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Il bersagliere ha cento penne

anonimo


Lingua: Italiano


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Trasformazione partigiana di un canto della tradizione militare.

Un fenomeno piuttosto rilevante del nostro patrimonio musicale è l'adattamento di canzoni militari, soprattutto alpine, da parte dei gruppi partigiani. Le musiche che ieri avevano cantato le imprese di guerra, oggi cantano la lotta per la liberazione. Questo motivo, ispirato appunto a un vecchio canto alpino, nacque tra i partigiani operanti sulle montagne liguri nel 1944; è però presente in tutte le regioni dove si svolse la Resistenza. Caso interessante tra i canti derivati da canzoni militari, il cui "spirito" è per lo più semplicemente tradotto nel linguaggio della vicenda partigiana, qui c'è la affermazione della superiorità del partigiano sugli altri soldati, quelli regolari, che non hanno scelto la loro vita; il partigiano è povero, non ha penne sul berretto, ma combatte per la libertà.
(note al disco Questa seta che filiamo di Daisy Lumini e Beppe Chierici)
Il bersagliere ha cento penne
e l'alpino ne ha una sola,
il partigiano ne ha nessuna
e sta sui monti a guerreggiar.

Là sui monti vien giù la neve,
la bufera dell'inverno,
ma se venisse anche l'inferno
il partigiano riman lassù.

Quando viene la notte scura
tutti dormono alla pieve,
ma camminando sopra la neve
il partigiano scende in azion.

Quando poi ferito cade
non piangetelo dentro al cuore,
perché se libero un uomo muore
che cosa importa di morir.

inviata da Riccardo Venturi



Lingua: Italiano

Una versione delle Fiamme Verdi comincia con queste parole:
Il fascista ha cento insegne
ma il ribelle ne ha una sola
ha la fiamma color verde
su c'è scritto: libertà

1/5/2005 - 10:17


non vedo citata una esecuzione, quindi vorrei aggiungere:

Canti della Resistenza

del Gruppo Folk Italiano di Paolo Castagnino "Saetta"


che riporta il brano col titolo "Il Partigiano", ne indica come provenienza un distaccamento della divisione garibaldina "Cichero" (entroterra di Chiavari) e nella seconda strofa recita:

Quando scende la notte scura
tutti dormono laggiù alla pieve
ma camminando sotto la neve
il partigian scende in azion

P.S. la cover del disco LP 33 giri è questa
http://digiphotostatic.libero.it/gianfranco.robiglio/med/5141e5f41b_8222320_med.jpg

gianfranco - 26/10/2014 - 17:38


Una versione delle Fiamme Verdi dice:

Il fascista ha cento insegne / Ma il ribelle ne ha una sola,
Ha la fiamma color verde / Su c'è scritto "Libertà".
Poi la vita si fa dura / Nel tormento dell'inverno,
Ma se venisse anche l'inferno / Il ribelle sta lassù.
Quando vien la notte buia / Tutti dormon nella pieve
Ma con la faccia nella neve / Il ribelle sta a vegliar.
E se un giorno combattendo / Cade a terra come un fior
Egli sa perche si muore / Non gl'importa di morir.
Verrà poi la primavera / Scenderemo in fondovalle,
E col mitra sulle spalle / Scacceremo l'invasor.
Verrà poi la primavera, / Scenderemo giù dai monti,
Coi fascisti faremo i conti / Ammazzeremo il traditor.
Verrà poi un altro inverno / Torneremo al Mortirolo
Con bottiglie di Barolo / E la vacca da mangiar”.

testo trovato in un opuscolo della 28° Brigata Garibaldi "Oreste" dedicato ai canti partigiani

gianfranco - 28/10/2014 - 20:37


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