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Ballad of Hattie Carroll

Don West
Lingua: Inglese


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1963
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La versione ufficiale dei fatti: l’incidente tra William Devereux Zantzinger (le fonti non concordano mai sulla corretta grafia del nome, se sia Zanzinger o Zantzinger, che è la versione usata da Dylan) e Hattie Carroll avviene all’una e quaranta nella notte tra l’8 e il 9 febbraio 1963 all’Emerson Hotel di Baltimore, durante una festa di beneficenza nota come “Il ballo delle zitelle” [The Spinsters’ Ball]. All’una e trenta il comportamento di Zantzinger, 24 anni, probabilmente ubriaco, si fa pericoloso. Con un finto bastone da parata, pare di legno, insegue una cameriera nera di trent’anni di nome Ethel Hill, picchiandola ripetutamente. Dieci minuti dopo chiede un bicchiere di bourbon e ginger ale a un’altra cameriera di nome Hattie Carroll, 51 anni, madre di undici figli, sofferente di ingrossamento del cuore e ipertensione arteriosa. Pare che Hattie Carroll abbia le mani impegnate in quel momento e dica: “Aspetti un minuto, signore” [“Just a minute, sir”]. Al che Zantzinger risponde: “Quando ordino da bere lo voglio subito, stronza di una negra” [“When I order a drink I want it now, you black bitch”]. Hattie Carroll dice che sta facendo del suo meglio. William Zantzinger allora la colpisce sul collo e sulle spalle (così viene riportato) con il bastone che ha in mano. Hattie Carroll grida aiuto, sviene, ed è portata in stato di incoscienza al Baltimore Mercy Hospital.

Più tardi, nei locali dell’albergo, la polizia trova il bastone di William Zantzinger spezzato in tre tronconi, presumibilmente da lui stesso. Zantzinger e sua moglie, Jane Elson Duvall, reagiscono violentemente ai poliziotti che li interrogano, arrivando a fare a pugni. Vengono portati alla stazione di polizia e accusati di resistenza a pubblico ufficiale. Jane Duvall viene rilasciata dopo aver pagato una cauzione di 28 dollari. William Zantzinger viene trattenuto tutta la notte e appare davanti al giudice la mattina dopo. Si dichiara non colpevole ed è rilasciato grazie a una cauzione di 600 dollari. Alle nove e quindici della stessa mattina Hattie Carroll muore al Mercy Hospital senza aver ripreso conoscenza. La causa della morte viene attribuita ad emorragia cerebrale causata dai colpi ricevuti. Sembra che i documenti dell’ospedale parlino di colpi alla testa, mentre precedenti testimonianze riferivano di colpi al collo e alle spalle; può darsi che il referto sia stato compilato in fretta, e naturalmente non si può decidere in questa sede se la morte fu causata da emorragia o da infarto, come sostiene Vites (ma non capisco su che base lo affermi, visto che Heylin dice solo che Hattie Carroll “morì la mattina seguente” [she died the following morning], senza specificare la causa della morte). Un articolo del Washington Post dell’1 febbraio 2004, firmato da Susan Gervasi, e che citerò ancora, conferma la versione dell’emorragia cerebrale (parla di “stroke”). Non appena la polizia apprende della morte di Hattie Carroll emette l’ordine di arrestare William Zantzinger con l’accusa di omicidio di primo e di secondo grado. Zantzinger è arrestato alcuni giorni dopo.
Il processo ha luogo nel giugno del 1963. Una corte composta di tre giudici conclude che Zantzinger è colpevole di omicidio preterintenzionale, facendo cadere le accuse di omicidio di primo e secondo grado. Il 28 agosto 1963 William Zantzinger viene condannato a una multa di 625 dollari e a sei mesi di carcere, che però inizia a scontare il 15 settembre 1963 perché gli viene lasciato il tempo di completare la raccolta di tabacco nella sua piantagione di Mount Victoria. Tre mesi dopo, alcuni giorni prima di Natale, viene rilasciato definitivamente per buona condotta. Sembra che successivamente abbia pagato un compenso di 25.000 dollari alla famiglia di Hattie Carroll.

Dylan viene a sapere del caso da due fonti: un articolo di Roy H. Wood, intitolato “Un danaroso violento uccide una donna di colore madre di dieci figli” [“Rich Brute Slays Negro Mother of 10”], uscito su un quotidiano (può darsi che fosse “The Baltimore Sun” del 10 febbraio 1963, ma non sono sicuro). L”articolo era stato fotografato e ristampato sulla rivista “Broadside”, n. 23, marzo 1963, a commento della canzone di Don West, “Ballad of Hattie Carroll” (Dylan, come si vede, non è il primo ad aver scritto una canzone sulla morte di Hattie Carroll, anche se ora nessuno si ricorda più della canzone di Don West). All’epoca di quel primo articolo, il processo a Zantzinger non era ancora stato celebrato.

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La seconda fonte è un articolo apparso sul “New York Times” il 29 agosto 1963, intitolato “Possidente condannato per la morte di una cameriera” [“Farmer Sentenced in Barmaid’s Death”], dal quale si ricavano la maggior parte delle informazioni che sono poi circolate sul caso, e che sono state utilizzate da Andy Gill nel suo “Don’t Think Twice, It’s All Right – Bob Dylan: The Early Years (Thunder’s Mouth Press 1998), da Todd Harvey in “The Formative Dylan: Transmission and Stylistic Influences, 1961-1963” (The Scarecrow Press 2001) e dall’anonimo autore dell’articolo “1960s: William Zantzinger Did Kill Poor Hattie Carroll”, pubblicato su “The Telegraph” e ristampato in “All Across the Telegraph: A Bob Dylan Handbook”, a cura di Michael Gray e John Bauldie (Sidgwick & Jackson 1987).

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Alessandro carrera su Maggie'sFarm


Qui un'approfondita disamina della storia di Hattie Carroll (in inglese)
Come all you poor & honest people
If you would like to understand
And listen to a sad, sad story
Of happenings in th1s awful land.

A story of a brutal murder,
Done by a rich and powerful man,
Who beat to death a maid of colour,
With stylish cane held in his hand.

Hattie Carroll, an honest worker
Left her home that fateful day
But little did she stop to ponder
That she would never draw her pay.

She went to work that cold gray evening
As she had often done before
Serving food & drink to rich men
At the big hotel in Baltimore.

The big man pounded on the table,
She hardly heard what he did say,
When Hattie went to get his order,
He took his cane and flailed away.

She bent down & then she staggered
Her eyes could barely see the lights
But no one turned a hand to help her
It was a ball for socialites.

They took her to a place called Mercy
The doctor checked & shook his head
There's nothing now I can do/her
Alas she was already dead.

The church was crowded at the funeral
Good people mourn, her children weep
She left a family filled with sorrow
And to us all a pledge to keep.

A pledge that we shall end such sadness,
Brought on by men of powerful name,
Nor ever forget this honest mother,
For we must end this awful shame!

inviata da dq82 - 26/10/2016 - 18:03



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