Lingua   

Mi chiamo Nessuno

Filippo Andreani
Lingua: Italiano



Glielo ripeto
mi chiamo Nessuno
vengo da tutti e da nessun posto
se vuole saperne di più
che mi scavi in testa
quando sarò morto
del resto signor carceriere
se, contravvenendo a comune natura,
lei riesce a campare lo stesso
pur difettando di cuore nel petto,
io, molto più semplicemente,
difetto di nome ma posseggo il cuore
lei stesso non potrà dire che,
se il mio è un male, è un male minore.

Non serve, Signor carceriere,
né alla mia lingua né alla sua fatica
che i suoi colleghi si affannino tanto
per accorciarmi la vita
potrete cambiare con la corda
il nodo d'ansia che porto alla gola
Vi resterà un uomo morto
E dalla sua voce non una parola.

Per tre volte al mattino
Per tre volte la sera
sono tasti di un piano
i muri della galera

Quattro mani si cercano
più che suono è preghiera
finché il sangue compare alle nocche
per il battere sulla tastiera

Mi potrà prendere per sete
fino ad asciugarmi il sangue nelle vene
per fame potrà ridurmi
una spiga di grano senza più seme.
Ma mi conforta il pensiero
incurante di quante e quali siano le pene
che non potrà certo fregiarsi
di aver tenuto Nessuno in catene!

A quelli di nero vestiti
che suoi superiori si dicono fieri
quando verranno per chiedere
se risponde al vero che ha arrestato Neri
lei alla sua vanagloria infeconda
sostituirà l'ammissione
di ritrovarsi tra i suoi palmi feroci
un uomo, ma non il suo nome.

Quattro volte se piangi
Sette volte se ridi
batti sulla parete
saprò che ancora vivi

Cento colpi per dirti
che non avrò parlato
Risponderai in cento rintocchi
che anche tu avrai trattenuto il fiato

Neve su neve fa presto
a fare un metro sotto la finestra
questo è un addio, carceriere
Nessuno s'invola col suo nome in testa


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