Lingua   

Tapum

anonimo


Lingua: Italiano


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L'alba che verrà
(Massimo Bubola)
Caro el me Toni
(Luf)
Sui Monti Scarpazi
(anonimo)


Canto Alpino della I guerra mondiale
[1916]

Tapum è una delle più note canzoni della Grande guerra, nata nelle trincee italiane. Il ritornello è ispirato al rumore degli spari della fucileria austro-ungarica. L'attribuzione della paternità della canzone è tuttora irrisolta. Alcuni l'attribuiscono ai minatori durante il traforo della galleria del San Gottardo, mentre altri a Nino Piccinelli di Chiari.
Il titolo della canzone originale era senza il trattino; quindi: ta pum A quel tempo tra gli uomini di bassa cultura i segni di punteggiatura non erano insegnati e quindi poco frequenti. Questo è il motivo perché ta pum si scrive senza trattino (alto - )


2014
Il testamento del capitano
Il testamento del capitano


Quale guerra è veramente necessaria? Quale guerra si è mai dimostrata veramente giusta al punto da restituirci un mondo migliore? O ancora: quale guerra ha realmente raddrizzato il corso della storia giustificando il sacrificio di “alcuni” per il “bene” di tutto il mondo?
Il re del folk-rock Massimo Bubola torna a interpretare e rivisitare le canzoni della Grande Guerra con il nuovo album Il testamento del capitano a distanza di 9 anni dal successo di Quel lungo treno del 2005, proprio nel centesimo anniversario dall’inizio del conflitto mondiale.

Massimo Bubola riprende e riarrangia, caratterizzandoli profondamente col suo sound e la sua poetica grandi brani tradizionali come: Ta pum, Il Testamento del Capitano, Sul ponte di Perati, Monti Scarpazi, Bombardano Cortina, La tradotta e propone anche nuove e intense ballate, che nei testi e nelle sonorità riprendono il tema della Grande Guerra come: Da Caporetto al Piave, L'alba che verrà, Neve su neve, Vita di trincea.
Chiudono il disco le reinterpretazioni di due memorabili brani scritti da Massimo Bubola sul tema della Grande Guerra: Rosso su verde e Noi veniam dalle pianure cantati dal prestigioso coro ANA- Milano, diretto dal maestro Massimo Marchesotti.

Il tutto rivisitato con la sensibilità e l'esperienza di un grande autore, scrittore e musicista, autore di capolavori della canzone italiana e non, come Fiume Sand Creek, Don Raffaè e Il cielo d’Irlanda, solo per citarne alcuni.

“Molte di questi brani li conoscevo fin dalla più tenera età, sono stati il mio primo approccio con la canzone, le cantavo con mio nonno,con mio padre, coi miei zii. Tante volte mi è stato chiesto perché, negli anni, avessi io stesso scritto tante canzoni sulla guerra e in particolare sulla Prima Guerra Mondiale; riflettendo ho capito che mi è rimasto dentro una sorta di imprinting a partire da queste esperienze infantili, da questo primo approccio alla musica popolare. La mia prima canzone connessa con questa tematica fu Andrea, che poi cantò Fabrizio De André.

Dopo l’album Quel Lungo Treno, Il Testamento del Capitano è la seconda tappa di un percorso nella musica popolare di area veneta. Ho voluto anche qui unire canzoni tradizionali, che hanno cento anni, con mie canzoni nuove, che hanno un anno di vita, un po’ come in un film che accosta immagini di repertorio e immagini nuove, sotto un’unica regia. Un artificio realizzato anche nei due film sulla Prima Guerra Mondiale: Uomini contro di Rosi e La Grande Guerra di Monicelli.

Queste sono canzoni che ho voluto riportare ad una visione individuale, visto che oramai sono da sempre più un repertorio corale e, contemporaneamente, ho voluto portare alla coralità due mie nuove composizioni Rosso su verde e Noi Veniàm dalle painure, con l’esecuzione del coro Ana Milano con la direzione del maestro Massimo Marchesotti, per arricchire una letteratura dei canti di montagna e della Guerra, che in Italia è poco visitata - spiega Massimo Bubola – Il Testamento del Capitano è un’altra importante tappa del mio lungo lavoro di rivisitazione e riscoperta delle radici musicali e letterarie del folk di area lombardo-triveneta».

- Recensione di Salvatore Esposito su blogfoolk


Le canzoni dell'album:
Neve su neve - Bombardano Cortina - Sul ponte di Perati - Il testamento del capitano - Da Caporetto al Piave - Vita di trincea - Sui Monti Scarpazi - La tradotta che parte da Torino - Tapum - L'alba che verrà - Rosso su verde - Noi veniam dalle pianure

Venti giorni sull'Ortigara
senza cambio per dismontà
Tapum, tapum ...
Con la testa pien de peoci
senza rancio da consumà
Tapum, tapum ...

Quando noi siam scesi al piano
battaglione non ha più soldà
Tapum, tapum...
Battaglione di tutti morti
a Milano quanti imboscà!
Tapum, tapum ...

Dietro il ponte c'è un cimitero
cimitero di noi soldà
Tapum, tapum ...
Quando sei dietro quel muretto
soldatino non puoi più parlà
Tapum, tapum ...

Cimitero di noi soldati
forse un giorno ti vengo a trovà
Tapum, tapum ... [*]

Variante:

Cimitero di fanteria
forse un giorno ci vengo a cuccà
Tapum, tapum ...



Lingua: Italiano

Di questo celeberrimo canto della prima guerra mondiale fu fatta una versione durante la guerra partigiana, ovviamente adattata alla situazione. La versione non è mai stata incisa e ne riprendo il testo dalla "Musica dell'Altraitalia".

(Riccardo Venturi)
Questa sera si va in azione
partigiano non farti ammazzar.

Ta pum ta pum ta pum
ta pum ta pum ta pum

A Cosbana c'è un cimitero
cimitero di noi partigian.

Ta pum ta pum ta pum
ta pum ta pum ta pum

Il fascista feroce e inumano
bimbi e donne sa solo ammazzar.

Ta pum ta pum ta pum
ta pum ta pum ta pum

Cimitero di Cosbana
forse un giorno ti vengo a trovar

Ta pum ta pum ta pum
ta pum ta pum ta pum

14/11/2004 - 01:13




Lingua: Italiano

Altra versione trovata su questa pagina, dove viene suggerita un'interpretazione per il titolo: "I cecchini avevano un micidiale fucile di precisione, che non sparava mai invano:'ta-pum, ta-pum, ta-pum'... fortunato chi dopo ogni 'ta-pum' si trovava ancora vivo!"
Venti giorni sull’Ortigara
senza il cambio per dismontà
ta pum ta pum ta pum...
ta pum ta pum ta pum...

E domani si va all'assalto,
soldatino non farti ammazzar,
ta pum ta pum ta pum...
ta pum ta pum ta pum...

Quando poi si discende a valle
battaglione non hai più soldà.
ta pum ta pum ta pum...
ta pum ta pum ta pum...

Nella valle c'è un cimitero,
cimitero di noi soldà.
ta pum ta pum ta pum..
ta pum ta pum ta pum

Cimitero di noi soldà
forse un giorno ti vengo a trovà.
ta pum ta pum ta pum...
ta pum ta pum ta pum...

Ho lasciato la mamma mia,
l'ho lasciata per fare il soldà.
ta pum ta pum ta pum...
ta pum ta pum ta pum...

Quando portano la pagnotta
il cecchino comincia a sparar.
ta pum ta pum ta pum...
ta pum ta pum ta pum...

Battaglione di tutti i Morti,
noi giuriamo l'Italia salvar.
ta pum ta pum ta pum...
ta pum ta pum ta pum...

inviata da Alessandro - 5/1/2009 - 23:46




Lingua: Inglese

English translation/ Traduzione in inglese
Fornita da Daniele Nicola
BANG, BANG

Twenty days on the Ortigara
With no change to dismount
Bang, bang...
Our heads are full of lice
And we have no food to eat
Bang, bang...

We just went down to the valley
Battalion, you've already got no more soldiers
Bang, bang...
Battalion of dead souls
How many cowards at Milan!
Bang, bang...

Behind the bridge their's a graveyard
Graveyard for us soldiers
Bang, bang...
When you're in that trench
Young soldier, you can't talk nomore
Bang, bang...

Oh infantry graveyard
Maybe one day I'll come to you
Bang, bang...

inviata da Daniele Nicola - 27/8/2005 - 17:34


"Allo scoppio d'apertura, Molon si rimette l'elmetto, si riallaccia il cinturone delle giberne e si leva, sferrando.
"Che fai adesso?"
"Ghe penso mi"
Gli allungo un cazzotto e lo tengo lì, zitto.
Fuori comincia a sgranarsi il pettegolezzo della fucileria.
Ogni tanto un graduato ficca la testa nello sgabuzzino e reca le solite notizie: qualche ferito, che si dovrebbe accompagnare o portare giù subito al posto di medicazione dei Mulini di Gabrie.
"Ghe penso mi", dice Molon.
Rassegnato all'immobilità, dopo aver rovistato a lungo nel tascapane, leva una delle sue ventidue pipe e si mette a raschiare nel fornello con la punta della baionetta: canticchia tra sé, sommessamente.

Dietro il ponte c'è un cimitero
cimitero di noi soldà.
Tapum tapum tapum
tapum tapum tapum
Quando sei dietro quel mureto
soldatino non puoi più parlà.
Tapum tapum tapum
tapum tapum tapum

Versa la cicca nel palmo della mano e ne fa una pallottola che apposta con molto riguardo in bocca: spesso, se gli riesce di raggranellare, spuciando in tutte le tasche, un po' di tabacco e un po' di briciole assortite, accende la pipa: in questo caso a non dargli la libera uscita, c'è da finire affumicati."

Da "Trincee, confidenze di un fante", di Carlo Salsa, pubblicato per la prima volta da Sonzogno nel 1924, da ultimo Mursia nel 1995.
Carlo Salsa (1893-1962) fu ufficiale durante la prima guerra mondiale. Giornalista, scrittore e sceneggiatore, fondò il Premio Viareggio e lavorò alla sceneggiatura de "la Grande Guerra" di Monicelli. Le sue memorie di guerra vennero censurate sotto il fascismo.

Alessandro - 5/2/2009 - 10:22


Il soldato Molòn in "Trincee, confidenze di un fante" di Carlo Salsa diventò il soldato Bordin ne "La Grande Guerra" di Monicelli, il soldato grosso e bonaccione, sempre pronto per qualche centesimo o qualche presa di tabacco ad andare in azione al posto dei compagni, quello di cui Gassman e Sordi incontrano l'ormai vedova alla stazione e le danno, a malincuore, i proventi della loro furbesca colletta per il "prestito nazionale" che, naturalmente, si erano tenuti...
Il personaggio del soldato Bordin era interpretato da Folco Lulli, scoperto da Lattuada, che nella seconda guerra mondiale era stato partigiano nelle Langhe, catturato dai tedeschi e deportato in Germania...

Alessandro - 5/2/2009 - 10:34




Lingua: Italiano

Versione greca di Gian Piero Testa

Το τραγούδι αυτό γεννήθηκε στην διαρκεία του Α’ Παγκόσμιου Πολέμου, και αναφέρεται σ' ένα αιμάτινο επεισόδιο του, δηλ. στην φριχτή μάχη που έγινε το Ιούνιο 1917, για να οι Ιταλοί πάρουν το βουνό Ορτιγκάρα (Βουνό των Τσουκνίδων), κλειδί μιας αμυντικής γραμμής των Αυστρογερμανών πάνω στα βενετικά όρη. Σε τρεις εβδομάδες σχληρής μάχης, οι Ιταλοί δυο φορές πιάσαν την κορυφή 2105 μ. υψόμετρου και δυο φορές αποκρούστηκαν. Μια τρίτη και στερνή επίθεση πήγε ματαίως αφ’ου οι αντίπαλοι χρησημοποίησαν και φαρμακερά αέρια και φλογοβόλα. Στις προσπάθειες οι Ιταλοί χάσανε 30.000 μαχητές, σκοτωμένους, λαβομένους και συλλαμβανομένους. Μετά τα γεγόνοτα εκείνα, οι στρατιώτες φώναξαν Καλβάριο (Γολγοθά) το βουνό Ορτιγκάρα, και το τραγούδι, που τότε γεννήθηκε, πέρασε απó χείλη σε χείλη κι έγινε το πιο σημαντικό πολεμικό τραγούδι σ' όλο το ιταλικό στράτευμα, γιατί φωτογράφιζε κοινές όμοιες εμπειρίες και γενικά τα πάθη του φαντάρου.
Το ρεφρέν, με ονοματοποίηση, δηλώνει το διπλό ήχο της τουφεκιάς, της οποίας πρώτα ακούγεται το χτύπημα της σφαίρας στο ερχομό της (τα), και λίγο ύστερα ο θόρυβος της έκρηξης (πουμ). Οι αυστριακοί σκοπευτές, ορεινοί κυνηγοί, ήταν περίφημοι και φοβεροί, και οι Ιταλοί στρατιώτες τους φωνάζανε «τσεκίνους», από το μικρό πρωτο όνομα του αυστριακού-ουγγαρικού αυτοκτράτωρα Franz (Τσέκο) Joseph (Μπέπε).
Η μετάφραση αντανακλεί την πιο γνωστή εκδοχή του τραγοδιού. (gpt)
ΤΑ - ΠΟΥΜ

Εικοσήμερο στα Ορτιγκάρα
κι ούτε μία δεν ήρθε αλλαγή
τα-πουμ τα-πουμ τα-πουμ
τα-πουμ τα-πουμ τα-πουμ

Σαν χαράξει θ'ακούς τα «Αἐρα!»
φανταράκι ας μην σκοτωθείς!
τα-πουμ τα-πουμ τα-πουμ
τα-πουμ τα-πουμ τα-πουμ

Κι ύστερα σαν κατέβεις πίσω
τάγμα μου πια δεν θα'χεις ψυχή
τα-πουμ τα-πουμ τα-πουμ
τα-πουμ τα-πουμ τα-πουμ

Στην κοιλάδα σκάψανε χώμα
κοιμητήρι φτιαγμένο για μας
τα-πουμ τα-πουμ τα-πουμ
τα-πουμ τα-πουμ τα-πουμ

Κοιμητήρι ημών των οπλίτων
μάλλον κάποτε θα'ρθω κι εγώ
τα-πουμ τα-πουμ τα-πουμ
τα-πουμ τα-πουμ τα-πουμ

Άφησα την γλυκειά μανούλα
τ'άφησα για να τ'όπλο κρατώ
τα-πουμ τα-πουμ τα-πουμ
τα-πουμ τα-πουμ τα-πουμ

Σαν μοιραζόνται τα καρβέλια
σκοπευτής ξεκινάει σκοτωμό
τα-πουμ τα-πουμ τα-πουμ
τα-πουμ τα-πουμ τα-πουμ

Τάγμα μας τ' Ολοσκοτωμένο
να'χεις τ' όρκο «Η Πατρίς θα σωθεί»
τα-πουμ τα-πουμ τα-πουμ
τα-πουμ τα-πουμ τα-πουμ

inviata da Gian Piero Testa - 27/12/2012 - 17:16


Ta pum è stata composta in una tricea dell'ortugara dal giovane bersagliere musicista Nino Piccinelli, su di lui alcuni anni fa ho scritto un libro.
Complimenti per la vostra attività
Guerino Lorini chiari ( brescia)

Lorini Guerino - 2/2/2014 - 20:35


La versione dei Luf con Massimo Priviero

2014
Terra & Pace. 1915-2015: cent’anni di gratitudine
terra e pace

dq82 - 5/12/2014 - 13:42


L'interpretazione di Renato Franchi & Orchestrina del Suonatore Jones
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avventura

Dq82 - 21/6/2018 - 17:00



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