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The Night They Drove Old Dixie Down

The Band


Lingua: Inglese


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(1969)

Words and music by Robbie Robertson
dall'album "The Band"
Cantata dal batterista Levon Helm

LA CADUTA DEL VECCHIO SUD

Dalla parte sbagliata?
Anche questa famosissima canzone andrebbe aggiunta alla categoria, che mai si farà, delle "grandi dimenticanze nelle CCG". Se è stata dimenticata è forse perché è una canzone che racconta la guerra facendo parlare la "parte sbagliata". O forse la parte che è unanimemente bollata come sbagliata, solo perché ha perso.

confederation flagLa canzone, singolarmente scritta dal canadese Robbie Robertson, racconta la caduta del Sud nella guerra civile americana, vista dalla parte dei sudisti. Una canzone dalla parte dei sudisti? Scritta nel 1969? molto strano. Per gran parte dei giovani statunitensi negli anni '60 il Sud era identificato inevitabilmente come la parte conservatrice, razzista e retrograda nella storia della Guerra Civile. Non era forse "per liberare gli schiavi" che l'Unione aveva combattuto la guerra, aiutata dai cannoni che si costruivano a Youngstown?

"Il Sud risorgerà"
Il Nord era civile è democratico, il Sud aristocratico e razzista. Una contrapposizione del resto che non s'era spenta a distanza di cent'anni. Gli assassinii di Kennedy a Dallas, di Martin Luther King a Memphis, le croci del Ku Klux Klan erano lì a dimostrarlo. A tutt'oggi l'accento del sud è deliberatamente bandito dai programmi usati per insegnare l'American English agli stranieri o dalla lettura dei notiziari in radio e televisioni. D'altra parte nel Sud il risentimento è ancora presente, tanto che Robbie Robertson dichiarò che l'idea di scrivere la canzone venne da un suo viaggio nel profondo sud, in South Carolina:

Arrivai da Toronto nel delta del Mississippi e... mi piaceva il modo di parlare della gente, il modo di muoversi. Mi piaceva stare in un posto dove il ritmo si poteva sentire nell'aria. Ho pensato: "Non c'è da stupirsi che il rock'n'roll sia stato inventato qui. Tutto è così musicale... e dovevo entrare in questo mondo, come uno straniero freddo, freddo in senso letterale, dal Canada... e proprio perché non davo nulla per scontato, mi è venuto di scrivere la canzone.
Questi vecchi dicevano "Sì, ma non ti preoccupare Robbie. Un giorno o l'altro il Sud risorgerà.".
Non ho pensato che fosse uno scherzo. Ho pensato che fosse davvero commovente.
(Robbie Robertson in un'intervista radiofonica nel 1988. L'aneddoto è ripetuto nel video 'Classic Albums' dove la citazione sul sud è attribuita al padre del batterista Levon Helm, che veniva dall'Arkansas)


Dunque nel 1969, la canzone avrebbe potuto sembrare reazionaria. Ma Robertson aveva una buona conoscenza storica dalla sua parte che conferiva alla canzone una dimensione contro la guerra molto contemporanea, grazie versi memorabili che si potevano immediatamente applicare al Vietnam.

Nobili ideali o interessi economici?
In definitiva il messaggio della canzone, al di là delle interpretazioni storiografiche, è molto semplice: nelle guerre non c'è una parte giusta. Anche se i vincitori scrivono inevitabilmente nella storia i crimini degli sconfitti, sorvolando sui propri, in realtà ognuno ha una sua verità, la sua personale esperienza, che non può essere cancellata. Ed è ovvio che queste esperienze siano del tutto simili dai due lati del fronte: morte, fame, distruzione.

Questo non vuol dire negare ogni torto e parificare tutti i combattenti, ponendo sullo stesso piano ad esempio partigiani e repubblichini come vorrebbero alcuni neofascisti di casa nostra. Nel caso della guerra civile americana, comunque, le "nobili ragioni" sbandierate dai nordisti a proposito della schiavitù erano assai relative. Certo, la schiavitù fu abolita dopo la vittoria del Nord, ma la segregazione razziale resse a livello legislativo fino agli anni '60 del secolo successivo mentre a livello sostanziale non si può dire che sia stata definitivamente superata neanche oggi. I motivi scatenanti della guerra, da una parte e dall'altra, erano, come spesso accade, sostanzialmente gli interessi economici, come ben spiegato su Wikipedia:

Si scontrarono in questo frangente due opposti interessi, non solo legati a questioni di moralità ma anche facenti capo a due sistemi diversi di produzione: quello dei grandi proprietari terrieri che usava forza lavoro ridotta in schiavitù; quello dei piccoli agricoltori che impiegava una forza lavoro di tipo familiare ed in parte salariata. È evidente che il primo sistema di produzione è largamente competitivo nei confronti del secondo e per tanto quest'ultimo non può accettare l'arrivo nei nuovi territori annessi all'unione di gruppi produttivi favorevoli all'uso e incremento della schiavitù. Ecco che allora l'acquisizione di nuovi territori ad occidente fino alle sponde dell'Oceano Pacifico rese inevitabile per i nuovi colonizzatori atteggiamenti diversi a secondo che provenissero dal Nord libero o dal Sud schiavista. Ognuno cercò di portare e legittimare il proprio sistema economico. Nei territori dell'ex Louisiana e nei territori conquistati al Messico la forte presenza di sudisti tese a legittimare lo schiavismo e l'arrivo di coloni provenienti dagli stati liberi portò a scontri violenti come quello verificatosi in Kansas, anticipando di qualche anno il conflitto tra Nord e Sud.

Il Nord, inoltre, era protezionista, volto verso un mercato interno ed animato dall'egualitarismo; il Sud da parte sua era liberoscambista, orientato verso l'Europa per le sue esportazioni di materie prime (cotone, tessili), mosso da uno spirito di tradizione.


Primavera 1865: la resa della Confederazione
Nel maggio 1865 ormai era tutto perduto per il Sud, Richmond (la capitale della Virginia e, durante la secessione, la capitale della Confederazione) era caduta il 2 aprile dopo un assedio durato dieci mesi, e il blocco dei rifornimenti aveva fatto passare ai sudisti un lungo inverno di fame e privazioni "nell'inverno del '65 eravamo affamati, vivi per miracolo". Il 9 aprile Robert E. Lee firmò la resa. Il 10 maggio l'ex presidente sudista Jefferson Davis venne catturato vicino a Irwinville in Georgia. Era veramente la fine. Restavano solo macerie.

Richmond, maggio 1865
Richmond, maggio 1865


Il dopoguerra
Il protagonista che parla in prima persona, Virgil Caine, è un veterano sudista che ha combattuto difendendo la ferrovia che portava i rifornimenti a Petersburg, dove l'esercito della Confederazione stava mantenendo la linea di difesa per proteggere Richmond. La ferrovia venne distrutta dalle truppe nordiste del generale Stoneman, decretando così la sconfitta del Sud. Nella guerra ha visto morire il fratello, ucciso da uno yankee.

robert e lee 1864Quando ritorna a casa nel Tennessee, la moglie lo chiama per vedere passare il generale Robert E. Lee. Dopo la guerra Lee, impegnato nella riconciliazione, era ancora un idolo nel sud e viaggiò negli stati dell'ex Confederazione cercando di promuovere un'amnistia per gli ex soldati sudisti.
Nella sua famosa versione, Joan Baez, aggiunge un articolo davanti al nome del generale "there goes the Robert E. Lee!", intendendo così la nave a vapore che navigava sul Mississippi. Qualcuno ha insinuato che Joan Baez abbia cambiato il testo per renderlo più politically correct, tuttavia lei stessa ha dichiarato di aver imparato la canzone all'ascolto, senza mai averne letto il testo e da questo deriverebbero vari suoi fraintendimenti. Anche 'Stoneman's cavalry' (la cavalleria di Stoneman) diventa nella versione della Baez 'so much cavalry' e addirittura "By May the 10th Richmond had fell" è diventato "I took the train to Richmond that fell", affermazione poco plausibile visto che la ferrovia era stata distrutta...
Quando ha ricantato la canzone successivamente, tuttavia, anche Joan Baez si è attenuta al testo originale di Robertson.

Dixie, la storia di un nome
Dixie è un nome popolare per designare gli stati che formarono la Confederazione durante la guerra di secessione, dal 1861 al 1865. Secondo due autorevoli dizionari l'origine del nome è sconosciuta. Per l'Encyclopaedia Britannica la parola deriva dalle banconote emesse dalla Bank of New Orleans prima del 1860. La banconota da dieci dollari era da un lato scritta anche in francese, "dix", e per questo i biglietti da dieci venivano chiamati "dixies". Così New Orleans venne soprannominata dixie-land, successivamente il nome venne esteso alla Louisiana e poi all'intero Sud.

Diciott'anni, fiero ed impavido
Ma tornando alla canzone, la strofa che più significativamente descrive la guerra è quella dedicata alla morte del fratello del protagonista, "diciott'anni, fiero e impavido / ma uno yankee l'ha spedito nella tomba". Se "my brother above me" significa "mio fratello maggiore" (e non "mio fratello in paradiso", come vuole un'altra interpretazione), vuol dire che Virgil aveva meno di diciotto anni al tempo della guerra. Nel 1864 il parlamento della Confederazione istituì la leva obbligatoria per tutti gli uomini dai 17 a 50 anni. Un altro punto di contatto con il Vietnam, dove l'età media dei morti e dei feriti era 19 anni.

È stato detto che l'impatto del film Via col vento, con la sua descrizione degli orrori materiali ed emotivi della guerra, fu un fattore determinante nel rimandare l'ingresso degli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale. L'arte popolare può cambiare la politica e quindi la Storia. Questa canzone, con la sua descrizione degli orrori di una guerra lontana nel tempo, si situa nello stesso territorio.

(Lorenzo Masetti)

Riferimenti
Tutto l'articolo è una rielaborazione (in parte una traduzione letterale) delle informazioni tratte dalla completissima pagina di Peter Viney dedicata alla canzone, The Night They Drove Old Dixie Down (revisited), ma si veda anche l'articolo di wikipedia inglese.
Virgil Caine is the name, and I served on the Danville train,
Til Stoneman's cavalry came and tore up the tracks again.
In the winter of '65, we were hungry, just barely alive.
By May the tenth, Richmond had fell, it's a time I remember, oh so well,

The night they drove old Dixie down, and the bells were ringing,
The night they drove old Dixie down, and the people were singin'.
They went
La, la, la, la, la, la, la, la, la, la, la, la, la, la,

Back with my wife in Tennessee, when one day she called to me,
"Virgil, quick, come see, there goes Robert E. Lee!"
Now I don't mind choppin' wood, and I don't care if the money's no good.
Ya take what ya need and ya leave the rest,
But they should never have taken the very best.

The night they drove old Dixie down, and the bells were ringing,
The night they drove old Dixie down, and the people were singin'.
They went
La, la, la, la, la, la, la, la, la, la, la, la, la, la,

Like my father before me, I will work the land,
Like my brother above me, who took a rebel stand.
He was just eighteen, proud and brave,
But a Yankee laid him in his grave,
I swear by the mud below my feet,
You can't raise a Cain back up when he's in defeat.

The night they drove old Dixie down, and the bells were ringing,
The night they drove old Dixie down, and the people were singin'.
They went
La, la, la, la, la, la, la, la, la, la, la, la, la, la,

inviata da Lorenzo Masetti - 20/7/2007 - 00:20




Lingua: Italiano

Versione italiana di Lorenzo Masetti
LA NOTTE CHE MISERO IN GINOCCHIO IL VECCHIO SUD

Virgil Caine è il mio nome, e ho prestato servizio sul treno di Danville
Fino a quando la cavalleria di Stoneman non è arrivata a distruggere di nuovo i binari
Nell'inverno del '65 eravamo affamati, vivi per miracolo
Il dieci di maggio Richmond era ormai caduta, è un momento che ricordo così bene

La notte che misero in ginocchio il vecchio sud, e le campane suonavano
La notte che misero in ginocchio il vecchio sud, e la gente cantava
e cantava
La, la, la, la, la, la, la, la, la, la, la, la, la, la,

Ero tornato nel Tennessee con mia moglie, quando un giorno lei mi chiama
"Virgil, presto, vieni a vedere, sta passando Robert E. Lee!"
Adesso non mi interessa di spaccare legna, e me ne frego se questo denaro non vale niente
Prendete pure quel che vi serve e lasciate il resto,
Ma non avrebbero mai dovuto portarsi via ciò che avevamo di più caro.

La notte che misero in ginocchio il vecchio sud, e le campane suonavano
La notte che misero in ginocchio il vecchio sud, e la gente cantava
e cantava
La, la, la, la, la, la, la, la, la, la, la, la, la, la,

Come mio padre prima di me, lavorerò anch'io la terra
Come mio fratello sopra di me, che ha scelto di essere un ribelle.
Aveva solo diciott'anni, fiero e impavido,
ma uno yankee l'ha mandato sottoterra,
E giuro su questo fango sotto ai miei piedi
Non puoi far resuscitare un Caino (*) quando l'hai sconfitto

La notte che misero in ginocchio il vecchio sud, e le campane suonavano
La notte che misero in ginocchio il vecchio sud, e la gente cantava
e cantava
La, la, la, la, la, la, la, la, la, la, la, la, la, la,
NOTA: CAINE, CAINO (E ABELE?)

* Nell'originale c'è un evidente gioco di parole tra Cain (Caino) ed il nome del personaggio (Caine). Inoltre il riferimento a Caino simboleggia il fatto che la guerra di secessione fu una guerra fratricida. Probabilmente il Sud, in quanto "cattivo", viene identificato con Caino, ma questa volta è Abele che uccide Caino... Singolare.

20/7/2007 - 16:14




Lingua: Spagnolo

Versione spagnola di Gustavo Sierra Fernandez

a Levon Helm (1940-2012)

Levon Helm with drums

“The night they drove old Dixie down” es una canción emblemática de la banda The Band. Robbie Robertson estuvo en los Estados del sur, y quedó impresionado por el dicho “nos levantaremos de nuevo” (we’ll raise again), percibiendo una cierta mezcla de orgullo y tristeza que quiso plasmar de alguna manera.

Y así escribió el relato sobre un soldado confederado en los últimos días de la guerra de Secesión estadounidense, que enfrentó a los Estados norteños, la Unión, bajo el gobierno de Abraham Lincoln, contra los Estados sureños, la Confederación, gobernador por Jefferson Davis. Ésta es una historia compleja que nunca se ha explicado demasiado bien, ni siquiera en los Estados Unidos –¿recordáis cuando en Los Simpson Apu se examina para obtener la ciudadanía y al intentar explicar las numerosas causas de la guerra, el examinador le dice “Diga sólo esclavitud”-, y se tiende a reducir a la causa de la liberación de los esclavos… ¡Eh! Pero que nadie entienda esto como un apoyo a la confederación ni, y mucho menos, al esclavismo: lo único que digo es que el racismo no sólo existía (existe aún, por desgracia) en el sur –algo que repatea un poco a los sureños, a los buenos sureños-, y además que muchos de los gobernantes “abolicionistas” del norte, mientras hablaban en esas fechas de la igualdad del hombre, tenían tierras en el sur que no eran trabajadas precisamente por mano de obra libre y remunerada… Las causas de una guerra siempre suelen ser económicas.

Dejando esto de lado, la canción fue escrita por Robbie Robertson, pero cantada por el batería Levon Helm (1940-2012) –a quien dedicamos esta entrada por su fallecimiento-, que era un auténtico sureño. De hecho, como explica Robertson, corrigió parte de la letra inicial de Robertson, como fue una línea que nombraba a Lincoln y la esclavitud, porque aquello no iba a gustar en el sur; Helm le explicó la política de aquellos tiempos y así Robertson consiguió hacer una letra sobre la guerra civil estadounidense bastante aséptica, sin buenos ni malos: algo así como ya indiqué el otro día, que también los alabamienses Lynyrd Skynyrd tenían parte de razón en enfadarse con su admirado Neil Young al hablar de Alabama, pues es de suponer que a los buenos sureños les molesta mucho que se les siga relacionando con el esclavismo y con la mentalidad retrógrada, la cual no conoce situaciones geográficas ni fronteras. Y, por cierto, una gran película para desmitificar la “santidad” de los Estados norteños es Gangs of New York, en donde podéis ver que operaban los mismo cánones para reclutar a la gente que en la vieja Europa. Hago mío lo que dijo un amigo, citando al Capitán Trueno: “Ni todos los moros son malos, ni todos los cristianos buenos”.
LA NOCHE EN LA QUE HICIERON CAER LA VIEJA DIXIE *

Virgil Caine es mi nombre, y serví en el tren de Danville,
hasta que la caballería de Stoneman** vino y rompió las traviesas de nuevo.
En el invierno del 65, estábamos hambrientos, sólo apenas vivos.
Hacia el diez de Mayo, Richmond había caído, es un día que recuerdo, oh, muy bien.

La noche en la que hicieron caer la vieja Dixie***, y las campanas sonaban,
la noche que hicieron caer la vieja Dixie, y la gente cantaba.
Cantaban
La, la, la…

Allá con mi mujer en Tennessee, cuando un día ella me llamó,
“¡Virgil, de prisa, ven a ver, por allí va Robert E. Lee!”
Ahora no me importa cortar leña, y no me importa si el dinero no es bueno.
Coge lo que necesitas y deja el resto,
pero no debieron de haber tomado lo mejor.

La noche en la que hicieron caer la vieja Dixie***, y las campanas sonaban,
la noche que hicieron caer la vieja Dixie, y la gente cantaba.
Cantaban
La, la, la…

Como mi padre antes que yo, trabajaré la tierra,
como mi hermano mayor, que tomó una postura rebelde.
Sólo tenía dieciocho, orgulloso y valiente,
pero un yanqui lo llevó a la tumba,
juro por el barro bajo mis pies,
no puedes volver a levantar a un Caín**** cuando está derrotado.

La noche en la que hicieron caer la vieja Dixie***, y las campanas sonaban,
la noche que hicieron caer la vieja Dixie, y la gente cantaba.
Cantaban
La, la, la…
* Dixie era, y es, el apodo cariñoso de los Estados Confederados del Sur. De hecho, el himno del bando confederado es “To arms in Dixie”, o simplemente “Dixie”.

** George Stoneman, general del ejército de la Unión.

*** Hay varias maneras de traducir esto, probablemente de forma más acertada. Mis amigos de Canzoni se decantaron en su lengua por una algo más poética: “La noche en que pusieron de rodillas el Viejo Sur”. A mí siempre me gustó más la traducción con la que la conocí la primera vez, de manos –¡cómo no!- del gran Ángel Álvarez: “La noche que tomaron Dixie”. Yo me he decantado por una traducción algo más literal, ya que, aunque se supone que fue el ejército de la Unión, el título no indica realmente quién fue la causa de la ruina de Dixie: si la Unión, los Confederados, o todos a la vez.

**** Robertson juega transliterando el apellido de su personaje, Caine, en Caín, algo muy apropiado para una guerra civil; salvo que, como apuntan nuestros amigos de Canzoni contro la Guerra, está vez es Caín el asesinado por ¿Abel?… ¿o quizás por otro Caín?

20/4/2012 - 19:27


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