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La ballata di Romeo Isepetto

Gualtiero Bertelli
Lingua: Italiano


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Isepetto


Romeo Isepetto
Romeo Isepetto


Chi era Romeo Isepetto? Un "Robin Hood" del Dopoguerra o un semplice pescatore di frodo morto durante una delle sue azioni predatorie? Forse nessuno dei due o forse entrambi. Di certo è stata una figura centrale nella vita del Pci della Resistenza e dell'immediato Dopoguerra. Ma, al contempo, anche un personaggio controverso, che lo stesso Partito Comunista Italiano ha cercato di relegare nell'oblio. Ma ora il suo nome torna prepotente sulla scena mirese, a seguito della costituzione di un comitato, i cui portavoce sono Gianni Malerba e Luigi Dalla Costa, che insieme a Gualtiero Bertelli e Moira Mion, hanno intrapreso un percorso per portare il nome di Romeo Isepetto ad essere ancora ricordato e valorizzato.

Romeo Isepetto è nato a Burano, isola della laguna di Venezia. Famiglia di pescatori. Socialisti del primo Novecento. Il padre è fra gli organizzatori dello sciopero dei braccianti che lavoravano come schiavi per i frati Armeni nella loro isola. Una storia che fece scalpore in quel 1919.
Romeo si batte contro il fascismo. Ora vive a Mira, in terraferma. Terra di laguna e di frutteti delle famiglie Grasselli-Rocca. I grandi proprietari di terre, i padroni delle valli da pesca e della Mira Lanza puntellano e arricchiscono le loro fortune appoggiando il fascismo. I paesi del Brenta sono occupati dal potere fascista. Romeo, in quei decenni duri, milita nel partito Comunista clandestino. Nei mesi della guerra di liberazione è partigiano. L’8 settembre del 1943, gli antifascisti di Mira occupano il comune della loro città. E’ un’illusione. Romeo viene arrestato, la libertà del Veneto è ancora lontana, mezza Italia è occupata dai nazisti. Nel 1944 viene deportato a Mauthausen. Sopravvive. Torna a casa alla fine della guerra.

Troppe le ferite ancora aperte. I proprietari delle terre hanno semplicemente cambiato camicia e sono ancora il potere nella piana del Brenta. I contadini sono alla miseria. Romeo, segretario del Pci, conosce un solo modo per aiutare la sua gente: va a pesca, pesca di frodo, con esplosivi, nelle acque dei padroni. Il suo era una sorta di "esproprio proletario", verso quei personaggi che avevano fiancheggiato il Fascismo e dal quale avevano ricevuto grossi privilegi. Poi passa per le case dei compaesani e lascia quel pesce sulle tavole chi non aveva da mangiare, in particolare delle vedove di guerra.
Romeo muore nell’agosto del 1947 pescando in barena a Giare assieme al compagno Giuseppe Fabbian. Viene ucciso da una carica esplosiva. Muore da pescatore di frodo.
Il Partito lo omaggia di un funerale di primissima classe, dopodiché il suo nome e la sua storia sono inghiottiti dall’oblio. È un personaggio di alto livello per il Nordest antifascista, oltre a essere una persona di grande umanità, eppure di lui si trova traccia solo in qualche libro di memorie. La sua vita generosa viene cancellata dalla storia di Mira.
Isepetto, segretario comunale del Pci e punto di congiunzione del partito tra Veneto e Friuli, fu presto dimenticato, proprio per i suoi modi che mal si conciliavano con l'ortodossia e il "perbenismo" del partito d'allora. Solo ad Oriago si cercò di tenere vivo il suo ricordo, intitolandogli la locale sezione del Pci. Isepetto è stato anche il fondatore della cooperativa di pesca Ranieri Rampin, tuttora esistente a Lova di Campagna Lupia.
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Ladri parché? - La spiaggia di Giare - Ogni istà la Romana Isepetto (Recitato) - Vusto meter

Nota. I testi sono trascritti all'ascolto. Per i brani in Veneziano, la grafia sicuramente è approssimativa



Signore e signori di questa bella contrada
se ascoltar vi piace ed il cantar vi aggrada
siamo qui a raccontare i fatti tutti veri
di chi ha combattuto per noi nei giorni neri
di un patriota noi vi vogliamo parlar
che tutti quanti noi lo dobbiam ricordar
di nome era Romeo, giovane pescatore

Nato sulla laguna, là dove notte muore
sospinta via dal giorno, ch'è sole aria e vento
ch'è terra del bisogno e attracco d'ogni tormento
di venne nere ha il nero color,
nel viso in petto ma non dentro al cuor
sopra l'Italia tutta, cala la dittatura
violenta del fascismo, e si fa ancora più dura
la vita di famiglie di poveri lavoratori
braccianti contadini operai e pescatori
e sale il grido di chi vuole lottar
contro al Fascismo e non si vuole piegar

Correva l'anno '28, che il giovane venne a Mira
a Giare prese dimora tra compagni di cui si fida
e con questi altri ancora prepara la risposta
della gente operaia e della bandiera rossa
ma sono in tanti e tanti ancor
a dare battaglia per il rosso color
viveva di lavoro di bravo pescatore
ma da quel fango nasce l'eroico suo fervore
carcere botte violente non l'anno mai fermato
da tutti i suoi compagni è sempre più ascoltato
e sono tante le azioni di valor
che i partigiani hanno compiuto allor

La guerra vittoriosa alfine ha liberato
tutta l'Italia intera, e in festa han cantato
ma della sua miseria e di tanta distruzione
quella povera gente non ebbe mai ragione
così Romeo e l'amico Fabbian
salta alla barca, tornano a pescar
poiché la fame è tanta, van dove il pesce abbonda
dentro alle valli chiuse schierate sulla gronda
difese fino a ieri, dalle armi dei fascisti
servi messi a difesa dei ricchi latifondisti
e tutto il pesce sottratto a quei ladron
è diventato cibo per la popolazion

L'alba appena spuntata del 17 agosto
di quel 47 un triste ferragosto
quando tremò la terra percossa ed atterrita
da un boato forte che gli rubò la vita
Così la sorte li volle far morir
quei due generosi dopo tanto soffrir
ma noi vogliamo oggi con voi ricordare
con tutto l'onore chi ha saputo lottar

inviata da dq82 - 14/10/2016 - 10:27


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