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Coro dell’ultimo atto

Franco Fortini
Lingua: Italiano


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[1945]
La poesia che significativamente chiude la prima edizione della raccolta “Foglio di via e altri versi”, pubblicata nel 1946 e contenente versi composti da Fortini tra il 1938 ed il 1945.
Il testo l'ho trovato in una recente tesi di laurea, quella di Bernardo De Luca intitolata “Foglio di via e altri versi di Franco Fortini. Edizione critica e commentata”, discussa nel 2016 presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II.

Foglio di via e altri versi

L’ultima poesia della prima edizione di Foglio di via, sin dal titolo allude alla sua funzione conclusiva, suggerendo, attraverso la metafora drammatica, la chiusura di un percorso narrativo. Inoltre, sempre nel titolo abbiamo una seconda indicazione particolarmente significativa: la raccolta, infatti, si conclude con un componimento dall’impostazione corale, sulla scorta di testi quali il Coro dei deportati e il Canto degli ultimi partigiani.
Datata 1945, fu pubblicata per la prima volta insieme alla poesia intitolata Imitazione del Tasso sul n. 5 dellla rivista «Politecnico», nel quale era introdotta da questi capoversi:

Per taluni la poesia era un esercizio rischioso, avventuroso, anche quando la si voleva portare con l’umiliato orgoglio di un mestiere. Poi diventò un dovere. Stava per aprirsi la scena su di un ultimo atto di tragedia – una vita, una guerra – e il coro avvertiva la continuità dell’esistenza al di là della pena personale. Gli anni della guerra ci trascinavano, come pietre nel torrente, senza scampo, e dicevamo a noi stessi che saremmo stati egualmente dannati, dopo, alla fatica silenziosa e umile di vivere, al lavoro, che era la sola dignità dei disperati.


(tratto dalla tesi citata di Bernardo De Luca)
Dunque fra poco tutto sarà compiuto
Ogni cosa sarà ferma per sempre
Al suo riposo come un giorno compiuto.

Conoscerà ciascuno una cosa vera.
E voi tornerete alle case con una pietra
Sul cuore come nel pugno una pietra vera.

Domani sopra i tetti il sole griderà
Le grandi opere ignude delle montagne
E noi e voi torneremo al lavoro.

inviata da Bernart Bartleby - 11/5/2017 - 09:14


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