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Muss es sein? Es muss sein!

Léo Ferré


Lingua: Francese

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musicanellestrademillelirePer capire che cosa questa canzone di Léo –questo suo grido di libertà- abbia a che fare con i campi, lascio la parola a Kundera (che si fa interprete di Nietzsche), Agamben e Kafka.

L'ultimo movimento dell'ultimo quartetto di Beethoven è scritto su due motivi: Muss es sein? (deve essere?). Es muss sein! (deve essere!). Perché il senso delle sue parole fosse del tutto chiaro, Beethoven scrisse in testa all'ultimo movimento le parole: Der schwer gefasste Entschluss: la risoluzione presa con difficoltà, la grave risoluzione. La grave risoluzione è unita alla voce del destino (Es muss sein); pesantezza necessità e valore sono tre concetti intimamente collegati: solo ciò che è necessario è pesante, solo ciò che pesa ha valore. L'idea dell'eterno ritorno accomuna Nietzsche all'eroe beethoveniano: la grandezza di un uomo risiede nel fatto che egli porta sulle spalle il suo destino come Atlante portava sulle spalle la volta celeste.
(Milan Kundera)

Anche rispetto a questo, Auschwitz segna una rottura decisiva. Immaginiamo di ripetete l'esperimento che nella Gaia Scienza Nietzsche propone sotto la rubrica Il peso più grande. Che, cioè, "un giorno o una notte" un demone strisci accanto al superstite e gli chieda: "Vuoi tu che Auschwitz ritorni ancora una volta e ancora innumerevoli volte, che ogni particolare, ogni istante, ogni minimo evento del campo si ripetano in eterno, facciano incessantemente ritorno nella stessa precisa sequenza in cui avvennero? Vuoi tu questo ancora una volta e in eterno?" La semplice riformulazione dell'esperimento è sufficiente a confutarlo al di là di ogni dubbio, a renderlo per sempre improponibile.
Questo fallimento dell'etica del Novecento di fronte a Auschwitz non dipende, tuttavia, dal fatto che ciò che là è avvenuto sia troppo atroce perché qualcuno possa mai volerne la ripetizione, amarlo come un destino. Nell'esperimento nietzschiano, l'orrore era scontato in partenza, tanto che il suo primo effetto sull'ascoltatore è, appunto, di fargli "digrignare i denti e maledire il demone che così ha parlato". Nemmeno si può dire che il fiasco della lezione di Zarathustra implichi la pura e semplice restaurazione della morale del risentimento (…) Tuttavia, l'impossibilità di volere che Auschwitz ritorni in eterno ha, per lui (Primo Levi), un'altra e diversa radice, che implica una nuova, inaudita consistenza ontologica dell'accaduto. Non si può volere che Auschwitz ritorni in eterno, perché, in verità, esso non ha mai cessato di avvenire, si sta già sempre ripetendo.(…) Il problema etico ha qui mutato radicalmente forma: non si tratta più di vincere lo spirito di vendetta per assumere il passato, per volere che esso torni in eterno. E nemmeno di tener fermo l'inaccettabile attraverso il risentimento. Ciò che ci sta ora davanti è un essere al di là dell'accettazione e del rifiuto, dell'eterno passato e dell'eterno presente – un evento che eternamente ritorna, ma che, proprio per questo, è assolutamente, eternamente inassumibile. Al di là del bene e del male non sta l'innocenza del divenire, ma una vergogna non solo senza colpa, ma, per così dire, senza più tempo.
(Giorgio Agamben)

"Come un cane!"m disse, era come se la vergogna dovesse sopravvivergli.
(Franz Kafka)

Dal libretto de La musica nelle strade! de Les Anarchistes.
La Musique... La Musique...
Où elle était la Musique ?

Dans les salons lustrés aux lustres vénérés ?
Dans les concerts secrets aux secrets crinolines ?
Dans les temps reculés aux reculs empaffés ?
Dans les palais conquis aux conquêtes câlines ?

C'est là qu'elle se pâme c'est là qu'elle se terre la Musique...
Nous c'est dans la rue qu'on la veut la Musique !
Et elle y viendra !
Et nous l'aurons la Musique !

MUSS ES SEIN ? ES MUSS SEIN !

Depuis voilà bientôt trente ans
Depuis voilà bientôt dix jours
Depuis voilà bientôt ta gorge
Depuis voilà bientôt ta source
Depuis que je traîne ma course
Au creux des nuits comme un forçat
A patibuler mon écorce

MUSS ES SEIN ? ES MUSS SEIN !

Je suis un arbre non daté
Depuis que je bois à ma porte
Et que de l'enfer tu m'apportes
De quoi trancher sur l'avenir
Depuis que rien ne se dévore
A part les ombres sur le mur
Depuis que tu me sers encore
La défaite sur canapé

MUSS ES SEIN ? ES MUSS SEIN !

Une araignée m'a dit " bonsoir "
Elle se traînait au crépuscule
Depuis que mon âme bascule
Vers des pays plus mécaniques
Depuis que gavé de musique
Je vais porter ma gueule ailleurs
Une araignée m'a dit " d'ailleurs
Le tout c'est d'avoir la pratique "

MUSS ES SEIN ? ES MUSS SEIN !

Ludwig ! Ludwig ! T'es sourdingue ?
Ludwig la Joie Ludwig la Paix
Ludwig ! L'orthographe c'est con !
Et puis c'est d'un très haut panache
Et ton vin rouge a fait des taches
Sur ta portée des contrebasses
Ludwig ! Réponds ! T'es sourdingue ma parole !

MUSS ES SEIN ? ES MUSS SEIN !
Cela doit-il être ? Cela est !

La Musique... La Musique...
Où est-elle aujourd'hui ?
La Musique se meurt Madame !
Penses-tu ! La Musique ?

Tu la trouves à Polytechnique
Entre deux équations, ma chère !
Avec Boulez dans sa boutique
Un ministre à la boutonnière

Dans la rue la Musique !
Music ? in the street !
La Musica ? nelle strade !
Beethoven strasse !

MUSS ES SEIN ? ES MUSS SEIN !
Cela doit-il être ? Cela est !

inviata da Riccardo Venturi - 1/8/2007 - 16:27



Lingua: Italiano

La versione italiana de Les Anarchistes, ad opera di Guido Armellini (si veda l'introduzione per il video YouTube).

musicinthestreet


Les Anarchistes sono stati tre giorni dentro il carcere di Volterra - il famoso Maschio di Volterra - per registrare assieme agli attori detenuti della Fortezza di Armando Punzo le parti recitative di Muss es sein? Es muss sein!, grido di libertà di Léo Ferré.
MUSS ES SEIN? ES MUSS SEIN!

La Musica...La Musica...
Dov'era la musica?

Nei salotti lustrati da servi venerati
Nei concerti segreti dai segreti merletti
Nei templi invecchiati da ricordi sfottuti

È là che appassisce la Musica, è là che abortisce la Musica...

Noi...nelle strade la vogliamo la Musica

E ci verrà
E l'avremo la Musica

MUSS ES SEIN? ES MUSS SEIN!
Così dev'essere? Così è!

Ecco ormai da trent'anni
Eccomi ormai da dieci giorni
Eccomi ormai dalla tua gola
Eccomi ormai dalla tua fonte
Da quando tiro la mia corsa
Ergastolano nella notte
A patibolare la mia scorza

MUSS ES SEIN? ES MUSS SEIN!
Così dev'essere? Così è!

Sono un albero senza età
Da quando bevo sulla mia porta
E dall'inverno tu mi porti
Di che troncare l'avvenire
Da quando nulla si divora
Tranne le ombre sopra il muro
Da quando tu mi servi ancora
La disfatta sul sofà

MUSS ES SEIN? ES MUSS SEIN!
Così dev'essere? Così è!

Un ragno mi ha detto "buonasera"
Si trascinava nel crepuscolo
Da quando l'anima mi pencola
Verso paesi più meccanici
Da quando ingozzato di musica
Porto il mio grugno per il mondo
Un ragno m'ha detto "In fondo
Quel che conta è aver la pratica"

MUSS ES SEIN? ES MUSS SEIN!
Così dev'essere? Così è!

Ludwig! Ludwig! Sei sordo?
Ludwig la Gioia Ludwig la Pace
Ludwig! L'ortografia è stronza
E poi è carica di superbia
Ed il tuo vino rosso macchia
Il rigo dei tuoi contrabbassi
Ludwig! Rispondi! Sei sordo per Dio!

MUSS ES SEIN? ES MUSS SEIN!

La Musica...La Musica...
Dov'è oggi la Musica?

La Musica muore, Signora!

Credi davvero?

La Musica la trovi al Politecnico
Tra due equazioni, mia cara!
Con Boulez nel suo negozio
Ed un ministro all'occhiello

MUSS ES SEIN? ES MUSS SEIN!

Nelle strade, la Musica!
Music? In the street!

Dans la rue la Musique!
Nous l'aurons!

BEETHOVEN STRASSE
MUSS ES SEIN? ES MUSS SEIN!

COSI' DEV'ESSERE? COSI' E'!

inviata da Riccardo Venturi - 1/8/2007 - 17:03


Questa canzone non c'entra nulla con il pacifismo (di certo non è nemmeno guerrafondaia). Il tentativo di ricollegarla a Kundera è un sofismo; per giunta comicamente goffo. Milan Kundera scrive "L'insostenibile leggerezza dell'essere" nell'85; la canzone invece è datata 1975, dieci anni prima, tondi tondi, difficile credere se ne sia ispirato. Nietzsche poi lasciamolo in pace, ha già subito troppe interpretazioni tendenziose. Poverino, l'unica sua colpa, in fondo, è l'aver scritto in uno stile poco schietto, facile preda per i presuntuosi che gli vogliano far dire ciò che desiderano. L'unico e vero senso della canzone è apolitico: il desiderio, che si DEVE avverare, che la musica (quella colta, non le spice-girls), torni a beneficio di tutti, nelle strade. Cita l'es muss sein beethoveniano, a favore e come modello di questo.

"Nei salotti lustrati da servi venerati/ Nei concerti segreti dai segreti merletti/ Nei templi invecchiati da ricordi fottuti/ È là che appassisce la Musica, è là che abortisce la Musica.../Noi...nelle strade la vogliamo la Musica/ E ci verrà!/ E l'avremo la Musica/ MUSS ES SEIN? ES MUSS SEIN!/ Così dev'essere? Così è!".

Tutto il resto sono cretinerie PSEUDO colte.

Giovanni Pianca - 25/3/2011 - 21:51


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