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Lo ciocco

Pietruccio Cerquetti
Lingua: Italiano (Marchigiano civitanovese)


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(Pietruccio Cerquetti)


1942
Sull’aria di "La canzone dalla sfollamento"
La criminale guerra voluta dal fascismo aveva già creato le premesse della rovina per il nostro Paese. E' questo il canto accorato dell' operaio italiano che ho dovuto "soffrire pe 'na faccio de gnocco"


Canzonette de Pietruccio
Le prefazioni servono a presentare gli uomini e le opere. Ma se si dovesse porre questo compito per presentare "Pietruccio" e le sue canzonette a Civitanova Marche, il tutto sarebbe una cosa superflua e quindi inutile. Chi non conosce Pietro Cerquetti? Chi, più o meno in sordina, non ha fischiettato le sue canzonette?
Ma se una specie di prefazione è necessaria quando l'immaginazione ci fa prevedere sulle labbra di qualche pasciuto "signore" un sorriso che vorrebbe essere di commiserazione e che non riesce neanche a ben dimostrare la stupidità del suo proprietario. Sono i sorrisi, questi a cui alludiamo, di coloro che si ritengono "persone per bene" e che si ritengono gli unici depositori ed intenditori di prose e di versi.
A costoro vogliamo dire che Pietruccio Cerquetti ha frequentato la sola terza elementare, che è un operaio, che è sempre stato operaio. A costoro vogliamo portare come esempio la figura adamantina dell'antifascista Pietruccio.
Dell'umile operaio che non ha cambiato mai casacca, che ha sempre contribuito a tenere alta la rossa bandiera della libertà.
A costoro che si ritengono possedere il monopolio dei valori più umani di coraggio, libertà, coerenza, del bello, del giusto e del buono, vogliamo portare l'esempio di un umile, onesto operaio.
È un operaio che si esprime con l'italiano che gli è stato possibile imparare tra una goccia e l'altra di sudore versate nell'officina. È un operaio che sa meglio estrinsecare i suoi pensieri servendosi delle espressioni fresche e colorite del suo dialetto.
Questa raccolta di versi di Pietro Cerquetti non è solo la prova dei dolori repressi che covano tra la classe operaia; è soprattutto l'anedito di questa classe verso una giustizia superiore.
È dimostrazione di resistenza e di lotta contro ogni sopruso.
Non è solo il lamento accorato dell'oppresso, ma il lavorio costante ed indefesso della goccia d'acqua che scava la roccia.
Sono gli animi sensibili ed onesti degli operai, come "Pietruccio", che hanno portato l'ingente massa degli sfruttati di tutto il mondo a cambiare, nei nostri giorni, alcune parole dell'inno proletario: non è più "Bandiera rossa trionferà" ma più propriamente "Bandiera rossa trionfa già"!.
Sezione del PCI di Portocivitanova

Le canzonette de Pietruccio, PCI Civitanova Marche, 1950


Prefazione - Portocivitanova nell'oscurità - I° maggio - In occasione della guerra d'Africa - La canzone degli sfollati di Civitanova Marche - La politica e l'altare - Lo ciocco - I lavori dello stadio - 7 novembre 1949 - La camisciola - Evviva l'unità



Coi russi e con gli inglesi sia guerra non ci attacca
Siamo arrivati al punto da mischià la pacca
Le briscole è finite, li carchi non c’è più
Ce farà fa la fine c’ha fatto Giarabbù

Da tutte le colonie ci han cacciato via,
Dall’Africa, da Tunisi, dalla Pantelleria
E certo che sarà breve, le cose vanno mal
Metteremo a mano sto cencio de stival.

Cascheranno presto la Sardegna e la Sicilia
E poi, a mano a mano, ci arriverà in Emilia,
L’Abbruzzo, le Molise e le Marche ancò
Pijasse e la Romagna e lu ladro de Nicò

La briscola più grossa pe noi era l’Asse
Adesso siam rimasti con tutte carte basse!
E’ certo che ormai c’è poco da vedè;
Costoro se pija l’Asse e se piierà la tre!

Quanno c’è da soffri pe ’na faccia de gnocco!
P’allungare la Stivale, l’ha fatto come un ciocco,
A mò che de speranze poche ne sarà più
Vedemo che costoro ce vè sempre più su’

inviata da dq82 - 26/5/2017 - 10:18



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