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Signor Presidente

Talco


Lingua: Italiano


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2004
Tutti Assolti

Talco

"In occasione di un’intervista ad un giornalista dell’Economist, a una domanda su dittatori come Saddam Hussein e Mussolini, Berlusconi rispose che non era la stessa cosa perché Mussolini non aveva mai ucciso nessuno e mandava le persone in vacanza sul confino. Questo è il terreno su cui si muove la società italiana che dimentica troppo velocemente le atrocità della storia. In memoria dei pertigiani che combatterono per scacciare il fascismo e il nazismo lasciando una terra libera alle generazioni successive, ora, ancora una volta infangate dalla vergognosa ignoranza e intolleranza che ci governa."
Signor Presidente
Ho pianto notti morte d'illusione
Sorde inermi ed effimere grida
Negli anni armati della repressione
Ma un aprile cadeva imminente
Sulla fiamma dell'orda meschina
Non dimentichi Presidente
La terra libera su cui cammina

Ho visto signor Presidente
La sua memoria è volata via
Risucchiando il soffio della storia
Sulle ali nere della nostalgia
Il passato è un vento di terrore
Tra l'oblio e la viltà si avvicina
Tra vecchi sogni di razza e nazione
Sopra il vuoto in cui lei ora cammina

Tuonava la belva squadrista
Foraggiata dal suo dittatore
Contro il fuoco della resistenza
Dai rigurgiti dell'invasore
Vil pregava la bianca vergogna
Contro il fiore della libertà
Gli occhi chiusi di nera menzogna
Nel silenzio la sua immunità

Marcia ancora il vecchio padrone
Cieco d'odio per le città
Striscia infame sulla memoria
Dell'eroe morto per l'ideal

Il nemico è alle porte
Freddo il cuore alla vista
Ma il passato è la morte
Di un futuro senza verità

Odo ancor Presidente
Quel tuo grido fascista
Il vento fischia più forte
Scarpe rotte e pur bisogna ardir
A conquistare l'orizzonte rosso del nostro avvenir

inviata da Marcia - 23/11/2007 - 11:45



Lingua: Francese

Versione francese di Keskonsmär Parici
MONSIEUR LE PRÉSIDENT

Monsieur le président
J'ai pleuré des nuits mortes d'illusions
Cris sourds impuissants et éphémères
Dans les années armées de la répression
Mais un jour d'avril la chute est devenue imminente
Sur la flamme de la horde mesquine
N'oubliez pas président
La terre libre que vous piétinez

J'ai vu, monsieur le président
Votre mémoire s'est envolée
En engloutissant le souffle de l'Histoire
Sur les ailes noires de la nostalgie
Le passé est un vent de terreur
Dans l'oubli et la lâcheté se rapprochent
De vieux rêves de race et de nation
Au dessus du vide que vous piétinez

Elle tonnait la brute milicienne
Affourragée par son dictateur
Contre le feu de la résistance
Dans les renvois de l'envahisseur
La honte blanche priait
Contre la fleur de la liberté
Les yeux clos par de noirs mensonges
Dans le silence, pour son immunité

Il marche encore le vieux patron
Aveuglé par la haine, parmi les cités
Foulant au pied de manière infâme la mémoire
Des héros morts pour l'idéal

L'ennemi est à la porte
Glaçant le cœur à la vue
Mais le passé est la mort
D'un futur sans vérité

J'entends encore président
Votre fameux cri fasciste
Le vent souffle plus fort
Chaussures trouées, il nous faut de l'audace
Pour conquérir le rouge horizon de notre avenir.

inviata da Keskonsmär Parici - 16/11/2015 - 19:35


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