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Selma Meerbaum-Eisinger


Lingua: Tedesco


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[12.XII.941]
Versi di Selma Meerbaum-Eisinger (Černivci, 1924 – campo di lavoro nazista di Michajlovka, 1942).
Musica del Music World Quintet, dallo spettacolo "Tutto ciò che mi resta", concerto per il Giorno della Memoria, Roma, 2015, a cura di Viviana Kasam e Marilena Citelli Francese.



Pochi giorni dopo che Selma ebbe terminato la decima classe della scuola secondaria, la Romania entrò in guerra a fianco delle potenze dell'Asse (giugno 1941). Il 7 luglio 1941 venne incendiata la sinagoga di Černivci; il 30 luglio 1941 un'ordinanza a firma del colonnello Alexandru Rioşanu (ministro di Ion Antonescu e governatore della Bucovina) dichiarò gli ebrei come sovversivi e pericolosi per la sicurezza dello Stato e pertanto vietò loro di uscire di casa e li obbligò ad appuntare sui vestiti la stella di David. L’11 ottobre 1941 venne decretata la costituzione del ghetto e l’obbligo per tutti gli ebrei di traferirvisi. Da allora le notizie sulla vita di Selma si fanno sempre più dolorose e, allo stesso tempo, di ardua ricostruzione. Internati nel ghetto, nel giugno del 1942 Selma e i suoi furono deportati in Transnistria e poi, nel corso di una marcia estenuante, nel campo di lavoro di Michajlovka, gestito da nazisti e collaborazionisti ucraini. Nel luglio Selma scrisse quelle che forse furono le sue ultime parole conosciute, in una lettera inviata e miracolosamente pervenuta all’amica Renee Abramovici-Michaeli, anche lei internata in un differente campo in Transnistria:

“[…] Immagino tutti i miei giorni futuri come congelati insieme in un’unica massa solida, per vivere per sempre dentro di me. Rena, Rena, se solo tu fossi con me! Non lo so, forse, se fossimo insieme, sarebbe chiedere troppo. Forse no. Comunque potremmo resistere per un mese ancora, se solo fossimo insieme. Certo, si sopporta comunque. Si sopporta, ma per quanto ancora? Ora, ora è troppo. Non posso più resistere, adesso sto per cedere [...]”


Selma morì di tifo il 16 dicembre 1942. Tutti i suoi familiari la seguirono poco dopo.



La breve e dolorosa permanenza di Selma nel campo venne documentata nel diario e nei disegni di un altro internato, il pittore Arnold Daghani, che ne ritrasse la morte come una vera e propria deposizione.
Wie eine Linie dunkelblauen Schweigens
liegt fern der Horizont, von weichem Rot umsäumt.
Die Wipfel schaukeln wie im Banne eines Reigens,
das Licht ist wie im Märchen, sanft und blau verträumt.
Der Himmel ist noch hell, noch sieht man kaum die Sterne,
die Luft ist kühl und weich wie eine Frauenhand
und süße Melodie dringt aus der fernsten Ferne:
Musik einer Schalmei, zauberhaft, unbekannt.

inviata da Bernart Bartleby - 27/1/2018 - 21:18



Lingua: Italiano

Traduzione italiana di Francesca Paolino da "Selma Meerbaum-Eisinger, Florilegio", Edizioni Forme Libere 2015

Selma Meerbaum-Eisinger, Florilegio
SERA

Come una linea di silenzio blu,
sta l’orizzonte lontano, ha l’orlo rosso chiaro.
Ondeggiano piano le cime in una danza incantata,
la luce, come nelle fiabe, è fioca, trasognata nell’azzurro.
Il cielo è luminoso, ancora non si vedono le stelle,
l’aria è fresca e tenera come una mano di donna
e una dolce melodia giunge da distanze remote:
il suono di un flauto, magicamente ignoto.

inviata da B.B. - 27/1/2018 - 21:19



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