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Senza dire niente

Valeria Tron
Lingua: Italiano


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2014
Scritta in occasione dello spettacolo TRE STORIE DI RESISTENZA, omaggio a Willy Jervis e ai partigiani caduti il 5 agosto 1944.
Valeria Tron, cantautrice originaria delle Valli Valdesi che scrive e canta in lingua patois, ha scritto per l’occasione un testo inedito, cantato per la prima volta sotto l’olmo che sovrasta la lapide ai caduti a Villar Pellice.

La canzone originale "Senso dire rien" sarebbe in Occitano, in attesa di trovare o trascrivere il testo originale inserisco la traduzione italiana tratta da assembleateatro.com

 Il 29 luglio 1944 viene affidata a un reparto di Waffen-Grenadier-Brigade der SS comandato dal colonnello Otto Jungkunz una vasta operazione di rastrellamento che si distingue da tutte le precedenti per l’ampiezza della manovra. Sono coinvolti anche numerosi reparti della Wehrmacht, della Polizia tedesca e della Repubblica Sociale Italiana per un totale complessivo di quasi quattromila uomini e ha come nome in codice Nachtigall, “Usignolo”. Essa interessa le valli Germanasca, Chisone, Susa e Pellice. In vista dell’imminente sbarco alleato nella Francia del Sud i tedeschi mirano a ripulire quelle zone di confine dalle bande che continuano a essere presenti nonostante i successi militari delle operazioni della primavera. La manovra si conclude con successo: la val Chisone e l’asse stradale Pinerolo-Sestrieres-Monginevro vengono sgomberate, ma le bande, nonostante le forti perdite subite, non sono annientate sia per la resistenza offerta dai partigiani sia per la frammentazione dei reparti tedeschi costretti a combattere in zone di alta montagna. Nel corso del rastrellamento si sussegue una serie ininterrotta di violenze e di soprusi compiuta ai danni dei partigiani e della popolazione civile nonché rappresaglie violente e particolarmente spettacolarizzate per vendicare le ingenti perdite subite anche dai tedeschi nel corso delle operazioni. A Villar Pellice il 5 agosto cinque prigionieri provenienti dalle Nuove di Torino sono uccisi per rappresaglia a colpi di mitra, trascinati per il paese e poi appesi uno a una pianta, due a pali della luce e due a un balcone: tra questi solo Willy Jervis e il "ribelle" Angelo Primela Miero sono in seguito riconosciuti. Il pastore Roberto Jahier riconosce Jervis grazie alla Bibbia ritrovata accanto al suo corpo straziato dalle sevizie.
straginazifasciste.it
Non mi rimane che una manciata di strade e piazze gioiose di bambini che, come chiodi appuntiti , han riempito di risa le rugiade…
Suona l’armonia a bocca, col fiato rotto, quasi soffocato, dalla cintura che ho appesa al collo, di cuoio robusto che vi regalerò.
Nessuna parola, solo il silenzio di un torrente o della neve fresca… Di quel mistero che sa dire tutto, senza parole.
Il mio villaggio è la terra calda, che il sole invita alle danze, ricordo il candore dei matrimoni, con gli occhi gonfi di Poco e Ancora…
Una mano dolce di carezze, con coraggio l’alza al cielo, 5 lacrime giovani, che fan 5 stelle, che fan 5 vedove a rischiarare le notti…
Le hanno appese come stracci lisi, come altalene le han fatte dondolare, a cinque alberi di ferro, che sono croci da pagare…
Io pago senza ori e senza bandiere, pago oggi col cuore orgoglioso, pago senza moneta e senza rabbia, perché tu non debba mangiar pane nero.
Io pago alla vita che mi spettava, pago un prezzo troppo alto senza rimpianto. Nessuna parola…
Oggi.
Vorrei i silenzi del torrente giocoso e della neve fresca

inviata da Dq82 - 19/12/2018 - 10:22



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