Lingua   

Canzone per Silvia

Francesco Guccini


Lingua: Italiano


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A Silvia
(Alfredo Bandelli)
Angeli di neve
(Luf)
Radio Manisco/0516490872
(AK47)


it.fan.musica.guccini
[1993]
Da/From: "Parnassius Guccinii"
Testo e musica di Francesco Guccini
Lyrics and Music by Francesco Guccini

Silvia Baraldini


Questa è probabilmente la più famosa canzone dedicata a Silvia Baraldini.
Ricordo inoltre che sul sito è da tempo presente A Silvia di Alfredo Bandelli, purtroppo meno conosciuta ma molto bella.
Il sunto dell'odissea di Silvia è ripreso da questo blog. Vedi anche Radio Manisco/0516490872.
Daniela
Il 9 novembre 1982 per associazione sovversiva viene arrestata in America Silvia Baraldini.
Faceva parte del BLA, Black Liberation Army. Negli anni '60, '70 e '80 ha militato nel Black Panther Party, movimento che combatteva per i diritti civili dei neri.
Nel luglio 1983 la condanna definitiva a 43 anni di carcere. Sì, perché in America funziona così: se fai parte di un'associazione che commette un crimine, ti vengono contestati i reati complessivi di tutti i componenti. Anche se tu, in realtà, non hai fatto nulla.
I reati addebitati a Silvia Baraldini sono reati associativi. Nessun fatto di sangue.
L'FBI ha più volte offerto alla Baraldini soldi in cambio di parole. Per aver rifiutato, la sua pena è aumentata di tre anni.
A Lexington, dove viene rinchiusa, la Baraldini viene sottoposta a regime carcerario fatto di isolamento, perquisizioni corporali, censure della posta e limitazione delle visite. Oltre al controllo di tutti i momenti, anche i più intimi.
In seguito il carcere di Lexington verrà chiuso grazie all'intervento di Amnesty International.
Nel 1988 Silvia scopre di avere un tumore. Nell'indifferenza del sistema carcerario americano, soffre. Incatenata al letto anche durante l'operazione.
Nel 1990 viene trasferita nel carcere di massima sicurezza di Marianna, difficilissimo da raggiungere. In quegli anni in Italia si intensifica il movimento che chiede la sua liberazione. Antonio Tabucchi, Dario Fo, Umberto Eco, Francesco Guccini.
Il 24 agosto 1999, grazie ad un accordo tra Washington e Roma, Silvia Baraldini viene estradata in Italia, nel carcere di Rebibbia. Ad accoglierla all'aeroporto c'è l'allora ministro Oliviero Diliberto.
Nel settembre del 2000 Silvia scopre di avere un altro tumore, al seno.
Nell'aprile del 2001 le vengono concessi gli arresti domiciliari per potersi sottoporre alle cure necessarie. Poche ore prima, sua madre muore. Non riuscirà più a rivederla.
Dopo 24 anni, grazie all'indulto, nel settembre 2006 Silvia Baraldini torna finalmente libera.
Il cielo dell'America son mille cieli sopra a un continente,
il cielo della Florida è uno straccio che è bagnato di celeste,
ma il cielo là in prigione non è cielo, è un qualche cosa che riveste
il giorno e il giorno dopo e un altro ancora sempre dello stesso niente.

E fuori c'è una strada all'infinito, lunga come la speranza,
e attorno c'è un villaggio sfilacciato, motel, chiese, case, aiuole,
paludi dove un tempo ormai lontano dominava il Seminole,
ma attorno alla prigione c'è un deserto dove spesso il vento danza.

Son tanti gli anni fatti e tanti in più che sono ancora da passare,
in giorni e giorni e giorni che fan mesi che fan anni ed anni amari;
a Silvia là in prigione cosa resta? Non le resta che guardare
l'America negli occhi, sorridendo coi suoi limpidi occhi chiari...

Già, l'America è grandiosa ed è potente, tutto e niente, il bene e il male,
città coi grattacieli e con gli slum e nostalgia di un grande ieri,
tecnologia avanzata e all'orizzonte l'orizzonte dei pionieri,
ma a volte l'orizzonte ha solamente una prigione federale.

L'America è una statua che ti accoglie e simboleggia, bianca e pura,
la libertà, e dall'alto fiera abbraccia tutta quanta la nazione,
per Silvia questa statua simboleggia solamente la prigione
perchè di questa piccola italiana ora l'America ha paura.

Paura del diverso e del contrario, di chi lotta per cambiare,
paura delle idee di gente libera, che soffre, sbaglia e spera.
Nazione di bigotti! Ora vi chiedo di lasciarla ritornare
perchè non è possibile rinchiudere le idee in una galera...

Il cielo dell'America son mille cieli sopra a un continente,
ma il cielo là rinchiusi non esiste, è solo un dubbio o un'intuizione;
mi chiedo se ci sono idee per cui valga restare là in prigione
e Silvia non ha ucciso mai nessuno e non ha mai rubato niente.

Mi chiedo cosa pensi alla mattina nel trovarsi il sole accanto
o come fa a scacciare fra quei muri la sua grande nostalgia
o quando un acquazzone all' improvviso spezza la monotonia,
mi chiedo cosa faccia adesso Silvia mentre io qui piano la canto...

Mi chiedo ma non riesco a immaginarlo: penso a questa donna forte
che ancora lotta e spera perchè sa che adesso non sarà più sola.
La vedo con la sua maglietta addosso con su scritte le parole:
che sempre l'ignoranza fa paura ed il silenzio è uguale a morte,
che sempre l'ignoranza fa paura ed il silenzio è uguale a morte,
che sempre l'ignoranza fa paura... ed il silenzio è uguale a morte...

inviata da daniela -k.d.- - 4/5/2007 - 18:48



Lingua: Francese

Versione francese di Marco valdo M.I.

Silvia, la Silvia de la chanson, c'est Silvia Baraldini.
Elle fut arrêtée en emprisonnée aux Zétazunis en 1982 pour sa participation à la lutte pour les droits civiques des Noirs. On la condamna à 43 ans de prison.
Le FBI ( comme le faisaient les polices fascistes...) a plusieurs offert à Silvia Baraldini de l'argent en échange de dénonciations. Pour avoir refusé, sa peine fut augmentée de trois ans.

Elle fut enfermée au pénitencier de Lexington où elle fut soumise à un régime carcéral d'isolement, de fouilles corporelles, de censure de la poste, de limitations des visites et de contrôle de tous les instants, y compris les plus intimes. Une « Achtung Banditen ! » en quelque sorte !

Silvia malade d'une tumeur dut être opérée, enchaînée sur la table.
La prison de Lexington fut fermée après la dénonciation des conditions par Amnesty International.
Silvia fut transférée au quartier de haute sécurité de la prison de Marianna.
Un mouvement pour sa libération fut mené pendant des années en Italie; y participèrent entre autres : Antonio Tabucchi, Dario Fo, Umberto Eco, Francesco Guccini et bien évidemment, Alfredo Bandelli auteur lui aussi d'une chanson À Silvia.

Après son extradition en Italie en 1999, Silvia dut encore attendre 7 ans avant de recouvrer la liberté en 2006.
CHANSON POUR SILVIA

Les cieux d'Amérique sont mille cieux au-dessus d'un continent,
Le ciel de la Floride est une étoffe baignée de bleu,
Mais le ciel, là, en prison, n'est pas un ciel; c'est quelque chose qui couvre
le jour et je jour d'après et encore un autre jour, toujours du même rien.

Et dehors, il y a une route à l'infini, longue comme l'espoir,
et tout au long, il y a un village effiloché : motel, église, maisons, buissons
Des marais où en un temps lointain régnait le Séminole,
Mais autour de la prison, c'est un désert ou souvent danse le vent.

Tant d'années ont passé et tant doivent encore passer
Des jours et des jours et des jours qui font des mois qui font des années et des années amères.
Que reste-t-il à Silvia, là, en prison ? Il ne lui reste qu'à regarder.
L'Amérique dans les yeux en souriant de ses yeux limpides et clairs...

L'Amérique est grandiose et puissante, tout et rien, le bien et le mal,
Des villes avec des gratte-ciel, avec des slums et la nostalgie d'un grand passé,
Des technologies avancées et à l'horizon, l'horizon des pionniers
Mais parfois l'horizon est seulement une prison fédérale.

L'Amérique est une statue qui t'accueille et symbolise, blanche et pure,
la liberté, et du haut, fière, elle embrasse toute la nation.
Pour Silvia, cette statue symbolise seulement la prison
car l'Amérique a peur de cette petite Italienne.

Peur du différent et du contraire, de qui lutte pour changer,
Peur des idées des gens libres, de qui souffre, se trompe et espère.
Nation de bigots ! Maintenant je vous demande de la laisser rentrer
car il n'est pas possible d'enfermer des idées dans une prison...

Le ciel d'Amérique sont mille ciels au-dessus d'un continent,
mais le ciel que tu enfermes là, n'existe pas; c'est seulement un doute ou une intuition;
Je me demande s'il y a des idées qui valent la peine de rester là en prison
et Silvia n'a tué personne, jamais et jamais, n'a rien volé.

Je me demande à quoi on pense le matin quand on retrouve le soleil
ou comment on fait entre ces murs pour chasser sa grande nostalgie
ou quand à l'improviste une averse brise la monotonie,
je me demande ce que fait pour l'instant Silvia pendant que moi ici doucement je la chante...

Je me demande, mais je n'arrive pas à me l'imaginer; je pense à cette femme forte
Qui lutte encore et espère car elle sait à présent qu'elle ne sera plus seule.
Je la vois avec , sur son dos, sa chemise où il est écrit :
Que toujours l'ignorance fait peur et son silence est égal à la mort;
Que toujours l'ignorance fait peur et son silence est égal à la mort;
Que toujours l'ignorance fait peur et son silence est égal à la mort.

inviata da Marco valdo M.I. - 3/11/2008 - 17:50


2012
I luf cantano Guccini
luf


"Canzone per Silvia", cantar politico perché la politica serve

Silvia è Silvia Baraldini. Un piccolo passo indietro per spiegare di chi si tratta e perché Guccini ha deciso di dedicarle una canzone. Esponente di un partito rivoluzionario (Black Panther Party) attivo negli Stati Uniti negli anni '70 e '80 del secolo scorso, che combatteva per i diritti civili dei neri, fu condannata nel 1983 a una pena cumulativa di 43 anni di carcere negli Stati Uniti per concorso in evasione, associazione sovversiva, due tentate rapine e ingiuria al tribunale. Dopo la condanna si sono sviluppati negli Stati Uniti e in Italia gruppi di appoggio che giustificavano le sue attività terroristiche e ritenevano la condanna sproporzionata e persecutoria. Il forte sostegno alla sua causa da parte dei partiti di sinistra ha portato alla estradizione in Italia nel 1999. Secondo alcuni tale concessione è stata una contropartita ottenuta dal governo D'Alema per l'appoggio alla guerra degli Usa in Kosovo. Dopo alcuni anni di arresti domiciliari Silvia Baraldini è stata scarcerata il 26 settembre 2006 per effetto dell'indulto. Guccini partecipò in prima persona a questa forte campagna mediatica per la liberazione della Baraldini, col mezzo a lui più consono: scrivendo una canzone e interpretandola ovunque nei suoi concerti, fino a farla diventare uno tra i pezzi, relativamente nuovi, più amati. "Canzone per Silvia" faceva parte dell'album "Parnassius Guccini", quello con la farfalla in copertina, uscito nel 1993. Tra i tanti motivi per cui la canzone piacque c'era anche il fatto che simboleggiava un ritorno all'impegno per Guccini e lo stile scelto, chitarra e armonica, era quello del Bob Dylan degli esordi.
Le solite locomotive di apprezzamento vedono la versione di Guccini quotata a 5 locomotive e quella dei Luf la raggiunge a quota 5 .
http://www.bielle.org/Altro/Raffica/Luf_Canzone%20per%20silvia.mp3
www.bielle.org

DonQuijote82 - 31/12/2010 - 19:06


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