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Luna tucumana

Atahualpa Yupanqui
Language: Spanish

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Parole e musica di Atahualpa Yupanqui (1957)
Incisa da Mercedes Sosa nel 1968 nell'album "Con sabor a Mercedes Sosa"
Testo tratto da Cancioneros

Mercedes Sosa

Con il golpe militare del 1976, la giunta al potere in Argentina proibì immediatamente tutte le canzoni di Mercedes Sosa. La cantante, tuttavia, decise di rimanere nel paese nonostante la censura e le minacce fino a che nel 1978 durante un concerto a La Plata fu arrestata per 18 ore, insieme a tutto il pubblico con l'accusa di aver cantato canzoni proibite.

L'anno seguente Mercedes Sosa lascia l'Argentina, esiliata prima a Parigi poi a Madrid. Farà ritorno in Argentina solo nel 1983, poco prima del collasso del regime militare in seguito alla sconfitta nella guerra delle Falklands/Malvine.

Luna tucumana


Già da tempo nel repertorio della cantora, questa nostalgica Luna tucumana acquistò in quegli anni un valore particolare. La luna del Tucumán, la provincia del nordovest argentino di cui è originaria Mercedes Sosa, diventò il simbolo del paese che era stata costretta a lasciare. Scritta da Atahualpa Yupanqui, che però era tucumano solo d'adozione, la canzone viene tuttora identificata con Mercedes Sosa, con il suo esilio e con la sua lotta per la libertà.
Yo no le canto a la luna
porque alumbra y nada mas,
le canto porque ella sabe
de mi largo caminar.

Ay lunita tucumana
tamborcito calchaquí,
compañera de los gauchos
en las sendas de Tafí.

Perdida en las cerrazones
quien sabe vidita
por donde andaré
mas, cuando salga la luna,
cantaré, cantaré.
A mi Tucumán querido
cantaré, cantaré, cantaré.

Con esperanza o con pena
en los campos de Acheral
yo he visto a la luna buena
besando el cañaveral.

En algo nos parecemos
luna de la soledad:
yo voy andando y cantando
que es mi modo de alumbrar.

Contributed by Lorenzo Masetti - 2017/1/10 - 09:23




Language: Italian

Traduzione italiana di Alessio Lega tratta dal nuovo disco di Ginevra Di Marco "La rubia canta la negra" dedicato alle canzoni di Mercedes Sosa
LUNA TUCUMANA

Io non canto alla luna
solo per la sua luce
le canto perché lei sa
del mio lungo camminare

Oh piccola luna tucumana
tamburello calchaquí
compagna dei Gauchos
lungo i sentieri di Tafí

Persa nell'oscurità
vita mia chi può sapere
per quale strada me ne andrò
ma quando sorgerà la luna
canterò, canterò
alla mia cara Tucumán
canterò, canterò

Con speranza o con dolore
nei campi di Acheral
ho visto la luna buona
che baciava il canneto

In qualcosa ci assomigliamo
luna della solitudine
io vado camminando e cantando
che è il mio modo di splendere.

2017/5/12 - 18:49




Language: Italian

Libero adattamento del testo di Daniele Sepe

dal disco "The cat with the hat”



Dario Sansone vox
Daniele Sepe tenor sax
Roman Gomez bandoneon
Franco Giacoia guitar
Tommy De Paola piano
Aldo Vigorito double bass
Roberto Bastos congas
Roberto Lagoa percussion
Hamid Drake drums
Roberto Colella, Antonio De Luca, Antonello Iannotta, Roberto Trenca, Carmine D’Aniello, Luca Casbarro coro
IO NON CANTERÒ ALLA LUNA

Io non canterò alla luna
Per la luce che mi da
Ma canto perché lei sa
Del mio lungo camminar

O luna del clandestino
Tu che guardi i sogni miei
Conosci anche il mio destino
E la vita che vorrei

Perduto qua in mezzo al mare
Vita mia chi sa se poi mi aspetterai

Ma quando sale la luna
Cantare cantarè
Lontana come la riva
Cantarè cantarè
In cerca della fortuna
Cantare cantarè

2019/3/28 - 20:27


Questa eccezionale canzone è ed è stata nel repertorio di molti, tra cui ricordo l'impatto potente dell'antica versione di Gato Barbieri, non mi sembra corretto però che sotto il titolo compaia Mercedes Sosa e non Atahualpa Yupanqui

Flavio Poltronieri - 2017/1/10 - 10:18


Caro Flavio, la scelta di attribuirla a Mercedes Sosa, invece che al suo autore, ha a che vedere con l'interpretazione in base alla quale lo ho inserita nel nostro sito: quella di una malinconica canzone d'esilio. Per motivi simili anche altre canzoni nel sito non sono state attribuite all'autore ma all'interprete grazie al quale la canzone ha assunto il significato "politico" se vogliamo dire così.

Se credi che anche nella versione originale si riferisse a un esilio (se non erro anche Yupanqui fu esiliato, negli anni '30) allora potremmo cambiare l'attribuzione.

Lorenzo - 2017/1/10 - 10:36


Non posso esserne certo in quanto ahimè per poco ma non ho avuto occasione di parlare con Atahualpa, ma la sua statura di autore è talmente elevata che mi sembra perlomeno doveroso attribuirgliela, che dici? Ti abbraccio forte

Flavio Poltronieri - 2017/1/10 - 10:49


Mbe ha ragione Poltronieri. La canzone è di yupanqui, e tra L altro l hanno interpretata in tanti, mica solo la Sosa. E comunque si, Yupanqui è stato in esilio.

Daniele Sepe - 2018/10/29 - 18:10


Non mi sembra che questa canzone abbia a che fare direttamente con l'esperienza dell'esilio politico di Yupanqui, anche se quando la scrisse (mi sembra nel 1949) aveva già sperimentato l'esilio, credo due volte, in Uruguay.
Ma è sicuramente una delle tante espressioni che troviamo nella sua opera a proposito della condizione umana, sempre peregrina e transumante... Una specie di esilio esistenziale, per cui alcune persone (o tutti?) sono destinate ad allontanarsi costantemente dai propri luoghi e affetti. Penso alla straordinaria Piedra y camino (anche questa cantata da Mercedes Sosa), Recuerdos del Portezuelo, e tante altre.
C'è un audio in cui don Ata racconta l'origine della canzone
Un saluto e grazie per questo bellissimo sito!

Stefano Gavagnin - 2018/11/4 - 00:22


"El Portezuelo" citato da Stefano è forse l'unico caso nell'intera opera poetica di Atahualpa in cui il tema dell'amore viene sfiorato (dall'immagine dello sguardo della ragazza). Per il resto è assente: o si ama o si va per il mondo. E il cammino separa.

Flavio Poltronieri - 2018/11/4 - 10:55



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