindi, per favore, che la si smetta una buona volta di parlare di crisi, di manovre affamatrici, di contributi di solidarietà e persino (come è avvenuto non più tardi di ieri) di ulteriori sacrifici che l' "Unione Europea" ci richiederebbe a breve. Chiedersi quanti di codesti sacrifici potrebbero essere non dico evitati, ma perlomeno mitigati se non dovessimo far fronte alle eroiche missioni di pace costantemente rifinanziate, oramai è del tutto fuori moda. Indifferente. Sospetto che qualcuno oramai pensi che le truppe italiane sono lì a fare la guerra (sapete, quella cosa ripudiata con il famoso articolo 11 della Costiquelcheccostituzione) perlomeno dal 1948; ogni tanto torna la baretta tricolore, arriva Napolitano, la prima cosa che fanno i giornalisti è scrutare sui profili Facebook del caduto, le giovani mogli costantemente incinte, i figlioletti ai funerali col basco della Folgore e a nessuno, ma dico proprio a nessuno, non gliene frega più niente. Bisognerebbe, invece, fregarsene parecchio. Ci stanno levando tutto, non so se qualcuno se n'è accorto. Ad esempio, ve li ricordate i trasporti pubblici? Ve li ricordate i salari? I treni? Vi ricordate di tutto questo, e sapete perché ora non c'è più? Vi ricordate quando al figlio o allo zingaro si diceva, ma vai a lavorare! Dove andrebbe, ora, a lavorare? Bene, in compenso decine e decine di milioni di euro debbono andare a sostenere la guerra al terrorismo. Quella delle commemorazioni degli undicisettembri. Guai a toccare l'esportazione della democrazia, anche se come spedizionieri funzionano meglio quelli al valico di Fernetti; non mi risulta, ad esempio, che abbiano mai esportato un fulgido democratico come Karzai.

Ma si diceva delle cose che contano davvero. Ce le ricorda, ancora una volta, l'impavido guerriero che risponde al nome di Ignazio La Russa. Come dubitarne? L'onore d'Italia è nelle sue mani, e lui lo difende con i mezzi che più sono consoni alla gravità del momento. Forse per un tacito accordo, ai caduti ci pensa Napolitano; lui, invece, si occupa delle cose che più premono agl'italiani. Tra le quali, la proposta juventina di escludere l'Inter dalla Champions' League. Mi immagino quanta virile e ferma commozione nell'accogliere la cassa da morto d'un caduto in Afghanistan rivestita finalmente con la bandiera interista, mentre la giovane moglie incinta sventola un'immagine di Moratti e al figlioletto hanno ficcato in testa il basco degli Ultras Nerazzurri o come cazzo si chiameranno. Con quale fervore il ministro La Russa si scaglia contro il giovane Agnelli, dandogli del bugiardo e propabilmente figurandoselo come un nemico della democrazia e fors'anche come uno dei dodicimila luogotenenti di Osama bin Laden. C'è da capirlo: il 29 ottobre si avvicina. Sarà una data decisiva per l'Italia in questo suo terribile frangente economico, politico e sociale: il giorno di Juventus-Inter. Il cuore del paese trepiderà. Verrà finalmente revocato lo scudetto all'Inter e riassegnato alla Juventus? Non oso immaginare se, proprio quel giorno, un mercenario italiano cadesse dalle parti di Herat, magari mentre La Russa è allo stadio. Telefonata: "Oh ministro, ci abbiamo un caduto in Af...." "Sì...Af...affanculo a lui, e non poteva aspettare domani? Chiama Napolitano, ché tanto il Napoli ci ha il posticipo!".

CCG/AWS Staff - 13/9/2011 - 12:14



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