Lingua   

Pani e pesci

Roberto Vecchioni
Lingua: Italiano

Scarica / ascolta

Loading...

Guarda il video

Loading...

Ti può interessare anche...

Tema del soldato eterno e degli aironi
(Roberto Vecchioni)
Due madri
(Roberto Vecchioni)
Il cuoco di Salò
(Francesco De Gregori)


[1976]
Testo e musica di Roberto Vecchioni
dall'album "Elisir"

La battaglia di Adua, 1/3/1896.
La battaglia di Adua, 1/3/1896.


La inserisco tra le CCG per via del riferimento satirico alla battaglia di Adua del 1/3/1896, una pesante sconfitta, che arrestò per molti anni le ambizioni coloniali italiane sul corno d'Africa.
Naturalmente la "Storia Ufficiale" in Italia ha sempre cercato di sminuire la sconfitta. Smascherare e ridicolizzare questi revisionismi è importante per combattere la retorica nazionalista e militarista.

P.S. La versione di Wikipedia è in netto contrasto con le cifre date da Vecchioni (anche considerando solo il rapporto di forze e non i numeri assoluti), viene infatti detto che il numero degli etiopi era "cinque o sei volte quindi le forze italiane". Non so se anche Wikipedia si sia allineata alla "versione ufficiale" o se Vecchioni abbia volutamente esagerato...
E Cesare tirò
la sua moneta in aria,
venne croce e disse sì,
e si riempì di gloria.

Io invece sono stato
in piedi tutta notte
per trovare ad una ad una
le mie risposte esatte

e il vecchio col bastone
dalla sua tana uscì,
predisse tutti i "come",
ma non mi disse "chi",

e i vecchi han mille, mille,
mille maschere da giovani,
quando spargendo lacrime e medaglie
ti promettono:

"Pani e pesci, pesci e pani,
senza trucco vi moltiplico domani"
Isabella di Castiglia
per tre notti si concede
a chi la piglia

pani e pesci, pesci e pani,
più son piccoli e più alzano le mani
non ci casco questa volta,
dite all'ultimo di chiudere la porta.

Ad Adua si era in mille,
contro duecento negri,
però la Storia dice che
ci siamo ben difesi

"L'Aereo permettendolo"
-gridò il capostazione-
"finché sale qualcuno qui
io salvo la nazione".

Cornelia coi gioielli
sulla veranda uscì,
dicendo "ecco i miei figli",
e il popolo applaudì

quanto sei bella Roma,
pura eterna e senza scandali
cantano i tuoi balconi
pieni di stivali e sandali:

"Pani e pesci, pesci e pani,
fa' una croce e li ricevi già
domani
guarda bene, non è un sogno,
sono proprio come quelli del disegno

pani e pesci, pesci e pani,
abbi fede, basta un gesto con le mani
venga avanti chi ne ha voglia,
non tiriamo l'oro fuori della paglia".

E l'occhio del padrone,
a furia d'ingrassare,
fece ingrassare pure chi
lo stava a contestare:

"viviamo per il pubblico,
ma ci chiamiamo Pietro,
in cima alle classifiche
ci rivogliamo indietro".

"Banale per banale"
-Si lamentò Mimì-
"Io muoio per amore
o, insomma, giù di lì".

Ben altri, morte in tanti
senza batter ciglio affrontiamo,
per mantener le sedie
a tutti quelli che promettono:

"pani e pesci, pesci e pani,
senza trucco vi moltiplico domani".
Isabella di Castiglia
per tre notti si concede
a chi la piglia

pani e pesci, pesci e pani,
più son piccoli e più alzano le mani
non ci casco questa volta,
dite all'ultimo di chiudere la porta.

inviata da Lorenzo Masetti - 19/4/2007 - 16:22


Pagina principale CCG

Segnalate eventuali errori nei testi o nei commenti a antiwarsongs@gmail.com




hosted by inventati.org