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Ballata della bomba nucleare

Vittorio Franceschi


Lingua: Italiano


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È caduta una bomba nucleare
sul cimitero comunale.
I cimiteri sono
un poco malinconici.
Ora il paesaggio è più allegro
senza lapidi e sgombro di croci.
I bimbi, passando
- se ci fossero ancora bimbi -
non avrebbero più paura.

È caduta una bomba nucleare
sul villaggio di case popolari.
Le case popolari
sono malinconiche.
Ora il villaggio è più arioso
l'immondizia è scomparsa d'incanto.
Gli umili abitanti
- se ci fossero ancora abitanti -
griderebbero al miracolo.

È caduta una bomba nucleare
sulla porta di Brandenburgo.
Quella porta era
un poco malinconica.
Ora è cancellato il confine
e Berlino è unificata.
Tutti i berlinesi
- se ci fossero ancora berlinesi -
s'abbraccerebbero commossi.

È caduta una bomba nucleare
sulla mia giovane vita.
La mia vita era
un poco malinconica.
Ora sono fuggite le pene
è scomparso per sempre ogni cruccio.
Il mio avvenire
- se ci fosse ancora avvenire -
potrebbe essere felice.

Questa ballata la scrissi nel 1961. Faceva parte del testo (e dello spettacolo) "Resta così, o sistema solare" scritto a quattro mani con Sandro Bajini, andato in scena nel 1962 e pubblicato quell'anno dalla rivista "Filmcritica". Credo sia utile conoscere le date per inquadrare il testo nell'epoca - e nelle problematiche - di quel tempo.
Cordiali saluti
Vittorio Franceschi.

vittoriofranceschi@libero.it - 28/7/2011 - 18:01



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