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Tamburino del reggimento

Gino Latilla
Langue: italien


Gino Latilla

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[1953]
Autore: Deani
Gino Latilla - Doppio Quintetto Vocale - Giorgio Consolini
Dal Festival di Sanremo del 1953

Un poker di vecchie glorie della canzone italiana: da sinistra, Gino Latilla, la moglie Carla Boni, Nilla Pizzi e Giorgio Consolini.
Un poker di vecchie glorie della canzone italiana: da sinistra, Gino Latilla, la moglie Carla Boni, Nilla Pizzi e Giorgio Consolini.


Il Festival di Sanremo del 1953 vide una curiosa novità: la "doppia esecuzione" delle canzoni. che furono cantate nelle stessa sera da due interpreti diversi. Le due Orchestre con i relativi cantanti si alternano in un primo momento, nell'esecuzione delle 10 canzoni per poi ripeterle scambiandosi i motivi. La prima orchestra aveva un'impostazione melodica, la seconda più raffinata, meno popolare, evidenziava il genere jazz.

A Gino Latilla, allora all'apice della popolarità, toccò lo scambio con il "Doppio Quintetto Vocale" e con un altro famoso artista di quei tempi, il bolognese Giorgio Consolini; e lo scambio avvenne con due canzoni di ambiente militare, la celeberrima Vecchio Scarpone e questa "Tamburino del reggimento" che stasera ci è stata spedita da un anonimo contributore. Ma sì, mettiamoci anche lei; il tamburino del reggimento, "medaglia d'oro che nessuno ricorda più" e che incita all'assalto riporta più atmosfere da I guerra mondiale, che della II allora appena passata. Forse non sarebbe neppure una "canzone contro la guerra", ma è anche bene ripensare a quanti tamburini di quanti reggimenti siano effettivamente partiti senza ritorno. Anche una canzonetta sanremese come questa può servire a ricordarcelo.

Per la cronaca, il festival del '53 fu vinto dalla moglie di Gino Latilla, Carla Boni.[RV]
Tamburino del reggimento,
che suonavi alle cinque in punto
rataplan... rataplan...
tu guidavi il plotone in testa
tra la folla ch'era entusiasta...
rataplan... rataplan...
Il plotone cantava, appresso:
la biondona t'aspetta... ma...
se stasera non hai il permesso,
la Violetta la va... la va... ".

Se stasera non hai il permesso,
la Violetta la va... la va...

Tamburino del reggimento,
più non suoni alle cinque in punto:
rataplan... rataplan...
Più non vieni alla gran parata,
più la folla non ti saluta...
rataplan... rataplan...
Per le strade della frontiera
il tuo rullo s'allontanò
e una piccola vivandiera
con un bacio ti salutò...

E una piccola vivandiera
con un bacio ti salutò

Sei caduto col reggimento,
ma, nell'aria, risuona un canto:
rataplan... rataplan...
Tamburino, nei nostri sogni,
tu ritorni coi tuoi compagni...
rataplan... rataplan...
All'assalto incitasti loro
e, con loro, cadesti, tu,
Tamburino, medaglia d'oro
che nessuno ricorda più...

Tamburino, medaglia d'oro
che nessuno ricorda più...

Tamburino del reggimento...
Tamburino dove sei, tu?

8/12/2007 - 19:57


Fa un certo effetto riascoltare una canzone dopo almeno 55 anni. Tanto tempo è trascorso, da quando, da bambino, sentivo Nilla Pizzi cantare questo brano. Papà aveva comprato la radio da poco, e per me ascoltare la radio era un'emozione non da poco... Altri tempi, altra Italia! Migliore, peggiore? Sinceramente non saprei giudicare con certezza ed obbiettività! Posso solo dire che ogni epoca ha in sé del bello e del brutto: certo, fra la pace e la guerra non può esserci nessun paragone; ma non bisogna mai demonizzare nessun'epoca , nessun momento dell'umano divenire.

Francesco MAFRICA - 25/7/2013 - 16:28


Una bellissima canzone, sostanzialmente atemporale. La presenza di una vivandiera fa pensare alle guerre dell'800 (già nella prima guerra mondiale non esistevano più le vivandiere, se non nell'esercito francese).

Emanuele - 19/10/2016 - 21:53




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