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Gesù caro fratello

Claudio Baglioni


Lingua: Italiano (Laziale Romanesco)

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E' disponibile il video del brano-prototipo "Gesù è mio fratello", cantato da Mia Martini nel 1971:


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dall'album "Solo" del 1977
Baglioni Solo

Dalle Crociate (ed ancor prima) fino all'attuale vergognoso pasticcio iracheno, è sempre stato un vizio ricorrente di papi, imperatori, re, presidenti e statisti assortiti quello di far leva sul sentimento religioso delle masse per far digerire loro l'ennesima guerra, colorandola di significati e valori che la guerra non ha mai avuto nè potrà mai avere.

Questo Gesù Cristo "cor vestito de jeans/cor fucile/o cor nome tuo pe' ammazza' la gente", cantato in dialetto romanesco da Claudio Baglioni, ne è una vivida esemplificazione.

Il brano è contenuto nell'album "Solo", del 1977, settimo album del cantautore romano (ma primo suo disco totalmente alieno dalle facili sirene del pop commerciale, veramente maturo e compiuto dal primo all'ultimo brano), ove si parla pochissimo d'amore e molto di solitudini umane, le più varie, espresse da una galleria di ritratti che comprendono - oltre a questo solitario Cristo attualizzato, sfruttato e dolente - anche altri personaggi, talora noti (Yuri Gagarin in orbita) ma per lo più totalmente anonimi (un campione di basket sul viale del tramonto; una spogliarellista inaridita; un taxista di Rio de Janeiro, una giovane operaia all'uscita della fabbrica ...).

La canzone era stata previamente incisa - ma in italiano, non in romanesco, con un testo in più punti profondamente diverso e con il titolo "Gesù è mio fratello" - da Mia Martini nel suo concept album "Oltre la collina" (RCA, 1971, ristampato dalla BMG Ricordi su CD nel 2002), metà delle cui canzoni, compresa questa, furono composte proprio da Baglioni - allora ventenne - assieme ad Antonio Coggio quale coautore delle musiche.

Tanto per la versione incisa da Mia Martini quanto per quella incisa da Claudio Baglioni compare nei credits fra gli autori, oltre a quest'ultimo ed a Coggio, un tale "Oremus".
Non è ben chiaro chi si nasconda dietro a questo misterioso pseudonimo, e le tesi più disparate si sono sprecate, negli anni, fra coloro che seguono Baglioni.
L'ipotesi più diffusa fra costoro lo individua in un non meglio identificato prete di nome Luigi, attualmente residente nel napoletano ed autore di molte "canzoni di chiesa" in senso stretto.
Alquanto elusiva al riguardo è stata la risposta data - in un'occasione risalente a qualche anno fa - da Baglioni a tale interrogativo:

D. Chi è in realtà Oremus, co autore di " Gesù caro fratello " ?
R. Anche se mi rendo conto che può sembrare strano, la verità è che non ho mai saputo chi fosse. Probabilmente un giornalista. Il fatto è che quel pezzo è una di quelle canzoni a " compartimenti stagni " nelle quali il compositore e l'autore del testo lavorano in maniera del tutto autonoma e ciascuno si occupa esclusivamente del proprio ruolo. Non è una prassi così insolita. Anzi. Ci sono coppie di nomi assai illustri, sia a livello nazionale che internazionale, che rappresentano esempi di questo modo di lavorare. A pensarci bene sono i cosidetti " cantautori " che fanno eccezione.
Gesù caro fratello
venduto pe' ricordino
vicino ar Colosseo o de fianco ar Presidente
cor vestito de jeans, cor fucile
o cor nome tuo pe' ammazzà la gente...

Gesù caro fratello mio
che t'hanno fatto
t'hanno sbattuto addosso a 'na croce e poi
dimenticato
e tu eri certo troppo bono...
t'hanno detto de sta' 'n cielo
assetato de vita affamato d'amore
quante vorte hai pianto solo solo
però
t'avemo aspettato
t'avemo cercato
t'avemo chiamato
t'avemo voluto
t'avemo creduto
e avemo trovato te, ritrovato te

Ne l'occhi de chi spera
ne le rughe de chi invecchia
ne le domeniche de festa
e ner tegame de chi è solo
ne le strade de chi beve
nei sorrisi de chi è matto
ne le manine de chi nasce
e nei ginocchi de chi sta a prega'.

Ne le canzoni popolari
e ne la fame de chi cià fame
e fu
come riavecce la vista dopo mille anni
fu
come scopri' più in la nella boscaja folta
er sentiero perduto
er sentiero perduto

Fu
come quanno la pioggia
tutt'a 'n tratto d'estate ritorna alla terra
fu
come 'n giorno de pace
primo giorno de pace, finita la guerra
fu
come quanno fa buio
e s'accenne la luce - e s'accenne la luce

Gesù caro fratello ritrovato
restace accanto pe' sempre
e cantamo 'nsieme, cantamo 'nsieme
la gioia d'esse vivi
e cantamo le tue immense parole
ama er prossimo tuo come te stesso
e cantamo le tue immense parole
ama er prossimo tuo come te stesso
e cantamo le tue immense parole
ama er prossimo tuo come te stesso
e cantamo le tue immense parole
ama er prossimo tuo come te stesso...

inviata da Alberta Beccaro - Venezia - 21/1/2008 - 14:00




Lingua: Italiano

Questa è la versione "originaria", incisa nel 1971 da Mia Martini, nella quale, peraltro, la valenza antibellica è ben più stemperata che non nella versione romanesca incisa sei anni dopo da Claudio Baglioni.
GESU' E' MIO FRATELLO (1971)

Gesù, ci dissero un giorno
che eri morto, morto per sempre
insieme a Dio, tuo padre
che governa i cieli e il tempo.
Eri morto, ci dissero i padri
morto come muore ogni mito sulla terra

Così fu il vuoto intorno a noi e dentro noi
Fu come quando il vento impazzisce e tutto spazza via
Soli restammo chiusi
tra la noia e la paura
aggrappati a paradisi artificiali trovati
in una stanza di luce nera, e così
così
ti abbiamo perduto
ti abbiamo aspettato
ti abbiamo cercato
ti abbiamo aspettato
ti abbiamo cercato
e abbiamo trovato te, ritrovato te
nell’occhio delle stelle
nel sapore del mattino
fra l’erba tenera dei prati
e nel dolore di chi soffre
nel sorriso di chi ama
nella fame di chi ha fame
nelle canzoni popolari
e nella musica di Bach

E nei sospiri di un amore
e nei colori dell’arcobaleno.

E fu
come riavere la vista
dopo mille anni
fu
come scoprire là
nella boscaglia folta
il sentiero perduto
il sentiero perduto

Fu come quando la pioggia
in un giorno d’estate ritorna alla terra
fu come un giorno di pace
primo giorno di pace, finita la guerra
Fu risalire dal buio
e trovare la luce
e trovare la luce
Gesù, caro fratello ritrovato
restami accanto per sempre
e cantiamo insieme
cantiamo insieme
la gioia d’esser vivi.
E cantiamo le tue immense parole
ama il prossimo tuo come te stesso
E cantiamo le tue immense parole
ama il prossimo tuo come te stesso
E cantiamo le tue immense parole
ama il prossimo tuo come te stesso
E cantiamo le tue immense parole
ama il prossimo tuo come te stesso
E cantiamo le tue immense parole
ama il prossimo tuo come te stesso
E cantiamo le tue immense parole
ama il prossimo tuo come te stesso

inviata da Alberta Beccaro - Venezia - 21/1/2008 - 14:17




Lingua: Spagnolo

La canzone "Gesù caro fratello" è stata incisa - così come l'intero album "Solo" - anche in lingua spagnola da Claudio Baglioni, sempre nel 1977:

http://www.soloclaudio.com/solo-lpspain77.htm

Il testo della traduzione ufficiale in castigliano è stato curato da Carlos Ramón-Amart, e lo si può rinvenire nel sito spagnolo non ufficiale SoloClaudio

http://www.soloclaudio.com/solo77-letras.htm#15
JESÚS, QUERIDO HERMANO (1977)

Jesús, querido hermano
vendido como recuerdo
cercano al Coliseo
o cercano al Presidente.
Con vestido de jeans con fusiles
o en el nombre tuyo atacando a la gente.

Jesús, querido hermano mío,
di qué te han hecho.
Te han golpeado, clavado a una cruz
y luego te olvidaron.
Y tú eres demasiado bueno
y te hicieron ir al cielo
sediento de vida y hambriento de amor
cuántas veces lloras solo, solo.

Pero...te hemos rogado,
te hemos buscado,
te hemos llamado,
te hemos querido,
te hemos creído
y hemos pensado en ti, soñado en ti.

Y en los ojos del que espera,
en los gritos del que sufre,
en la alegría de la fiesta,
en el puchero del más solo.

En las calles del que bebe,
en la risa del más loco,
en las manitas del que nace
y en las rodillas del que va a rezar.

En las canciones populares
y hasta en el hambre del hambriento.

Fue
recuperar ya a la vista
tras de muchos años.

Fue
como encontrar allá
en el boscaje espeso...

el sendero perdido.
El sendero perdido.

Fue como cuando la lluvia
tras de un largo estiaje retorna a la tierra.
Fue como un día de paz
como un día de paz terminada la guerra.
Fue como cuando está oscuro
y se encienden las luces.

Se encienden las luces.
Jesús, querido hermano reencontrado
quédate cerca por siempre.
Y cantemos juntos, cantemos juntos
la gloria de estar vivos.

Y cantemos con tu inmensa palabra:
Ama al prójimo tuyo como a ti mismo...

inviata da Alberta Beccaro - Venezia - 21/1/2008 - 14:34


Ecco un'intensa interpretazione di "Jesùs querido hermano" offerta dall'artista argentina Marilina Ross, che nella sua carriera ha inciso su disco - e cantato dal vivo - diverse cover di pezzi di Claudio Baglioni in lingua spagnola risalenti agli anni '70:




E' possibile notare come il testo spagnolo, in questa versione cantata dalla Ross, differisca dal testo curato da Carlos Ramòn Amart presente in CCG.

La cosa non è infrequente per la cantante argentina, che ha spesso amato personalizzare le sue cover, ri-traducendosi i brani per conto proprio, a volte con un pizzico di libertà in eccesso.

Tuttavia è pur vero che spesso (anche se non è il caso di "Jesùs querido hermano", uguale nelle versioni RCA tanto spagnola quanto sudamericana), gli stessi adattatori dei testi di Baglioni dall'italiano allo spagnolo erano diversi - per scelta della sua casa discografica RCA - a seconda che l'incisione fosse destinata al mercato iberico ovvero a quello sudamericano.
Di vari brani anni '70 baglioniani, insomma, esistono addirittura due diverse versioni spagnole ufficiali ... più quelle "ufficiose" di Marilina Ross!

Il traduttore ufficiale della massima parte dei brani anni '70 di Baglioni per il mercato sudamericano (al suo attivo ha infatti, in tutto, 35 adattamenti) fu l'argentino Nicolàs Amato , curiosamente ritrovato dal cantautore romano in tale veste dopo che, tra il 1964 ed il 1966, Amato era stato il suo maestro di canto e di musica, abitando egli - all'epoca - a Roma.

Alberta Beccaro - Venezia - 21/2/2008 - 23:12


Ho scoperto che Oremus in realttà è un parroco, quello del mio paesino!

gc - 16/6/2011 - 23:19



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