Lingua   

De mördades fria republik

Dan Berglund


Lingua: Svedese

Guarda il video

Loading...

Ti può interessare anche...

Under Sions kalla stjärna
(Björn Afzelius)
Margot au chômage
(Marco Valdo M.I.)
Kalla Kriget
(Blå Tåget)


[1973]
Testo e musica: Dan Berglund
Lyrics & Music: Dan Berglund
Text och musik: Dan Berglund
Album: 1. Stöd de strejkande hamnarbertarna [1974]
2. En järnarbetares visor [1975]

jaernarbetare


Dan Frejvid Berglund è finlandese di nascita: è nato infatti a Helsinki il 16 marzo 1954. Trasferitosi in Svezia, a Göteborg, nei primissimi anni di vita, negli anni '70 è stato forse il più noto protest singer svedese; era iscritto al KP ML, il Partito Comunista Marxista-Leninista di Svezia (l'attuale Kommunistiska Partiet). Il suo esordio come cantautore avvenne nel 1974, con un concerto per i lavoratori portuali di Göteborg in sciopero; tra le canzoni, questa possente ballata che tuttora rappresenta la sua canzone più nota, un evergreen persino in questi tempi cambiati. Il concerto per i portuali di Göteborg in sciopero divenne il suo primo album, Stöd de strejkande hamnarbetarna (“Sostenete i lavoratori portuali in sciopero”); l'anno successivo, la canzone fu inserita anche nell'album En järnarbetares visor (“Canzoni di un metalmeccanico”), pubblicato dalla casa discografica del KPML, la Proletärkultur.

Dan Berglund nel 1974.
Dan Berglund nel 1974.
Dan Berglund ruppe col KPML nel 1979, e smise anche di scrivere e cantare canzoni; vendette addirittura la sua chitarra. La ricomprò da un amico (Axel Falk) solo nel 1987, quando ricominciò a comporre e cantare canzoni dal tono politico assai attenuato. I tempi, appunto, erano cambiati: sebbene la critica lo apprezzasse, i suoi album vendevano poco più che zero. Non so come vada attualmente; un fatto è però che Dan Berglund, nei suoi concerti, De mördades fria republik la fa ancora, sebbene -a volte- con un verso cambiato che ha eliminato Marx e Lenin. La fa ancora perché è una canzone considerata immortale, che si comporta in Svezia un po' come "La Locomotiva" di Guccini si comporta in Italia.

Berglund ha affermato di avere scritto la canzone pensando agli operai che lavoravano nell'industria svedese negli anni '20 e '30 del secolo scorso; lavoratori che accettavano ogni rischio per la loro incolumità sul posto di lavoro, e che non pensavano di avere occasioni migliori. Durante i concerti, però, ha sempre affermato che la canzone è rivolta anche e soprattutto a chi muore sul posto di lavoro anche adesso. L'andamento della ballata è particolare e impressionante: un operaio saldatore (presumibilmente in un cantiere navale, dove lavora da “tredici lunghi anni”) sta lavorando a trenta metri da terra su un ponte di nave, quando cade e muore. Si “risveglia” già chiuso nella bara e assiste al suo funerale con la sua donna in lacrime e il prete che prega iddio; poi viene calato nella fossa, e nella bara comincia a battere i pollici. Gli risponde, dandogli il benvenuto una lugubre schiera di lavoratrici e lavoratori morti, la “Libera Repubblica dei Morti Ammazzati”. Tutti si alzano fino a scuotere la terra, e intonano un canto contro chi li ha portati a morte; in particolare l'industriale Jacob Wallenberg (all'epoca della canzone ancora vivo; è morto nel 1980).

Jacob Wallenberg (1892-1980)
Jacob Wallenberg (1892-1980)
Appartenente alla potentissima e antica famiglia dei Wallenberg (banchieri, finanzieri, industriali, politici, ambasciatori, ogni cosa; vi apparteneva anche il famoso Raoul Wallenberg, il diplomatico che salvò centinaia di ebrei ungheresi e che fu fatto sparire dai sovietici tra il 1945 e il 1947), Jacob Wallenberg, proprio negli anni '30 e '40, fu accusato di avere pesantemente collaborato con la Germania nazista nell'ambito del cosiddetto “Affare Bosch”. A lungo a lui e alla sua famiglia fu ufficialmente vietato di mettere piede negli Stati Uniti d'America, in quanto considerato un nazista conclamato. Jacob Wallenberg non era proprietario di cantieri navali, ma ne controllava alcuni attraverso la banca di famiglia, la Stockholms Enskilda Bank (SEB); ed è quindi interessante che, nella canzone, la “Libera Repubblica dei Morti Ammazzati” non accusi più di tutti gli industriali, quanto i banchieri e i finanzieri che permettono loro di operare e sfruttare da un lato, e dall'altro li controllano. E non solo loro: anche certi "partiti di sinistra" e il sindacato ufficiale, che "accorrono a pulire le scarpe" a industriali e banchieri. In questo caso, la canzone sembra davvero scritta appena ieri.

Come detto, la canzone che quarant'anni e rotti fa si chiudeva con l'invito a studiare Marx e Lenin e ad unirsi, si chiude adesso quasi con un'invocazione (“cerchiamo di svegliarci e di unirci”). Però, l'oramai edulcorato Dan Berglund non ce la fa a non cantarla più, perché gliela chiedono. Sarà mica perché di morti sul lavoro ce ne sono ancora a centinaia, e non solo nell'avanzatissima Svezia? Dan Berglund ha affermato di avere inserito nella canzone la cifra di “500 morti all'anno” riferendosi non agli anni '30, ma all'attualità, e di avere letto quella cifra in un giornale. Le statistiche svedesi sui morti sul lavoro per l'anno 1975 danno però la cifra di 293 vittime. Cerchiamo ora di immaginarci se Dan Berglund avesse scritto la canzone riferendosi, che so io, ai morti sul lavoro in Italia, e non quelli del 1975. Da cui la necessità di far conoscere questa canzone anche da queste parti e, perché no, un po' dovunque. Marx e Lenin saranno anche passati di moda,ma le morti bianche niente affatto, e il capitalismo finanziario e industriale neppure. E ho come l'impressione che la "Libera Repubblica dei Morti Ammazzati" si sia ingrossata a dismisura, e che non vi si parli soltanto lo svedese.

Si dice che, quando Dan Berglund la interpretò per la prima volta davanti ai portuali di Göteborg in sciopero, suscitò, come dire, una certa impressione; è una canzone che invita alla vendetta, non un idillio con le margheritine. Ma si dice anche che, anche in questi tempi d'oggi, sentirla cantare faccia sempre sobbalzare. Può darsi. In Svezia, comunque, è stata "coverata" da chiunque, e continua ad esserlo. Forse vorrà pur dire qualcosa. [RV]

Jag åt min gröt och läste tidningen
Tog väskan i min hand och kysste kärringen
Djup låg snön och natten såg mitt spår
Där på vägen som jag traskat fram i tretton långa år

Och denna dag låg vinden på från nord
Vi svetsade på däck tretti meter över jord
Då hörde jag ett dån och någon som skrek:- Sven!
Men allt försvann i blod och eld och det blev natt igen

Så vaknade jag upp i en kista utav gran
Och tänkte att det här, det liknar ju själva fan
Och kärringen hon grät och var likblek i sin syn
Medan prästen bad till herren gud med näsan sin i skyn

Sen firades jag ner till min enkla lägenhet
Och börja rulla tummar i min tysta ensamhet
Då var det nån som sa: – Kamrat och bästa lik
Välkommen till dom mördades fria republik.

Och där bland sten, bland rötter, sand och mull
Låg människor i led, hela jorden var full
Av kvinnor och män som arbetat en gång
Och dom reste sig så jorden skalv och stämde upp en sång:

”Vi mördades i den svenska industrin
Vi är femhundra per år som blir slaktade som svin
I fabrikerna där man suger ut vår märg
Och störst av alla mördare är Jacob Wallenberg

Det var vi som höll igång hans fabrik
Det var vi som föll och blev burna ut som lik
Vi bugade för bödeln, vi gödde honom stor
Medan sossarna och facket sprang och putsade hans skor

Nu kräver vi hämnd, hör vårt bittra skrik
Det hörs genom maskinerna i varje fabrik
Det hörs i vindens sus och i höga furors sång
Och det kräver att du gör din plikt och hämnas oss en gång

Och genom maskinerna sjunger vi för er:
Studera Marx och Lenin och förena er [1]
Klass mot klass måste striden stå
Och i tysthet ska vi stiga upp och vara med er då."
[1] Raden numera utbytt till: Se till nån gång att vakna och förena er

inviata da Riccardo Venturi - 25/10/2016 - 03:24




Lingua: Italiano

Traduzione italiana di Riccardo Venturi
25 ottobre 2016 04:19


La versione da studio (polistrumentale e coro)
LA LIBERA REPUBBLICA DEI MORTI AMMAZZATI

Mi mangiavo la zuppa dolce [1], mi leggevo il giornale
Prendevo la mia borsa, un bacio alla mia donna, [2]
La neve era profonda, le mie orme nella notte [3]
Per il cammino che mi strascinavo da tredici lunghi anni.

E quel giorno tirava un vento dal nord,
Saldavamo su un ponte a trenta metri da terra;
Sentii un gran fracasso e qualcuno che gridava: “Sven!”
Ma tutto scomparve nel sangue e nel fuoco, e ricadde la notte.

Mi risvegliai allora in una cassa di legno d'abete
E pensai che tutto questo sembrava proprio l'inferno;
La mia donna piangeva, pallida in viso come una morta,
Mentre il prete pregava iddio col naso all'aria.

E poi fui calato nella mia semplice fossa,
Cominciai a battere i pollici nel silenzio della mia solitudine,
Ed ecco che qualcuno disse: “Compagno, carissima salma,
Benvenuto nella Libera Repubblica dei Morti Ammazzati.”

E là, tra sassi, tra radici, sabbia e terriccio
La gente stava in fila, tutta la terra era piena
Di uomini e di donne che una volta avevan lavorato,
Si alzarono, la terra tremò, e intonarono un canto:

“Siamo stati ammazzati nell'industria svedese,
Siam cinquecento all'anno macellati come porci
Nelle fabbriche dove ci succhiano il midollo,
E il più grande assassino di tutti è Jacob Wallenberg.

Eravamo noi che mandavamo avanti il suo cantiere,
Noi che siamo morti e portati a seppellire,
C'inchinavamo al boia, lo ingrassavamo ben bene
Mentre i socialisti e il sindacato accorrevano a pulirgli le scarpe

Ora vogliamo vendetta, senti il nostro grido amaro,
Lo si sente per i macchinari in ogni fabbrica,
Lo si sente nel sussurro del vento e nel fruscio degli alti pini,
E chiede che tu faccia il tuo dovere e ci vendichi una volta.

E là tra i macchinari noi vi cantiamo:
Studiate Marx e Lenin e unitevi! [4]
Classe contro classe dev'essere la lotta,
E nel silenzio ci leveremo e saremo là con voi.”
[1] Il gröt è la zuppa dolce di fiocchi d'avena che costituisce la colazione popolare svedese, una specie di porridge.

[2] Dopo un gran pensa e ripensa, basandomi anche sulla traduzione inglese di Juha Rämö, mi sono deciso a tradurre kärring come "[la mia] donna"; ma resta l'avvertenza che, nello svedese attuale, è una parola cui fare un po' di attenzione perché significa anche "puttana, troia".

[3] Alla lettera: "la notte vedeva le mie orme".

[4] Attualmente, Dan Berglund cambia a volte il verso in: "Vediamo di svegliarci e di unirci".

25/10/2016 - 04:20




Lingua: Inglese

Traduzione inglese / English Translation / Traduction anglaise / Engelsk översättning: Juha Rämö
THE FREE REPUBLIC OF THOSE MURDERED

I ate my porridge and read the paper,
took my bag and kissed my missis goodbye.
And in the dark I left my trail in the deep snow
on the road I had been walking for thirteen long years.

On that day the wind was in the north.
We were welding on a deck thirty meters above the ground
when I heard a boom and a voice shouting: »Sven!«
And everything disappeared in blood and fire and it was night again.

Then I woke up in a coffin of spruce
and thought all hell must be loose.
And my missis was weeping her face pale like death
and the priest begging to his god out of breath.

Then I was lowered into my simple dwelling
and in its loneliness I started to twiddle my thumbs.
Suddenly I heard a voice: »Comrade, dear deceased,
welcome to The Free Republic Of Those Murdered.«

And there, in the midst of stones, roots, sand and dirt,
rows of people were lying, the earth was full
of women and men who had once been working
and who rose up singing a song that made the earth shake:

»We were murdered by the Swedish industry.
Five hundred of us each year are butchered like pigs
in factories that drain our blood.
And the worst of all murderers is Jacob Wallenberg. *)

We were the ones to keep his factories running,
it was we who fell and whose bodies were buried.
We bowed to the hangman and filled his stomach,
while socialists and union men were busy to shine his shoes.

Now we are demanding revenge, hear our bitter cry
sounding from each factory floor,
carried by whispering winds and the humming of tall pines,
and requiring you to do your duty and revenge us.

And from the machines on factory floors we sing to you:
Study Marx and Lenin and unite!
Class against class it shall be!
And silently we will raise up to back you.«
* ) Jacob Wallenberg (1892 - 1980) was a banker and one of the most influential figures in Swedish business life.

inviata da Juha Rämö - 25/10/2016 - 13:15




Lingua: Inglese

An essay for a singable English version of the song
By Riccardo Venturi, October 26, 2016 04:57

Translator's note. This is an essay for a somewhat singable English version of this song, though not in rhyme. A rhyming version has proved beyond my possibilities, but I tried anyway to keep the rhythm. The translation is based both on Juha Rämö's version and on a previous, word-for-word translation I made yesterday for my own use, but now it has much of a rewriting or adaptation -rather free in some points.
THE FREE REPUBLIC OF THE MURDERED

I ate up my porridge and read my newspaper,
Then seized my workbag and kissed my love goodbye,
The snow was so deep, the dark night saw my trail
Along the way I had been going for thirteen endless years.

That day was swept by so strong a north wind,
Doing our deck weldwork 100 feet up high
I heard a crash and someone shouting: -Sven!
And then blood and fire, and the night fell again.

A sprucewood coffin was the place I woke up in,
I thought I was in hell, that's all I tell you friends.
My love was weeping, her face was white as death,
the priest was praying his god with his nose turned up.

Then I was lowered into my simple, bare grave,
I lay and rolled my thumbs in my quiet loneliness;
I heard a voice saying: - Comrade, dear deceased,
The Free Republic of the Murdered bids you welcome.

And there among stones, roots, pebbles, sand and dirt
People lay in long rows, the whole earth was full
Of men and women, old workers of times past,
The earth was shaken, trembling as they all rose up and sang:

“We all were murdered by the Swedish industry,
Five hundred of us per year, slaughtered like pigs
In factories where our blood's drain'd from our veins,
And the worst butcher's name is Jacob Wallenberg.

We, the workers, kept all his plants in nonstop run,
The pay we got was death, a burial and a grave.
Bowing to a butcher's feet we made him rich and fat
While socialists and unionmen rushed to shine his shoes.

We're craving for revenge, hear now our bitter cry
Resounding through the floors in every factory,
Whispering with the wind, humming with the pine trees
And telling you to take revenge, your duty to fulfill.

Through the machines, you can hear us sing for you:
Let's act for revolution, for union and dignity,
Class against class, that's our struggle, our fight,
We'll stand up in silence and back you by your side.

26/10/2016 - 04:58




Lingua: Tedesco

Traduzione tedesca / German translation / Traduction allemande / Deutsche Übersetzung: Juha Rämö
DIE FREIE REPUBLIK DER ERMORDETEN

Ich esse meinen Brei, lese die Zeitung,
greife mir meine Tashe und küsse mein Weib.
Im Dunklen hinterlasse ich meine Spuren im tiefen Schnee
auf dem Weg, den ich seit dreizehn langen Jahren gehe.

Der Wind weht von Norden.
Wir schweißen auf einem Deck in dreißig Metern Höhe.
Da höre ich einen lauten Krach und einen Schrei: »Sven!«
Dann verschwindet alles in Blut und Flammen und es ist wieder Nacht.

Ich wache auf in einer Kiste aus Fichtenholz
und es kommt mir geradezu teuflisch vor.
Mein Weib heult trostlos mit leichblassem Gesicht,
und der Priest betet zu seinem Gott wie vor Gericht.

Dann werde ich in meine karge Bude gesenkt
und in der Eisamkeit fange ich an, meine Daumen zu drehen.
Plötzlich höre ich eine Stimme: »Genosse, seliger Freund,
willkommen in der Freien Republik der Ermordeten.«

Und dort, in einem Gemisch von Stein, Wurzel, Sand und Krume
liegen reihenweise Menschen, die Erde ist voller
Frauen und Männer, die einst Arbeiter waren
und die jetzt aufsteigen und mit donnernder Stimme singen:

»Die schwedische Industrie hat uns ermordet.
Fünhundert von uns werden jährlich wie Schweine geschlachtet
in Fabriken, wo wir zur Ader gelassen werden.
Und der allerschlimmste Mörder heißt Jacob Wallenberg *)

Wir haben seine Fabrik am Laufen gehalten,
wir sind gefallen und unsere Leichen wurden begraben,
wir haben uns vor dem Henker verbeugt und ihn gemästet,
während die Sozialisten und Funktionäre flink seine Schuhe putzten.

Jetzt fordern wir Rache. Hört also unseren Schrei,
der von jeder Fabrik und Werkstatt wiederhallt,
vom Wind getragen im Geäst von hohen Kiefern ertönt,
und der dich ermahnt, deine Pflicht tu tun und uns zu rächen.

Und aus jeder Fabrik und Werkstatt singen wir euch:
Studiert Marx und Lenin und vereint euch!
Klasse gegen Klasse heißt der Kampf!
Leise werden wir uns dann erheben, um euch zur Seite zu stehen.
* ) Jacob Wallenberg (1892 - 1980) war ein Bankier und eine der einflussreichsten Figuren in der schwedischen Wirtschaft seiner Zeit.

inviata da Juha Rämö - 26/10/2016 - 11:56




Lingua: Finlandese

Traduzione finlandese / Finnish Translation / Traduction finnoise / Suomennos: Juha Rämö
MURHATTUJEN VAPAA TASAVALTA

Söin puuroni ja luin päivän lehden,
otin laukkuni ja annoin eukolle suukon.
Syvään lumeen jäivät pimeässä jälkeni
tiellä, jota olin kulkenut kolmetoista pitkää vuotta.

Sinä päivänä tuuli kävi pohjoisesta.
Olimme hitsaamassa kannella kolmenkymmenen metrin korkeudessa,
kun äkkiä kuulin rysähdyksen ja huudon: »Sven!«
Sitten kaikki katosi vereen ja tuleen, ja oli jälleen yö.

Kun heräsin, olin kuusipuisessa arkussa
ja mietin, että nyt on piru merrassa.
Eukko itki vuolaasti ja oli kalmankalpea,
mutta pappi vain rukoili jumalaa nenä valkeana.

Sitten minut laskettiin vaatimattomaan majaani,
jonka yksinäisyydessä aloin pyöritellä peukaloitani.
Silloin kuulin äänen sanovan: »Toveri, parahin vainaja,
tervetuloa murhattujen vapaaseen tasavaltaan.«

Ja siellä kivien, juurien, hiekan ja mullan seassa
makasi rivikaupalla ihmisiä, maan povi oli täynnä
naisia ja miehiä, jotka olivat joskus tehneet töitä.
Ja he nousivat ylös niin että maa järisi ja virittivät laulun:

»Meidät murhasi Ruotsin teollisuus.
Kuin sikoja meitä teurastetaan viisisataa vuodessa
tehtaissa, jotka imevät meidät kuiviin.
Ja murhaajista pahin on nimeltään Jacob Wallenberg.

Me pidimme hänen tehtaansa käynnissä,
me kaaduimme, ja meidän ruumiimme haudattiin,
me kumarsimme pyövelille ja täytimme hänen vatsansa,
kun demarit ja työläisherrat juoksivat kiillottamassa hänen kenkiään.

Nyt me vaadimme kostoa, kuulkaa siis katkera huutomme,
joka kantautuu jokaisen tehtaan konesaleista,
jota tuuli tuivertaa ja korkeat hongat humisevat
ja joka vaatii sinua kostamaan puolestamme.

Ja konesalien uumenista me laulamme teille:
Opiskelkaa Marxia ja Leniniä ja liittykää yhteen.
Luokka luokkaa vastaan olkoon taistelunne.
Ja ääneti me nousemme ylös ja olemme teidän tukenanne.«

inviata da Juha Rämö - 25/10/2016 - 13:17


La cover rock degli EAK Eld Attack Krossa
Rock cover by EAK Eld Attack Krossa
Rockcover av EAK Eld Attack Krossa


Riccardo Venturi - 25/10/2016 - 06:06


Dan Berglund, Café August, Karlstad, 22 luglio 2005 (cantata assieme al pubblico)
Dan Berglund, Café August, Karlstad, July 22, 2005 (singing together with audience)
Dan Berglund, Café August, Karlstad, 22 juli 2005 (sjunger tillsammans med publiken)


Riccardo Venturi - 25/10/2016 - 06:12


Even e Tone, giovane coppia norvegese nella loro capanna squattata (cantano in svedese)
Even and Tone, a young Norwegian couple in their squatted hut (singing in Swedish)

Riccardo Venturi - 25/10/2016 - 06:22


TearDownTheSystem, 17 anni, con la sua chitarra nuova.
TearDownTheSystem, 17 yo, with his new guitar
TearDownTheSyster, 17, med hans nya gitarr




Dice: "Mi dispiace, non so ancora bene gli accordi a memoria ma li sto leggendo direttamente dal PC".
Says: "I'm sorry, I don't know well the chords by heart yet, but I'm reading them directly from PC."
Säger: "Ser litet stelt ut, men kan inte ackord/text i huvet så sitter och läser direkt från datorn."

Riccardo Venturi - 25/10/2016 - 06:32


La cover di "Skuggan av Svampen" ("L'ombra del fungo")
Cover by "Skuggan av Svampen" ("Mushroom's Shadow")
Coverversion av Skuggan av Svampen


Riccardo Venturi - 25/10/2016 - 06:36


Pagina principale CCG

Segnalate eventuali errori nei testi o nei commenti a antiwarsongs@gmail.com




hosted by inventati.org